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Architettura e proporzioni

Larchitettura un sistema complesso fatto di parti e di elementi che interagiscono sul piano della composizione. Si deve riconoscere ci che riconduce il sistema allunit, individuando il sistema di relazioni che intercorre tra le parti, risalendo cio alle matrici geometriche, alle griglie ortogonali, ai rapporti proporzionali ed ai rapporti aurei sottesi alla composizione di insieme, esplicitando la modularit che ne definisce il disegno

Pitagora: numero e musica Per Pitagora (VI sec.a.C.) il numero diventa riferimento e principio primo della realt. Alla base dellinteresse per i numeri fu la scoperta del rapporto numerico che governa laltezza dei suoni. Lo studio dei numeri interi port i pitagorici a scoprire lesistenza di grandezze incommensurabili (non divisibili entrambi per uno stesso modulo). Se, nelle stesse condizioni, vibrano due corde, una delle quali sia lunga met dell'altra, il suono della pi breve sar di un'ottava pi alto della pi lunga (diapason). Se le lunghezze delle due corde stanno nella relazione di 2:3, la differenza nell'altezza del suono sar di una quinta (diapente). Se si trovano nella relazione di 3:4, la differenza nell'altezza del tono sar di una quarta (diatessaron). Perci le consonanze sulle quali si fondava il sistema musicale greco - ottava, quinta e quarta -possono venire espresse dalla progressione 1:2 : 3:4; progressione che non solo contiene gli intervalli semplici d ottava, quinta e quarta, ma anche i due accordi compositi che i Greci conobbero, e precisamente l'ottava pi quinta (1: 2 ; 3) e le due ottave (1: 2 ; 4).

Platone Sulla scia dei pitagorici, Platone (V sec.a.C.) nel Timeo spiega che lordine e larmonia cosmici sono interamente contenuti in alcuni numeri. Larmonia del mondo si esprime nella serie dei sette numeri interi, espressi nelle due progressioni geometriche: 1, 2, 4, 8 1, 3, 9, 27 I rapporti tra questi numeri racchiudono tutte le armonie musicali; unottava nel collegamento verticale ed una quinta nel collegamento orizzontale.

Rapporto aureo Pitagora postul lassioma filosofico della sezione aurea definito poi in termini matematici da Euclide. La prima trattazione sistematica della sezione aurea si trova infatti negli Elementi di Euclide (III sec. A. C.) ove si tratta della divisione di un segmento in media ed estrema ragione che consiste nellindividuare quella parte di un segmento dato che sia medio proporzionale tra lintero segmento e la parte rimanente.

Costruzione della sezione aurea di un segmento

Il rettangolo aureo

Rapporti aurei nel Partenone Il Partenone inscritto in un rettangolo aureo. I lati AC e AG sono in rapporto aureo, cos come sono in rapporto aureo laltezza totale CE e quella della trabeazione DE. Il diametro alla base delle colonne in rapporto di 1:2,25 con lintercolumnio che lo stesso rapporto esistente tra la larghezza e la lunghezza della pianta. Unit di misura: piede attico (cm 29,6).

Rapporti aurei nel Partenone

Vitruvio e il trattato di Architettura


Secondo Vitruvio l'architettura si divide in sei parti: ordinatio, dispositio, eurythmia, symmetria, decor e distributio.
L'ORDINATIO consiste nella conoscenza delle misure dei singoli membri architettonici e delle loro proporzioni rispetto a un modulo o unit di misura. Da essa dipende l'esecuzione armonica di un edificio. La DISPOSITIO, che regola la corretta messa in opera di ogni elemento, si divide a sua volta in tre parti: icnografia, ortografia e scenografia, vale a dire il disegno in pianta, quello in alzato e quello in prospettiva. Per l'icnografia occorre saper usare il compasso e la riga; l'ortografia si occupa delle facciata e presuppone la conoscenza delle proporzioni, mentre la scenografia consiste nello schizzo o disegno in scorcio. Tutte e tre derivano da cogitatio e inventio. La prima, fondata sullo studio e la disciplina nell'operare, ha per meta le "sensazioni piacevoli"; la seconda, consiste nell'abilit nell'affrontare e risolvere problemi nuovi o insoluti. L'EURYTHMIA cura la leggiadria della figura e le dimensioni e proporzioni dei singoli elementi. La SIMMETRIA, con-misurazione, "il collegamento armonico dei singoli membri dell'edificio" e consiste nella corrispondenza proporzionale fra una parte e il tutto di un'opera, misurata a moduli o frazioni di modulo. Il DECOR riguarda il "bell'aspetto" di un'opera composta da elementi e forme le cui misure e proporzioni sono determinate con gusto, sapienza, consonanza e uniformit.

