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Vinca dunque la perseveranza, perch, se la fatica tanta, il premio non sar mediocre.

. Tutte le cose preziose son poste nel difficile. Stretta e spinosa la via de la beatitudine; gran cosa forse ne promette il cielo. (Giordano Bruno, La cena de le ceneri, Dialogo II)

L'ARTE ALCHEMICA
Introitus Obiettivi dell'Alchimia Nigredo - l'Opera al Nero Albedo - l'Opera al Bianco Rubedo - l'Opera al Rosso Sulla trasmutazione dei metalli Corrispondenze fra pianeti, metalli e aspetti psicologici Alchimia - Scena dal film "La montagna sacra" di Alejandro Jodorowsky, 1973

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La Magia ha il potere di esplorare e penetrare le cose che sono inaccessibili alla ragione umana. Perch la Magia una grande saggezza segreta esattamente come la ragione una grande follia pubblica. Paracelso, De Occulta Philosophia

Introitus
( sul significato del lavoro magico/alchemico )
La magia non una superstizione degli antichi n una curiosit intellettuale per i salotti moderni; diventare mago non significa smettere di tagliarsi la barba, addobbarsi con paramenti di dubbio gusto estetico e imparare a memoria delle formule da recitare in stanze semi-buie di fronte a un altare... possibilmente con una donna nuda sdraiata sopra... come si ostinano a raccontare i cosiddetti esperti di magia - i quali daltronde fanno quello che possono con il materiale cerebrale che la natura ha messo loro a disposizione! La magia concerne innanzitutto lo spalancarsi della coscienza del singolo individuo a nuove dimensioni e il conseguimento da parte sua di determinate facolt sopranormali. Cerimoniali, formule e incantesimi seppur indispensabili - costituiscono in fondo gli elementi pi tecnici e grossolani dellArte. giunto il tempo di distogliere lo sguardo da questi aspetti della magia che, per quanto possano veicolare conoscenze antiche e occulte, restano pur sempre relegati nella sfera dellesteriorit, soprattutto se messi a confronto con tutta la somma di acquisizioni concernenti linteriorit dellindividuo e la possibilit di una sua conversione in Uomo Nuovo.

Il mago/alchimista un uomo che decide di affrontare un lavoro di tipo psicologico ( psych=anima ) per trasmutare radicalmente la propria coscienza. Egli mira in primis a ottenere la c o n o s c e n z

a - intesa non come acquisizione intellettuale, bens identificazione completa con l'Uno - e, in seguito, limmortalit e la capacit di comandare su certe forze che dimorano nel mondo astrale allo scopo di agire esotericamente sulla realt materiale. Il che esattamente ci di cui parla Crowley nella sua famosa definizione: La concezione fondamentale della Magia porre il Mago in condizione di influenzare il regno che sta aldil delle apparenze, in modo che egli possa trasformare tali apparenze. Non si vede la ragione per cui a una persona che vuole diventare ingegnere, filosofo, avvocato o gastronomo debba essere fornita in apposite universit tutta la documentazione e lesperienza dei "maestri" del settore atta a produrre nellaspirante la giusta conoscenza e quindi a fornir lui i corretti metodi operativi, mentre per quanto concerne essenziali sfere del sapere quali sono lAstrologia, la Magia e lAlchimia regnino da incontrastate sovrane la confusione, lapprossimazione e lincapacit di discernere lindispensabile dal superfluo. Un testo dove lautore esprime il proprio punto di vista sulla Magia - fondandolo non su una sperimentazione alchemica interiore ma solo sullacquisizione esteriore di materiale intellettuale proveniente da svariate fonti - non pu certo venire considerato un testo alchemico, cio uno scritto dove vengono esposte v e r i t e non o p i n i o n i circa i temi trattati. Non sufficiente leggere libri antichi e meditarci sopra per comprendere la magia. Essa va praticata! Ma ci non lo si fa limitandosi a prendere parte a pompose cerimonie, bens attuando la trasmutazione di s per mezzo di tecniche occulte vecchie di millenni. E a nulla vale dare vita a un nuovo credo o movimento esoterico se non si prima stati in grado di operare tale trasmutazione allinterno di s. Nella nebulosa epoca moderna un qualunque filosofastro millantatore pu sentirsi in diritto di espellere dalla propria mente un trattato sullAlchimia o sulla Magia pur non avendo mai acquisito egli stesso nella pratica un determinato indispensabile grado di r i s v e g l i o interiore. La presente opera si ritiene un testo alchemico proprio in quanto non intende esprimere ipotesi od opinioni, ma verit certe e provabili. Ovviamente lunica prova circa la veridicit delle affermazioni che qui si fanno solo il lettore pu fornirla a se stesso, in quanto essa non potr mai venir data dallesterno sotto le sembianze di una formula matematica. Ci significa che laspirante, sperimentando su di s con costanza e determinazione i metodi qui proposti, potr guadagnarsi egli stesso laccesso a nuove dimensioni della coscienza e alle forze archetipali che abitano i mondi spirituali, verificando da s l'esistenza sia delle prime che delle seconde, senza doversi affidare alle parole di altri e rimanerne quindi sempre succube. Egli, praticando e sperimentando, potr imparare a distinguere fra ci che un'esperienza della realt spirituale e ci che invece unicamente una visione frutto di momentanea allucinazione mentale. LAstrologia, la Magia e lAlchimia non fanno parte della superstizione o della fantasia di uomini vissuti in altre epoche, esse sono scienze che, se correttamente applicate, trasformano lindividuo in qualcosa di superiore. Se le nozioni qui esposte non fossero totalmente verificabili nella pratica lintero scritto non avrebbe alcun valore! Al praticante viene data la straordinaria possibilit di costruirsi un corpo dell'anima , detto anche corpo di gloria o corpo causale , e di ottenere cos la coscienza

extracerebrale - il che ben diverso dallaccontentarsi di c r e d e r e nel corpo dell'anima. Gli viene cos presentata l'occasione di poter toccare con mano la propria raggiunta immortalit il che ben diverso dal limitarsi a c r e d e r e o sperare nellimmortalit. Il mago/alchimista un individuo che non si ferma allacquisizione intellettuale di conoscenze o alla partecipazione a rituali, ma decide di lavorare su di s per ottenere una reale trasformazione della propria coscienza; egli provoca una vera deflagrazione del proprio essere che costretto a mutare in qualcosa di nuovo e sconosciuto. L'energia che lo muove una indicibile sete di conoscenza che lo porta a desiderare con tutte le forze di poter "toccare" Dio, fino ad annullarsi in Dio egli stesso e scomparire in quanto individuo separato. Fonte del testo: LA PORTA DEL MAGO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) HOME OfficinaAlkemica

E' fondamentale realizzare che gran parte dell'operativit volta a sollecitare, estendere e raffinare la p r e s e n z a di s, e non a perderla con frequenti stati di smarrimento, beatitudine, estasi o simili. L'operatore ricerca le esperienze enstatiche, che sono realt non ordinarie entro di s, anzich le esperienze estatiche, che sono realt non ordinarie fuori di s. Giorgio Sangiorgio, Agricoltura Celeste

Obiettivi dell'Alchimia
L'Alchimia persegue i seguenti obiettivi (la Triplice Corona Regale): 1 Fare s che l'alchimista si identifichi con la Volont Divina, o l'ntelligenza della Natura (divenire la Coppa del Graal). 2 Portare l'alchimista a uno stato di coscienza di perenne innamoramento nei confronti della Vita e serenit interiore (fabbricare il Lapis Philosophorum). 3 Permettere all'alchimista di divenire un mago , cio liberare la propria coscienza dalla gabbia psichica nella quale trattenuto in questa sistema sociale, conseguire l'immortalit, invocare entit dai piani spirituali, acquisire il potere di trasmutare i blocchi della propria psiche (possedere la Lancia di Longino).

L'alchimista lavora tutta la vita al fine di conseguire tali qualit: 1 La liberazione dalla schiavit psichica. La gabbia psichica nella quale siamo invischiati coinvolge i nostri tre corpi: fisico, emotivo (astrale) e mentale. Chi governa in maniera occulta il mondo ci tiene prigionieri attraverso i pensieri, le emozioni e le malattie fisiche (che sono una conseguenza delle emozioni negative). I pensieri vengono controllati attraverso l'educazione scolastica e l'azione dei mass-media. Le emozioni quali paura, senso di impotenza, malcontento e desiderio di vendetta vengono pianificate a tavolino e divulgate per mezzo di trasmissioni televisive e telegiornali. Il sistema immunitario viene indebolito attraverso l'inquinamento atmosferico, l'alimentazione, i vaccini e i farmaci. Liberarsi significa indentificarsi con l'anima immortale, aldil dei tre corpi della personalit. 2 L'immortalit della coscienza. Egli morto alla sua personalit ed rinato come anima immortale. La sua volont ora identificata con l'Unica Volont. Da ci deriva che alla morte del corpo fisico il Mago se ne distacca senza perdere coscienza e prosegue la sua vita nei mondi spirituali dove lo attendono altri compiti. Se giunge al termine dell'Opera, spiritualizza la materia stessa del suo corpo di carne portandolo su una pi elevata frequenza vibratoria (risurrezione della carne). 3 La serenit interiore. Ha sciolto i suoi blocchi psichici, vive quindi la sua quotidianit nella Gioia, invaso da un costante senso di innamoramento nei confronti di tutti gli uomini e di tutto ci che lo circonda, conseguenza del suo percepirsi "uno con tutte le cose". L'Amore per lui la Legge, l'Amore al servizio della Volont superiore ("Love is the Law, Love under Will." Aleister Crowley). 4 L'attitudine a servire . Essendosi egli identificato con la Volont Divina stessa, tutti i pensieri, le parole e le azioni non gli appartengono pi. L'Uno opera attraverso di lui. A questo punto la sua vita diverr inevitabilmente una continua tensione verso il miglioramento delle condizioni dell'umanit, non perch se lo imponga, ma unicamente come conseguenza del suo agire in questo nuovo stato di coscienza. 5 La guarigione. Egli guarisce il suo corpo quando questo si ammala, ma, soprattutto, pu prevenire ogni male fisico lavorando assiduamente sulla trasmutazione dei suoi pregiudizi e delle sue emozioni negative. A un certo grado di iniziazione pu usare il Fuoco per favorire la guarigione negli altri esseri umani. 6 Il potere di dominare la materia fisica - divenendo, almeno potenzialmente, capace di operare la trasmutazione dei metalli - e il potere di invocare e governare entit che vivono su altri piani. Entrambi questi due poteri gli sono conferiti dalla capacit di governare e trasmutare innanzitutto gli elementi psichici all'interno di s. 7 La chiaroveggenza. L'alchimista percepisce per empatia - attraverso l'uso del Cuore, con un atto d'amore - il significato nascosto dell'anima di chi gli sta di fronte, cio la particolare qualit che quell'anima venuta a esprimere sulla Terra. Come conseguenza di ci pu anche divenire in grado - ma non detto che accada a tutti - di cogliere i mondi spirituali durante il suo normale stato di veglia, e pu dunque osservare i corpi sottili degli altri uomini scorgendone le emozioni, i pensieri e in alcuni casi anche la storia passata e futura. Pu praticare la telepatia. Egli pu anche divenire cosciente nei propri corpi sottili e assumerne il completo controllo. Ci significa che il mago pu abbandonare il suo corpo fisico e spostarsi in quelli superiori (es.: il corpo astrale utilizzato nello sdoppiamento astrale ) utilizzando coscientemente tali veicoli per viaggiare nelle dimensioni spirituali. HOME OfficinaAlkemica

Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potr danneggiare. Non rallegratevi per perch i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli. Lc 10,18-20

Nigredo - L'Opera al Nero


L'alchimista completo un uomo che ha trasmutato la sua natura inferiore fino a farsi a immagine e somiglianza di Dio. Ci non siginifica che il suo attuale Io divenuto cos grande da somigliare a Dio, bens esattamente il contrario: il suo Io personale - con tutti i suoi desideri terreni - morto lasciando spazio a una Volont superiore che adesso opera attraverso di lui. L'Io che desidera diventare un alchimista non potr mai diventarlo. L'Io che desidera diventare immortale non potr mai diventarlo. Se anche ci potesse succedere sarebbe una tragedia, poich l'Io schiavo di pensieri e desideri egoistici e separativi che lo indurrebbero a usare i nuovi poteri acquisiti per fini personali, alimentando in tal modo un karma sempre pi infelice per il suo futuro. Ma ci non pu succedere, o almeno, non pu succedere a livello assoluto; ma a livello relativo chi intraprende un lavoro alchemico spesso si illude ancora per un lungo periodo di poter evolvere esotericamente al fine di ottenere sempre di pi per s in termini di conoscenza e poteri occulti. L'Io non pu divenire immortale perch appartiene alla personalit dell'individuo, alla sua parte terrena e mortale; dunque l'Io non pu per definizione approdare all'immortalit assoluta, la quale una caratteristica divina, cio una prerogativa dell'anima. Tutto ci che pu fare l'Io di un uomo che vuole evolvere sulla strada dell'alchimia morire, disintegrarsi, annullare la propria volont personale in quella dell'Assoluto lasciando che Lui agisca per suo mezzo. La misura della bravura con cui un alchimista in grado di operare con la materia, dentro di s e fuori di s, data dal suo progressivo annullarsi nello stato di coscienza divino. Pi si abbandona al Superiore pi Quello libero di agire attraverso di lui e quindi di operare trasmutazioni sempre pi elevate. Allora le finalit di tali trasmutazioni non saranno pi di carattere personale, miranti cio a soddisfare gli appetiti dell'Io, bens dettate unicamente dal desiderio di aiutare l'evoluzione dell'umanit e del cosmo intero.

