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LAlchimia rivela nel simbolo della Grande Opera, il processo con cui lUomo pu arrivare a Realizzarsi, ossia a divenire

cosciente della propria vera Realt Spirituale. In questo lavoro spiegheremo le allegorie ed i simboli presenti nei testi alchemici, illustrandone linsegnamento che essi velano. Nel Medio Evo loccidente puritano considerava uneresia il solo pensare che lessere umano potesse assurgere alla conoscenza della propria realt divina. Per questo gli Iniziati di allora dovettero velare in simboli e allegorie i propri insegnamenti. Oggi questa necessit non sussiste pi, ovviamente, ed particolarmente interessante comprendere i paralleli che legano lInsegnamento Iniziatico Occidentale a quelli espressi in Oriente sotto tuttaltre forme, ma con unidentica sostanza. La Tradizione Iniziatica dai tempi pi remoti tramanda la Conoscenza della realt divina delluomo e lo fa in modi e maniere che si adattano nella forma ai diversi periodi storici ed alle caratteristiche della societ dellepoca. E compito dellIniziato decodificare e aprire le antiche forme e gli antichi simboli, portando cos alla propria coscienza, lunit degli Insegnamenti tramite i quali sar in grado egli stesso di raggiungere la Meta alla quale destinato: la Reintegrazione del S o, in altri termini, la Realizzazione. Dice un antico motto che lIniziato in grado di parlare mille lingue. Ci non si realizza, naturalmente, studiando semplicemente gli idiomi antichi e moderni, quanto invece comprendendo quei principi che sono lunica realt, al di l del velo dellIllusione, e sapendo riconoscerli nelle mille lingue ossia nei mille modi in cui sono stati trasmessi dalla Tradizione. Uno di questi modi per lappunto lAlchimia. Altri possono essere lErmetismo, la Massoneria, le dottrine orientali, le religioni (anche le religioni hanno una componente esoterica, bench di solito misconosciuta dai pi) e cos via. Vogliamo allora tentare di aprire i significati del linguaggio alchemico, cos da dare perlomeno una prima chiave per comprenderne gli Insegnamenti.

1.1 Vitriolum e fin quando non avrai la saggezza, muori per divenire, sarai soltanto un triste ospite su questa terra oscura. Goethe

Colui che vuole entrare nel regno divino, deve prima entrare nel corpo di sua madre, e morirci. Paracelso

Carl Gustav Jung disse: "Chi guarda in uno specchio dacqua, inizialmente vede la propria immagine. Chi guarda se stesso, rischia di incontrare se stesso. Lo specchio non lusinga, mostra diligentemente ci che riflette, cio quella faccia che non mostriamo mai al mondo perch la nascondiamo dietro il personaggio, la maschera dellattore. Questa la prima prova di coraggio nel percorso interiore. Una prova che basta a spaventare la maggior parte delle persone, perch lincontro con se stessi appartiene a quelle cose spiacevoli che si evitano fino a quando si pu proiettare il negativo sullambiente." Lacronimo V.I.T.R.I.O.L.U.M., che viene usato nella letteratura alchemica, formato dallespressione latina Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem Veram Medicinam, che significa Visita linterno della terra, e rettificando troverai la pietra nascosta che la vera medicina. Siamo quindi invitati a discendere nella terra, negli inferi, nellinconscio. La terra il simbolo delluomo fisico. Luomo deve prendere coscienza del suo mondo interiore, di chi , cosa sta facendo, quali sono le sue motivazioni eccetera. Una volta rivolta lattenzione verso linterno, si scoprir un mondo nuovo: gli inferi dellAde, il regno oscuro delle ombre e dei mostri.

Lalchimista scava la terra. Scavare o penetrare la terra il primo passo del processo alchemico. La terra il corpo, o se stessi. Penetrare la terra corrisponde a penetrare, conoscere, il proprio s interiore.

Questa discesa viene anche chiamata regressus ad uterum, ritorno nellutero, un termine che viene spesso usato nei riti diniziazione. un ritorno simbolico a un particolare stato primordiale dellessere che accomuna ogni uomo nellinconscio collettivo. Nel profondo delluomo, nelloscurit della sua psiche, risiedono i moventi delle sue azioni. Dunque il regressus ad uterum, il prendere coscienza di questi moventi profondi, una condizione necessaria per entrare nella zona di morte illuminata dalla luna, e successivamente sperimentare la rinascita. Terra Mater, la Madre Terra, sempre stata collegata alla nascita, con lunione tra uomo e donna (conscio e inconscio); unione dalla quale la nuova vita sgorgher dopo la morte. I popoli primitivi svolgevano le loro iniziazioni al buio o sottoterra, ad esempio nelle grotte. In Egitto, le iniziazioni si svolgevano nelle piramidi o nelle cripte interrate dei templi. In Persia si usavano principalmente nelle grotte, mentre gli indiani dAmerica avevano apposite capanne. I misteri di Mitra venivano eseguiti in templi costruiti sottoterra. La stessa iniziazione era simboleggiata dalla penetrazione della pancia della Grande Madre, o del corpo di un mostro marino o animale selvatico. Nella mitologia greca, Orfeo discese nellAde per cercare Euridice (il simbolo della sua anima perduta). Il Dio hind Krishna discese negli inferi per cercare i suoi sei fratelli (i sei chakra, essendo Krishna il chakra della corona). Dice una leggenda che, dopo la sua morte, anche Ges discese nel regno di Satana per salvare lanima di Adamo (luomo puro).

Nellalchimia, lentrata dellinconscio spesso rappresentata dallentrata delle grotte, da racconti di viaggi negli inferi o strani luoghi lugubri del mondo. Talvolta si trova negli scritti alchemici la rappresentazione del re che si fa il bagno. Lacqua, alchemicamente parlando, rappresenta proprio linconscio. Il Re, che invece la nostra coscienza, vi si immerge proprio per venire a contatto con i suoi contenuti e cos portarli alla luce, alla propria coscienza.

La porta della saggezza eterna (Heinrich Khunrath, Amphiteatrum Sapientiae, Hanau, 1604).

Un altro modo in cui questo contatto tra coscienza ed inconscio viene rappresentato il simbolo della coniunctio (congiunzione) o concepito (concezione) tra il Re e la Regina, che avviene principalmente nellacqua, in una sorgente o in una fontana. La Regina quindi rappresenta il femminile, lacqua, linconscio. La discesa nellinconscio non priva di pericoli. In senso psicologico pu ad esempio sfociare nella schizofrenia. Nella mitologia, leroe penetra gli inferi per lottare contro mostri e demoni. La Grande Madre gli appare sotto forma di un essere terribile, spesso il Signore della Morte. Per il suo coraggio e la sua audacia, la Grande Madre, Dea della fertilit, gli offre grande conoscenza e grande saggezza. Quando nellalchimia si lavora con i metalli (cos vengono chiamate le passioni e le emozioni delluomo), il piombo viene usato come materiale iniziale. Gli alchimisti dicono che nel piombo vi un demone che pu causare la pazzia. Il piombo sotto il dominio di Saturno, il Dio della malinconia, che causa disturbi e visioni demoniache. Il piombo, il pi impuro dei metalli, deve essere trasformato nel metallo puro, lOro, simbolo dello Spirito. In generale, il piombo rappresenta le passioni inferiori e pi terrene delluomo. E su di loro che lalchimista opera, rettificandole (rectificando) e sublimandole sempre pi. Cosa significa questo? Ce lo spiega un testo del Taoismo moderno: Ecco perch Buddha Jou-lai (Tathagata), nella sua grande misericordia, ha rivelato il metodo, il lavoro alchemico del Fuoco, e ha insegnato al popolo a rettificare la propria vera natura e pienezza.

Rectificando, al centro dellacronimo VITRIOLUM, significa correggere gli aspetti negativi della propria psiche, purificare le emozioni negative. Serve a drizzare ci che cresciuto storto durante la vita. Lalchimista deve purificarsi da tutta la sporcizia, da tutte le sue scorie. Deve lavare il corpo per migliorarlo e perfezionarlo. I metalli devono essere purificati da elementi esterni impuri e distruttivi. I metalli in questo caso possono essere interpretati come emozioni.

(Solomon Trismosinus, Aurum vellus, Hambutg, 1708)

Nel bordo, la frase latina di vitriolum.