La DISTRIBUTIO, infine, consiste nell'uso sapiente di materiali e superfici, come pure nella "oculata parsimonia di spesa nel costruire".

Simmetria 1. Simmetria come disposizione di vari elementi tale che rispetto ad un punto o ad un asse ci sia la piena corrispondenza di forma, posizione, dimensione. Simmetria assiale: una figura simmetrica quando esiste un asse che ne individua due parti perfettamente speculari. Le simmetrie si classificano in base ai movimenti che le generano: -simmetrie speculari e rotatorie hanno come risultato oggetti compiuti in s, figure chiuse, centripete; -alcune simmetrie traslatorie contengono in s l'idea di movimento (geometrie centrifughe, aperte); -simmetrie elicoidali e traslatorie offrono figure non stabili, dinamiche aperte al movimento. 2. Simmetria in senso vitruviano intesa come commensurabilit rapporto modulare delle parti con il tutto. Non limitata ad una certa porzione dello spazio, ma va dall'infnitamente piccolo all'infinitamente grande.

La proporzione nella Roma antica La teorizzazione del modulo avviene compiutamente nella cultura greco-romana. Il modulo diventa il riferimento che giustifica la scelta progettuale. Nellarchitettura romana non mancano esempi in cui si possono riscontrare rapporti proporzionali sia in pianta che in alzato. Fondamentale in tal senso la lezione di Vitruvio [] Come nel corpo umano la caratteristica euritmica sta nel rapporto simmetrico dato dal piede, dalla mano, da un dito e dalle altre membra, cos deve essere nella realizzazione dellopera architettonica. E specialmente negli edifici sacri il calcolo delle proporzioni fatto in base al diametro delle colonne o dalla larghezza del triglifo [] nelle balliste in base al diametro del foro che i greci definiscono , nelle navi in base alla misura dellinterscalmio, detto e cos pure nelle altre costruzioni esso dato dalle parti dellopera stessa

la Simmetria un accordo uniforme tra i membri della medesima opera, ed una corrispondenza di ciascuno de medesimi, presi separatamente, a tutta la figura intiera, secondo le proporzioni che le compete; siccome nel corpo umano vi simmetria tra il braccio, il piede, il palmo, il dito e tutte laltre parti: cos addiviene in ogni opera perfetta. E primieramente nei templi sacri dalla grossezza delle colonne, ovvero dal triglifo si prende il modulo []

La Teoria delle Proporzioni Vitruviana trae spunto dallanalisi del corpo umano. Parliamo, infatti, di Meccanica Vitruviana riferendoci alle regole di armonia delle creazioni umane, indipendentemente dalla tipologia e dalla grandezza del modulo di riferimento. A questo proposito il testo molto pi chiaro di ulteriori parole. la sua composizione si basa sulla simmetria i cui principi larchitetto deve rispettare scrupolosamente []; infatti nessun tempio pu avere un equilibrio compositivo senza rispettare simmetria e proporzione, come per la perfetta armonia delle membra di un uomo ben formato . [] Se si dunque daccordo sul fatto che il sistema numerico ricavato in base alle membra del corpo e che tra ognuna di esse singolarmente presa e linsieme della figura umana esiste una costante corrispondenza simmetrica, ne consegue che dobbiamo ammirare quegli architetti che anche nella progettazione dei templi degli dei immortali disposero i vari elementi dellopera in modo tale da ottenere nel rispetto delle proporzioni e della simmetria una adeguata disposizione delle parti e dellinsieme

(Vitruvio De Architectura)

Analogia con il corpo umano Nel Rinascimento il processo di ideazione viene sistematizzato come metodo che si fonda su di una fase iniziale di studio che precede quella costruttiva. Larchitetto indaga con gli strumenti del disegno tutte le possibili soluzioni per la definizione della forma. A tal fine attinge alla tradizione classica, avvalendosi di un corpus di regole proporzionali e dimensionali stabilite a priori per armonizzare gli elementi. Si pone il problema di trovare un corretto sistema di proporzioni da utilizzare come riferimento. Luomo diventa riferimento armonico e proporzionale. Il corpo umano viene inscritto in piante oppure utilizzato per lo studio proporzionale dellordine