Questo importante assunto va tenuto bene a mente dall'allievo alchimista lungo tutto il corso del suo apprendimento. Egli non deve mai scordare, pena la mancata riuscita di tutti i suoi obiettivi, che l'individuo che oggi desidera divenire immortale non e non pu essere lo stesso individuo che domani lo diverr. Tale uomo dovr progressivamente morire e lasciare il posto a un Uomo Nuovo. Un mortale non pu divenire immortale. Un'entit che sente di essere nata in dato istante nel passato, necessariamente dovr morire in un altro istante nel futuro. L'unica soluzione dimenticare s stessi per identificarsi interamente con un'entit che non mai nata e non morir mai: l'anima. Il processo della morte dell'Io - cio di tutti i desideri personali dell'allievo alchimista - detto nigredo, l'Opera al Nero, la putrefazione .

Questa l'impresa pi difficile alla quale luomo possa mai sperare di giungere. l'impresa dell'Eroe. L'alchimista si impegna a lavorare sistematicamente tutti i giorni per uccidere ci che lui stesso . La prima fase del lavoro alchemico infatti la pi ardua, lunga e delicata. Una volta portata a compimento questa in maniera perfetta, le fasi successive saranno rapide e semplici. Il mago/alchimista deve possedere tali qualit: Volont ferma. Costanza. Coraggio. Desiderio di amare tutte le cose e tutti gli uomini. Spirito di sacrificio per il bene degli altri. Tutta la prima lunga fase del lavoro - conosciuta come dissociazione dei misti in termini alchemici - illustrata nella sezione Lavoro Alchemico, che costituisce il corpo centrale del sito e, pi in generale, dell'insegnamento ermetico. L'Opera al Nero consiste in massima parte nell'attenta e costante osservazione di s condotta dall'alchimista giorno dopo giorno. Un'osservazione distaccata, che non macchiata da alcun giudizio, n di compiacimento n di rifiuto nei confronti degli aspetti del proprio carattere che inevitabilmente vengono alla luce. Egli si sforza di restare al di sopra delle divisioni fra bene e male, giusto e sbagliato in tutte le questioni che gli si presentano, interiori o esteriori che siano. Il ricordo di s il mezzo attraverso il quale l'osservazione pu potenziarsi e divenire una tecnica rapida ed efficace. Parallelamente al ricordo di s deve inziare il lavoro sull'immaginazione negativa e sulle emozioni negative, come descritto nella succitata sezione del sito. L'osservazione neutrale che l'alchimista applica a tutte le manifestazioni di giudizio, desiderio, fastidio, depressione o contentezza... che fanno parte della sua personalit, fa s che queste perdano progressivamente potere su di lui, divengano oggetti da lui slegati, fino a morire. E insieme ai desideri e alle repulsioni perisce anche il piccolo Io che da essi era tenuto in vita.

La pseudo-chiaroveggenza
Nel corso del processo di dissociazione dei misti si manifestano spesso le pi svariate reazioni. A causa del progressivo allontanarsi del centro di consapevolezza dell'individuo dall'identificazione con la sua macchina biologica, molti aspetti di questa, prima tenuti a bada da una forte presenza dell'Io, vengono ora disordinatamente alla luce e possono pertanto prodursi visioni: proiezioni simboliche del contenuto della psiche e delle forze che si muovono nel corpo, e quindi sempre facenti parte della natura inferiore. Non creda dunque l'aspirante di aver ottenuto solo per questo la chiaroveggenza. Tale qualit sopraggiunger con l'Opera al Bianco, e implica un vedere a partire da un nuovo organo di percezione: il Cuore. Tutte le visioni astrali antecedenti questa fase riguardano unicamente incursioni disordinate in un mondo nel quale l'allievo per il momento pu solo manifestare le stesse capacit di percezione e discriminazione di un infante appena giunto sulla Terra. Se egli non si ancora liberato dai legami mentali, emotivi e fisici della sua natura inferiore non

potr che vedere proiezioni astrali di tale natura, siano esse piacevoli o spiacevoli, e mai una verit oggettiva appartenente al piano dell'anima. Fonte del testo: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006) HOME OfficinaAlkemica

Che posso dirti di pi, figlio? Soltanto questo: una visione semplice si prodotta in me... Sono uscito da me stesso ed ho rivestito un corpo che non muore. Ora, non sono pi lo stesso, ho avuto nascita intellettuale... Non sono pi colorato, tangibile, misurabile. Non vedo pi i corpi nelle tre dimensioni. Tutto ci mi estraneo... e non con gli occhi fisici che ora mi si pu vedere. dal Corpus Hermeticum

Albedo - L'Opera al Bianco


Concentrare i propri sforzi sull'osservazione di s, sui pensieri e sulle emozioni porta alla nascita dell'osservatore, una nuova entit che guarda con distacco le attivit della macchina biologica umana e acquisisce nel tempo una capacit sempre maggiore di controllarla. A questo punto si va incontro a un pericolo dal quale indispensabile mettere in guardia il neofita. L'osservatore - la parte dell'individuo che vuole liberarsi e che si manifestata fin dai primi passi sul sentiero - diviene sempre pi potente e sempre pi capace di sottomettere la personalit al suo volere. A un dato momento questo osservatore diviene il maggiordomo, secondo la terminologia esoterica, cio un'entit in grado di impartire ordini all'interno della casa e di farsi obbedire dal resto della servit: emozioni e pensieri. a questo punto che l'alchimista pu cadere nel tranello e pensare di aver realizzato il suo traguardo. Ma il potere di dominare su pensieri, passioni ed emozioni non rappresenta ancora il conseguimento finale. Egli staziona adesso in una sorta di Terra di mezzo, un punto neutro, che di norma causa una insopportabile sensazione di incertezza. morto l'uomo ordinario che lui era, ma non ancora nato l' Uomo Nuovo . Il controllo che egli ha acquisito non ancora frutto dell'identificazione con l'entit spirituale - l'anima - bens conseguenza della creazione di un centro di gravit permanente, capace di mettere ordine in casa, ma

ancora facente parte della servit, la natura inferiore, la personalit. Il padrone di casa tarda ad arrivare. in questa "terra di nessuno" che l'aspirante Mago viene sottoposto alla tentazione. Gli si presentano due vie: il Sentiero della Mano Destra e quello della Mano Sinistra. Nel primo si pone la propria volont al servizio dell'Uno, nel secondo si ha l'ardire di rifiutare ogni genere di obbedienza e si prosegue nel lavoro alchemico per fini egoistici. Egli potr superare la situazione di stallo rivolgendosi alle forze diaboliche (evocazione), subito pronte ad accogliere il neofita nelle loro schiere, oppure a quelle spirituali (invocazione), anch'esse pronte ad assisterlo, ma pi difficili da raggiungere, in quanto il contatto con loro richiede determinazione a servire e a sacrificarsi per il bene dell'umanit. L'Ego con i suoi desideri di POTERE, DENARO e SESSO deve essere sacrificato (=fatto sacro). Si noti che finch un uomo non ha dominato le sue passioni e l'incessante lavoro mentale della sua natura inferiore, solo un burattino e non riveste alcuna utilit n per i diavoli, n per gli angeli! Le tentazioni giungono solo quando l'uomo ha gi creato in s un centro di gravit permanente, e si quindi portato piuttosto innanzi nel suo processo evolutivo. La formulazione del pensiero "Non sia fatta la mia, ma la Tua volont" (Lc 22,42) il segno che la via della Mano destra stata preferita. Allora il padrone di casa prende il posto del maggiordomo. L'individuo si identifica con l'anima e l'Uomo Nuovo pu nascere. L'Opera al Bianco si compiuta.

In realt l'osservatore, il maggiordomo e il padrone di casa sono il risultato del progressivo spostamento del centro di consapevolezza dell'individuo dal cervello al Cuore. Il che equivale al passaggio dal corpo fisico al corpo di gloria , o dalla personalit all'anima. L'Opera al Nero e l'Opera al Bianco si muovono parallelamente. Durante il procedere della prima avanza anche la seconda. In queste fasi del lavoro alchemico ci si distacca sempre di pi dalla personalit, ma al contempo si costruisce gi il corpo di gloria , il vaso dell'anima . Ci si allontana dalla caotica e irrefrenabile attivit del cervello, ma solo per traslarsi ogni giorno di pi in un nuovo organo di senso: il Cuore. La conclusione si ha nell'identificazione completa dell'Io con l'anima, il che implica l'apertura del Cuore all'amore e la capacit dell'individuo di agire coscientemente nel suo corpo fluidico, o astrale. L'apertura del Cuore altro non che la ricezione del donum dei, cio la fabbricazione in s del Lapis Philosophorum. La tanto agognata Pietra Filosofale in verit l'attitudine a provocare in s stessi l'amore - attraverso un cosciente utilizzo del centro del Cuore - e a indirizzarlo nelle opere magiche quali la guarigione o la trasmutazione. Nessuna vera opera magica fattibile se non a partire da uno stato di innamoramento. Le opere, per quanto straordinarie, compiute sfruttando poteri psichici - innati o acquistati con l'esercizio - anzich il donum dei , fanno parte della Magia Nera e producono un effetto limitato nel tempo, oltre che provocare un karma negativo per l'operante. infatti possibile agire coscientemente nel corpo astrale, o sviluppare la chiaroveggenza, cos come altri poteri, anche senza aver compiuto un reale processo alchemico, ma semplicemente dedicandosi a particolari tecniche, dette acque corrosive . Tuttavia i poteri cos ottenuti appartengono ancora all'Io, alla personalit, la "macchina biologica" e non ancora all'anima. importante che le frasi "Amate i vostri nemici" (Mt 5,44), "Non sia fatta la mia, ma la Tua volont" (Lc 22,42) e "Mio cibo fare la volont di colui che mi ha mandato e compiere la Sua opera" (Gv 4,34) impregnino la coscienza dell'aspirante gi dall'inizio del suo percorso. Queste

affermazioni incarnano infatti l'essenza dell'Ars Regia, dall'Opera al Nero fino all'Opera al Rosso, che sar affrontata pi innanzi e che costituisce il compimento ultimo dell'Opus Magnum. L'intera Scienza dei Maghi si fonda su tali pilastri. Pi in particolare "Amate i vostri nemici" (Mt 5,44) riassume occultamente l'Opera al Nero, l'Opera al Bianco e l'Opera al Giallo. Le altre due frasi riassumono l'Opera al Rosso: la cristificazione della materia. Polarizzare quotidianamente la propria esistenza su queste frasi apre un canale alle energie dei piani superiori, che in tal modo possono scendere a coadiuvare gli sforzi dell'allievo, e consente alle entit angeliche di proteggerlo da "presenze sottili" indesiderabili. Il vantaggio di invocare e lasciarsi attraversare dalle forze che agiscono dall'alto risiede nel fatto che esse non combattono sullo stesso piano dell'avversario, come invece costretto a fare il neofita, che deve lavorare sulla sua personalit con una parte di questa stessa personalit. L'alchimista che volesse ottusamente concentrarsi solo sull'Opera al Nero - cio sulla dominazione della natura inferiore - senza badare all'aspetto amore, che si esprime nell'apertura del Cuore e nella volont di servizio per l'umanit, avrebbe possibilit molto minori di riuscire nella sua impresa, poich agirebbe senza l'aiuto delle energie provenienti dai piani superiori. Inoltre si ritroverebbe a un dato momento nella Terra di mezzo senza alcuna connessione con i mondi spirituali pi elevati e le entit angeliche che li abitano. A quel punto, a causa della ristrettezza del suo Cuore, la sua scelta ricadrebbe quasi inevitabilmente sul Sentiero della Mano Sinistra. Per chi invece combatte contro i draghi protetto dallo scudo di Cristo, nigredo e albedo giungono a compimento in rapida successione. I risultati sono: - L'apertura del Cuore e di conseguenza la capacit di spostare a piacere il proprio centro di consapevolezza dall'apparato psicofisico all'anima, quindi l'ingresso in uno stato di coscienza di amore incondizionato verso gli eventi e le persone. - La produzione dell'Argento, cio la realizzazione definitiva del corpo mercuriale, o corpo di luce, o corpo di gloria - il tempio dell'anima; evento grazie al quale diviene possibile, in seguito al dovuto addestramento, viaggiare nel mondo astrale con il nuovo corpo come veicolo. - L'immortalit. Alla morte del corpo fisico il Mago ora certo che rester in vita, poich il suo centro di consapevolezza si trova gi ora nel corpo causale. Tuttavia questa non ancora l'immortalit assoluta, in quanto quando l'alchimista si identificher con l'Uno stesso, anche il corpo dell'anima verr abbandonato e il corpo dell'Uomo Nuovo sar l'intera Creazione. Fonte del testo: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006) HOME OfficinaAlkemica