Il sole e la luna sono gli opposti che nelluomo devono essere uniti. Il calice il vaso o vasca alchemica, simbolo del corpo. I segni planetari rappresentano i diversi stadi del processo alchemico. La doppia aquila il Mercurio, il leone lo Zolfo e la stella il Sale, i tre ingredienti del processo. Il globo sinistro con le nuvole il microcosmo, il globo destro con le stelle il macrocosmo. Il Taoismo sottolinea limportanza della purificazione dalle tendenze egoistiche che separano luomo dalla sua natura eterna. Un uomo che si sforza dottenere il Tao deve rinunciare alla brama e al desiderio e divenire un bambino che si unisce al Tao. Con questa purificazione, avviene la rinascita. Pertanto un alchimista deve rifuggire le masse e iniziare il processo di meditatio, auto-riflessione, in silenzio. Anche il Buddhismo insegna la purificazione. Luomo pu arrivare alla salvezza separandosi dalle faccende mondane che lo fanno deviare dal suo vero sentiero. Egli vede che la vita terrena di per s non soddisfacente. Luomo insoddisfatto perch i suoi desideri sono senza limiti. Deve liberarsi dalle catene dei suoi desideri. Entrare nellinconscio significa anche entrare nellinconscio collettivo che tutti condividiamo. Nella mitologia greca vi era il Tartaro, nome originariamente usato per indicare gli inferi. Il Tartaro il mondo psichico nel profondo delluomo, dove risiedono tutti gli istinti inferiori, come la brama di uccidere e distruggere, la sete di sangue, la paura, lodio, la vendetta, il desiderio di potenza eccetera. Non facile da ammettere a se stessi, ma tutte risiedono in noi. Abbiamo represso tutte le nostre emozioni oscure confinandole nel profondo regno di Tartaros. Questa leredit umana, risalente a tempi antichi. compito delluomo conoscere, sentire ed essere responsabile di tutte le proprie emozioni. Esse non devono essere semplicemente represse, poich cos facendo si otterrebbe lunico effetto di comprimerle in qualche angolino della propria psiche, dal quale potrebbero emergere quando meno ce le aspettiamo. Vanno invece sublimate, cambiate e trasmutate in sentimenti pi elevati. La repressione incatena luomo proprio agli oggetti che reprime, ma la purificazione li trasmuter in elementi positivi, portandolo pi vicino alla sua vera essenza. Fin quando non intraprenderemo consapevolmente la Grande Opera, dolore e sofferenza disturberanno le nostre vite. Dobbiamo affrontare i mitici mostri nella profondit del nostro inconscio e illuminarli. Essi fanno parte dellessere umano. Non possiamo scartarli, ma possiamo controllarli, dominarli, imparare da loro, e trasformarli in servitori del Divino. I mostri non sono mostri di per s. Sono soltanto caratteristiche della natura umana che sono state distorte o che quantomeno non ci sono pi utili. Noi possiamo rettificarle ed utilizzarle a nostro vantaggio, per ascendere alla Consapevolezza del S. Questo compito non per laspirante iniziato. soltanto per gli audaci che osano affrontare loscurit dellanima. Il coraggio di molti fallir, ed essi torneranno a casa. Perci il pellegrino non intraprende un sentiero facile, perch il mondo del piacere non pi suo. Egli ha scelto il percorso di Arete (Dea della Virt), che lo porta verso molti pericoli e strade difficili, in solitudine e con fatica, ma infine diverr immortale. Chi perder la vita, la otterr.

Se sei davvero deciso a trovare il Tao, puoi farlo anche quando sei in una citt e hai una posizione di rilievo in faccende mondane. Questo non contraddittorio. Il lavoro semplice e vicino, il segreto cos semplice, che, se fosse rivelato, vi sarebbero risate tuttintorno.

1.2 Il Drago

Lacquietarsi del cuore la vera alchimia che trasmuta il mercurio in argento. Inayat Khan

Mentre luomo comune cerca di biasimare gli altri e biasimare il fato, il nobile cerca il difetto dentro se stesso. I Ching

Nel simbolismo alchemico il drago rappresenta ci che Carl Gustav Jung chiamava lOmbra. LOmbra il nome di una serie di caratteristiche e impulsi che potrebbero essere consci, ma che vengono negati. Allo stesso tempo essi sono riconoscibili e visibili negli altri. Alcuni esempi di Ombra sono: egoismo, pigrizia, intrighi, fantasie irreali, indifferenza, ossessione per il denaro e la propriet. LOmbra lessere inferiore in noi che desidera ci che non ci autorizziamo perch incivile, perch incompatibile con le regole della societ e con limmagine della nostra personalit ideale. tutto ci di cui ci vergogniamo.

Il drago risiede sempre nelle grotte, e quindi nella terra, negli inferi, e nellinconscio. Quando il drago lascia la sua caverna, esso divora le vergini. il nostro emotivo drago interiore che distrugge la nostra coscienza vergine, come quando appare nel conscio esprimendo negativit quali linvidia, la gelosia, lodio, eccetera. Il drago non mai soddisfatto. Vuole sempre pi tesori, sempre pi vergini. Non forse questa unimmagine accurata delluomo? La coscienza e la vigilanza sono incantate dal drago. Il drago mitologico ha il potere di ammaliare, di ipnotizzare con la sua voce laudace cavaliere che ha osato sfidarlo. Il drago pu anche imporre enigmi in cui il cavaliere si perde. (Johann Daniel Mylius, Philosophia reformata, Frankfurt, 1622)

A destra, lalchimista con il viso scuro corrisponde alla prima fase del Nigredo, durante la quale il drago viene ucciso e trasformato dalla penetrazione del fuoco segreto (la freccia) dellarciere. Il disegno si basa sul mito di Apollo che uccise il pitone di Delfi. Il leone limmagine delle passioni animali.

Se vogliamo salvare la purezza della coscienza (la vergine), allora il drago deve essere ucciso. A dire il vero questa espressione non proprio corretta. In alcune storie in cui il drago viene sconfitto e ammansito, esso viene penetrato da una lancia con la punta di ferro. Il ferro veniva sempre considerato un metallo speciale, poich si trovava nei meteoriti. In quanto metallo associato a Marte, il ferro ha una forza attiva, distruttiva. La lancia, come simbolo fallico, il fuoco segreto alchemico. Allo stesso modo il Dio greco del sole, Apollo, penetr il Pitone di Delfi con delle frecce e lasci il Pitone a marcire accanto al tempio. Da allora quel luogo ha nome Pytho (putrefazione). E questo ci introduce alla conoscenza della prima delle tre fasi della Grande Opera: lOpera al Nero, o Putrefazione. Il drago morto subisce una trasmutazione. La morte del drago non una fine, ma linizio della Grande Opera. Dal drago morto si levano vapori e sostanze volatili, come si vede nelle immagini alchemiche. Altrimenti detto, la terra parzialmente trasformata in acqua e ascende sotto forma di vapore.

Alcune fonti sostengono che nella testa del drago si trovi una pietra, un chiaro riferimento alla pietra grezza, prima materia o materia prima. Luccisione del drago richiama anche un evento cosmico. la penetrazione della materia prima come oceano primario, o caos primario del fuoco segreto o spirito divino. Il serpente di fuoco eman fuoco e luce nelle acque primarie. Quando il drago (o serpente, dato che il gatto di Ra, il dio sole, tagli la testa del serpente Apophis), venne ucciso, il caos originale cess e il processo di evoluzione cosmica ebbe inizio. Nella mitologia greca, anche lidra di Lerna era un tipo di drago, e aveva un simbolismo analogo. Ercole uccise lidra durante la seconda delle sue fatiche. Lidra di Lerna viveva in una palude, la dimora degli istinti primari, delle passioni, le brame, i desideri. Chiunque venga coinvolto in queste emozioni entra in una palude in cui rischia di annegare. Dunque Ercole tir frecce di fuoco (il fuoco alchemico) per stanarla dal suo nascondiglio. Dapprima tagli le teste dellidra, ma esse ricrebbero. Un approccio energico non il metodo adatto. Poi suo nipote Joales venne in suo soccorso. Cominci a bruciare i tagli con tronchi infuocati in modo tale che le teste non potessero riformarsi. Ci indica che un atteggiamento sistematico, paziente, riflessivo e profondo, quello che viene richiesto.

Bisogna notare che quando lalchimista parla del Drago Verde, egli si riferisce allo spirito universale presente in tutto, da non confondersi quindi con lo stesso concetto del drago degli inferi.

1.3 La Nigredo LOpera al Nero Il saggio non sorpreso dalla morte, egli sempre pronto ad andarsene. La Fontane

Questo stato melanconico cos potente che, secondo scienziati e dottori, pu attrarre demoni al corpo, anche al punto che si pu entrare in confusione mentale o avere visioni. Agrippa

Nigredo, o nerezza, nel linguaggio alchemico significa putrefazione, decomposizione. Con la penetrazione del fuoco esterno, il fuoco interno viene attivato e la materia inizia a putrefarsi. Il corpo si riduce alla materia prima da cui origin. Questo processo viene anche chiamato cottura. La terra nera chiusa in un vaso o in una borraccia e scaldata.