Analogia con il corpo umano

Francesco di Giorgio Martini

Le Corbusier Le Corbusier getta un ponte tra la tradizione e la nuova modernit ponendo alla base della sua progettazione il Modulor, una scala di rapporti proporzionali riferita al corpo umano quale riferimento dimensionale individuando in particolare la serie rossa basata sull'altezza delluomo divisa in segmenti secondo il rapporto aureo e la serie blu basata sull'altezza delluomo con il braccio alzato e divisa in segmenti allo stesso modo.

Gli ordini architettonici

Ordine architettonico: si intende linsieme di regole fondamentali e


permanenti che ordinano linterdipendenza degli elementi che costituiscono la forma. Lordine il principio strutturale dellarchitettura; il sistema di relazioni che organizza le parti nel tutto; la struttura profonda del linguaggio architettonico; la struttura delle leggi e dei principi compositivi.

Lordine nasce: come necessit di individuare un linguaggio comune fondato su elementi convenzionali; come strumento di riduzione di una realt complessa a un numero discreto di elementi che ne consenta di rappresentarne la logica; come necessit di individuare delle regole permanenti e assolute.

Ordine architettonico: procedure di proporzionamento.


I criteri di proporzionamente consentono di trovare altezze e aggetti delle varie parti dellarchitettura classica, una volta fissata una sola grandezza caratteristica:

Vitruvio diametro della colonna , misurato nella parte pi bassa del fusto (imoscapo) Le Corbusier (Campidoglio di Chandigarh)

Proporzionamento: Segnare per primo lasse della colonna dellaltezza voluta Dividere in 8 parti il segmento ottenendo il diametro della colonna; Riportare 2 parti e 1/3 in basso per avere laltezza del piedistallo; Riportare 2 parti in altro per avere laltezza della trabeazione;

Ordine architettonico: procedure di proporzionamento.


I criteri di proporzionamente consentono di trovare altezze e aggetti delle varie parti dellarchitettura classica, una volta fissata una sola grandezza caratteristica:

Vitruvio diametro della colonna , misurato nella parte pi bassa del fusto (imoscapo) Le Corbusier (Campidoglio di Chandigarh)

Divisione di un segmento: dimostrazione grafica

Ordine architettonico: procedure di proporzionamento.


Dai trattati: 1. Procedura delle partizioni successive (Vitruvio, Leonardo, Alberti, Palladio) Ricava ogni dimensione da quelle che precedono, per divisioni successive. Vitruvio insegna : la larghezza pari a1 diametro e 1/5, mentre laltezza di 1/5 diametro. si divide in 3 laltezza e il terzo inferiore si affida al plinto I 2/3 rimanenti si dividono in 4 parti e di sopra si da al toro superiore Quel che resta si divide in due parti, met per la scozia e met per il toro inferiore

2. Procedura dei sottomultipli (Vignola) 3. Procedura metrica decimale (Chitman)

Ordine architettonico: procedure di proporzionamento.


Dai trattati: 1. Procedura delle partizioni successive (Vitruvio, Leonardo, Alberti, Palladio) 2. Procedura dei sottomultipli (Vignola) Consiste nel dividere il modulo (diametro) in pari pi piccole, dette minuti, che funzionano da sottomultipli (Palladio, 60 minuti). Vignola adotta come modulo met diametro e lo divide in 12 per gli ordini toscano e ionico, in 18 per gli ordini ionico, corinzio e composito.
Base attica: 6 min. base plinto; 3min. toro superiore; 4min. scozia; 4 min. toro inferiore

3. Procedura metrica decimale (Chitman)

Ordine architettonico: procedure di proporzionamento.


Dai trattati: 1. Procedura delle partizioni successive (Vitruvio, Leonardo, Alberti, Palladio) 2. Procedura dei sottomultipli (Vignola) 3. Procedura metrica decimale (Chitman) Adotta dei valori numerici per esprimere la grandezza delle varie parti rispetto al modulo, assunto come unit. (1/3 diametro= 0.33 quindi il plinto alto 0.16; Il toro superiore 0.09, la scozia 0.125.)