Agli di bisogna farsi simili, non gi agli uomini da bene: non l'esser esenti dal peccato, ma l'essere un dio il fine. Plotino

Rubedo - L'Opera al Rosso


L'alchimista a conclusione dell'albedo capace di coscienza extracerebrale, in grado cio di percepire la realt al di fuori del vincolo fisico del cervello. La sua coscienza - il suo senso di s - si spostata dalla testa al Cuore, in una regione situata al centro del petto. Non si intende il Cuore in senso fisico, ma sub specie interioritatis , nel senso interiore, in quanto trattasi di organo che si colloca sul piano dell'anima. Il Mago ora pensa e vuole come un Uomo Nuovo, la cui volont non pi la semplice espressione dei desideri e dei fastidi della macchina biologica, ma il risultato della completa identificazione col volere dell'anima. I suoi pensieri non sono pi l'effetto collaterale della necessit di assicurare la sopravvivenza alla personalit mortale, ma intuizioni artistiche provenienti dal "mondo delle idee". Egli anima e non pi persona. Per progredire nella capacit di viaggiare nei mondi spirituali e quindi divenire in grado di portare a compimento determinati servizi all'umanit muovendosi su tali piani, indispensabile che egli assuma come guida un Mago pi esperto che lo illumini sui segreti e sui pericoli di tali mondi e sulle tecniche da mettere in atto per acquisire maggiore efficacia d'azione. Il neofita infatti nei suoi nuovi corpi come un neonato ai suoi primi giorni di vita: indifeso, solo vagamente cosciente, all'oscuro dei pericoli cos come delle fantastiche possibilit a sua disposizione.

La fase successiva del progresso prevede l'ignificazione della luce astrale o rubedo. Come l'allievo avr gi avuto modo di notare attraverso la pratica, in realt le varie fasi del processo alchemico non sono rigorosamente successive e confinate entro limiti esattamente definiti. Ad esempio si detto in precedenza che nigredo e albedo (solve et coagula) procedono parallelamente: alcune sostanze gi disciolte iniziano a coagulare mentre altre stanno ancora disciogliendosi. Ora si osservi che la fase di rubedo - spiritualizzazione della materia per discesa del Fuoco - inizia gi al termine dell'Opera al Nero - creazione di un testimone e dissociazione dei composti psichici della personalit - e contribuisce in maniera essenziale alla fissazione del corpo di gloria . Spesso, sebbene in forma pi blanda, inizia ancor prima, in pratica ogni volta che l'individuo in grado di porsi in uno stato particolarmente ricettivo rispetto alle influenze superiori: "Non sia fatta la mia, ma la Tua volont" (Lc 22,42). Nell'Opera al Rosso il Mago acquieta il suo corpo fisico di modo che i cinque sensi restino inattivi come nello stato di meditazione - quindi ritira temporaneamente la sua coscienza nei veicoli sottili aprendo cos i propri occhi su quei piani... e finalmente pu portare a termine la Grande Opera, l'alchimizzazione della Terra, la trasmutazione del Piombo (il corpo fisico) in Oro (Spirito) dopo essere gi passato per l'Argento (anima). Solo agendo come anima e non pi come personalit egli ha il potere di spiritualizzare il corpo a mezzo dell'elemento Fuoco - lo Spirito Santo che egli fa discendere su di lui. Tale opera di cristificazione della materia si realizza solo se lo Spirito discende nel corpo attraverso l'autoconsapevolezza data dallo sviluppo dell'anima, cio

l'identificazione dell'uomo con il suo S. Il Fuoco Celeste interviene fin dall'inizio dell'Opera al Bianco, ma in questa fase esso viene ulteriormente intensificato e fatto discendere nel fondo del vaso o nel buio della miniera a risvegliare il cadavere , la macchina biologica addormentata. Rendere immortale la carne - la resurrezione nella carne e della carne - il raggiungimento finale; la discesa dello Spirito Santo e l'ascesa della materia. Risulta chiaro come tale redenzione della materia la si possa effettuare solo prendendo le mosse da un principio superiore. Solo ora che il Mago ha la sua coscienza ben ferma nei mondi spirituali e non pi nel cervello fisico, pu agire liberamente - da padrone di casa - sulla sua carne e infonderla di Spirito. Come avrebbe potuto, prima, trasmutare il cadavere restando al contempo identificato con il suo Io mutevole, che la coscienza di tale cadavere? Ora tutto compiuto, egli "assunto nei Cieli con tutto il corpo". L'assunzione nei Cieli con tutto il corpo indica pure che l'Universo stesso - l'intera manifestazione divenuto il corpo del mago. La sua coscienza non pi duale e separativa, non esiste pi la divisione soggetto/oggetto: egli l'Uno che si rende manifesto attraverso un Universo. L'Ego e il mondo non sono pi due entit separate. L'Uomo Nuovo realizza che l'Ego non mai stato presente, se non come illusorio senso di separazione dal resto del Creato: i suoi piccoli desideri sono scomparsi, non c' pi nulla da fare o da ottenere; persino il supremo desiderio di conseguire l'illuminazione ha perso consistenza. L'individuo si auto-immolato, si sacrificato (=fatto sacro). Ora c' solo Quello. Fonte del testo: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006) HOME OfficinaAlkemica

Sulla trasmutazione dei metalli


La nostra Medicina si pu fare in ogni luogo, in ogni tempo, in ogni ora, in ogni persona, si trova per ogni dove e non c' necessit di far nulla in senso esteriore. Ma quelli che dicono altrimenti mirano ad occultare la Scienza. Poich ti dico che tu stesso, quando la conoscerai, la occulterai. Perci, non stupirti se essi la nascondono, questa essendo la volont di Dio. Turba Philosophorum

Pu essere istruttivo a questo punto mettere l'accento sul rapporto che intercorre fra il lavoro interiore dell'uomo e la trasmutazione dei metalli al di fuori di lui. Fra le forze racchiuse nella macchina biologica e alcuni metalli esistono relazioni magiche di tipo analogico. L'individuo che sia riuscito nell'impresa di operare la trasmutazione di un'emozione negativa in emozione superiore dentro di s, sar pure in grado di trasmutare in Oro il metallo che corrisponde analogicamente a tale emozione. Alcuni esempi potranno fugare ogni dubbio circa il significato di quanto detto. Si d il caso di un individuo dal carattere aggressivo, il quale, avendo iniziato un lavoro su di s per il proprio perfezionamento, si accorge, grazie all'osservazione condotta in maniera spregiudicata, che tale suo comportamento non dipende da eventi esterni sfavorevoli, ma costituisce una caratteristica della sua personalit. Egli prende allora la risoluzione di trasmutare tale rabbia in qualcosa di superiore. Le emozioni superiori corrispondenti alla rabbia e all'aggressivit sono l'irruenza e l'impeto nell'azione. Ges in occasione della cacciata dei mercanti dal tempio non stato aggressivo o rabbioso, bens irruente e impetuoso come un guerriero o un fiume in piena. Esternamente le due manifestazioni appaiono identiche, ma interiormente mentre l'emozione pi bassa intrisa di odio, quella pi elevata rappresenta una sfumatura dell'amore. Il samurai e il cavaliere templare combattono con tutte le loro forze, ma al contempo si mantengono interiormente quieti, perch amano e rispettano il loro nemico. Applicando quotidianamente il Lavoro Alchemico e concentrandosi in maniera particolare sulla sua aggressivit il praticante entra sotto l'influsso di Marte. Questo pianeta, come ogni altro, non che la manifestazione pi materiale e grossolana di una deit, la quale si trova in un rapporto analogico con alcuni aspetti psichici: l'aggressivit, la temerariet, la rabbia, la violenza, la vendetta, la guerra da una parte, l'irruenza, il coraggio, la determinazione, la forza dall'altra. L'energia dell' astro sempre la stessa, ma dall'uomo pu essere incarnata nel suo aspetto inferiore oppure in quello superiore. Il fatto stesso che l'individuo decida di lavorare su un suo aspetto psicologico fa s che egli si ponga automaticamente sotto l'influenza sottile del pianeta corrispondente a tale aspetto. Quel pianeta volge la sua attenzione, il suo sguardo benevolo, verso di lui. Il lavoro alchemico infatti concerne non solo l'evoluzione personale del singolo e quella dell'umanit intera, ma pure - e soprattutto un lavoro cosmico. Pertanto l'uomo che intraprende un percorso magico immediatamente aiutato nella sua impresa dalle forze cosmiche evolutive... cos come immediatamente ostacolato dalle forze della meccanicit e dell'addormentamento. Nella misura in cui aiutato, egli aiuta; infatti Marte stesso compie un salto evolutivo ogni volta che un uomo sulla Terra trasforma definitivamente la sua rabbia in un sentimento superiore e pi sottile. A ogni pianeta, per analogia, si possono far corrispondere uno o pi metalli. Marte, per esempio, in rapporto diretto con il Ferro. Quando un bel giorno l'aspirante, trovandosi di fronte a un'ingiustizia, anzich reagire con il solito attacco di rabbia, interviene sempre con forza e decisione, ma restando calmo interiormente, ci segno che egli ha conseguito la capacit di trasmutazione nei confronti di una forza psichica

presente nella sua macchina biologica. La conseguenza che potr operare la medesima trasmutazione anche all'esterno di s, cio nel Ferro, mutandolo in Oro. Un altro esempio. Al pianeta Venere corrisponde analogicamente il metallo Rame. Gli aspetti psicologici legati a Venere sono, per quanto concerne le manifestazioni pi elevate: l'amore, l'erotismo, la capacit di cogliere e creare la Bellezza. In basso esse divengono lussuria, perversione, attaccamento all'aspetto fisico, forme d'arte banali o degenerate, incapacit di cogliere il Bello delle cose. Nel momento in cui l'uomo trasforma la lussuria in erotismo e l'attaccamento in amore allora diviene anche capace di trasmutare il Rame in Oro. Lo stesso si verifica quando egli impara a creare e disseminare quotidianamente Bellezza - anzich banalit e confusione - con i suoi pensieri e le sue azioni. ( Per maggiori ragguagli circa le corrispondenze fra pianeti, metalli e aspetti psicologici cliccare sul link e salvare il documento di word. )

