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E' fondamentale realizzare che gran parte dell'operativit volta a sollecitare, estendere e raffinare la p r e s e n z a di s, e non a perderla con frequenti

i stati di smarrimento, beatitudine, estasi o simili. L'operatore ricerca le esperienze enstatiche, che sono realt non ordinarie entro di s, anzich le esperienze estatiche, che sono realt non ordinarie fuori di s. Giorgio Sangiorgio, Agricoltura Celeste

Obiettivi dell'Alchimia
L'Alchimia persegue i seguenti obiettivi (la Triplice Corona Regale): 1 Fare s che l'alchimista si identifichi con la Volont Divina, o l'ntelligenza della Natura (divenire la Coppa del Graal). 2 Portare l'alchimista a uno stato di coscienza di perenne innamoramento nei confronti della Vita e serenit interiore (fabbricare il Lapis Philosophorum). 3 Permettere all'alchimista di divenire un mago , cio liberare la propria coscienza dalla gabbia psichica nella quale trattenuto in questa sistema sociale, conseguire l'immortalit, invocare entit dai piani spirituali, acquisire il potere di trasmutare i blocchi della propria psiche (possedere la Lancia di Longino). L'alchimista lavora tutta la vita al fine di conseguire tali qualit: 1 La liberazione dalla schiavit psichica. La gabbia psichica nella quale siamo invischiati coinvolge i nostri tre corpi: fisico, emotivo (astrale) e mentale. Chi governa in maniera occulta il mondo ci tiene prigionieri attraverso i pensieri, le emozioni e le malattie fisiche (che sono una conseguenza delle emozioni negative). I pensieri vengono controllati attraverso l'educazione scolastica e l'azione dei mass-media. Le emozioni quali paura, senso di impotenza, malcontento e desiderio di vendetta vengono pianificate a tavolino e divulgate per mezzo di trasmissioni televisive e telegiornali. Il sistema immunitario viene indebolito attraverso l'inquinamento atmosferico, l'alimentazione, i vaccini e i farmaci. Liberarsi significa indentificarsi con l'anima immortale, aldil dei tre corpi della personalit. 2 L'immortalit della coscienza. Egli morto alla sua personalit ed rinato come anima immortale. La sua volont ora identificata con l'Unica Volont. Da ci deriva che alla morte del corpo fisico il Mago se ne distacca senza perdere coscienza e prosegue la sua vita nei mondi spirituali dove lo attendono altri compiti. Se giunge al termine dell'Opera, spiritualizza la materia stessa del suo corpo di carne portandolo su una pi elevata frequenza vibratoria (risurrezione della carne). 3 La serenit interiore. Ha sciolto i suoi blocchi psichici, vive quindi la sua quotidianit nella Gioia, invaso da un costante senso di innamoramento nei confronti di tutti gli uomini e di tutto ci che lo circonda, conseguenza del suo percepirsi "uno con tutte le cose". L'Amore per lui la Legge, l'Amore al servizio della Volont superiore ("Love is the Law, Love under Will." Aleister Crowley). 4 L'attitudine a servire . Essendosi egli identificato con la Volont Divina stessa, tutti i pensieri, le parole e le azioni non gli appartengono pi. L'Uno opera attraverso di lui. A questo punto la sua vita diverr inevitabilmente una continua tensione verso il miglioramento delle condizioni dell'umanit, non perch se lo imponga, ma unicamente come conseguenza del suo agire in questo nuovo stato di coscienza. 5 La guarigione. Egli guarisce il suo corpo quando questo si ammala, ma, soprattutto,

pu prevenire ogni male fisico lavorando assiduamente sulla trasmutazione dei suoi pregiudizi e delle sue emozioni negative. A un certo grado di iniziazione pu usare il Fuoco per favorire la guarigione negli altri esseri umani. 6 Il potere di dominare la materia fisica - divenendo, almeno potenzialmente, capace di operare la trasmutazione dei metalli - e il potere di invocare e governare entit che vivono su altri piani. Entrambi questi due poteri gli sono conferiti dalla capacit di governare e trasmutare innanzitutto gli elementi psichici all'interno di s. 7 La chiaroveggenza. L'alchimista percepisce per empatia - attraverso l'uso del Cuore, con un atto d'amore - il significato nascosto dell'anima di chi gli sta di fronte, cio la particolare qualit che quell'anima venuta a esprimere sulla Terra. Come conseguenza di ci pu anche divenire in grado - ma non detto che accada a tutti - di cogliere i mondi spirituali durante il suo normale stato di veglia, e pu dunque osservare i corpi sottili degli altri uomini scorgendone le emozioni, i pensieri e in alcuni casi anche la storia passata e futura. Pu praticare la telepatia. Egli pu anche divenire cosciente nei propri corpi sottili e assumerne il completo controllo. Ci significa che il mago pu abbandonare il suo corpo fisico e spostarsi in quelli superiori (es.: il corpo astrale utilizzato nello sdoppiamento astrale ) utilizzando coscientemente tali veicoli per viaggiare nelle dimensioni spirituali. HOME OfficinaAlkemica

Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potr danneggiare. Non rallegratevi per perch i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli. Lc 10,18-20