"La putrefazione cos efficace che distrugge la vecchia natura e la vecchia forma dei corpi in decomposizione, li trasmuta in un nuovo stato dellessere per dar loro un frutto completamente nuovo. Tutto ci che vive, muore; tutto ci che morto si putref e trova nuova vita (Pernety, 1758) Nella mitologia, la Nigredo rappresenta le difficolt che luomo deve superare durante il suo viaggio negli inferi, ossia allinterno di se stesso. La Nigredo talvolta definita pi nera del nero pi nero. Ercole doveva portare a termine dodici compiti quasi impossibili. Il pellegrino incontra tradizionalmente ombre, mostri, demoni. Negli antichi misteri i candidati dovevano subire prove iniziatiche difficili, a volte dolorose e addirittura pericolose.

Basilius Valentinus, Azoth, Paris, 1659

Il corpo deve essere decomposto. Ci significa spostare la propria consapevolezza allio interiore. I pianeti rappresentano entrambi stadi di questo processo durante il quale le energie del corpo devono essere trasmutate. La stella Saturno nera, giacch Saturno simboleggia la Nigredo. Il Sole e la Luna sono gli opposti da unire, e il fuoco e laria sono gli elementi che stimolano la decomposizione. Il corvo nero un altro simbolo della Nigredo. I due uccelli che escono dal corpo sono lanima e lo spirito. Bisogna diventare consapevoli della propria anima e del proprio spirito. Il cerchio evidenzia lidea dellunione o unificazione. Oltre alla testa di corvo (caput corvi), uno dei simboli della Nigredo in alchimia la decapitazione. Tutti questi simboli fanno riferimento alla morte delluomo comune, intesa come morte del suo caos interiore e dei suoi dubbi, poich egli incapace di trovare da solo la verit dentro di s. In una delle sue fatiche, Ercole pulisce le stalle di Augias, a rappresentare la pulizia di tutte le impurit interiori.

Psicologicamente, la Nigredo il processo in cui ci si dirige verso il ritrovamento dellauto-conoscenza. Un problema riceve piena attenzione e viene ridotto alla sua essenza. Ci non viene fatto in maniera esclusivamente mentale o intellettuale, ma soprattutto usando le emozioni. Con la vera immersione si causa la putrefazione, la decomposizione di ci in cui si era incastrati.

Johann Daniel Mylius, Philosophia reformata, Frankfurt, 1622

Un frate in meditazione in una crepa della terra mostra che lalchimia era innanzitutto una pratica spirituale. Le due figure assomiglianti a uccelli sono lanima e lo spirito di cui si deve divenire consapevoli. Il confronto con la realt interna spesso doloroso e pu portare alla depressione. Ma una volta entrati nella profondit del buio, con la scoperta del seme del problema - il seme nella materia prima - nasce la luce bianca (albedo, bianchezza, la fase seguente). Sorge uno stato di riposo. La presa di coscienza del problema stata ottenuta, il problema stato emotivamente elaborato ed emerge la conoscenza su come affrontarlo in un modo pi positivo e costruire cos un atteggiamento pi puro. Gli alchimisti parlavano di sciogliere il miscuglio (luomo con tutte le sue complessit) allo scopo di tornare al germe. Ci da cui una cosa stata fatta in modo naturale, attraverso quella stessa cosa deve tornare a uno stato dissolto nella sua stessa natura. Tutto deve essere dissolto e ridotto a quella forma da cui scatur (Anton Joseph Kirchweger, 1728) La Materia deve essere spogliata delle sue superfluit per arrivare al centro che contiene tutto il nucleo del miscuglio. Il seme lessenza e contiene tutte i poteri essenziali del corpo. Bisogna arrivare al centro dei problemi, al centro delle emozioni, il centro di se stessi. L risiede il potere della trasformazione. Saturno il pianeta che simbolicamente governa la fase della Nigredo. Analogamente a Mercurio, il simbolo di Saturno viene usato, in alchimia, come simbolo del caos, della materia prima sotto forma di pietra grezza e della pietra filosofale. Questi sono tutti simboli che indicano luomo allinizio del processo alchemico. Saturno, coi suoi strumenti tradizionali - la falce e la clessidra - il dio della morte e della putrefazione, dalle quali sorger nuova vita. Come la lancia e la spada, la falce uno strumento di penetrazione. Saturno il piombo

del filosofo. il dio che causa malinconia e visioni demoniache. La Malinconia un altro termine che indica la Nigredo. Dato che pu sorgere la malinconia quando si lavora alchemicamente su se stessi, lalchimista consiglia luso della musica per innalzare lanima. Saturno anche il dio della fertilit. Da qui lespressione alchemica: la nostra terra nera terra fertile, che esprime la trasformazione della morte a nuova vita, chiaramente descritta nella tredicesima carta dei tarocchi. Per dar vita a un nuovo inizio la putrefazione una fase necessaria. La vita stessa un ciclo di morte e rinascita, con la continua creazione di nuova vita che da alluomo lopportunit di lavorare su se stesso e sforzarsi di perfezionare la propria condizione. Gli alchimisti sostengono che la Nigredo dura quaranta giorni. Questo periodo di quaranta giorni ha un valore simbolico: Ges digiun per quaranta giorni nel deserto; ci sono quaranta giorni di digiuno tra la Pasqua e lAscensione; gli israeliti girovagarono nel deserto per quaranta giorni; il diluvio universale, con il quale Dio mond la terra dai peccatori, dur quaranta giorni e quaranta notti; SantAntonio pass quaranta giorni nel Sahara, tormentato da estreme visioni erotiche e demoni.

1.4 La Coda del Pavone

"Ci che impedisce agli uomini di vedere e udire Dio il loro udito, la loro vista, la loro volont. Con la loro propria volont essi si separano dalla volont di Dio. Vedono e sentono con i propri desideri, i quali impediscono loro di vedere e sentire Dio. Cose terrestri e materiali li tengono alloscuro e non riescono a vedere al di l della loro natura umana. Se stessero fermi, desistessero dal pensare e dal sentire con i propri egoismi, se vincessero la loro volont, entrassero in uno stato di abbandono, in una divina unione con Cristo che vede Dio, ode Dio e parla con Lui, che conosce il mondo e la volont di Dio, allora leterno udire, vedere e parlare sarebbe loro rivelato. Jacob Boehme (1575-1624 C.E.)

La Cauda Pavonis, la coda del pavone, o il pavone stesso, simboleggia una fase in cui appaiono molti colori. La maggior parte degli alchimisti collocano questa fase prima dellAlbedo, la bianchezza. Solo pochi la situano dopo. Gerhard Dorn (XVI secolo) ebbe a dire: Questo uccello vola durante la notte senza ali. Alla prima rugiada del cielo, dopo un ininterrotto processo di cottura, ascendendo e discendendo, dapprima prende la forma di una

testa di corvo, poi di una coda di pavone; le sue piume diventano bianchissime e profumate, e finalmente diviene rosso fuoco, mostrando il suo carattere focoso. I colori si riferiscono ai tre stadi della Grande Opera, con la Rubedo, o rossezza, per ultima.

Il simbolo della coda del pavone fu scelto a causa dei suoi tanti colori e dei brillanti occhi. Si narra che originariamente questi fossero gli occhi del greco Argus, il cui nome significa colui che vede tutto. Argus era un gigante fortissimo con cento occhi. In ogni momento cinquanta di essi erano aperti e cinquanta dormivano. Fu decapitato da Hermes. Hera, la dea madre, pose i suoi occhi sulla coda del suo uccello preferito, il pavone. La fase dei tanti colori era anche simboleggiata dallarcobaleno, o dalla dea dellarcobaleno, Iris, la messaggera degli dei, che in particolare faceva da tramite tra Zeus e i mortali. Nella Grande Opera la coda di pavone pu avere due significati. Pu essere la raccolta e la totalit di tutti i colori nella luce bianca. Ricordiamo che la luce bianca si riferisce al secondo stadio, lAlbedo, o bianchezza. In questo senso, in tempi antichi, il pavone era considerato un uccello reale e corrispondeva alla fenice.

Manoscritto del XVIII secolo dalla Collezione del Dott. C. Rusch, Appenzell

Il disegno rappresenta Distillatio, distillazione. A un certo punto della distillazione apparir la coda di pavone. Il secondo significato che rappresenti il fallimento del processo alchemico. Secondo un testo cinese sugli esercizi yoga, quando il conscio penetra linconscio ogni parte di un pensiero pu prendere forma e diventare visibile in colore e aspetto. Si inizia vedendo tanti tipi di forme che sembrano reali e paiono avere una vita autonoma. Ma non si pu indagare perch porta al disaccordo della mente e addirittura alla schizofrenia. Lalchimista cerca lunit, espressa dalla luce bianca. noto che durante la meditazione possono verificarsi sentimenti di esaltazione e osservazioni inusuali. In sostanza vi sono due tipi di osservazioni. La prima tenta di rifuggire la disciplina della meditazione, cosa che i praticanti Zen chiamano makyo. Makyo costituito dalle illusioni che proiettiamo sulla realt allo scopo di evadere dalle linee guida della meditazione. Ad esempio, loggetto della meditazione comincia a irradiare meravigliose luci e colori, o si espande e contrae ritmicamente. Ci si comincia a sentire pi leggeri o pi pesanti, o si sentono energie piacevoli passare nel corpo. Possono verificarsi tutti i tipi di sensazioni. Molti meditatori vengono facilmente distratti da questi fenomeni e addirittura se ne interessano molto, trascurando cos il vero scopo della loro meditazione. Di questo necessario essere consapevoli.