Le operazioni
Una volta operata la trasmutazione interiore da Veleno in Farmaco di un suo aspetto psicologico, il mago/alchimista ha conseguito una capacit , quindi in potenza capace di trasmutare un determinato metallo in Oro. Ci per non implica che egli automaticamente sappia come operare con le energie sottili e con la materia atomica al fine di attuare la trasmutazione. Non basta infatti volerlo perch la trasmutazione avvenga; indispensabile si conoscano anche gli aspetti pi tecnici. Riguardo alle specifiche operazioni magiche da mettere in atto onde ottenere nella pratica la trasmutazione di un metallo in Oro, ci limitiamo per ora a riportare alcuni brani concernenti questo argomento che abbiamo tratto dalle fonti da noi ritenute pi attendibili. La trasmutazione dei metalli si raggiunge riducendo un pezzo di metallo allo stato atomico e riordinandone gli atomi in altra forma. Tratto da: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) 2004 Alchimia significa trasformare una qualit della forma in un'altra. E' importante porre l'accento sul cambio di qualit. La forma visibile esteriore pu cambiare, ma potrebbe anche non farlo. L'Oro l'espressione esteriore della qualit degli atomi fondamentali (anu) che lo costrituiscono, esattamente come il Piombo. Essi sono costituiti di anu in quantit e qualit diverse. Soltanto degli anu che vibrano a una frequenza specifica, molto alta, possono venire attratti per formare l'Oro. Portate il mercurio a uno stato in cui gli anu cominciano a perdere coesione, aumentate la loro frequenza vibratoria fino a raggiungere quella dell'Oro, applicate una forza di attrazione esterna, comparabile a quella dell'Oro, e, secondo la teoria occulta, dovrebbe verificarsi la trasmutazione. Tratto da: IL DIARIO DI UN ALCHIMISTA Douglas Baker, Edizioni Crisalide (1977) Il fenomeno di disintegrazione pu anche prodursi mettendo in gioco vibrazioni rapidissime che si oppongono alle forze di coesione delle molecole dell'oggetto. Queste vibrazioni separano le molecole negli atomi che le costituiscono. Un corpo ridotto cos allo stato eterico pu essere spostato da un luogo all'altro con grandissima rapidit, ed appena ritirata la forza che stata messa in azione, la pressione fa riprendere all'oggetto il suo primitivo stato. E' necessario spiegare come la forma di un oggetto si conserva

quando viene disintegrato e poi rimaterializzato. Se per esempio si riscalda una chiave metallica sino a renderla liquida, quando poi si raffredda il metallo si solidifica, ma invece di una chiave si ha soltanto un informe pezzo di metallo. Ci dipende dal fatto che l'essenza elementale che conserva la forma di chiave si dissipata durante il suo cambiamento di stato; non che l'essenza elementale subisca l'azione del calore, ma perch il suo corpo temporaneo distrutto come solido, e quindi essa si riversa nel grande serbatoio da ci proveniva, allo stesso modo che i principi superiori dell'uomo, indifferenti al calore, sfuggono dal corpo fisico quando questo viene distrutto dal fuoco. Per conseguenza, quando il metallo della chiave di nuovo solidificato, l'essenza elementale terrena che allora va a riempirlo non sar la stessa di prima, e non vi sar quindi ragione perch ritenga la forma di chiave. Ma l'uomo che disintegra una chiave per portarla da un posto a un altro, dovrebbe aver cura di mantenere l'essenza elementale nella precisa forma originale, sino a quando lo spostamento non venga effettuato; e quando cessa l'azione della volont, l'essenza elementale serve da stampo in cui si riversano le particelle in via di solidificazione, o diremo piuttosto che si riaggregano intorno ad essa. Cos la forma dell'oggetto viene esattamente conservata, a meno che non vi sia disattenzione da parte dell'operatore. Tratto da: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) 2004 Si brevemente trattato dell'essenza elementale nell'articolo Abitanti astrali. Si noti che pu esser fatta una sommaria classificazione delle diverse specie di essenza elementale secondo le categorie di materia che esse abitano, e cio solida, liquida, gassosa, eterica, supereterica, subatomica, atomica. Questi sono gli elementali cui fanno riferimento gli alchimisti medioevali, i quali sostenevano che un elementale, e cio una porzione di essenza elementale vivente, abitava ciascun elemento o parte costituente di ogni sostanza fisica. Tratto da: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) 2004 A differenza della chimica profana, l'alchimia presuppone dunque una metafisica , cio un ordine di conoscenze sovrasensibili, le quali a loro volta presuppongono la trasmutazione iniziatica della coscienza umana. Fra questa trasmutazione (considerata in quanto precede) e la trasmutazione dei metalli in senso non pi simbolico, ma orale, esistono dei rapporti di analogia. Cos certi principi e certi insegnamenti, che anzitutto hanno un senso cosmologico e metafisico, sono suscettibili a valere non solo per l'una, ma anche per l'altra trasmutazione - per quella dell'uomo e per quella dei metalli: "...ch unica la fornace, unico il cammino da seguire, unica anche l'Opera". Fra certe forze chiuse nel corpo e certi metalli esistono relazioni analogiche di tipo magico (simpatico) oltrech simbolico, che fanno da base a tre possibilit pratiche distinte: 1) L'introdurre nell'organismo in date dosi e forme certe sostanze metalliche, quando la coscienza abbastanza sottilizzata per poter accompagnare e sorprendere ci che ne segue dietro le quinte della corporeit pi greve, pu servire per introdurre la coscienza stessa nei centri corrispondenti, che per via di quelle sostanze vengono anormalmente dinamizzati. Inoltre, quando la fantasia si trovasse in una

certa indipendenza dai sensi corporei, possibile che l'esperienza risultante si drammatizzi sotto forma di visioni di figure e di divinit, spesso utilizzando le immagini che l'operatore per via della sua fede o tradizione reca latenti nel suo subcosciente. Come si vede, ci riporta, in un certo qual modo, e a meno di una pi precisa direzione di efficacia, al metodo con le bevande sacre e le acque corrosive in genere. [D'altra parte si gi accennato alla virt che soluzioni di metalli introdotte nell'organismo in determinate condizioni fisiche soprattutto psichiche, possono manifestare: ogni metallo esercita allora un'azione sul centro che gli corrisponde nel corpo: dalla metallit dell'Oro, dello Stagno o del Ferro, per es., vengono toccate energie vitali che agiscono rispettivamente nella regione del cuore, della fronte e della laringe. Se, al verificarsi di ci, la coscienza resta concentrata nello stato sottile, per via delle reazioni specifiche che le si palesano essa pu esser introdotta e trasformata nel mistero del centro corrispondente alla sostanza metallica fatta entrare nel corpo: raggiungendo qualcosa di equivalente a ci che nell'antichit era l'iniziazione secondo i vari Numi planetari, iniziazione che fra l'altro conferiva virtualmente la possibilit del rapporto con la natura interna di dati metalli, e quindi dell'azione su di essi.] 2) Viceversa, una volta giunti ad estrarre le coscienze dormienti in determinati centri o organi del corpo umano, si pu, da ci, essere introdotti nei misteri delle forze che agiscono occultamente nelle metallit corrispondenti o, in termini pi mitologici, pu esser propiziato il contatto con gli di sotto i cui influssi queste ultime si formano. Noi qui abbiamo uno dei presupposti fondamentali per le operazioni di alchimia in senso stretto, cio proprio come trasmutazione di metalli reali a mezzo del potere ermetico. La produzione dell'Oro metallico era cio una testimonianza trasfigurante data da un potere: testimonianza dell'aver realizzato in s l'Oro. La chimica ermetica parte dalla conoscenza spirituale dei Principi, cio dei poteri primordiali di qualificazione elementare, e agisce sui processi formativi che precedono metafisicamente lo stato nel quale le sostanze appartengono alla natura come questo o quel metallo ed obbediscono a quelle leggi che chimica e fisica considerano per il mondo fenomenico. "Se non rendi incorporee le sostanze corporee e se non rendi corporee le sostanze incorporee nessuno dei [risultati] attesi si produrr" E chiaro che questo cambiamento nelle sostanze su cui si deve agire non farle passare da uno stato fisico ad un altro, ma invece farle passare dallo stato fisico ad uno stato non-fisico. La vera operazione preliminare riguarda l'operatore pi che non le sostanze stesse e consiste nel raggiungere quella data condizione della coscienza in virt della quale si realizza appunto l'aspetto psichico delle cose fisiche, l' anima sottile celata dalla loro esteriorit. Chiaramente, Zosimo ci dice che la tintura in Oro (la trasmutazione metallica) non pu avvenire nello stato solido (cio materiale) dei corpi: "essi debbono essere prima sottilizzati e spiritualizzati", tanto da rendere efficaci "le forze spirituali, quelle che non si possono cogliere con i sensi [fisici]". Bisogna "dissolvere le sostanze e ci che allora va trasmutato per poter trasmutare fisicamente sono le nature celesti". Per quel che concerne, poi, la conversione dell'incorporeo in corporeo oltre che del corporeo in incorporeo, si deve intendere che la coscienza non deve astrarsi nel puro aspetto spirito delle materie ma, giunta ad esso, deve mettersi di nuovo in rapporto con la sostanza stessa come corpo, cos che i due divengano uno . Altrimenti il risultato sarebbe solo un passare ad altre forme di coscienza, senza relazione diretta col piano fisico per ottenere determinati effetti su di questo.

Perci per trasmutare , oltre che passare dalle specie sensibili delle sostanze allo stato dei corpi spiritualizzati o androgini , occorre trascendere la stessa specificazione che inerisce a questi ultimi, raggiungere l'indifferenziato e da l eseguire, con un atto dello spirito, una proiezione che rimuova il nodo dei poteri invisibili manifestantesi in una data mineralit tanto da ottenere una precipitazione che determini sul piano materiale e sensibile appunto il passaggio di quella mineralit da una specie ad un'altra specie: per es., da Rame, o Piombo, ad Oro. Specificamente, vi sono tre punti di corrispondenza: il potere di estrarre le nature , facendo occulto il manifesto, con riferimento alle sostanze fisiche metalliche, si collega al potere di attuare in s la mortificazione e di produrre la Materia al nero e poi via via il bianco dal nero; il potere di ricondurre l'anima metallica alla Materia prima si collega al potere di mantenersi nel Gran Mare e di dominare la Madre, cio di fissare la Materia al bianco; infine, il potere di proiettare dalla Materia prima indifferenziata una nuova qualificazione, per ottenere la trasmutazione del metallo, si collega all'Opera al rosso e al regime del Fuoco, nel quale ci si adegua alle energie primordiali di ogni individuazione. Infine, facciamo cenno a qualcosa, che lascer molti perplessi: all'elisir di lunga vita e alla polvere di proiezione, non pi come simboli di poteri spirituali, ma come sostanze reali. Qui entra in giuoco la gi detta possibilit sovranormale di attrarre o di liberare dal proprio essere certe forze sottili e di legarle a determinate materie fisiche che se ne caricano oggettivamente a guisa di condensatori spirituali. Tratto da: INTRODUZIONE ALLA MAGIA vol. I II III Gruppo di Ur, Edizioni Mediterranee (1927-1929) HOME OfficinaAlkemica

CORRISPONDENZE

Pianeta

Metalli

Organi e apparati

Colori

SOLE Arancione LUNA Argento

Oro Argento

Cuore, circolazione arteriosa, colonna vertebrale, occhi e vista Stomaco, cicli riproduttivi, cervello Bianco Muscoli, genitali esterni, ghiandole sessuali, vescica, bile Polmoni, intestino, bocca, sistema nervoso centrale, braccia, mani Giallo Reni, gola, pelle, circolazione venosa, ormoni femminili, genitali interni

MARTE Ferro (Solfo) Rosso ruggine MERCURIO VENERE Verde e rosa GIOVE Blu SATURNO Grigio Mercurio Rame

Stagno Piombo (Silice)

Fegato, crescita cellulare, ghiandola pituitaria Ginocchia, ossa, denti, cartilagini, milza

URANO Zinco (Platino, Uranio, Radio) Verde/Azzurro NETTUNO Viola PLUTONE Nero TERRA Cobalto Bismuto, Plutonio Antimonio

Sistema nervoso, caviglie, tibie Piedi, midollo spinale, ghiandola pineale Testicoli, liquido seminale Polmoni, sistema digestivo

(si veda anche http://www.astralis.it/astrocol.htm)

Segno

Pianeta

Organi e apparati

Marte superiore, ghiandole surrenali


Ariete Toro

la testa, la faccia, il cervello, l'arcata dentaria

Venere le orecchie, tiroide

la mandibola, il collo (faringe,laringe,trachea) la nuca,

Gemelli

Mercurio i nervi, le mani, le braccia, le spalle, i polmoni, i bronchi, la respirazione, i vasi capillari, il timo

Luna la cassa toracica, le mammelle, l'apparato gastrointestinale, le secrezioni interne (il latte, i succhi digestivi, la saliva)
Cancro Leone

Sole

il cuore, l'aorta, la circolazione sanguigna, la colonna

vertebrale
Vergine

Mercurio organi dell'assimilazione


Bilancia

il sistema nervoso, l'addome, l'intestino, la milza, gli

Venere Plutone

i reni, le surrenali, la vescica le gonadi, gli ormoni sessuali, la prostata, l'uretra, il

Scorpione

retto, l'ano
Sagittario Capricorno

Giove

il fegato, la colecisti, le arterie, i nervi sciatici, le cosce le ossa, i denti, la pelle, le articolazioni (in particolare

Saturno ginocchia), i sali minerali


Acquario

Urano (anticamente anche Saturno) le caviglie (i malleoli) la circolazione sanguigna, l'attivit cerebrale
Pesci

Nettuno(anticamente anche Giove) i piedi

Pianeta Aspetti spirituali (ottava alta) Aspetti psichici (ottava bassa)

SOLE Identit del S, autorit, immortalit, emozionalit del Cuore. Falsa identit dellIo psichico, orgoglio, autoritarismo.