Nigredo - L'Opera al Nero


L'alchimista completo un uomo che ha trasmutato la sua natura inferiore fino a farsi a immagine e somiglianza di Dio. Ci non siginifica che il suo attuale Io divenuto cos grande da somigliare a Dio, bens esattamente il contrario: il suo Io personale - con tutti i suoi desideri terreni - morto lasciando spazio a una Volont superiore che adesso opera attraverso di lui. L'Io che desidera diventare un alchimista non potr mai diventarlo. L'Io che desidera diventare immortale non potr mai diventarlo. Se anche ci potesse succedere sarebbe

una tragedia, poich l'Io schiavo di pensieri e desideri egoistici e separativi che lo indurrebbero a usare i nuovi poteri acquisiti per fini personali, alimentando in tal modo un karma sempre pi infelice per il suo futuro. Ma ci non pu succedere, o almeno, non pu succedere a livello assoluto; ma a livello relativo chi intraprende un lavoro alchemico spesso si illude ancora per un lungo periodo di poter evolvere esotericamente al fine di ottenere sempre di pi per s in termini di conoscenza e poteri occulti. L'Io non pu divenire immortale perch appartiene alla personalit dell'individuo, alla sua parte terrena e mortale; dunque l'Io non pu per definizione approdare all'immortalit assoluta, la quale una caratteristica divina, cio una prerogativa dell'anima. Tutto ci che pu fare l'Io di un uomo che vuole evolvere sulla strada dell'alchimia morire, disintegrarsi, annullare la propria volont personale in quella dell'Assoluto lasciando che Lui agisca per suo mezzo. La misura della bravura con cui un alchimista in grado di operare con la materia, dentro di s e fuori di s, data dal suo progressivo annullarsi nello stato di coscienza divino. Pi si abbandona al Superiore pi Quello libero di agire attraverso di lui e quindi di operare trasmutazioni sempre pi elevate. Allora le finalit di tali trasmutazioni non saranno pi di carattere personale, miranti cio a soddisfare gli appetiti dell'Io, bens dettate unicamente dal desiderio di aiutare l'evoluzione dell'umanit e del cosmo intero. Questo importante assunto va tenuto bene a mente dall'allievo alchimista lungo tutto il corso del suo apprendimento. Egli non deve mai scordare, pena la mancata riuscita di tutti i suoi obiettivi, che l'individuo che oggi desidera divenire immortale non e non pu essere lo stesso individuo che domani lo diverr. Tale uomo dovr progressivamente morire e lasciare il posto a un Uomo Nuovo. Un mortale non pu divenire immortale. Un'entit che sente di essere nata in dato istante nel passato, necessariamente dovr morire in un altro istante nel futuro. L'unica soluzione dimenticare s stessi per identificarsi interamente con un'entit che non mai nata e non morir mai: l'anima. Il processo della morte dell'Io - cio di tutti i desideri personali dell'allievo alchimista - detto nigredo, l'Opera al Nero, la putrefazione . Questa l'impresa pi difficile alla quale luomo possa mai sperare di giungere. l'impresa dell'Eroe. L'alchimista si impegna a lavorare sistematicamente tutti i giorni per uccidere ci che lui stesso . La prima fase del lavoro alchemico infatti la pi ardua, lunga e delicata. Una volta portata a compimento questa in maniera perfetta, le fasi successive saranno rapide e semplici. Il mago/alchimista deve possedere tali qualit: Volont ferma. Costanza. Coraggio. Desiderio di amare tutte le cose e tutti gli uomini. Spirito di sacrificio per il bene degli altri.

Tutta la prima lunga fase del lavoro - conosciuta come dissociazione dei misti in termini alchemici - illustrata nella sezione Lavoro Alchemico, che costituisce il corpo centrale del sito e, pi in generale, dell'insegnamento ermetico. L'Opera al Nero consiste in massima parte nell'attenta e costante osservazione di s condotta dall'alchimista giorno dopo giorno. Un'osservazione distaccata, che non macchiata da alcun giudizio, n di compiacimento n di rifiuto nei confronti degli aspetti del proprio carattere che inevitabilmente vengono alla luce. Egli si sforza di restare al di sopra delle divisioni fra bene e male, giusto e sbagliato in tutte le questioni che gli si presentano, interiori o esteriori che siano. Il ricordo di s il mezzo attraverso il quale l'osservazione pu potenziarsi e divenire una tecnica rapida ed efficace. Parallelamente al ricordo di s deve inziare il lavoro sull'immaginazione negativa e sulle emozioni negative, come descritto nella succitata sezione del sito. L'osservazione neutrale che l'alchimista applica a tutte le manifestazioni di giudizio, desiderio, fastidio, depressione o contentezza... che fanno parte della sua personalit, fa s che queste perdano progressivamente potere su di lui, divengano oggetti da lui slegati, fino a morire. E insieme ai desideri e alle repulsioni perisce anche il piccolo Io che da essi era tenuto in vita.