Una seconda causa di distrazione un cambio di coscienza in cui guardiamo il mondo in un modo diverso da come facevamo in passato. Pu essere uno shock che riverbera a livello psichico o fisico. I sentimenti coinvolti possono essere davvero meravigliosi, ma il consiglio : goditeli, non prenderli sul serio e continua a meditare.

Anche le visioni distraggono. Molti saggi e mistici hanno segnalato questo tipo di pericolo. Non dovremmo desiderare o aspettarci delle visioni. Con tutte le nostre forze dovremmo astenercene e sospettare di loro (Ignazio da Loyola). Essi sottolineano che visioni di luce, di angeli, s, anche di grandi maestri, dovrebbero essere trascurate, poich bloccano il progresso interiore.

1.5 Albedo - Bianchezza Je ne craignais pas de mourir mais de mourir sans etre illumine. (Non avevo paura di morire, ma di morire senza essere illuminato) Comte de Saint-Germain, La Tres Sainte Trinisophie

Il messaggero della luce la stella del mattino. Cos luomo e la donna si avvicinano allalba della conoscenza, poich in esso il germe della vita, una benedizione delleterno. Haji Ibrahim of Kerbala

Lucifero, Lucifero, tendi la tua coda,

e portami via, a tutta velocit attraverso lo stretto passaggio, la valle della morte, alla luce brillante, il palazzo degli dei. Isanatha Muni

Alla fine della Nigredo, appare una luce bianca. Siamo arrivati al secondo stadio della Grande Opera: lAlbedo, o bianchezza. Lalchimista ha scoperto dentro di s la sorgente della sua vita, la fonte da cui lacqua della vita scorre, donando giovinezza eterna. La sorgente una: maschio e femmina sono uniti. Nelle immagini alchemiche vediamo una fontana da cui due flussi entrano nella stessa vasca. Albedo la scoperta della natura ermafrodita delluomo. In senso spirituale, ogni uomo ermafrodita. Questo appurabile nella prima fase embrionale del feto. Non vi sesso fino a dopo un certo numero di settimane dopo la concezione. Quando luomo discese nel mondo fisico, entr un mondo di dualit. A livello fisico ci si manifesta attraverso la differenziazione dei sessi. Ma il suo spirito ancora androgino, contiene la dualit nellunit. La sua unit non legata allo spazio, al tempo o alla materia. La dualit una caratteristica del nostro mondo fisico. transitoria e infine cesser di esistere. Quando maschio e femmina saranno di nuovo uniti si avr lesperienza del vero S. Il conscio e linconscio saranno completamente uniti. Lalbedo avviene quando il sole sorge a mezzanotte. unespressione simbolica che rappresenta il sorgere del sole nel profondo del buio della nostra coscienza. la nascita di Cristo nel cuore dellinverno. Nel profondo di una crisi psicologica, avviene un cambiamento positivo.

LAlbedo viene anche rappresentata con Aurora, la dea romana dellalba. Suo fratello Elio, il Sole. Con un gioco di parole, Aurora collegata con aurea hora, lora doro. uno stato di coscienza supremo. Pernety (1758) ebbe a dire: Quando lArtista (Alchimista) vede la bianchezza perfetta, i filosofi dicono che bisogna distruggere i libri, poich sono divenuti superflui. LAlbedo anche rappresentata dalla stella del mattino Venere/Afrodite. Venere ha un posto speciale nella Grande Opera. In tempi antichi Lucifero veniva identificato col pianeta Venere. Originariamente Lucifero aveva un significato molto positivo. Il suo nome etimologicamente significa Portatore di Luce. Egli era infatti langelo che portava agli uomini la Luce della Conoscenza. Non va confuso con Satana, lAvversario.

L'Aurore, Henri de Linthaut

Albedo, simboleggiato da Aurora, dallalba, la stella del mattino (Venere-Afrodite), e dal sole che sorge dal Mare Filosofale. Nella Bibbia viene detto, in Pietro 1.19: finch non arriver il giorno e la stella del mattino sorger nei vostri cuori; nellApocalisse, 12.16, Cristo stesso dice: Io sono la stella del mattino, identificandosi come Portatore di Luce egli stesso. Troviamo lo stesso concetto nella letteratura mistica. In tempi antichi Lucifero era un essere di luce positivo. Un sol uomo, tale Ieronimo, cambi significato al termine Lucifero, quando lesse una frase da Isaia 14.12 (Isaia parla con un vizioso re di Babilonia): Come mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell'aurora? Come mai sei atterrato, signore dei popoli?. Ieronimo us questa frase per identificare Lucifero con il drago scacciato dal paradiso da Michele. Con linterpretazione di un sol uomo, quindi, Lucifero fu trasformato da essere di luce splendente nel pi diabolico e oscuro essere al mondo. Nellalchimia troviamo Lucifero associato ai metalli impuri, inquinati dallo zolfo grezzo, a rappresentare che la luce dentro di noi oscurata da ci che gli alchimisti chiamano superfluo, le scorie emotive, psichiche e mentali causate dalluomo stesso. Mercurio e Lucifero sono uno, la stessa identit. Si parla di Mercurio quando puro: zolfo bianco, fuoco in cielo. Come spiritus, egli dona la vita, come spiritus sapiens insegna la Grande Opera allalchimista. Lucifero invece Mercurio impuro. Lucifero la stella del mattino caduta dal cielo (dorato). Discese sulla terra ed ora presente in tutti gli esseri umani. Lucifero Mercurio misto a elementi impuri. Egli si dissolve in zolfo e sale, " avvolto da corde, annerito da fango nero. Teniamo presente che stiamo sempre parlando della nostra

coscienza. Tutti i nostri complessi psicologici e di altra natura hanno offuscato la nostra coscienza pura, il nostro Mercurio. La luce di Mercurio che ci appare come Lucifero a causa della distorsione prodotta dalle impurit, d limpressione di ci che gli alchimisti chiamano zolfo rosso. Lo zolfo rosso di Lucifero, come diavolo tradizionale, in effetti unillusione. Non esiste di per s, perch soltanto unimmagine, unimmagine distorta di Mercurio. Noi stessi abbiamo causato le impurit, loscurit che vela il nostro vero essere di luce. Lo zolfo rosso lo stesso concetto che le filosofie orientali esprimono col termine di Maya. Maya il mondo delle illusioni, il velo che ci impedisce di vedere e provare la realt in cui risiede la luce eterna. Per mezzo delle impurit di Maya, luomo divenuto ignorante. Ha dimenticato le sue origini e pensa di essere in un mondo che, in verit, non che unillusione, unapparenza. Come gi accennato sopra, Afrodite/Venere, sotto forma di stella mattutina, unimmagine fondamentale della fase dellAlbedo della Grande Opera. Afrodite nacque dalla schiuma che scatur quando gli organi genitali di Urano (tagliati da Chronos per odio e gelosia) caddero nel mare. Il taglio dei genitali rappresenta lamore represso e tormentato. Il mare, simbolo dellanima, tuttavia dar vita alla dea dellamore. La liberazione avverr quando saremo di nuovo coscienti dei contenuti dellanima. Afrodite nasce dal mare; lei quindi la guida dello spaventoso mondo dellinconscio (il mare, o gli inferi). Lalchimista scende in questi abissi per trovare la materia prima, chiamata anche Leone Verde. Il colore verde fa riferimento alle forze vitali primitive. Anche Venere ha il colore verde. Una caratteristica importante di Afrodite che ci aiuta nelle nostre manchevolezze. Ci d ideali e sogni da realizzare. Ma ci d anche immagini spaventose per rendere luomo consapevole della sua natura inferiore. Con la sua bellezza Venere attrae i metalli imperfetti e d origine ai desideri, e li spinge alla perfezione e alla maturit (Basilio Valentino, 1679). La liberazione pu avvenire soltanto divenendo coscienti della natura inferiore e di come si trasmuta.