Metallo: Oro Colore: Arancione LUNA Ricettivit, mobilit, accoglienza, istinto. Incostanza, influenzabilit, incoerenza, percezione illusoria della realt, emozionalit della personalit. Metallo: Argento MERCURIO Comunicazione, intelligenza, discernimento, mediazione tra spirito e materia. Razionalismo, dogmatismo, rigidit, incapacit di cogliere il reale, incapacit di comunicare, menzogna. Metallo: Mercurio VENERE Amore, arte, bellezza, armonia, erotismo. Lussuria, perversione, cinismo, incapacit di riconoscere il bello, forme darte deviate e caotiche. Metallo: Rame Colore: Verde e rosa MARTE Lotta, forza, decisione, coraggio, avventura, impeto guerriero, sessualit maschile. Aggressivit, vendetta, violenza, impulsivit, sarcasmo. Metallo: Ferro GIOVE Espansione, abbondanza, fiducia, gestione delle risorse, generosit, compassione, filantropia. Sperpero, eccesso, sottomissione alla materialit, pomposit, magniloquenza, vanit, invadenza. Metallo: Stagno Colore: Blu SATURNO Responsabilit, prova iniziatica, cambiamento drastico, pazienza, perseveranza. Cristallizzazione, blocco, sentire il peso della responsabilit, pessimismo, depressione, lentezza, avarizia. Metallo: Piombo Colore: Grigio URANO Innovazione, scoperte, genialit, anticonformismo, amore per la libert,. Ribellione, impulsivit, irrealismo, estremismo, eccessiva tendenza a cambiare per il nuovo. Colore: Rosso ruggine Colore: Giallo Colore: Bianco

Metallo: Zinco Colore: Verde/Azzurro NETTUNO Ispirazione, misticismo, idealismo, sensitivit, chiaroveggenza. Tendenza a cadere nellillusione e a illudere, fanatismo, tendenza a perdersi nei sogni, annebbiamento. Metallo: Cobalto Colore: Viola PLUTONE Trasmutazione, rigenerazione, transizione, morte/rinascita, passione per locculto, magia. Morte, distruzione, rituali di magia nera, spiritismo, metodi per contattare lastrale. Metallo: Bismuto/Plutonio Colore: Nero

(si veda anche Astrologia: via e saggezza di G. Kriyananda)

Corrispondenza tra organi del corpo e aspetti psicologici

Arti Bile Braccia Capelli

Mobilit, flessibilit, attivit Rancore e critica Forza Libert, forza, energia

Colonna vertebrale Sopportare i pesi Cuore Denti Amore e odio; emozioni in genere Aggressivit, vitalit

Fegato Capacit di valutare e distinguere ci che utile e ci che dannoso in modo da non accumulare pensieri negativi ed emozioni negative che poi non si riesce pi a elaborare e intossicano lorganismo. Ginocchia Gola Devozione, servilismo, modestia Creativit, comunicazione

Intestino tenue Analisi, critica, giudizio, discernimento Intestino crasso Capacit di donare, attaccamento alla materia

Mani e avambracci Azione, contatto con lambiente Muscoli Naso Occhi Orecchie Ossa Pelle Pene Piedi Polmoni Reni Sangue Spalle Stomaco Vagina Vescica Mobilit, flessibilit, attivit Capacit di esprimere potenza nella vita, orgoglio, sessualit Capacit di cogliere la realt Attitudine a imparare e ubbidire Solidit Separazione dallambiente, contatto con lambiente Potenza Radicamento, solidit Interscambio con lambiente, senso della libert Relazioni sociali, liberazione da ci che vecchio ed diventato inutile Forza vitale Responsabilit Emozioni, disponibilit Ricettivit, accoglienza, apertura Abbandonare la pressione di ci che non pi utile

(si veda anche in merito il prezioso testo Malattia come simbolo di Rudiger Dahlke Mediterranee)

by Officina Alkemica

I MONDI SPIRITUALI
Hai mai fatto un sogno cos reale da sembrarti vero? E se da quel sogno non dovessi mai pi risvegliarti, come distingueresti il mondo dei sogni da quello della realt? Morpheus (dal film "Matrix") Il Piano Astrale Gli abitanti del Piano Astrale Il Corpo Astrale Cosa succede dopo la morte parte I - Oltre il corpo fisico parte II - Inferno Purgatorio Paradiso parte III - Reincarnazione I Vampiri Perch parlare dei vampiri? Breve premessa esoterica Chi il vampiro? Iniziazione Il magnetismo del vampiro

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IL PIANO ASTRALE

Prima di parlare in maniera approfondita del piano astrale presentiamo una breve descrizione tecnica dell'universo in cui l'uomo abita. I mondi, o piani, in cui l'universo manifesto suddiviso sono sette. Questa classificazione, riportata dalla Teosofia, risale ad antichissime conoscenze di matrice Ind. Partendo dal basso essi sono: FISICO, ASTRALE (detto anche Emotivo), MENTALE, BUDDHICO, ATMICO, ANUPADAKA (detto anche Monadico), ADI (detto anche Logos Divino). Si aggiunga che il FISICO si divide in FISICO vero e proprio ed ETERICO; il MENTALE si divide in MENTALE INFERIORE e MENTALE SUPERIORE detto anche CAUSALE. Ecco i sette piani: 7- ADI (o Logos) 6- ANUPADAKA (o Monade) 5- ATMICO 4- BUDDHICO 3- MENTALE e CAUSALE 2- ASTRALE (o Emotivo) 1- FISICO ed ETERICO
Solo il piano pi basso, il fisico denso, visibile agli occhi dell'uomo ordinario: qui si manifesta la materia nella sua forma grossolana come comunemente conosciuta. Il piano pi elevato quello divino, altrimenti detto del Logos . Ogni piano a sua volta diviso in sette sottopiani, che variano per la minore o maggiore finezza della materia che li costituisce. Nel settimo sottopiano, quello pi basso, si trova la materia pi grossolana, i cui atomi vibrano a una frequenza inferiore; il primo sottopiano composto di materia pi sottile i cui atomi vibrano molto velocemente. I tre sottopiani pi bassi del FISICO costituiscono il fisico che si in grado di osservare nella quotidianit: solido, liquido, gassoso; i quattro sottopiani pi alti costituiscono l'ETERICO, detto anche DOPPIO ETERICO in quanto una copia perfetta del corpo fisico pi denso. I quattro sottopiani pi bassi del MENTALE costituiscono il mentale inferiore (la mente razionale); i tre sottopiani pi alti costituiscono il CAUSALE o mentale superiore (mente astratta).

Lo schema riportato in precedenza pu essere presentato anche nella seguente forma, pi semplice e, soprattutto, pi utile dal punto di vista del lavoro alchemico che ci si appresta a compiere: 1- Fisico superiore (o ATMICO) 2- Emotivo superiore (o BUDDHICO) 3- Mentale superiore (o CAUSALE) 3- Mentale

2- Emotivo 1- Fisico I tre piani inferiori appartengono al mondo della materia, o della personalit. I tre piani superiori concernono il mondo dello spirito. A ogni piano nella materia corrisponde un piano nello spirito. Per ognuno dei piani l'uomo ha fabbricato - o dovr fabbricare in futuro attraverso il lavoro alchemico - uno specifico corpo . Ci significa che quando l'individuo riesce a trasmutare il suo corpo mentale questo sale di livello e diviene il suo corpo CAUSALE. Quando riesce a trasmutare il suo corpo emotivo questo sale di livello e diviene il suo corpo BUDDHICO. Quando riesce a trasmutare il suo corpo fisico questo sale di livello e diviene il suo corpo ATMICO. Quest'ultima operazione detta risurrezione nella carne , in quanto grazie ad essa lo stesso corpo fisico diventa immortale. Per amore di semplicit, nel corso della trattazione comprenderemo sotto l'espressione corpo di gloria o corpo dell'anima tutti e tre i piani superiori, cio i piani spirituali, senza distinguere fra causale, buddhico e atmico. Il percorso alchemico porta infatti alla costruzione dei tre corpi al contempo. I due piani pi elevati - Anupadaka (o Monade) e Adi (o Logos, cio Dio) - sono considerati i piani divini. Abbiamo quindi i piani materiali (o della personalit), i piani spirituali (o dell'anima) e infine i due piani divini, ai quali l'essere umano giunge solo al termine dell'Opera. Essi implicano la completa identificazione con il Tutto e la scomparsa totale dell'individuo in quanto singolo essere. I mondi spirituali non sono qualcosa di separato e distante dalla realt quotidiana; essi bens compenetrano interamente il piano fisico che l'uomo conosce e nel quale svolge le sue attivit. Tali mondi gli risultano per invisibili in quanto costituiti di una materia pi sottile di quella fisica, capace cio di vibrare a una frequenza pi elevata. Si pu ad esempio immaginare che fra la materia del piano fisico e quella dell'astrale intercorra la stessa differenza che c' fra il ghiaccio e il vapore. I sensi dell'uomo comune possono percepire unicamente una finestra di frequenze che va dagli infrarossi agli ultravioletti, e rimane per essi inarrivabile l'intero universo che non pu essere scorto attraverso tale limitata finestra. Cos come gli occhi fisici non sono tarati per vedere le radiazioni elettromegnetiche, allo stesso modo non possono percepire le forme che si trovano sul piano astrale. Ma mentre le prime vengono individuate grazie ad appositi strumenti messi a punto dalla scienza, per le seconde non sono ancora stati approntati mezzi scientifici atti alla loro percezione. In ogni caso ci che appartiene a un piano superiore pu essere realmente percepito solo mutando il proprio stato di coscienza fino a portarlo su quel piano, il che equivale a dire che possibile conoscere il mondo a quattro dimensioni solo se si possiede una coscienza quadridimensionale e non certo costruendo una macchina capace di registrare e ridurre alle tre dimensioni fenomeni che accadono nel mondo a quattro dimensioni. La materia dell'astrale (il piano pi prossimo al fisico) esiste in sette stati o gradi di finezza, che per meglio comprendere si pu far corrispondere ai diversi stati di materia fisica: solido, liquido, gassoso, eterico, supereterico, subatomico, atomico. Ognuno di questi sette stati di materia va a costituire una delle sette suddivisioni, o sottopiani, del mondo astrale. Tali suddivisioni si trovano anche su tutti gli altri piani superiori all'astrale (il mentale, il buddhico, ecc.). Lo studioso pu immaginare questi sette livelli come dei gironi danteschi, tenendo per presente che essi non sono disposti uno sull'altro: questo infatti solo un