La pseudo-chiaroveggenza
Nel corso del processo di dissociazione dei misti si manifestano spesso le pi svariate reazioni. A causa del progressivo allontanarsi del centro di consapevolezza dell'individuo dall'identificazione con la sua macchina biologica, molti aspetti di questa, prima tenuti a bada da una forte presenza dell'Io, vengono ora disordinatamente alla luce e possono pertanto prodursi visioni: proiezioni simboliche del contenuto della psiche e delle forze che si muovono nel corpo, e quindi sempre facenti parte della natura inferiore. Non creda dunque l'aspirante di aver ottenuto solo per questo la chiaroveggenza. Tale qualit sopraggiunger con l'Opera al Bianco, e implica un vedere a partire da un nuovo organo di percezione: il Cuore. Tutte le visioni astrali antecedenti questa fase riguardano unicamente incursioni disordinate in un mondo nel quale l'allievo per il momento pu solo manifestare le stesse capacit di percezione e discriminazione di un infante appena giunto sulla Terra. Se egli non si ancora liberato dai legami mentali, emotivi e fisici della sua natura inferiore non potr che vedere proiezioni astrali di tale natura, siano esse piacevoli o spiacevoli, e mai una verit oggettiva appartenente al piano dell'anima. Fonte del testo: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006) HOME OfficinaAlkemica

Che posso dirti di pi, figlio? Soltanto questo: una visione semplice si prodotta in me... Sono uscito da me stesso ed ho rivestito un corpo che non muore. Ora, non sono pi lo stesso, ho avuto nascita intellettuale... Non sono pi colorato, tangibile, misurabile. Non vedo pi i corpi nelle tre dimensioni. Tutto ci mi estraneo... e non con gli occhi fisici che ora mi si pu vedere. dal Corpus Hermeticum

Albedo - L'Opera al Bianco


Concentrare i propri sforzi sull'osservazione di s, sui pensieri e sulle emozioni porta alla nascita dell'osservatore, una nuova entit che guarda con distacco le attivit della macchina biologica umana e acquisisce nel tempo una capacit sempre maggiore di controllarla. A questo punto si va incontro a un pericolo dal quale indispensabile mettere in guardia il neofita. L'osservatore - la parte dell'individuo che vuole liberarsi e che si manifestata fin dai primi passi sul sentiero - diviene sempre pi potente e sempre pi capace di sottomettere la personalit al suo volere. A un dato momento questo osservatore diviene il maggiordomo, secondo la terminologia esoterica, cio un'entit in grado di impartire ordini all'interno della casa e di farsi obbedire dal resto della servit: emozioni e pensieri. a questo punto che l'alchimista pu cadere nel tranello e pensare di aver realizzato il suo traguardo. Ma il potere di dominare su pensieri, passioni ed emozioni non rappresenta ancora il conseguimento finale. Egli staziona adesso in una sorta di Terra di mezzo, un punto neutro, che di norma causa una insopportabile sensazione di incertezza. morto l'uomo ordinario che lui era, ma non ancora nato l' Uomo Nuovo . Il controllo che egli ha acquisito non ancora frutto dell'identificazione con l'entit spirituale - l'anima - bens conseguenza della creazione di un centro di gravit permanente, capace di mettere ordine in casa, ma ancora facente parte della servit, la natura inferiore, la personalit. Il padrone di casa tarda ad arrivare. in questa "terra di nessuno" che l'aspirante Mago viene sottoposto alla tentazione. Gli si presentano due vie: il Sentiero della Mano Destra e quello della Mano Sinistra. Nel primo si pone la propria volont al servizio dell'Uno, nel secondo si ha l'ardire di rifiutare ogni genere di obbedienza e si prosegue nel lavoro alchemico per fini egoistici. Egli potr superare la situazione di stallo rivolgendosi alle forze diaboliche (evocazione), subito pronte ad accogliere il neofita nelle loro schiere, oppure a quelle spirituali

(invocazione), anch'esse pronte ad assisterlo, ma pi difficili da raggiungere, in quanto il contatto con loro richiede determinazione a servire e a sacrificarsi per il bene dell'umanit. L'Ego con i suoi desideri di POTERE, DENARO e SESSO deve essere sacrificato (=fatto sacro). Si noti che finch un uomo non ha dominato le sue passioni e l'incessante lavoro mentale della sua natura inferiore, solo un burattino e non riveste alcuna utilit n per i diavoli, n per gli angeli! Le tentazioni giungono solo quando l'uomo ha gi creato in s un centro di gravit permanente, e si quindi portato piuttosto innanzi nel suo processo evolutivo. La formulazione del pensiero "Non sia fatta la mia, ma la Tua volont" (Lc 22,42) il segno che la via della Mano destra stata preferita. Allora il padrone di casa prende il posto del maggiordomo. L'individuo si identifica con l'anima e l'Uomo Nuovo pu nascere. L'Opera al Bianco si compiuta.