La gerarchia dellordine: tripartizione della struttura 1. Livello costruttivo (grandi masse e primo proporzionamento) trabeazione; firmitas colonna; piedistallo; 2. livello funzionale (Parti generate per suddivisione del piedistallo, della colonna e
della trabeazione. Hanno funzioni specializzate)

trabeazione:

colonna:

piedistallo:

architrave fregio cornice base fusto capitello zoccolo dado cimasa

utilitas

3. livello decorativo (ogni elemento modellato per giustapposizione e


proporzionamento delle modanature)maggiore diversificazione tra gli ordini

venustas

La gerarchia dellordine: tripartizione della struttura Vitruvio nel primo capitolo del Libro III scrive: la progettazione dei templi si basa sulla simmetria il cui metodo deve essere scrupolosamente osservato dagli architetti. La simmetria nasce dalla proporzione che in greco viene definita analoghia. La proporzione consiste nella

commisurabilit delle singole parti di tutta l'opera, sia fra loro, sia con linsieme. Questa commisurabilit si basa sull'adozione di un modulo fisso e consente di applicare il
metodo della simmetria delle parti. Nessun tempio potrebbe avere una razionale progettazione senza simmetria e proporzione, senza avere cio un esatto rapporto di proporzione con le membra di un ben formato corpo umano. Gli elementi del sistema trilitico sono strettamente interconessi in riferimento ad un modulo di base che ne costituisce lunit di misura e ne regola i rapporti proporzionali sulla base di una sun-metria (simmetria intesa come uguale misura, commensurabilit) ,sinonimo di proporzione il modulo del sistema.

Ordine e ordini Lordine strutturato su regole permanenti che regolano l'interdipendenza degli elementi che costituiscono la forma. Non sono regole materiali, ma regole ideali, codificano una forma intellettuale che pu trovare realizzazione in modi diversi. Distinzione fondamentale tra: ordine: quale formulazione teorica e principio generativo dellarchitettura; ordini: quale termine utilizzato per indicare le connotazioni linguistiche relative ai tre ordini classici: dorico, ionico, corinzio; ed ai due successivi tuscanico, composito. altezza
intercolumnio

Le modanature profilo utilizzato come elemento di raccordo tra due parti di un contesto costruttivo o decorativo. Il profilo pu essere in aggetto o in rientranza rispetto al filo delle parti che raccorda, pu essere rettolineo, curvo, liscio o intagliato.

Le modanature

Entasis Il fusto della colonna si restringe gradualmente, a partire da un terzo dellaltezza, fino a misurare i 5/6 del diametro. Palladio insegna a disegnarla in modo semplice:

Entasis

Ordine dorico, capitello Gli ordini dell'architettura, Vitruvio (IV,1), lordine dorico "Quindi dalla diversit delle colonne sono nati tre diversi ordini, chiamati Dorico, Jonico e Corintio. Di questi il primo ad essere inventato fu il Dorico: imperocch Doro figliuolo di Elleno, e della ninfa Ottico fu Re di tutta l'Acaja, e del Peloponneso: costui fabbric in Argo, antichissima citt, un tempio nel luogo sacro a Giunone, ed a caso riusc di quest' ordine: molti altri tempj poi si fecero nelle altre citt dell' Acaja di questo stesso ordine, ancorch non se ne sapessero ancora le sue vere, e giuste proporzioni. Ma dopo che gli Ateniesi, per gli oracoli di Apollo Delfico, e di comun consenso di tutta la Grecia, trasportarono nell'Asia tutte in un tempo tredici Colonie [...]. Ivi dunque dopo disegnati i luoghi da consecrarsi agli Dei immortali, cominciarono a fabbricarvi de' tempj: e il primo fu ad Apollo Panionio simile a quello, che avevano veduto nell'Acaja, e lo chiamarono fin anche Dorico, perch il primo che avevano veduto fatto in questa maniera, era stato nelle citt de' Dorj. In questo tempio volendo mettervi delle colonne, ma non avendone le vere proporzioni, e ricercando il modo, come farle non solo atte a regger peso, ma anche belle a vedere, risolvettero di misurare, la pianta del piede, umano, e ritrovato esser la sesta parte dell'altezza d'un uomo, fecero perci le colonne alte compresovi il capitello, quanto sei grossezze da basso di essa colonna: e cosi cominci la colonna Dorica ad avere negli edifizj la proporzione, la sodezza e la bellezza del corpo umano".