metodo di rappresentazione, ma in verit la materia di ciascuno dei sette sottopiani interpenetra quella del sottopiano immediatamente inferiore. Essi coesistono dunque tutti nel medesimo spazio in corrispondenza della superficie della Terra. L'uomo vive letteralmente immerso in ciascuno di essi. Alla materia di ogni sottopiano corrisponde un determinato livello di coscienza, dal pi sottile al pi grossolano. L'anima di un trapassato raggiunge, sulla base di una risonanza vibratoria, quel sottopiano ultraterreno che pi si addice al suo livello di coscienza. Ogni anima arriva quindi in un suo aldil, che in ultima analisi rispecchia soltanto i contenuti della propria coscienza. Con il suo modo di vivere la vita quotidianamente ogni individuo si sta creando il suo Inferno e il suo Paradiso futuri; in quanto nell'aldil non potr fare a meno di dirigersi, come attratto da una calamita, verso i sottopiani - i "gironi" - che pi si addicono a quello che stato il suo modo di pensare e agire sulla Terra, e sovente, utilizzando la materia astrale presente in quel particolare luogo, si creer un suo mondo psicologico paradisiaco o infernale. L'argomento viene trattato approfonditamente nell'articolo Cosa succede dopo la morte. Il settimo sottopiano quello pi denso, la materia la pi grossolana e vibra in risonanza con gli istinti meno nobili dell'uomo. Passarci attraverso come aprirsi il cammino attraverso un fluido nero e vischioso. E' abitato da esseri ripugnanti, brutali e criminali: gli assassini, i pervertiti e gli schiavi dei loro vizi dopo la morte del corpo fisico dimorano a lungo su questo sottopiano prima di poter iniziare la loro ascesa verso i livelli superiori. La materia costituente gli altri sottopiani via via sempre pi sottile e corrisponde ad emozioni sempre meno materiali e pesanti. Ai livelli 3, 2 e 1 le anime dei defunti perdono di vista la Terra e le sue attivit. Sono profondamente assorbiti dai pensieri e per lo pi sono essi che creano il proprio ambiente. Vivono in citt immaginarie di loro creazione, provenienti in parte dai loro pensieri e in parte da quelli dei loro predecessori. Tali scenari fantastici e di notevole bellezza possono ammaliare il viaggiatore spirituale neofita, il quale pu rischiare di perdersi in tali paesaggi frutto di allucinazioni astrali, aggiungendo le proprie personali fantasie a quelle gi presenti. Il secondo sottopiano specialmente abitato da religiosi egoisti e poco spirituali. Qui costruiscono templi immaginari e adorano una riproduzione della divinit che gi adoravano nel mondo fisico. Il primo sottopiano destinato a coloro che durante la vita si sono consacrati a ricerche materiali non per rendere un servigio ai loro fratelli, ma per soddisfare le proprie ambizioni egoistiche. Qui gli spiriti non costruiscono ambienti immaginari come sui livelli inferiori. Tali persone possono restare per anni su questo sottopiano, presi dalle loro ricerche intellettuali, prima di cominciare a distaccarsene e decidere di progredire verso i mondi celesti. Le persone viventi sul piano astrale passano l'una attraverso l'altra, e anche attraverso gli oggetti astrali fissi. Nel mondo spirituale non possono avvenire incidenti, perch il corpo astrale, essendo relativamente fluido, non pu essere distrutto o danneggiato in modo permanente. Un'esplosione in astrale sarebbe temporaneamente disastrosa, ma poi i frammenti astrali si riunirebbero rapidamente. Sul piano astrale non si sentono le superfici dure o morbide, ruvide o lisce, calde o fredde. Quando si viene a contatto con altra materia astrale, sia essa un oggetto o un'anima, si resta coscienti di un grado vibratorio diverso, il quale potrebbe riuscire piacevole o spiacevole, stimolante o deprimente. In astrale vi una luminosit diffusa, senza che la luce sembri provenire da una particolare direzione. Tutta la materia astrale essa stessa luminosa. Non vi mai la notte e non vi sono ombre

perch i corpi astrali sono trasparenti. Le condizioni climatiche non si fanno praticamente sentire su questo piano. Non esiste il sonno. Il piano astrale spesso detto il reame dell'illusione, e ci non perch esso sia meno reale di quello fisico - al contrario, pi ci si addentra nei piani sottili dell'esistenza pi ci si avvicina alla realt - ma unicamente perch i suoi molti abitanti hanno il meraviglioso potere di cambiare forma con grande rapidit e di creare mondi fantastici nei quali restano immersi loro stessi e immergono e confondono il visitatore poco scaltro. Questi e altri fenomeni vengono ampiamente descritti nell'ottimo e indispensabile "Il corpo astrale e relativi fenomeni" di A. E. Powell, a cui si rimanda per uno studio serio. La vista astrale percepisce colori differenti da quelli dello spettro abitualmente visibile: l'ultravioletto e l'infrarosso sono perfettamente osservabili. Con la vista astrale si ha l'impressione di vedere gli oggetti da tutti i lati contemporaneamente. Ogni particella interna di un solido altrettanto visibile come l'esterno. Se si guarda un libro chiuso si vede ciascuna pagina non attraverso le altre, ma come se quella fosse la sola pagina visibile, perch in astrale nulla e sovrapposto a qualcos'altro. In tali condizioni anche gli oggetti familiari possono a prima vista riuscire irriconoscibili. Le caratteristiche del mondo astrale sono quelle di un mondo a quattro dimensioni, come da tempo gi stato concepito dalla geometria e dalla matematica. I libri classici su questo soggetto sono: La Quarta Dimensione e Tertium Organum di P.D. Ouspensky, The Beautiful Necessity e Fourth Dimensional Vistae di Claude Bragdon. Testi sull'argomento: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) (1927) IL PIANO ASTRALE C.W. Leadbeater, Edizioni Teosofiche Italiane (1896) TERRA DI SMERALDO - TESTIMONIANZE DALL'OLTRECORPO Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) (1983) RACCONTI D'UN VIAGGIATORE ASTRALE Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) () TERTIUM ORGANUM [per studiosi della materia: teorie ed esperimenti sulla coscienza, ndr] LO YOGA PER NON MORIRE Tommaso Palamidessi, Edizioni Grande Opera, Roma (1949) Questo piccolo ma fondamentale testo inedito da anni. Pu essere rintracciato solo in fotoriproduzione, al prezzo di 8 euro, presso la Libreria Ecumenica di Milano. P.D. Ouspensky, Astrolabio-Ubaldini, Roma (1912) LA QUARTA DIMENSIONE [teoria matematica astratta, ndr] P.D. Ouspensky, Astrolabio-Ubaldini, Roma (1909) HOME OfficinaAlkemica

GLI ABITANTI DEL PIANO ASTRALE


Risulta pressoch impossibile enumerare tutte le specie di entit astrali, cos come compito assai gravoso compilare un elenco di tutte le specie viventi sul piano fisico. Si elencano pertanto le principali rifacendosi ancora una volta ai preziosi testi di Arthur E. Powell ("Il Corpo Astrale") e C.W. Leadbeater ("Il Piano Astrale"). Entit che sono ancora vive nel corpo fisico: - Persone comuni. Persone i cui corpi fisici sono addormentati e che durante la notte vagano nel corpo astrale per il mondo spirituale. Tutti gli uomini viaggiano in questa maniera durante il sonno, ma data l'assenza di consapevolezza e quindi di controllo sul proprio corpo astrale, tali viaggi risultano involontari e in genere confusi e poco utili. - Maghi e loro allievi. Di norma questa categoria usa il corpo MENTALE e non quello astrale, ma nelle fasi meno avanzate dell'istruzione impartita dal Mago ai suoi apprendisti all'interno dei mondi spirituali il corpo astrale il primo con il quale si deve prendere confidenza una volta che, attraverso l'esercizio, si divenuti perfettamente coscienti in esso. - Maghi neri e loro allievi. Questa categoria corrisponde alla precedente, con la differenza che lo sviluppo ha per scopo il male e non il bene, e i poteri vengono acquisiti per scopi egoistici miranti a soggiogare l'umanit anzich favorirne l'evoluzione. - Psichici. Ogni altra persona che abbia sviluppato - attraverso esercizi o per naturale predisposizione - i suoi poteri psichici al punto da essere in grado di viaggiare coscientemente in astrale. Se essa non per giustamente seguita e istruita da un iniziato interpreta spesso in maniera frammentaria ed errata tutto quanto vede e non in grado di sfruttare appieno questi suoi poteri. Entit che non sono pi vive nel corpo fisico: - Persone comuni dopo la morte. Questa classe comprende ogni specie di persone a diversi stadi di coscienza. Dalla persona mediamente evoluta all'essere umano pi infimo e dalla coscienza malvagia. Solitamente non ci sono qui anime molto evolute, se non un certo numero che ha deciso consapevolmente di rimanervi per aiutare le altre anime in difficolt. - Ombre. Quando la vita astrale dell'uomo terminata, egli muore sul piano astrale e lascia dietro di s il corpo astrale in disintegrazione, allo stesso modo che quando muore fisicamente abbandona il corpo fisico, il quale si decompone. Questo cadavere astrale conserva ancora la sua apparenza e alcune facolt mentali come la memoria e le vecchie abitudini. Non costituisce un problema in s tutt'alpi pu ingannare i medium delle sedute spiritiche che scambiano l'ombra per l'anima del defunto - ma in quanto si presta ad essere utilizzata dai Maghi neri per le loro basse finalit. - Gusci. Sono ombre all'ultimo stadio di disintegrazione prima di scomparire. Possono essere vitalizzate attraverso cerimonie di magia nera o riti Voodoo e Obeah. - Suicidi e vittime di morte improvvisa. Alcuni degli individui che sperimentano il trapasso in queste circostanze traumatiche non si rassegnano alla loro nuova condizione e cercano di prolungare la loro esistenza vicino alla materia terrestre assorbendo vitalit dagli esseri umani che riescono a

influenzare. - Vampiri. Vedi pagina sull'argomento Vampiri. - Allievi. Allievi di Maghi e iniziati in genere che in seguito alla morte del corpo fisico decidono di rinunciare a salire verso i piani spirituali pi alti per potersi reincarnare subito e continuare a svolgere il loro lavoro a favore dell'umanit. Nell'attesa della reincarnazione svolgono dei compiti di assistenza delle altre anime in astrale. - Maghi neri e loro allievi. Disposti a qualunque nefandezza pur di rimanere sul piano astrale, da dove possono influenzare i viventi e rubare energia per la propria sopravvivenza. Spesso le loro azioni vengono scambiate per attivit di demoni.

Entit astrali non umane: - Essenza elementale. Forma di vita dall'aspetto indefinito che si trova diffusa in tutto il piano astrale. una sorta di massa informe che naviga in astrale. E' estremamente sensibile a tutti i pensieri umani, anche i pi fugaci, e reagisce in una infinitesima frazione di secondo a ogni vibrazione messa in gioco dal volere o dal desiderio dell'uomo, anche se questi ne completamente inconscio. Ogni pensiero e sentimento umano fa s che tale materia si plasmi immediatamente in un essere vivente autonomo, ma la sua esistenza solo temporanea, perch appena l'uomo cessa di dare energia a quel particolare desiderio o pensiero l'essenza elementale torna nella massa indifferenziata da cui provenuta. impressionante il numero di entit che i pensieri umani, buoni o cattivi che siano, evocano incessantemente da quell'oceano di essenza per dar loro anche solo una breve esistenza autonoma. Il visitatore astrale molto colpito da questo inarrestabile movimento di creazione e dissoluzione che avviene in astrale e che corrisponde al susseguirsi di emozioni e pensieri nell'uomo. Le entit elementali prodotte da pensieri di disprezzo e da emozioni pesanti assumono la forma di minacciosi orrendi mostri dai colori cupi, ma esse si ritirano sempre davanti a uno sforzo di volont del Mago. L'essenza elementale prende forma sotto l'influenza delle correnti di pensiero involontarie che le persone lasciano scorrere oziosamente attraverso il loro cervello, ma non si crea che una vita semiintelligente, la quale non agisce, ma si limita a reagire agli impulsi provenienti dall'uomo i quali possono essere diretti a rafforzarla, se il pensiero o l'emozione vengono ripetuti, o dissolverla se essi scompaiono dalla sua mente. L'entit elementale una volta creata, se tenuta in vita dalla ripetizione del medesimo pensiero o sentimento, cerca comunque di sopravvivere come farebbe una qualunque altra forma di vita, e si adopera per influenzare l'individuo o il gruppo di individui da cui stata prodotta, affinch le venga fornita, attraverso la ripetizione, l'energia per continuare a esistere. Una forma-pensiero di gelosia o depressione, se continuamente alimentata, pu letteralmente "attaccarsi" a un uomo per tutta la vita e influenzare i ogni suo comportamento. evidente che il regno elementale nel suo insieme cos come lo hanno reso i pensieri e le emozioni collettive dell'umanit. La maggior parte delle cerimonie di magia, bianca o nera, dipendono quasi interamente dalla manipolazione di queste entit, sia direttamente per volont del Mago, sia per il tramite di qualche entit astrale da lui evocata per tale scopo. L'elementale in ogni caso non possiede iniziativa, esso una forza latente che ha bisogno di un impulso esteriore per entrare in azione. Il Mago pu cos utilizzare l'odio di una persona per danneggiarne un'altra, manipolando quella disgustosa forma-pensiero fatta di materia elementale (ci che comunemente conosciuto sotto il nome di "magia nera"). Allo stesso modo un Mago dal Cuore aperto e compassionevole pu creare un'entit elementale che guarisca o protegga una persona in difficolt. - Spiriti di natura. Appartengono a una linea evolutiva diversa dalla nostra: non sono mai stati e non saranno mai membri dell'umanit come noi la conosciamo. Vi sono spiriti della terra, dell'acqua, dell'aria, del fuoco (o dell'etere) che sono entit astrali intelligenti residenti in questi diversi ambienti. Spiriti della terra: gnomi; spiriti dell'acqua: ondine; spiriti dell'aria: silfidi; spiriti dell'etere: salamandre. Nel linguaggio popolare: fate, elfi, folletti, satiri, fauni, koboldi, lutini, genii, troll ecc. Come quasi tutte le entit astrali sono capaci di prendere a volont una qualunque forma, ma hanno delle forme preferite alle quali ritornano sempre. Sono invisibili alla vista fisica, ma possono rendersi visibili con la materializzazione quando lo vogliano. Di norma rifuggono le zone abitate dall'uomo e la vicinanza