In realt l'osservatore, il maggiordomo e il padrone di casa sono il risultato del progressivo spostamento del centro di consapevolezza dell'individuo dal cervello al Cuore. Il che equivale al passaggio dal corpo fisico al corpo di gloria , o dalla personalit all'anima. L'Opera al Nero e l'Opera al Bianco si muovono parallelamente. Durante il procedere della prima avanza anche la seconda. In queste fasi del lavoro alchemico ci si distacca sempre di pi dalla personalit, ma al contempo si costruisce gi il corpo di gloria , il vaso dell'anima . Ci si allontana dalla caotica e irrefrenabile attivit del cervello, ma solo per traslarsi ogni giorno di pi in un nuovo organo di senso: il Cuore. La conclusione si ha nell'identificazione completa dell'Io con l'anima, il che implica l'apertura del Cuore all'amore e la capacit dell'individuo di agire coscientemente nel suo corpo fluidico, o astrale. L'apertura del Cuore altro non che la ricezione del donum dei, cio la fabbricazione in s del Lapis Philosophorum. La tanto agognata Pietra Filosofale in verit l'attitudine a provocare in s stessi l'amore - attraverso un cosciente utilizzo del centro del Cuore - e a indirizzarlo nelle opere magiche quali la guarigione o la trasmutazione. Nessuna vera opera magica fattibile se non a partire da uno stato di innamoramento. Le opere, per quanto straordinarie, compiute sfruttando poteri psichici - innati o acquistati con l'esercizio - anzich il donum dei , fanno parte della Magia Nera e producono un effetto limitato nel tempo, oltre che provocare un karma negativo per l'operante. infatti possibile agire coscientemente nel corpo astrale, o sviluppare la chiaroveggenza, cos come altri poteri, anche senza aver compiuto un reale processo alchemico, ma semplicemente dedicandosi a particolari tecniche, dette acque corrosive . Tuttavia i poteri cos ottenuti appartengono ancora all'Io, alla personalit, la "macchina biologica" e non ancora all'anima. importante che le frasi "Amate i vostri nemici" (Mt 5,44), "Non sia fatta la mia, ma la Tua volont" (Lc 22,42) e "Mio cibo fare la volont di colui che mi ha mandato e

compiere la Sua opera" (Gv 4,34) impregnino la coscienza dell'aspirante gi dall'inizio del suo percorso. Queste affermazioni incarnano infatti l'essenza dell'Ars Regia, dall'Opera al Nero fino all'Opera al Rosso, che sar affrontata pi innanzi e che costituisce il compimento ultimo dell'Opus Magnum. L'intera Scienza dei Maghi si fonda su tali pilastri. Pi in particolare "Amate i vostri nemici" (Mt 5,44) riassume occultamente l'Opera al Nero, l'Opera al Bianco e l'Opera al Giallo. Le altre due frasi riassumono l'Opera al Rosso: la cristificazione della materia. Polarizzare quotidianamente la propria esistenza su queste frasi apre un canale alle energie dei piani superiori, che in tal modo possono scendere a coadiuvare gli sforzi dell'allievo, e consente alle entit angeliche di proteggerlo da "presenze sottili" indesiderabili. Il vantaggio di invocare e lasciarsi attraversare dalle forze che agiscono dall'alto risiede nel fatto che esse non combattono sullo stesso piano dell'avversario, come invece costretto a fare il neofita, che deve lavorare sulla sua personalit con una parte di questa stessa personalit. L'alchimista che volesse ottusamente concentrarsi solo sull'Opera al Nero - cio sulla dominazione della natura inferiore - senza badare all'aspetto amore, che si esprime nell'apertura del Cuore e nella volont di servizio per l'umanit, avrebbe possibilit molto minori di riuscire nella sua impresa, poich agirebbe senza l'aiuto delle energie provenienti dai piani superiori. Inoltre si ritroverebbe a un dato momento nella Terra di mezzo senza alcuna connessione con i mondi spirituali pi elevati e le entit angeliche che li abitano. A quel punto, a causa della ristrettezza del suo Cuore, la sua scelta ricadrebbe quasi inevitabilmente sul Sentiero della Mano Sinistra.

Per chi invece combatte contro i draghi protetto dallo scudo di Cristo, nigredo e albedo giungono a compimento in rapida successione. I risultati sono: - L'apertura del Cuore e di conseguenza la capacit di spostare a piacere il proprio centro di consapevolezza dall'apparato psicofisico all'anima, quindi l'ingresso in uno stato di coscienza di amore incondizionato verso gli eventi e le persone. - La produzione dell'Argento, cio la realizzazione definitiva del corpo mercuriale, o corpo di luce, o corpo di gloria - il tempio dell'anima; evento grazie al quale diviene possibile, in seguito al dovuto addestramento, viaggiare nel mondo astrale con il nuovo corpo come veicolo. - L'immortalit. Alla morte del corpo fisico il Mago ora certo che rester in vita, poich il suo centro di consapevolezza si trova gi ora nel corpo causale. Tuttavia questa non ancora l'immortalit assoluta, in quanto quando l'alchimista si identificher con l'Uno stesso, anche il corpo dell'anima verr abbandonato e il corpo dell'Uomo Nuovo sar l'intera Creazione. Fonte del testo: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006)

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Agli di bisogna farsi simili, non gi agli uomini da bene: non l'esser esenti dal peccato, ma l'essere un dio il fine. Plotino