Ordine dorico, fusto Il tempio dorico arcaico non poggia direttamente sul terreno, ma su un crepidoma in pietra, costituito da un massiccio basamento di tre o pi gradini, utilizzato per sopraelevare il tempio dal terreno e staccare simbolicamente la residenza degli dei dal livello del terreno. La parte superiore del crepidoma prende il nome di stilobate e costituisce il piano orizzontale su cui poggia la colonna. La colonna dorica del periodo arcaico costituita dal fusto e dal capitello. Il fusto della colonna dorica rastremato verso l'alto, cosicch il diametro alla base imoscpo maggiore del diametro alla sommit sommoscpo. Tale rastremazione non uniforme: ad un terzo della colonna la colonna presenta un rigonfiamento (entasi), utilizzata per correggere la percezione ottica.

Ordine dorico, trabeazione L'architrave (o epistilio) l'elemento strutturale per eccellenza che collega tra di loro le colonne e serve da appoggio per le travi del tetto. I blocchi monolitici che lo compongono sono lunghi quanto l'intercolumnio, cio la distanza che intercorre tra gli assi delle colonne. Nell'ordine dorico l'architrave sormontato da un fregio che diviso dall'architrave da un listello detto tenia. Il fregio formato dall'alternanza di metope e triglifi. I triglifi (tre scanalature) sostituivano le tavolette di terracotta che originariamente proteggevano le teste delle travi di legno, impedendo che si marcissero, facilitando con le scanalature il defluire delle acque meteoriche. Sotto ogni triglifo e sotto la tenia c' un listello in pietra che si chiama regula da cui pendono sei gocce che ricordano simbolicamente le gocce d'acqua che durante le piogge stillavano dalle teste delle travi. Le metope sono delle lastre poste a chiusura degli spazi lasciati vuoti dalle teste delle travi. Inizialmente erano lisce poi vennero decorate o dipinte in epoca classica con scene tratte dalla mitologia. La cornice (o geison) aggetta sul fregio per proteggerne i bassorilievi dalla pioggia.

Ordine dorico Attraverso lindividuazione formale degli elementi, larchitettura diventa rappresentazione dellatto costruttivo. Un sistema costruttivo infatti non sufficiente da solo ad essere architettura. Lattribuzione di un ruolo formale alle parti del sistema consente la trasformazione da forma tecnica a forma architettonica. Gli ordini costituiscono la rappresentazione dellatto costruttivo, dove sistema tecnico e sistema formale si trovano a coincidere. Il tetto era realizzato con capriate lignee che sorreggevano tetti a falda con inclinazione di 15. Il tetto era coperto da tegole bloccate ai lati dalle antefisse. I lati minori del tempio lasciavano scoperti degli spazi triangolari (timpano) la cui altezza 1/8 della base. Cornice e timpano formano il frontone. Alla sommit del frontone o sui lati venivano posizionati degli elementi (acroteri) in marmo o terracotta (personaggi o animali mitologici).

Ordine dorico

Ordine dorico: santuario di Olimpia

Ordine dorico

Ordine dorico

Tempio di Aphaia a Egina

Ordine ionico Gli ordini dellarchitettura, Vitruvio (IV, I), Lordine dorico () "Similmente avendo poi voluto inalzare un tempio a Diana, presero sulle stesse tracce le delicate proporzioni della donna, per formarne un aspetto diverso di un ordine nuovo: e fecero in primo luogo la grossezza della colonna un ottavo dell'altezza, per darle un aria pi svelta: e vi aggiunsero sotto anche la base ad imitazione della scarpa, nel capitello le volute quasi ricci increspati di capelli pendenti a destra ed a sinistra, e con cimase e serti distribuiti in luogo di capelli ne ornarono gli aspetti; per tutto il fuso v'incavarono i canali a similitudine delle pieghe delle vesti delle matrone. Cos trovarono due diverse specie di colonne, una imitando l'aspetto virile senza ornato, l'altra colla delicatezza d'ornato e proporzione femminile. I posteri poi avanzando nel buon gusto, e piacendo le proporzioni pi gentili, diedero alla colonna Dorica sette diametri di altezza, ed otto e mezzo alla Jonica. Jonica chiamata, perch i Joni furono i primi a farla".()