dell'uomo in genere, le cui cattive emanazioni astrali mal sopportano. Se lo avvicinano sovente per giocargli degli scherzi e burlarsi di lui, magari per fargli smarrire la strada all'interno di un bosco. Essi amano infatti massimamente il gioco e lo scherzo, anche spinto ad estreme conseguenze. - Demoni. Esseri astrali in genere molto potenti (ma le differenze di rango possono essere anche notevoli) che agiscono unicamente per egoismo e si nutrono dei pensieri separativi e delle emozioni negative degli esseri umani. Appartengono a differenti razze: i pi noti sono i rettiliani resi famosi dall'autore David Icke e di cui si parla nella sezione "La trappola planetaria" di questo sito. Di norma vengono considerate razze aliene provenienti da altri luoghi del cosmo e giunte sul piano astrale della Terra migliaia se non milioni di anni fa. - Deva. Detti angeli o figli di Dio in altre tradizioni. Anch'essi appartengono a un'evoluzione distinta da quella dell'umanit, e occupano un rango che le immediatamente superiore. Alcuni di essi sono appartenuti all'umanit nel passato. Appaiono generalmente come esseri umani di misura gigantesca. Tutto ci che cattivo gi stato da tempo eliminato dal loro essere. In taluni casi essi sono capaci di assumere - qualora lo vogliano - forme umane materiali. Anche sul piano astrale si manifestano raramente, e quando lo fanno rappresentano gli abitanti non umani pi elevati. - Corpi astrali degli animali. Testi sull'argomento: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) (1927) IL PIANO ASTRALE C.W. Leadbeater, Edizioni Teosofiche Italiane (1896) TERRA DI SMERALDO - TESTIMONIANZE DALL'OLTRECORPO Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) (1983) RACCONTI D'UN VIAGGIATORE ASTRALE Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) () HOME OfficinaAlkemica

IL CORPO ASTRALE
Secondo gli insegnamenti tradizionali pi antichi - dei quali impossibile rintracciare le fonti e che si tramandano in gran parte per via orale - l'uomo composto di diversi corpi oltre a quello fisico percepibile attraverso i sensi

grossolani. Esistono in merito varie classificazioni a seconda della scuola esoterica o della religione che si vuole considerare. Ad esempio nella tradizione cristiana si considerano quattro corpi: - carnale (corpo fisico) - naturale (corpo astrale o emotivo) - spirituale (corpo mentale) - divino Sebbene tutte le suddivisioni siano in qualche modo esatte e si discostino tra loro solo in virt del fatto che spesso cambiano le capacit del chiaroveggente o anche solo il contesto sociale in cui questo si muove e ha il compito di divulgare tali conoscenze, noi ci atterremo alle informazioni provenienti dagli scritti di Alice Ann Bailey e di Arthur E. Powell, ricordando per che nessun dato deve essere preso come assolutamente vero dal praticante fino a quando questi non lo abbia verificato sperimentalmente attraverso un attento lavoro su di s. Tutto ci che non pu essere provato seguendo i criteri dell'esperimento non possiede alcun valore. Secondo quanto riportato in tali scritti - e da noi verificato attraverso la pratica - l'uomo possiede tre corpi: 1- FISICO (a sua volta suddiviso in fisico denso e fisico ETERICO) 2- EMOTIVO (pi conosciuto come ASTRALE, e in alchimia come Fluidico o Mercuriale) 3- MENTALE Nell'uomo ordinario questi tre corpi esistono in una manifestazione non ancora perfetta. Sulla perfezione del corpo fisico e sulla capcit dell'uomo di controllarlo stendiamo un velo pietoso: sufficiente un raffreddore per impedirci di alzarci dal letto e non saremmo in grado di lavorare per una notte intera senza cominciare a piangere! Per quanto concerne il corpo astrale, esso, nella maggioranza delle persone poco pi di una massa di materia astrale disorganizzata, i cui movimenti e impulsi sfuggono quasi completamente al controllo dell'individuo. D'altronde una verit osservabile tutti i giorni quanto sia ancora primitiva la capacit di gestione delle proprie emozioni, desideri e passioni da parte dell'uomo medio. Tutto ci ancor pi vero per quanto concerne il mentale, a tal punto che spesso egli non ha nemmeno il pi vago sentore di talune sue capacit latenti. L'individuo comune infatti non sa di poter mutare la realt attraverso il potere della sua mente concentrata e non riesce a concepire di poter rappresentare l'ente divino incarnato. compito del Mago disciplinare e rafforzare fissare - i tre corpi che rappresentano la sua PERSONALITA' (fisico, emotivo e mentale) mentre ancora vive nel mondo fisico, e al contempo fabbricare i tre corrispondenti corpi superiori a partire dalle sostanze che i tre inferiori gli mettono a disposizione. Questo coincide con la possibilit di trasferire la sua coscienza in questi corpi superiori riassunti nell'espressione corpo di gloria o corpo dell'anima - e quindi di aprire la sua vista su differenti dimensioni della realt. Tali corpi superiori sono:

3- Mentale superiore (o CAUSALE) 2- Emotivo superiore (o BUDDHICO) 1- Fisico superiore (o ATMICO)


Tali involucri - che di norma vengono riassunti nel termine "anima" - esistono nell'uomo solo "in embrione", pi come possibilit latenti che non come effettive realizzazioni.

L'uomo la cui unica possibilit di coscienza legata al cervello della macchina biologica dovr sempre sottostare agli impulsi provenienti da tale macchina. I bisogni e i desideri della sua personalit - la macchina - lo governano e lo trascinano lungo la vita. La sua esistenza allora una serie di reazioni meccaniche della personalit all'ambiente circostante. Egli un completo schiavo dei suoi istinti inferiori. Il Mago che abbia fissato uno dei corpi sottili inferiori, o cristallizzato uno di quelli superiori - e abbia trasferito in esso il suo centro di consapevolezza - pu liberamente aprire la propria coscienza su quel piano superiore e muoversi liberamente utilizzando il nuovo corpo, cos come faceva con il corpo fisico nel mondo fisico. Su tale piano egli acquisisce l'autorit per dirigere il corpo anzich subirne i capricci. Egli pu ad esempio allontanarsi temporaneamente dal piano fisico per portare aiuto a un singolo o a una comunit muovendosi sul piano astrale o su quello mentale, da dove si pu agire con maggiore efficacia. Oppure pu ricercare su questi piani i contatti per acquisire maggiori conoscenze in ogni campo del sapere. Una delle spiacevoli conseguenze derivanti del rimanere completamente identificati con una macchina biologica il fatto di dover morire con essa. Chi si limitato ad essere un cervello lungo tutta la sua esistenza... morir quando morir quel cervello. Un essere umano che crede di essere i suoi pensieri e le sue emozioni, che perde ogni capacit razionale se messo di fronte al tradimento del proprio partner, che si arrabbia o si deprime come un bambino, come pu sperare di avere in s la forza necessaria per sopravvivere coscientemente all'evento della morte? Quando l'anima lascia il corpo fisico, occupa comunque il corpo mercuriale, o astrale, ma l'individuo, non avendo ancora sviluppato la capacit di essere consapevole nell'astrale, si trover in uno stato di semi-incoscienza nel nuovo ambiente. Sar comunque consapevole di s, ma in una sfera simile a quella del sogno. Quale infatti il grado di coscienza astrale dell'uomo medio? Lo si pu facilmente dedurre dai sogni. Quando l'uomo sogna si trova nel suo corpo astrale, proprio come lo sar dopo la morte, quindi sufficiente che osservi quanto lucida la sua coscienza durante i sogni per ricavare con buona approssimazione quanto sar lucido dopo la morte. Nel sogno percepisce ci che accade intorno a lui ma solo vagamente cosciente di s come individuo. uno stato di semi-incoscienza difficile da descrivere: l'uomo sa ancora di esistere... ma non perfettamente come potrebbe saperlo sulla Terra fisica. Solitamente la sua percezione dell'ambiente durante i sogni piuttosto vaga ed egli non in grado di decidere nulla circa gli avvenimenti, sebbene sia convinto del contrario; in realt viene letteralmente trasportato dagli eventi circostanti. Non stabilisce i luoghi da visitare, n le persone da incontrare; non pu gestire la sua forza, n la sua capacit di spostarsi. Tutto gli accade e lui un burattino semi-incosciente nelle mani delle sue emozioni e dei suoi istinti, i quali decidono di quale commedia egli diviene protagonista di volta in volta. Un

destino simile lo attende da disincarnato. Se invece un uomo si dedica all'Ars Regia durante l'incarnazione, pu sviluppare la coscienza astrale, pu cio cristallizzare il suo corpo mercuriale e divenire pienamente cosciente in esso pur rimanendo vivo in quello fisico. Il vero chiaroveggente colui che pu decidere di spostare in ogni momento la sua coscienza dal fisico all'astrale e viceversa, percependo ora un mondo ora l'altro. Tale uomo anche capace di sogni lucidi, cio di sogni nei quali lui si muove nel mondo astrale con la stessa piena coscienza con cui lo fa nel fisico, stabilendo dove andare e quali entit incontrare. Un giorno si cristallizzer anche il suo corpo mentale e verr risvegliata la sua consapevolezza in esso. Gli si aprir un mondo a cinque dimensioni - non pi le tre del cervello fisico o le quattro dell'astrale - e assumer nuovi poteri eccezionali, ma anche questo evento non garantisce l'immortalit assoluta. L'immortalit ottenuta in tal modo ancora relativa. Si parla di "sopravvivenza alla morte fisica" pi che di immortalit. Il corpo fluidico e il corpo mentale vanno infatti anch'essi soggetti a disgregazione e prima o dopo moriranno. L'alchimista deve allora proseguire indefessamente l'Opera - l'Opus Magnum - che gli consente di fabbricare un corpo di gloria e realizzare l'identificazione con l'anima ( Albedo ): questa la vera immortalit. La fissazione dei corpi sottili inferiori (astrale e mentale) che permette di sopravvivare alla morte pur senza aver aperto il Cuore ed essersi identificati con l'anima, costituisce un "effetto collaterale" del lavoro magico/alchemico, il cui fine rimane sempre la realizzazione della propria identit animica (nell'Albedo) e dell'identit divina (nella Rubedo). Impegnarsi in funzione dell'ottenimento della sopravvivenza astrale, della visione astrale o dell'attitudine a viaggiare in astrale... costituisce un comportamento infantile, da ascriversi alla Bassa Magia, se non addirittura alla Magia Nera qualora venga fatto per fini egoistici. Credere che ogni uomo possegga un'anima immortale per diritto di nascita altrettanto folle che non credere all'esistenza dell'anima e della vita dopo la morte. La coscienza dell'anima e la conseguente immortalit sono possibili solo nella misura in cui un uomo lavora per ottenerle lungo tutta la sua incarnazione. Il corpo astrale dell'uomo un veicolo non dissimile dal corpo fisico, circondato da un'aureola di colori sfolgoranti e costitito di un ordine di materia pi fine di quella fisica. Per mezzo di tale corpo si esprimono le sensazioni, le passioni, i desideri e le emozioni, ed esso agisce quale ponte di congiunzione tra il corpo fisico e il corpo mentale. Il corpo astrale interpenetra il corpo fisico ma si estende anche tutt'intorno, come una nuvola. Quella parte dell'astrale che si pu osservare al di l dei limiti del corpo fisico comunemente detta aura astrale. La parte centrale del corpo astrale prende esattamente la forma del corpo carnale ed appare quindi pi solida e definita della circostante aura, la quale invece molto pi rarefatta. Una delle caratteristiche del corpo mercuriale l'incessante gioco di colori, i quali sono l'espressione nella materia astrale dei sentimenti, delle passioni e delle emozioni dell'individuo. Ecco un elenco dei principali colori e delle corrispondenti emozioni che essi esprimono (la fonte "Il corpo astrale e relativi fenomeni" di A. E. Powell, a cui si rimanda per approfondire lo studio): Nero: odio e malizia. Lampi di rosso scuro su sfondo nero: collera. Nube scarlatta: irritabilit. Scarlatto vivo: nobile indignazione. Rosso sangue e rosso cupo: sensualit. Grigio-bruno: egoismo.