Rubedo - L'Opera al Rosso


L'alchimista a conclusione dell'albedo capace di coscienza extracerebrale, in grado cio di percepire la realt al di fuori del vincolo fisico del cervello. La sua coscienza - il suo senso di s - si spostata dalla testa al Cuore, in una regione situata al centro del petto. Non si intende il Cuore in senso fisico, ma sub specie interioritatis , nel senso interiore, in quanto trattasi di organo che si colloca sul piano dell'anima. Il Mago ora pensa e vuole come un Uomo Nuovo, la cui volont non pi la semplice espressione dei desideri e dei fastidi della macchina biologica, ma il risultato della completa identificazione col volere dell'anima. I suoi pensieri non sono pi l'effetto collaterale della necessit di assicurare la sopravvivenza alla personalit mortale, ma intuizioni artistiche provenienti dal "mondo delle idee". Egli anima e non pi persona. Per progredire nella capacit di viaggiare nei mondi spirituali e quindi divenire in grado di portare a compimento determinati servizi all'umanit muovendosi su tali piani, indispensabile che egli assuma come guida un Mago pi esperto che lo illumini sui segreti e sui pericoli di tali mondi e sulle tecniche da mettere in atto per acquisire maggiore efficacia d'azione. Il neofita infatti nei suoi nuovi corpi come un neonato ai suoi primi giorni di vita: indifeso, solo vagamente cosciente, all'oscuro dei pericoli cos come delle fantastiche possibilit a sua disposizione. La fase successiva del progresso prevede l'ignificazione della luce astrale o rubedo. Come l'allievo avr gi avuto modo di notare attraverso la pratica, in realt le varie fasi del processo alchemico non sono rigorosamente successive e confinate entro limiti esattamente definiti. Ad esempio si detto in precedenza che nigredo e albedo (solve et coagula) procedono parallelamente: alcune sostanze gi disciolte iniziano a coagulare mentre altre stanno ancora disciogliendosi. Ora si osservi che la fase di rubedo - spiritualizzazione della materia per discesa del Fuoco - inizia gi al termine dell'Opera al Nero - creazione di un testimone e dissociazione dei composti psichici della personalit - e contribuisce in maniera essenziale alla fissazione del corpo di gloria . Spesso, sebbene in forma pi blanda, inizia ancor prima, in pratica ogni volta che l'individuo in grado di porsi in uno stato

particolarmente ricettivo rispetto alle influenze superiori: "Non sia fatta la mia, ma la Tua volont" (Lc 22,42). Nell'Opera al Rosso il Mago acquieta il suo corpo fisico di modo che i cinque sensi restino inattivi - come nello stato di meditazione - quindi ritira temporaneamente la sua coscienza nei veicoli sottili aprendo cos i propri occhi su quei piani... e finalmente pu portare a termine la Grande Opera, l'alchimizzazione della Terra, la trasmutazione del Piombo (il corpo fisico) in Oro (Spirito) dopo essere gi passato per l'Argento (anima). Solo agendo come anima e non pi come personalit egli ha il potere di spiritualizzare il corpo a mezzo dell'elemento Fuoco - lo Spirito Santo che egli fa discendere su di lui. Tale opera di cristificazione della materia si realizza solo se lo Spirito discende nel corpo attraverso l'autoconsapevolezza data dallo sviluppo dell'anima, cio l'identificazione dell'uomo con il suo S.

Il Fuoco Celeste interviene fin dall'inizio dell'Opera al Bianco, ma in questa fase esso viene ulteriormente intensificato e fatto discendere nel fondo del vaso o nel buio della miniera a risvegliare il cadavere , la macchina biologica addormentata. Rendere immortale la carne - la resurrezione nella carne e della carne - il raggiungimento finale; la discesa dello Spirito Santo e l'ascesa della materia. Risulta chiaro come tale redenzione della materia la si possa effettuare solo prendendo le mosse da un principio superiore. Solo ora che il Mago ha la sua coscienza ben ferma nei mondi spirituali e non pi nel cervello fisico, pu agire liberamente - da padrone di casa sulla sua carne e infonderla di Spirito. Come avrebbe potuto, prima, trasmutare il cadavere restando al contempo identificato con il suo Io mutevole, che la coscienza di tale cadavere? Ora tutto compiuto, egli "assunto nei Cieli con tutto il corpo". L'assunzione nei Cieli con tutto il corpo indica pure che l'Universo stesso - l'intera manifestazione - divenuto il corpo del mago. La sua coscienza non pi duale e separativa, non esiste pi la divisione soggetto/oggetto: egli l'Uno che si rende manifesto attraverso un Universo. L'Ego e il mondo non sono pi due entit separate. L'Uomo Nuovo realizza che l'Ego non mai stato presente, se non come illusorio senso di separazione dal resto del Creato: i suoi piccoli desideri sono scomparsi, non c' pi nulla da fare o da ottenere; persino il supremo desiderio di conseguire l'illuminazione ha perso consistenza. L'individuo si auto-immolato, si sacrificato (=fatto sacro). Ora c' solo Quello. Fonte del testo: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006) HOME OfficinaAlkemica

Sulla trasmutazione dei metalli


La nostra Medicina si pu fare in ogni luogo, in ogni tempo, in ogni ora, in ogni persona,

si trova per ogni dove e non c' necessit di far nulla in senso esteriore. Ma quelli che dicono altrimenti mirano ad occultare la Scienza. Poich ti dico che tu stesso, quando la conoscerai, la occulterai. Perci, non stupirti se essi la nascondono, questa essendo la volont di Dio. Turba Philosophorum