Les Rudiments de la Philosophie, Nicolas de Losques, Paris, 1665

Lunione di Hermes e Afrodite. La luna sopra lalambicco, ad indicare la fase di Albedo. Il sole in alto rappresenta la fase successiva della Rubedo. Allo stesso tempo, il sole e la luna sono gli opposti da unire. Afrodite ha due torce, una delle quali rivolta in basso, a rappresentare le passioni inferiori da trasmutare. La torcia rivolta in alto

lenergia purificata. Afrodite sopra un tetraedro, il perfetto corpo tridimensionale, dato che tutti gli angoli sono equidistanti, cosa che risulta in assenza di tensione. Nella psicologia junghiana, Venere/Afrodite larchetipo dellanima (in alchimia viene rappresentata anche come soror o moglie dellalchimista). Lanima limmagine collettiva della donna nelluomo. unimmagine particolarmente influenzata dal primo contatto con la madre. Lanima rappresenta tutte le tendenze femminili nella psiche delluomo, come i sentimenti, le emozioni, gli umori, lintuizione, la ricettivit per lirrazionale, lamore personale e laffinit con la natura. la detentrice dello spirituale. A seconda dello sviluppo delluomo, pu essere la seduttrice che lo attira verso lamore sensuale, la disperazione, la fine e addirittura la distruzione. Ulteriori immagini alchemiche che rappresentano lAlbedo sono il battesimo e la colomba bianca, entrambe derivanti dal Cristianesimo. Il battesimo rappresenta la purificazione di corpo e anima con lacqua viva. L acqua viva era considerata la forza creativa del divino. Permetteva allanima di essere accolta nella comunit dello Spirito Santo. Perci il battesimo permette allanima purificata di far sorgere in s la resurrezione di Cristo. questo lo hieros gamos, il matrimonio sacro tra anima e Cristo. Cristo rappresenta la nostra stessa essenza divina interiore. Vi sono molti altri simboli alchemici per la seconda fase, o Albedo: il cigno bianco, la rosa, la regina bianca, eccetera. Come il piombo il metallo della Nigredo, largento il metallo dellAlbedo, trasmutato dal piombo. E dato che largento il metallo della luna, anche la luna simbolo dellAlbedo. Gli alchimisti parlano anche di pietra bianca o smalto bianco. Significano tutti fondamentalmente la stessa cosa, anche se bisogna capirli nel contesto in cui furono scritti.

1.6 Rubedo - Opera al Rosso Il processo alchemico un metodo di autoconoscenza che lanima attraversa ben al di l del suo regno desistenza. Mary Anne Atwood

Il gioiello andato perduto nella materia E tutti lo cercano. Alcuni lo cercano a est Alcuni a ovest Alcuni nellacqua E alcuni tra le pietre. Ma il servo Kabir Ha trovato il suo valore E lo ha accuratamente avvolto Nel lembo del mantello del suo cuore. R. Tagore, Kabir 72

LAlbedo una fase il cui significato venne tenuto segreto per molti secoli. Il significato della terza fase alchemica, Rubedo o rossezza, ancor pi segreto e non semplice da spiegare o capire. La Rubedo la fase successiva allAlbedo. Questo il motivo per cui sono spesso rappresentati in collegamento luno con laltro, come la Regina Bianca e il Re Rosso. Una volta scoperta la luce bianca, essa deve essere resa lunica realt nella nostra coscienza. Dopo la discesa nellinconscio, nel buio, negli inferi, si trovata la luce, si trovato lo Spirito volatile. Ora lo Spirito volatile, o argento vivo, deve essere fissato o coagulato. Ci significa che la nostra coscienza, o attenzione, deve penetrare completamente linconscio, o anima, o tutto ci che nascosto in noi. Facendo ci, fissiamo (cio portiamo a coscienza) il volatile e lo rendiamo durevole. Quando tutto in noi stato purificato e appare la

Philosophia reformata, Johann Mylius, Frankfurt, 1622

Lunione del Re Rosso con la Regina Bianca, simbolo dellunione di maschio e femmina, albedo e rubedo. Altrimenti detto, quando si ottenuta lalbedo (avendo scoperto la luce divina nel proprio S), lo spirito deve essere saldato (laquila in discesa), ottenendo la Rubedo. I due leoni con una testa significano la natura unificata che stata ottenuta. Dalla loro bocca scorre lacqua della vita.

Luce, dobbiamo saldare questa Luce e renderla durevole in modo che rimanga sempre presente.

Lo zolfo bianco ottenuto durante lAlbedo viene anche chiamato: i corpi composti dalla pura essenza dei metalli. I metalli sono il contenuto dellanima, e ora sono stati ridotti alla loro pura essenza. Ora che lanima stata penetrata dalla pura luce, lalchimista deve renderla permanente. Nelle filosofie orientali la Rubedo corrisponde alla formazione del corpo di diamante, un termine appropriato alla pura e permanente Pietra Filosofale.

Nel Cristianesimo corrisponde alla resurrezione di Cristo. Ges salda lindumento di luce di Cristo. Ges ha abbandonato il suo vecchio corpo e portato il suo essere divino interiore, il corpo di Cristo, alla coscienza e lo ha reso la sua realt. Ci che Ges fece duemila anni fa pu essere fatto allo stesso modo da ognuno di noi, perch siamo tutti partecipi del divino, e tutti portiamo lessenza divina, o corpo di Cristo, in noi. Quando si realizzata la Rubedo, lalchimista ha accettato la sua eredit spirituale. divenuto ci che sempre stato senza averlo mai saputo. Ha realizzato la sua essenza divina mentre era ancora nel suo corpo fisico. ci che gli gnostici chiamavano pneuma, lo spirito divino in ogni uomo, nascosto nella profonda oscurit del mondo, che pu essere reso di nuovo conscio. Quando la Rubedo stata manifestata, luomo maestro sia sul mondo fisico che su quello spirituale. Egli divenuto il Re, maestro di se stesso. Scritinium cinnabarium seu triga cinnabriorium, Godfred Schulz, Halle, 1680

Lalchimista risorto passa dal

buio alla Luce. Quando lunificazione di tutte le energie dei quattro aspetti della totalit stata ottenuta, sorge un nuovo stato dessere che non pi soggetto a cambiamenti. Lalchimia cinese lo chiama il corpo di diamante, che corrisponde al corpus incorruptibile (corpo intoccabile) dellalchimia europea. analogo anche al corpus glorificationis (corpo glorificato) della tradizione Cristiana. Nelle tradizioni yoga, la Rubedo corrisponde allunificazione dello spirito umano, chiamato atman, con il Brahman. LAtman parte del Brahman. Brahman lanima del Tutto, il respiro o lenergia che scorre dentro di noi e ci d vita e coscienza. Atman il s individuale, Brahman il s universale. Come il corpo era lento, grezzo, impuro, buio e distruttibile a causa della mancanza di potenza e energia, cos la rinascita lo unifica allanima e allo spirito - vivificato e volatile, leggero e penetrante, puro, rifinito e chiaro, trasbordante di energia, indistruttibile e pieno denergia, ed in grado di mantenere questo stato. (Franciscus Kieser, 1600 ca.). Sali al di sopra di ogni altezza, scendi pi in basso di ogni profondit; ricevi tutte le impressioni sensoriali del creato: acqua, fuoco, asciutto e bagnato. Pensa che sei presente ovunque: nel mare, nella terra e in cielo; pensa che non sei mai nato e che sei ancora allo stato embrionale: giovane e vecchio, morto e nellaldil. Comprendi tutto allo stesso tempo: tempo, spazio, cose: qualit e quantit (Corpus hermeticum, 1460).

Sento che tutte le stelle brillano in me. Il mondo si spacca come uninondazione dellanima. I fiori si aprono nel mio corpo. Giovinezza di terra e dacqua brucia come incenso nel mio cuore, e il respiro di ogni cosa suona come in un flauto attraverso i miei pensieri.

1.7 LOro Vi nel cielo una fontana capovolta In essa una fiamma brucia giorno e notte. Questa fiamma brucia eternamente E non necessita stoppino o olio. Giorno e notte la fiamma brucia, tutto lanno, ogni stagione, e non conosce cambiamenti. Paltu Sahib

Il conseguimento della Rubedo, o rossore, simbolizzato dalla trasmutazione in Oro. Gli alchimisti parlano spesso di oro vivente. L oro vivente dei filosofi il fuoco puro dentro la pietra filosofale, o nellargento vivo, o nellumidit base della natura che completamente penetrata dal fuoco. Loro vivente il seme stabile che vivifica largento vivo del filosofo e la materia della pietra, ossia lumidit base dei metalli. una luce vestita di un perfetto, puro corpo etereo. Tutto ci sembra misterioso, ma leggilo ancora e sappi che loro vivente pura coscienza, pura consapevolezza.