Ordine ionico

Ordine ionico

Ordine Corinzio Gli ordini dellarchitettura, Vitruvio (IV, I), Lordine corinzio () "Il terzo ordine, che si chiama Corintio, imita la tenerezza delle vergini: perch queste per la tenera et sono formate di membra gentili, e negli ornamenti non sono capaci se non di cose dilicate. L'invenzione del capitello di quest' ordine si narra in questa maniera. Una vergine Corintia gi atta a marito, sorpresa da male se ne mor: dopo essere stata condotta alla sepoltura, la sua nutrice port delle vivande, che a lei viva solevano piacere, e chiuse e accomodate in un corbello le pose sopra del sepolcro: ed acciocch, restando cos allo scoperto, si mantenessero pi lungo tempo, le copr con un mattone: fu questo corbello a caso situato su la radice di un Acanto. Intanto la radice stando nel mezzo cos schiacciata dal peso, quando fu verso primavera, mand fuori le foglie, e i gambi, i quali crescendo accosto a' fianchi del corbello e respinti dalla resistenza degli angoli della tegola furono costretti ad attortigliarsi in quei canti, che sono ora in luogo delle volute. Callmaco, che per l'eccellenza, e sottigliezza dell'arte di lavorar marmi era dagli Ateniesi chiamato catatechnos (primo artefice), trovatosi a passare allora presso a quel monumento vide il paniere, e le tenere foglie, che l crescevano d'intorno, e piacendogli lidea, e la novit della figura, fece a questa sirniglianza le colonne presso i Corintj: ne stabil le proporzioni, e determin le vere misure per un perfetto ordine Corinto".

Ordine Corinzio

Tre tappe fondamentali Vanno considerati tre momenti: gli ordini nellet classica presuppongono la formulazione di una parte in via generale e la successiva applicazione particolare - visione analitica e visione sintetica; in epoca romana si assiste ad un ampliamento del repertorio tecnico. Con luso degli archi e delle volte la colonna diventa un elemento decorativo e perde il ruolo portante. Gli ordini vengono utilizzati nel disegno delle facciate. Dualismo tra strutture portanti e finiture. Perde significato dal punto di vista costruttivo trasformandosi in un codice formale; nel Rinascimento: interpretazione della regola che si fonda su una lettura delle parti, rielaborazione del modello e applicazione del metodo. Studio degli elementi di un linguaggio antico, ricerca delle geometria e delle regole armoniche.

Sebastiano Serlio, I cinque ordini, 1540

Gli ordini nei trattati Gli ordini nel Rinascimento Scoperta del manoscritto di Vitruvio nel 1414 (modulo = diametro) Leon Battista Alberti, De re Aedificatoria (modulo = semidiametro ed diviso in 30 minuti) Descrive gli ordini in parte rifacendosi a Vitruvio e in parte basandosi sullosservazione diretta delle rovine romane. A partire da ci aggiunge lordine composito che unisce le caratteristiche del corinzio e dello ionico. Sebastiano Serlio, I Sette libri dell'architettura, 1537 prima grammatica architettonica del rinascimento e primo trattato di architettura il cui scopo pi pratico che teorico. Per la prima volta gli ordini vengono presentati tutti insieme. Jacopo Barozzi da Vignola, (modulo = semidiametro ed diviso in parti), La Regola dei Cinque ordine dellarchitettura 1562 dopo Serlio, il secondo esponente del Cinquecento che si dedicher alla stesura di un trattato, capace di raccogliere informazioni pratiche. Vignola d luogo ad una operazione di razionalizzazione normativa.

Lordine nel trattato del Vignola


Vignola traduce dai suoi rilievi le indicazioni utili a desumere le misure delle partiture dei vari ordini e da ci formula una regola di proporzionamento dei cinque ordini. Parte dalla deduzione che il piedistallo 1/3 del fusto della colonna, che a sua volta 4 volte la trabeazione. Stabilisce poi per ogni ordine delle proporzioni specifiche caratterizzate dallaltezza delle diverse colonne (comprensiva di base e capitello): laltezza della colonna tuscanica di 14 M, (dove per M si intende il raggio del diametro preso sul fusto allimoscapo), della colonna dorica di 16 M, della colonna ionica di 18M, della colonna corinzia e composita di 20M. I dettagli e le modanature derivano dalla divisione del modulo in parti. Nellordine dorico e tuscanico il modulo diviso in 12 parti, nello ionico, corinzio in 18 parti

Lordine nel trattato del Vignola