Pu essere istruttivo a questo punto mettere l'accento sul rapporto che intercorre fra il lavoro interiore dell'uomo e la trasmutazione dei metalli al di fuori di lui. Fra le forze racchiuse nella macchina biologica e alcuni metalli esistono relazioni magiche di tipo analogico. L'individuo che sia riuscito nell'impresa di operare la trasmutazione di un'emozione negativa in emozione superiore dentro di s, sar pure in grado di trasmutare in Oro il metallo che corrisponde analogicamente a tale emozione. Alcuni esempi potranno fugare ogni dubbio circa il significato di quanto detto. Si d il caso di un individuo dal carattere aggressivo, il quale, avendo iniziato un lavoro su di s per il proprio perfezionamento, si accorge, grazie all'osservazione condotta in maniera spregiudicata, che tale suo comportamento non dipende da eventi esterni sfavorevoli, ma costituisce una caratteristica della sua personalit. Egli prende allora la risoluzione di trasmutare tale rabbia in qualcosa di superiore. Le emozioni superiori corrispondenti alla rabbia e all'aggressivit sono l'irruenza e l'impeto nell'azione. Ges in occasione della cacciata dei mercanti dal tempio non stato aggressivo o rabbioso, bens irruente e impetuoso come un guerriero o un fiume in piena. Esternamente le due manifestazioni appaiono identiche, ma interiormente mentre l'emozione pi bassa intrisa di odio, quella pi elevata rappresenta una sfumatura dell'amore. Il samurai e il cavaliere templare combattono con tutte le loro forze, ma al contempo si mantengono interiormente quieti, perch amano e rispettano il loro nemico. Applicando quotidianamente il Lavoro Alchemico e concentrandosi in maniera particolare sulla sua aggressivit il praticante entra sotto l'influsso di Marte. Questo pianeta, come ogni altro, non che la manifestazione pi materiale e grossolana di una deit, la quale si trova in un rapporto analogico con alcuni aspetti psichici: l'aggressivit, la temerariet, la rabbia, la violenza, la vendetta, la guerra da una parte, l'irruenza, il coraggio, la determinazione, la forza dall'altra. L'energia dell' astro sempre la stessa, ma dall'uomo pu essere incarnata nel suo aspetto inferiore oppure in quello superiore. Il fatto stesso che l'individuo decida di lavorare su un suo aspetto psicologico fa s che egli si ponga automaticamente sotto l'influenza sottile del pianeta corrispondente a tale aspetto. Quel pianeta volge la sua attenzione, il suo sguardo benevolo, verso di lui. Il lavoro alchemico infatti concerne non solo l'evoluzione personale del singolo e quella dell'umanit intera, ma pure - e soprattutto - un lavoro cosmico. Pertanto l'uomo che intraprende un percorso magico immediatamente aiutato nella sua impresa dalle forze cosmiche evolutive... cos come immediatamente ostacolato dalle forze della meccanicit e dell'addormentamento. Nella misura in cui aiutato, egli aiuta; infatti Marte stesso compie un salto evolutivo

ogni volta che un uomo sulla Terra trasforma definitivamente la sua rabbia in un sentimento superiore e pi sottile. A ogni pianeta, per analogia, si possono far corrispondere uno o pi metalli. Marte, per esempio, in rapporto diretto con il Ferro. Quando un bel giorno l'aspirante, trovandosi di fronte a un'ingiustizia, anzich reagire con il solito attacco di rabbia, interviene sempre con forza e decisione, ma restando calmo interiormente, ci segno che egli ha conseguito la capacit di trasmutazione nei confronti di una forza psichica presente nella sua macchina biologica. La conseguenza che potr operare la medesima trasmutazione anche all'esterno di s, cio nel Ferro, mutandolo in Oro. Un altro esempio. Al pianeta Venere corrisponde analogicamente il metallo Rame. Gli aspetti psicologici legati a Venere sono, per quanto concerne le manifestazioni pi elevate: l'amore, l'erotismo, la capacit di cogliere e creare la Bellezza. In basso esse divengono lussuria, perversione, attaccamento all'aspetto fisico, forme d'arte banali o degenerate, incapacit di cogliere il Bello delle cose. Nel momento in cui l'uomo trasforma la lussuria in erotismo e l'attaccamento in amore allora diviene anche capace di trasmutare il Rame in Oro. Lo stesso si verifica quando egli impara a creare e disseminare quotidianamente Bellezza - anzich banalit e confusione - con i suoi pensieri e le sue azioni. ( Per maggiori ragguagli circa le corrispondenze fra pianeti, metalli e aspetti psicologici cliccare sul link e salvare il documento di word. )

Le operazioni
Una volta operata la trasmutazione interiore da Veleno in Farmaco di un suo aspetto psicologico, il mago/alchimista ha conseguito una capacit , quindi in potenza capace di trasmutare un determinato metallo in Oro. Ci per non implica che egli automaticamente sappia come operare con le energie sottili e con la materia atomica al fine di attuare la trasmutazione. Non basta infatti volerlo perch la trasmutazione avvenga; indispensabile si conoscano anche gli aspetti pi tecnici. Riguardo alle specifiche operazioni magiche da mettere in atto onde ottenere nella pratica la trasmutazione di un metallo in Oro, ci limitiamo per ora a riportare alcuni brani concernenti questo argomento che abbiamo tratto dalle fonti da noi ritenute pi attendibili. La trasmutazione dei metalli si raggiunge riducendo un pezzo di metallo allo stato atomico e riordinandone gli atomi in altra forma. Tratto da: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) 2004 Alchimia significa trasformare una qualit della forma in un'altra. E' importante porre l'accento sul cambio di qualit. La forma visibile esteriore pu cambiare, ma potrebbe anche non farlo. L'Oro l'espressione esteriore della qualit degli atomi fondamentali (anu) che lo costrituiscono, esattamente come il Piombo. Essi sono costituiti di anu in quantit e qualit diverse. Soltanto degli anu che vibrano a una frequenza specifica, molto alta, possono venire attratti per formare l'Oro. Portate il mercurio a uno stato in cui gli anu cominciano a perdere coesione, aumentate la loro frequenza vibratoria fino a raggiungere quella dell'Oro, applicate una forza di attrazione esterna, comparabile a quella dell'Oro, e, secondo la teoria occulta, dovrebbe