Una descrizione di ci che gli alchimisti intendevano col termine oro si trova in un manoscritto intitolato La Lumiere sortant des Tenebres (La Luce che viene dal Buio). Ricordiamoci che lo zolfo e loro rappresentano sempre la coscienza, la consapevolezza. Non per niente i filosofi hanno dato allo zolfo, o fuoco, il nome oro, poich davvero oro sia in essenza che in sostanza, ma molto pi perfetto delloro comune. un oro che completamente zolfo, o piuttosto un vero zolfo doro, un oro che totalmente fuoco, o il vero fuoco delloro che cresce nelle caverne e nelle miniere filosofiche; un oro che non pu essere cambiato o superato da alcun altro elemento; un oro assai stabile in cui vi soltanto stabilit; un oro assai puro perch la purezza stessa; un oro assai potente poich senza di esso tutto il resto languisce; un oro balsamico poich preserva i corpi dalla decomposizione; un oro animale poich lanima degli elementi dellintera natura inferiore; un oro minerale poich di zolfo, di argento vivo, di sale; un oro etereo poich la sua natura celeste ed un vero cielo terreno velato da un altro cielo; infine un oro solare, poich il figlio legittimo del Sole e il vero Sole della Natura; il suo potere dona forza agli elementi il cui calore vivifica le anime e il cui movimento porta la Natura intera al movimento; dalla sua influenza si eleva il potere delle cose, poich linfluenza della luce, una parte dei cieli, il sole inferiore e la Luce della Natura, senza cui persino la scienza sarebbe cieca; senza il suo calore la ragione sarebbe stupida; senza i suoi raggi limmaginazione sarebbe morta; senza le sue influenze lo spirito sterile; e senza la sua luce lintelletto rimarrebbe nel buio eterno.

Actorum Laboratoriichici Monacensis, seu Subterraneae, Johann Joachim Nercher, Frankfurt, 1669

Lalchimista rinato come Sole, che eguale allOro. Egli stato illuminato, lui stesso divenuto luce, e ora domina i tre regni della natura.

Talvolta gli alchimisti parlano di tre tipi di oro. Il primo un oro astrale, il cui centro nel Sole. Trasferisce questo oro con i suoi raggi contemporaneamente a tutti i pianeti inferiori con la sua luce. una sostanza infuocata ed unemanazione costante dei corpi stellari che permea luniverso intero. Lo spazio, latmosfera dei pianeti e gli stessi pianeti ne sono colmi. Assorbiamo costantemente questo oro astrale col nostro respiro. Le particelle astrali delloro si spargono allora su tutto il nostro corpo. Questa descrizione alchemica corrisponde accuratamente a ci che nelle filosofie orientali viene chiamato prana. Il secondo tipo loro elementare. la parte pi pura e pi fissa degli elementi e di tutte le sostanze composte. Tutti gli esseri viventi dei tre regni naturali hanno questo prezioso oro elementare dentro di loro. Viene anche detto fuoco centrale della terra.

Il terzo tipo il comune metallo, loro. Gli alchimisti dicono anche che loro elementare (coscienza pura) la pietra filosofale resa pura e perfetta dalla Grande Opera. Gerhard Dorn (XVI secolo) descrive loro alchemico come linfluenza divina e creativa presente in tutta la materia. Loro la medicina che nel suo funzionamento originale temprato dallarte dellalchimia, e quindi pu influenzare tutte le altre cose terrene e materiali in maniera positiva... Loro la forma che stata separata o portata via dal suo corpo esteriore, ed cos penetrante che con la sua forma celeste influenza ogni cosa esteriore. Loro il seme divino nascosto in tutte le cose, non soltanto nei metalli, ma in tutte le cose materiali, e pu essere reso visibile col calore. E proprio come allinizio, quando Dio cre il mondo ed ebbe uninfluenza creativa sulla materia, con questo oro (che hai ottenuto dalla materia) hai ci che ripete il lavoro creativo di Dio - con quello, ne hai una piccola porzione tra le mani. Con questo, col potere derivato da Dio, si possono creare e trasformare le cose. Loro ha la sua potenza perch ha la virt di essere uno. Anche i vegetali possono far scaturire una medicina che si pu usare in questo modo.

1.8 La Pietra Filosofale Non troverai la pietra filosofale finch non sarai perfetto. Grillot de Givry

Come vi olio nel seme di sesamo e una scintilla nella pietra focaia cos il tuo Amato nel tuo corpo. Sveglialo se puoi. Come la pupilla nellocchio cos il creatore nel corpo. Lo stolto non conosce questo segreto e corre fuori

cercandolo invano. Ci che cerchi nei quattro angoli della terra. Dentro, tu non lo vedi, perch vive dietro i veli dellillusione. Kabir Sahib

Dal XII secolo in poi, gli alchimisti parlarono di un agens necessario alla trasmutazione. Questo agens aveva molti nomi, ma il pi conosciuto Pietra Filosofale. Altri nomi sono: polvere filosofale, grande elisir, quintessenza. La pietra filosofale poteva trasmutare i metalli in oro. Nella Grande Opera, la pietra filosofale luomo stesso, essendo egli allinizio della Grande Opera e alla fine. In generale, la pietra lo spirito universale, presente in tutto ci che stato creato, e quindi anche nello stesso alchimista. Le descrizioni sono molte e non sempre simili. Paracelso la descriveva come fissa e rosso scuro; Berigard da Pisa diceva che il suo colore era quello dei papaveri; Raimondo Lullo diceva che il suo colore assomigliava a quello del rubino; Helvetius sosteneva che fosse di un giallo brillante. Molti alchimisti diedero le loro descrizioni, spesso contraddicendosi lun laltro. Khalid lo riassunse cos: La pietra unifica in s tutti i colori. bianca, rossa, gialla, blu cielo e verde. La trasmutazione un processo altamente personale, e quindi ogni alchimista ne ha unopinione diversa. Alcuni di loro parlavano di una sostanza fisica.

La pietra filosofale il simbolo delluomo perfetto, il risultato finale del lavoro filosofico. Anche se viene spesso associata ad argento vivo e zolfo, la pietra filosofale difficile da spiegare a parole. Semplicemente, non abbiamo il linguaggio per farlo. Non si mai capito cosa intendessero i filosofi antichi per pietra filosofale. Non si pu rispondere a questa domanda prima di aver capito che gli alchimisti ponevano la loro attenzione su qualcosa di inconscio. Solo la psicologia dellinconscio pu spiegare il segreto. La teoria dellinconscio ci insegna che fino a quando questa

proiezione diretta su quel qualcosa, rimarr inaccessibile. Quindi il lavoro degli antichi alchimisti rivela molto poco del segreto dellalchimia (Carl Gustav Jung). Bisognerebbe anche considerare il fatto che gli alchimisti spesso usavano un linguaggio simbolico. I simboli sono un mezzo per trasmettere informazioni, ma questo mezzo richiede un approccio totalmente diverso di comprensione, qualcosa che nella societ moderna troviamo difficile. Quasi tutti coloro che hanno sentito parlare della pietra filosofale e del suo potere, chiedono dove si possa trovare. Il filosofo d sempre una duplice risposta. Prima dice che Adamo ha preso la pietra filosofale dal Paradiso e che ora presente dentro di te, dentro di me e dentro tutti, e che gli uccelli di terre lontane la hanno portata con loro. Poi il filosofo risponde che si pu trovare nella terra, nelle montagne, nellaria e nel fiume. Allora in che modo bisogna cercare? Per me, in entrambi i modi, ma ogni modo ha il suo modo. (Michael Maier, 1617). La pietra filosofale innanzitutto la creazione delluomo da parte di se stesso, vale a dire lintera conquista del proprio potenziale e del proprio futuro; in particolare la completa liberazione della propria volont, che dar il dominio assoluto sullAzoth e sul regno del magnetismo, vale a dire il potere assoluto sulla forza magnetica universale. (Eliphas Levi, 19 secolo). La pietra filosofale presente anche nelle leggende del Graal. In quel caso si tratta del calice colmo di azioni cavalleresche e buone, che ridoner fertilit al regno del Re. Il Re in queste leggende il nostro S superiore, il nostro S divino, lo Spirito, lUomo Celeste o Adamo Kadmon, che stato relegato gi nel mondo terreno. Trovare questa pietra, o il divino interiore, e lavorare su se stessi per portarlo alla superficie, doner successo al Palazzo del Re. Wolfram von Eschenbach diceva che il Graal era una pietra preziosa, portatrice di ricchi frutti di Saggezza e Purezza. La pietra filosofale spesso messa in relazione alla forza vitale. In alcune incisioni alchemiche, lacqua scorre da una pietra. La pietra la pietra filosofale, fonte dellelisir della vita: ci che come il fuoco ma scorre come lacqua. Tutti lo abbiamo dentro di noi. Una volta Meister Eckhart incontr un bel giovane. Gli chiese da dove venisse. Da Dio, gli rispose. Dove lo hai lasciato?. In cuori virtuosi. Dove vuoi andare?. Da Dio.

Dove lo trovi?. Dove ho lasciato tutte le creazioni. Cosa sei?. Un Re. Dov il tuo regno?. Nel mio cuore. Sappi che nessuno condivide questo con te. Lo so. Allora Meister Echkart lo port nella sua cella: Prendi qualsiasi abito tu voglia. Cos non sarei pi un Re. E scomparve. Era Dio stesso. E gli aveva fatto uno scherzo.

1.9 LElisir e la tintura Colui che beve dallacqua che io gli dar non soffrir mai pi la sete poich lacqua che proviene dal divino diverr come una sorgente in loro innalzandosi alla vita eterna. (Vangelo dei dodici apostoli, 28:10)

In termini alchemici, il corpo viene ridotto a acqua dargento vivo da cui successivamente viene prodotto lelisir. Altrimenti detto, viene creato uno spirito vivificante. Lelisir un sinonimo della pietra filosofale, ma lalchimista usa il termine elisir quando si riferisce innanzitutto alle sue propriet energetiche e guaritrici. Secondo alcuni alchimisti, lelisir la seconda fase della Grande Opera, mentre la tintura la terza fase. Dato che la seconda fase lAlbedo, o bianchezza, anche la tintura viene detta: tintura bianca. lo stato di materia cotta o digerita che assume un colore bianco. Quando proiettata sui metalli, li trasforma in argento. una medicina per piante e minerali. Parliamo di uno spirito purificato (delluomo) che, anche se soltanto alla seconda fase, sta gi guarendo il corpo e lanima. L elisir rosso corrisponde alla terza fase: la Rubedo o rossore. Esso indica la pietra perfetta. Gli alchimisti arabi lo chiamavano semplicemente elisir, che significava lievito. Il lievito fa lievitare limpasto, ci che nel senso filosofico indica una moltiplicazione. In relazione allelisir, fa moltiplicare lenergia spirituale e quindi negli esseri viventi ha una funzione guaritrice. Lelisir cura tutti i mali e rende perfetti (cio di nuovo sani) tutti i metalli imperfetti (come gli organi e le cellule). Il termine tintura viene usato per la sua qualit penetrante. La tintura lultimo grado di trasmutazione dei corpi naturali. Porta tutte le cose imperfette alla perfezione. Paracelso si riferisce alla tintura come a una sostanza assai nobile che colora tutti corpi metallici e umani, e li cambia in unessenza superiore. Essa penetra tutti i corpi e li fa ascendere come fa il lievito.

Artephius (XII secolo) scrisse nel suo Libro Segreto di essere in vita da duemila anni grazie al suo elisir. Simili dichiarazioni furono fatte da altri alchimisti. Si dice che il noto Conte di Saint-German (XVII-XVIII secolo) non invecchiasse per merito dellelisir. Ricordiamoci che non si tratta di una sostanza fisica, ma dellenergia divina interiore dellalchimista che stata portata avanti e che mantiene giovane il corpo. Si sempre creduto che ci fosse qualche tipo di liquido, o di bevanda, che potesse prolungare la vita e dare al corpo una quasi immortalit. Sfortunatamente luomo comune spesso prese questo concetto alla lettera e tent di creare un liquido. Questo liquido, o acqua della vita, un termine simbolico per ci che presente nelluomo stesso. Rosarium philosophorum, Frankfurt, 1550

La tintura o elisir talvolta rappresentata anche come acqua della vita che sgorga da

una fontana, la fontana della giovinezza. Nelle antiche scritture Ind (i Veda e i Purana) si trova il concetto di Amrita. LAmrita la bevanda o il cibo degli dei. lalimento che dona limmortalit, ed creato dalloceano di latte. Gli dei greci bevevano lAmbrosia o il Nettare, che avevano le stesse caratteristiche. Gli alchimisti e i cabalisti parlano dellacqua della vita in termini ad esempio di Ab-e-Hyat, o essenza pungente, infuocata. Pi comunemente viene denominata alkahest o solvente comune. Lalchimista produce la sua tintura purificando il suo corpo, le sue emozioni e i suoi pensieri, finch non si identifica con la sua essenza divina. Quando lessenza divina realizzata, lacqua della vita sgorga e porta via tutte le rimanenti scorie, lasciando loro puro. Lelisir o tintura fa dellalchimista un uomo nuovo. Egli rinasce ed immortale, partecipa della saggezza divina e dellunit con la Sorgente di tutto. divenuto un Re del cielo.

2. LOperazione Unica Non si dovrebbe abbandonare il dovere per il quale si nati, anche se ha qualche imperfezione; perch tutto ci che si fa avvolto dall'imperfezione, proprio come il fuoco avvolto dal fumo. Bhagavad-gita 18:48 Lalchimista ripete spesso che lintera opera alchemica un processo unico, che richiede ununica, semplice azione. Questa azione ha nomi diversi, a seconda del proprio punto di vista. Pu chiamarsi purificazione, lavaggio, pulizia, riscaldamento, cottura, distillazione eccetera. Alcuni alchimisti mettono questi termini in un ordine apparentemente cronologico.

Allinizio, lopera si chiama dissoluzione, poich il fuoco centrale, che stato attizzato, trasforma la terra in acqua. La dissoluzione la riduzione di ci che fisso e asciutto in essenza dacqua. Il fisso reso fluido. Il fluido viene anche chiamato argento vivo o materia prima. Dice sulla dissoluzione, Pernety (1858): La soluzione filosofica la trasformazione dellumidit base fissa in un corpo acquoso. Lorigine di questa dissoluzione lo spirito volatile racchiuso nella prima acqua. Si potrebbe dire che la propria coscienza, che sempre presente ma in qualche modo nascosta in s, lavora con lazione della volont, per portare la coscienza quotidiana (il fisso) nellinconscio (acqua). Si potrebbe anche dire che si diventa pi consapevoli di ci che accade interiormente, in particolar modo dei sentimenti e delle energie sottili, cose entrambe spesso paragonate allacqua. Per mezzo di questo continuo riscaldamento, o cottura, avviene la distillazione. I vapori si raffreddano e si condensano. Lacqua condensata scende e penetra la terra. Il processo viene ripetuto ancora e ancora.

Atlanta Fugiens, Michael Maier, Franfurt, 1617

Lintera opera non altro che riscaldamento, cottura: uno dei molti simboli che mostrano come lintero processo alchemico non altro che azione continua. Si pu chiamare meditazione, o chiara consapevolezza, ma deve essere fatto di continuo. Questa lunico modo in cui la purificazione del corpo e dellanima risulter nello svelare la vera divina natura del praticante.

Dopo la distillazione, avviene il fissaggio, o coagulazione. Il fissaggio linseparabile unione del fisso col volatile, o zolfo e argento vivo, in una materia talmente durevole che inattaccabile dal fuoco. Mentre avviene tutto ci, il riscaldamento della materia continua. Lintero processo non altro che riscaldamento. Il fuoco deve essere mantenuto (cio la propria attenzione deve essere mantenuta focalizzata). La distillazione, o purificazione, effettivamente il continuo miglioramento di se stessi allo scopo di estirpare ogni azione egoistica o emozione negativa. Per questo necessario mantenere continua vigilanza e diligenza. Alcuni alchimisti associano un pianeta a ogni successivo stadio della Grande Opera. Anche se la distillazione rimane la stessa durante lintero processo, in termini simbolici lalchimista ascende dal pianeta Saturno verso il pianeta Mercurio. Inizia da Saturno, il pianeta pi freddo e pesante, il malfattore, il dio del tempo e della