verificarsi la trasmutazione. Tratto da: IL DIARIO DI UN ALCHIMISTA Douglas Baker, Edizioni Crisalide (1977)

Il fenomeno di disintegrazione pu anche prodursi mettendo in gioco vibrazioni rapidissime che si oppongono alle forze di coesione delle molecole dell'oggetto. Queste vibrazioni separano le molecole negli atomi che le costituiscono. Un corpo ridotto cos allo stato eterico pu essere spostato da un luogo all'altro con grandissima rapidit, ed appena ritirata la forza che stata messa in azione, la pressione fa riprendere all'oggetto il suo primitivo stato. E' necessario spiegare come la forma di un oggetto si conserva quando viene disintegrato e poi rimaterializzato. Se per esempio si riscalda una chiave metallica sino a renderla liquida, quando poi si raffredda il metallo si solidifica, ma invece di una chiave si ha soltanto un informe pezzo di metallo. Ci dipende dal fatto che l'essenza elementale che conserva la forma di chiave si dissipata durante il suo cambiamento di stato; non che l'essenza elementale subisca l'azione del calore, ma perch il suo corpo temporaneo distrutto come solido, e quindi essa si riversa nel grande serbatoio da ci proveniva, allo stesso modo che i principi superiori dell'uomo, indifferenti al calore, sfuggono dal corpo fisico quando questo viene distrutto dal fuoco. Per conseguenza, quando il metallo della chiave di nuovo solidificato, l'essenza elementale terrena che allora va a riempirlo non sar la stessa di prima, e non vi sar quindi ragione perch ritenga la forma di chiave. Ma l'uomo che disintegra una chiave per portarla da un posto a un altro, dovrebbe aver cura di mantenere l'essenza elementale nella precisa forma originale, sino a quando lo spostamento non venga effettuato; e quando cessa l'azione della volont, l'essenza elementale serve da stampo in cui si riversano le particelle in via di solidificazione, o diremo piuttosto che si riaggregano intorno ad essa. Cos la forma dell'oggetto viene esattamente conservata, a meno che non vi sia disattenzione da parte dell'operatore. Tratto da: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) 2004 Si brevemente trattato dell'essenza elementale nell'articolo Abitanti astrali. Si noti che pu esser fatta una sommaria classificazione delle diverse specie di essenza elementale secondo le categorie di materia che esse abitano, e cio solida, liquida, gassosa, eterica, supereterica, subatomica, atomica. Questi sono gli elementali cui fanno riferimento gli alchimisti medioevali, i quali sostenevano che un elementale, e cio una porzione di essenza elementale vivente, abitava ciascun elemento o parte costituente di ogni sostanza fisica. Tratto da: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) 2004 A differenza della chimica profana, l'alchimia presuppone dunque una metafisica , cio un ordine di conoscenze sovrasensibili, le quali a loro volta presuppongono la

trasmutazione iniziatica della coscienza umana. Fra questa trasmutazione (considerata in quanto precede) e la trasmutazione dei metalli in senso non pi simbolico, ma orale, esistono dei rapporti di analogia. Cos certi principi e certi insegnamenti, che anzitutto hanno un senso cosmologico e metafisico, sono suscettibili a valere non solo per l'una, ma anche per l'altra trasmutazione - per quella dell'uomo e per quella dei metalli: "...ch unica la fornace, unico il cammino da seguire, unica anche l'Opera".