morte. Mercurio il pianeta pi leggero, situato accanto al sole, immerso nella luce e nel calore di quella stella. qui che lalchimista scopre la giovinezza eterna. Quando in tal modo lalchimista ascende attraverso i pianeti, trasforma le proprie caratteristiche. Ogni pianeta corrisponde a determinate caratteristiche psicologiche. Il processo della Grande Opera, come dicemmo allinizio del presente lavoro, non espresso soltanto nel simbolismo alchemico, ma in molte altre Tradizioni, sia orientali che occidentali. Sar interessante, a questo punto, esaminare come esso fosse presente gi nellAntico Egitto, nel mito di Osiride. Osiride era un re-dio che fu chiuso in un baule da suo fratello Seth, simbolo del potere di decomposizione, del fuoco che causa la putrefazione. Il baule rappresenta il vaso alchemico, il recipiente, ed significativo che venga chiuso con chiodi e piombo (essendo il piombo il metallo della Nigredo, lOpera al Nero). Seth gett il baule nelloceano e, dopo aver a lungo viaggiato, esso infine si aren sotto un tamarindo. Ritroviamo qui numerosi simboli che indicano la seconda fase della Grande Opera: lOpera al Bianco che, come abbiamo detto, rappresenta lacqua alchemica, la fase in cui la terra ridotta ad acqua. Loceano stesso il simbolo della materia prima a cui la materia viene ridotta, cos come il Tamarindo simbolo del secondo stadio, lAlbedo, a causa dei suoi fiori bianchi. Iside, la sposa di Osiride, trov il baule e lo riport in Egitto. Viene cos rappresentata la fase della coagulazione, della condensazione. Con i suoi poteri magici riusc poi a ricevere il seme di Osiride ed a partorire Horus; bellissima rappresentazione della nascita della coscienza pura (Horus il dio Sole), dopo che lIniziato ha trovato il seme alchemico della materia. In seguito anche Seth ritrov il baule col cadavere di Osiride, ne tagli il corpo in quattordici pezzi e li nascose in diversi punti del territorio Egizio. In tal modo vengono rappresentate le fasi della decomposizione e della sublimazione che devono essere ripetute pi volte, fino a quando tutto non sar puro e le emozioni ed i sentimenti dellIniziato non saranno del tutto purificate da ogni istanza egoistica e passionale. Iside va in cerca di tutti i pezzi e li seppellisce sul posto (il fissaggio). Lunico pezzo che non riesce a trovare il fallo di Osiride, in quanto esso stato ingoiato da un pesce ossirinco. Ci sta a significare che i poteri sessuali sono stati trasformati in unenergia superiore e non verranno mai pi espressi a un livello inferiore. Si dice che lespressione inferiore dellimpulso sessuale leghi luomo al mondo fisico, o al mondo delloscurit. Il fallo non pi necessario perch Horus ormai stato concepito. Horus rappresenta luomo rinato. Nelle sue manifestazioni infantili, viene chiamato Arpocrate, e corrisponde al Mercurio bambino. Horus anche Osiride risorto. In termini alchemici, il vecchio Re morto e il giovane Re nato. Osiride anche il principio universale della vita. il seme, come il chicco di frumento. Gli egizi piantavano chicchi di frumento sulle mummie, in modo che germogliassero, a simboleggiare la resurrezione dei morti. Osiride era anche il dio della fertilit, e cos venne denominato Il Grande Verde. La sua pelle era spesso raffigurata in verde. Gli alchimisti parlano del seme verde in natura, cio la materia prima, o drago verde, lenergia fertile della vita che tutto penetra.

Allorch di due farete uno, allorch farete la parte interna come l'esterna, la parte esterna come l'interna e la parte superiore come l'inferiore; allorch del maschio e della femmina farete un unico essere sicch non vi sia pi n maschio n femmina; allorch farete occhi in luogo di un occhio, una mano in luogo d una mano, un piede in luogo di un piede e un'immagine in luogo di un'immagine, allora entrerete nel Regno. Vangelo di Tommaso, 22 Il sacro matrimonio, la conjunctio o coitus, si riferisce allunione del nostro spirito divino con lanima e infine col corpo. Si potrebbe dire che nelluomo comune lo spirito, lanima e il corpo sono in qualche modo separati tra loro, anche se lavorano lun con laltro. Lobiettivo dellIniziato che lavora alla sua Grande Opera quello di riunificare i tre Princpi, costruendo quel canale coscienziale che nella Tradizione orientale viene detto Antakharana. Alcuni alchimisti sostengono che vi sono tre conjunctio, ma la conjunctio in s pu essere interpretata in diversi modi. Lalchimia possiede molte immagini contrapposte, come acqua e fuoco, asciutto e bagnato, caldo e freddo, volatile e fisso, corporeo e spirituale, Sole e Luna, oro e argento, cerchio e quadrato eccetera. Lunione di questi opposti forma una conjunctio. La conjunctio rappresenta insomma lunione di corpo, anima e Spirito tramite lAntakharana.

Museo Hermeticum reformatum, Frankfort, 1678

Nel suo significato mistico, la conjunctio la comprensione o lesperienza dellunit degli opposti o dei paradossi, lesperienza di unit dietro il nostro mondo di dualit. Finch la nostra comprensione rimane limitata alla coscienza fisica, essa concepisce la realt soltanto in termini di opposti. Nellestremo oriente si prova a trascendere questa comprensione limitata con i koan, espressioni che contengono paradossi. Lalchimia ha un approccio simile, poich usa espressioni come acqua infuocata, fuoco acquoso, acqua che non bagna le mani, fuoco che non brucia.

La coniuctio provvede a questa trascendenza che porta allunit con un processo di dissoluzione del corpo nellacqua. Come la dissoluzione dissolve i corpi, cos i dubbi dei filosofi sono dissolti dalla conoscenza (Gerhard Dorn, XVI secolo). Nei manoscritti alchemici, la conjunctio viene raffigurata come lunione, o coito, tra Re e Regina, tra luomo rosso e la donna bianca, o semplicemente tra marito e moglie. Collega lo schiavo alla sua fragrante sorella, e da soli compiranno lopera intera; poich non appena la donna bianca sar andata sposa alluomo rosso, essi si abbracceranno con fermezza e diverranno uno, si decomporranno e perfezioneranno lun laltra: dai due corpi che erano prima, diverranno un solo corpo predisposto alla perfezione (Donum Dei, primo XVI secolo). Questa citazione mostra che la conjunctio spesso raffigurata come un rapporto incestuoso. Ci al di l di qualunque considerazione morale, sta ad indicare che tutto il materiale dellOpera allinterno di noi stessi. Troviamo questa simbologia anche in altre religioni, ad esempio Sulamith e Adam Kadmon nella Cabala, Adamo ed Eva nel Cattolicesimo, Iside e Osiride nellantico Egitto. Nellalchimia si trova normalmente tra madre e figlio. Beya si accoppi con Gabricius (suo figlio) e lo rinchiuse nella sua pancia cos bene che non fu pi visibile. E strinse Gabricius con tale amore che lo port totalmente nella sua natura e lo divise in molte parti (Rosarium philosophorum, 1550): ununione bizzarra, ma interamente simbolica. Carl Gustav Jung sostiene che questo incesto simbolico la discesa, o penetrazione, nellinconscio. Si tratta di un regressus ad uterum, o ritorno allutero materno. La penetrazione della donna equivalente alla penetrazione dellacqua o dellinconscio. In tal modo vediamo che la conjunctio viene raffigurata con il coito tra marito e moglie, re e regina, ma anche con il re che si fa il bagno o che beve acqua. Talvolta il coito tra uomo e donna avviene in acqua, in una vasca o in una fontana. Lacqua anche un simbolo equivalente al mercurio o allargento vivo. Lalchimista Gerhard Dorn parl di corpo, anima e spirito delluomo. Il corpo (corpus) corrisponde a ci che ora chiameremmo col termine junghiano di ombra. Egli considerava lanima unenergia vitale neutra, composta da abitudini, speranze e desideri. Lo spirito (animus) era la volont, il concetto di ego. Lo spirito sempre buono ed ha facolt mentali superiori. Nelluomo ignorante formano una trinit, perch luomo non cosciente di tutte e tre le cose, ma le percepisce come una. Dorn disse che vi sono tre conjunctio. La prima avviene con la separatio, o distractio. Lanima si separa dal corpo quando luomo diviene cosciente di queste due cose. Lanima e lo spirito si uniscono, cosa che egli chiama unio mentalis. Nel momento in cui luomo diventa cosciente di non essere il suo corpo e comincia a percepire la differenza tra esso e lanima e lo spirito, il corpo cessa di essere lunico movente dei suoi desideri e bisogni ed inizia a non esprimere pi i propri impulsi negativi. Il corpo ed i suoi bisogni vengono sottomessi alla volont dellanima. La seconda coniuctio lunio mentalis unita al corpo purificato. Ci si verifica quando, a seguito della continua purificazione delle pulsioni inferiori, fisiche, emotive e mentali, il collegamento dei tre Princpi diventa effettivo. Corpo, Anima e Spirito sono ormai allineati e lavorano come un tutto unico e armonico.

E solo allora che pu aver luogo la terza conjunctio: la combinazione di spirito-anima-corpo con lunus mundus. Lunus mundus il mondo potenziale del primo giorno della creazione, quando nulla esisteva in actu, vale dire nella dualit o molteplicit, ma solo come Uno. un ingresso nellunit, in cui si percepisce tutto come uno. Nellinduismo, lanima individuale si unifica al Brahaman, che la realt ultima, il principio che tutto unisce. lessere interiore di tutte le cose. illimitato e non pu essere compreso dallintelletto n espresso a parole. Anche lalchimista Pernety (1858) conosceva le tre conjunctio: La prima si chiama doppia coniuctio. Si trova tra agens e patiens, tra il maschio e la femmina, la forma e la sostanza, largento vivo e lo zolfo, il sottile e il grezzo. La seconda si chiama triplice, perch unifica tre cose: il corpo, lanima e lo spirito. Cos trasforma la trinit in unit. La terza si chiama quadruplice, perch unifica i quattro elementi in uno, ma include le altre tre.