Fra certe forze chiuse nel corpo e certi metalli esistono relazioni analogiche di tipo magico (simpatico) oltrech simbolico, che fanno da base a tre possibilit pratiche distinte: 1) L'introdurre nell'organismo in date dosi e forme certe sostanze metalliche, quando la coscienza abbastanza sottilizzata per poter accompagnare e sorprendere ci che ne segue dietro le quinte della corporeit pi greve, pu servire per introdurre la coscienza stessa nei centri corrispondenti, che per via di quelle sostanze vengono anormalmente dinamizzati. Inoltre, quando la fantasia si trovasse in una certa indipendenza dai sensi corporei, possibile che l'esperienza risultante si drammatizzi sotto forma di visioni di figure e di divinit, spesso utilizzando le immagini che l'operatore per via della sua fede o tradizione reca latenti nel suo subcosciente. Come si vede, ci riporta, in un certo qual modo, e a meno di una pi precisa direzione di efficacia, al metodo con le bevande sacre e le acque corrosive in genere. [D'altra parte si gi accennato alla virt che soluzioni di metalli introdotte nell'organismo in determinate condizioni fisiche soprattutto psichiche, possono manifestare: ogni metallo esercita allora un'azione sul centro che gli corrisponde nel corpo: dalla metallit dell'Oro, dello Stagno o del Ferro, per es., vengono toccate energie vitali che agiscono rispettivamente nella regione del cuore, della fronte e della laringe. Se, al verificarsi di ci, la coscienza resta concentrata nello stato sottile, per via delle reazioni specifiche che le si palesano essa pu esser introdotta e trasformata nel mistero del centro corrispondente alla sostanza metallica fatta entrare nel corpo: raggiungendo qualcosa di equivalente a ci che nell'antichit era l'iniziazione secondo i vari Numi planetari, iniziazione che fra l'altro conferiva virtualmente la possibilit del rapporto con la natura interna di dati metalli, e quindi dell'azione su di essi.] 2) Viceversa, una volta giunti ad estrarre le coscienze dormienti in determinati centri o organi del corpo umano, si pu, da ci, essere introdotti nei misteri delle forze che agiscono occultamente nelle metallit corrispondenti o, in termini pi mitologici, pu esser propiziato il contatto con gli di sotto i cui influssi queste ultime si formano. Noi qui abbiamo uno dei presupposti fondamentali per le operazioni di alchimia in senso stretto, cio proprio come trasmutazione di metalli reali a mezzo del potere ermetico. La produzione dell'Oro metallico era cio una testimonianza trasfigurante data da un potere: testimonianza dell'aver realizzato in s l'Oro. La chimica ermetica parte dalla conoscenza spirituale dei Principi, cio dei poteri primordiali di qualificazione elementare, e agisce sui processi formativi che precedono

metafisicamente lo stato nel quale le sostanze appartengono alla natura come questo o quel metallo ed obbediscono a quelle leggi che chimica e fisica considerano per il mondo fenomenico. "Se non rendi incorporee le sostanze corporee e se non rendi corporee le sostanze incorporee nessuno dei [risultati] attesi si produrr" E chiaro che questo cambiamento nelle sostanze su cui si deve agire non farle passare da uno stato fisico ad un altro, ma invece farle passare dallo stato fisico ad uno stato nonfisico. La vera operazione preliminare riguarda l'operatore pi che non le sostanze stesse e consiste nel raggiungere quella data condizione della coscienza in virt della quale si realizza appunto l'aspetto psichico delle cose fisiche, l' anima sottile celata dalla loro esteriorit. Chiaramente, Zosimo ci dice che la tintura in Oro (la trasmutazione metallica) non pu avvenire nello stato solido (cio materiale) dei corpi: "essi debbono essere prima sottilizzati e spiritualizzati", tanto da rendere efficaci "le forze spirituali, quelle che non si possono cogliere con i sensi [fisici]". Bisogna "dissolvere le sostanze e ci che allora va trasmutato per poter trasmutare fisicamente sono le nature celesti". Per quel che concerne, poi, la conversione dell'incorporeo in corporeo oltre che del corporeo in incorporeo, si deve intendere che la coscienza non deve astrarsi nel puro aspetto spirito delle materie ma, giunta ad esso, deve mettersi di nuovo in rapporto con la sostanza stessa come corpo, cos che i due divengano uno . Altrimenti il risultato sarebbe solo un passare ad altre forme di coscienza, senza relazione diretta col piano fisico per ottenere determinati effetti su di questo.

Perci per trasmutare , oltre che passare dalle specie sensibili delle sostanze allo stato dei corpi spiritualizzati o androgini , occorre trascendere la stessa specificazione che inerisce a questi ultimi, raggiungere l'indifferenziato e da l eseguire, con un atto dello spirito, una proiezione che rimuova il nodo dei poteri invisibili manifestantesi in una data mineralit tanto da ottenere una precipitazione che determini sul piano materiale e sensibile appunto il passaggio di quella mineralit da una specie ad un'altra specie: per es., da Rame, o Piombo, ad Oro. Specificamente, vi sono tre punti di corrispondenza: il potere di estrarre le nature , facendo occulto il manifesto, con riferimento alle sostanze fisiche metalliche, si collega al potere di attuare in s la mortificazione e di produrre la Materia al nero e poi via via il bianco dal nero; il potere di ricondurre l'anima metallica alla Materia prima si collega al potere di mantenersi nel Gran Mare e di dominare la Madre, cio di fissare la Materia al bianco; infine, il potere di proiettare dalla Materia prima indifferenziata una nuova qualificazione, per ottenere la trasmutazione del metallo, si collega all'Opera al rosso e al regime del Fuoco, nel quale ci si adegua alle energie primordiali di ogni individuazione. Infine, facciamo cenno a qualcosa, che lascer molti perplessi: all'elisir di lunga vita e

alla polvere di proiezione, non pi come simboli di poteri spirituali, ma come sostanze reali. Qui entra in giuoco la gi detta possibilit sovranormale di attrarre o di liberare dal proprio essere certe forze sottili e di legarle a determinate materie fisiche che se ne caricano oggettivamente a guisa di condensatori spirituali. Tratto da: INTRODUZIONE ALLA MAGIA vol. I II III Gruppo di Ur, Edizioni Mediterranee (1927-1929) HOME OfficinaAlkemica