Bruno-verdastro illuminato di lampi scarlatto: gelosia. Grigio: depressione. Grigio livido: paura. Rosa: amore non egoista. Arancio: orgoglio o ambizione. Giallo cupo: intelletto usato per fini egoistici. Giallo primula: intelletto votato a scopi spirituali. Giallo oro: intelligenza pura applicata a filosofia o matematica. Verde-grigio: astuzia usata per ingannare. Verde smeraldo: versatilit, ingegnosit altruista. Blu cupo: sentimento religioso. Blu chiaro: devozione a un nobile ideale spirituale. Ultravioletto: sviluppo delle facolt psichiche del Mago per fini elevati. Infrarosso: basse facolt psichiche del Mago Nero. In proposito si veda ancora "Il corpo astrale e relativi fenomeni" di A. E. Powell.
Nessuno dei sensi astrali localizzato in una determinata parte del corpo astrale, il Mago che ha sviluppato la vista sottile utilizza una qualunque parte del corpo astrale per vedere, per cui vede egualmente bene gli oggetti che sono davanti o dietro di lui, al di sopra, al di sotto o ai lati. Lo stesso per gli altri sensi.

Sul piano astrale possibile per il Mago produrre svariati fenomeni: - La proiezione: chi ha raggiunto un dominio completo del corpo astrale pu lasciare il corpo fisico non solo durante il sonno notturno, ma anche a suo piacere durante il giorno per spostarsi verso paesi lontani anche a grande distanza dal corpo fisico. L'inattivit del corpo fisico, lasciato in un luogo sicuro, una condizione necessaria per realizzare tali spostamenti. - La disintegrazione di oggetti. - L'apporto di oggetti, cio il loro trasporto a grande distanza una volta disintegrati, per poi ricostituirli perfettamente una volta a destinazione. - La materializzazione: il Mago, mentre si trova nel suo corpo astrale, pu attirare dalla materia ambientale particelle di materia eterica o fisica al fine di materializzarsi a sufficienza fino a diventare visibile fisicamente in un dato luogo. - La levitazione di corpi od oggetti per inversione della forza di gravit. Testi sull'argomento: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) (1927) IL PIANO ASTRALE C.W. Leadbeater, Edizioni Teosofiche Italiane (1896) TERRA DI SMERALDO - TESTIMONIANZE DALL'OLTRECORPO Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) (1983) RACCONTI D'UN VIAGGIATORE ASTRALE Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) () LO YOGA PER NON MORIRE Tommaso Palamidessi, Edizioni Grande Opera, Roma (1949) Questo piccolo ma fondamentale testo inedito da anni. Pu essere rintracciato solo in fotoriproduzione, al prezzo di 8 euro, presso la Libreria Ecumenica di Milano. HOME OfficinaAlkemica

COSA SUCCEDE DOPO LA MORTE - parte I - Oltre il corpo fisico


Poich dando che si riceve, perdonando che si perdonati, morendo che si rinasce a vita eterna. (dalla Preghiera Semplice di San Francesco d'Assisi) Premetto che il contenuto di questo capitolo puramente nozionistico, le informazioni qui riportate possono infatti venir lette, in forme pi o meno differenti, in numerosi testi di esoterismo. Data la natura stessa dell'argomento, tali nozioni circa il percorso umano dopo la morte fisica possono venir trasmesse solo in maniera molto imperfetta; la loro importanza tuttavia eccezionale, poich una concezione di quanto l'uomo destinato a compiere una volta abbandonato il corpo fisico, che sia chiara e purgata di pregiudizi moderni, serve a inserire il momento del suo passaggio nell'aldil in un pi giusto contesto e a privarlo della tragicit di cui attualmente intriso. L'esistenza di chi costretto a vivere paventando la morte in fondo un'esistenza meschina, l'ombra di ci che potrebbe essere l'esistenza di chi si sente - si percepisce interiormente - un essere immortale. Non saranno certo alcune elementari nozioni a permettere il verificarsi di questo sentire nel lettore; per arrivare a ci infatti necessario un accurato lavoro su di s, ma tale lavoro ha inizio proprio da qui, cio dalla rimozione del velo di ignoranza riguardo tutto ci che non ricade immediatamente sotto i sensi. Non si vuole quindi convincere di nulla, ma solo seminare un differente ordine di pensiero nella mente di chi ascolta, trasmettere una vibrazione pi elevata, una forma pensiero meno banale di quelle a cui siamo fin troppo avvezzi. Ogni sapere intorno agli argomenti che travalicano le cose ordinarie porta in s particolari vibrazioni che mettono in moto le vibrazioni corrispondenti nell'anima di chi riceve tale sapere, l'anima infatti tutto gi conosce circa il suo mondo e deve solo essere aiutata dall'esterno a ricordare coscientemente ci che sa gi. In chi si presta a ricevere il nuovo con una buone dose di lucido spirito critico, ma in maniera esente da preconcetti, tali vibrazioni compiono un buon lavoro e si creano le basi perch il sapere diventi poi comprensione interiore. Tali sono i primi irrinunciabili passi sulla strada dell'apertura della coscienza.

L'ignoranza circa la morte


Si immagini di essere stati a una festa in maschera e che ci si sia fatto prestare sul posto un travestimento da Martin Lutero da indossare per tutta la durata della festa. Si impersonato Lutero per diverse ore, ci si divertiti molto, e si anche sentito un certo disagio (misto a stupore) quando si incrociato qualcuno travestito da papa Leone X. Non si crede per possibile che un uomo sano di mente, al termine dei festeggiamenti, decida di non restituire il vestito che gli era stato prestato e di andare via continuando a impersonare Martin Lutero anche al di fuori della festa. L'anima (l'uomo) a un certo punto del suo percorso vitale deve fare la stessa cosa con i suoi tre involucri (corpo fisico, corpo emotivo e corpo mentale): deve uscirne e restituirli ai rispettivi tre corpi della Terra. In altre parole gli atomi che al momento della nascita l'anima aveva addensato intorno a s per costruirsi i tre corpi, non essendo pi tenuti insieme, si disuniscono e tornano a vagare liberamente nei rispettivi ambienti: il corpo fisico, il corpo emotivo e il corpo mentale del pianeta Terra. In tutti gli scritti esoterici si afferma che non solo la morte esiste, ma ne esistono ben tre: una per ogni corpo che l'uomo deve abbandonare. La prima quella universalmente accettata dall'uomo

ordinario e riguarda il degenerare del corpo fisico fino al punto in cui questo diviene incapace di svolgere le funzioni per cui stato costruito e viene abbandonato dall'anima. Le limitate idee comuni sostengono che dopo la morte del corpo fisico "tutto finito", cio che la coscienza del S, l'anima, si perda non si sa bene dove (non potendo qualcosa semplicemente sparire dall'esistenza!) per il solo fatto di aver abbandonato un guscio fisico ormai inservibile. Se molti uomini sono ignoranti riguardo la vita dopo la morte del corpo fisico, questo non significa che tutti gli uomini soffrano della medesima ignoranza su questo argomento. Il diffuso modo di pensare che dopo la morte del corpo fisico si interrompa la vita stessa di un uomo risiede principalmente nel fatto che quasi tutti i signori scienziati ritengono sia impossibile conoscere alcunch circa gli stati successivi all'uscita dal corpo fisico. Di norma tutto ci che loro non possono conoscere pensano che nessuno possa conoscerlo! Credono in effetti che il loro stato di coscienza sia l'unico possibile, e da ci deducono che se loro sono ignoranti su questo argomento tutti lo siano allo stesso modo... e chi pensa di saperne qualcosa ritenuto un ciarlatano. Il ridicolo della condizione non quindi nell'essere ignoranti - tutti in qualche modo lo siamo - ma nel giustificare questa ignoranza ritenendo inconoscibile in generale ci che loro in particolare non sono riusciti a conoscere con i propri strumenti. In realt oggi come nei tempi antichi sono sempre vissuti individui capaci di interagire con i mondi sottili dei disincarnati e di farlo talvolta mossi da intenzioni non proprio altruistiche (ci conosciuto come Magia Nera). Presso le civilt pi antiche tali conoscenze erano acquisite per visione diretta - grazie alla chiaroveggenza - dai Maestri di Saggezza, e poi diffuse e rese alla portata di tutti attraverso insegnamenti e manifestazioni rituali. Essi avevano il potere di guardare nell'aldil e di riferire ci che ritenevano utile. La vera conoscenza pu dirsi solo la conoscenza diretta: un percepire interiore per mezzo del Cuore e dei sensi sottili a esso collegati (chiaroveggenza e chiaroudenza). L'uomo moderno invece si ostina a pensare che tutto quanto non sia stato sperimentato dai suoi strumenti scientifici (conoscenza non diretta) non possa essere preso seriamente. Considera la sua conoscenza la forma pi evoluta di conoscenza per il solo fatto che essa temporalmente successiva a quella degli antichi, e ritiene per questo le civilt che lo hanno preceduto ingenue, primitive e dedite alla superstizione. Per il fatto di aver inventato il computer l'uomo odierno crede di possedere pi conoscenza di un sacerdote precolombiano o di uno sciamano Sioux riguardo gli stati della morte... anzi, il che ancora pi grave, crede che loro si illudessero di conoscere qualcosa che non pu essere conosciuto in assoluto!

Oltre il corpo fisico


Abbandonato il corpo fisico l'anima si trova a occupare ancora gli altri due. Quello fisico infatti il primo involucro a essere lasciato, ma il corpo emotivo (o astrale) e il corpo mentale potendo vivere indipendentemente dal fisico - permangono ancora per un certo tempo e la coscienza dell'individuo si trasferisce quindi in essi al fine di sviluppare i processi che saranno ora spiegati. Innanzitutto si deve precisare che al momento della morte fisica l'uomo perde coscienza e cade in una sorta di sonno profondo che pu durare un tempo molto variabile; nel caso di una coscienza avanzata il risveglio nell'aldil avviene dopo un periodo molto breve. Abbandonato il corpo fisico si diviene coscienti nel corpo astrale - anche detto "fluidico" o "mercuriale" - pertanto quando si esce da questo primo periodo di incoscienza non si percepisce pi il piano fisico, ma si percepisce adesso quello emotivo, meglio conosciuto come mondo astrale, che diventer il nuovo ambiente dell'uomo disincarnato. Una delle domande poste pi frequentemente dai neofiti :"Ma dopo la morte io conserver ancora la mia coscienza? Sapr di essere ancora io?".

In effetti questo l'aspetto che pi preme all'essere umano. Egli spesso accetta, anche se con estrema difficolt, di dover abbandonare i luoghi, gli amici, i parenti, il partner e gli oggetti a cui tanto attaccato, ma non riesce ad accettare l'idea di poter sparire completamente e non esistere pi nemmeno in quanto forma di coscienza. La domanda dovrebbe per essere un'altra: "Prima della morte io ero veramente cosciente? Sono mai stato consapevole di essere io?". La questione fondamentale non infatti: "C' coscienza dopo la morte?" bens: "C' coscienza dopo la nascita?". Quando esce dal periodo di oblio dovuto alla transizione da un piano all'altro, l'uomo diviene cosciente nel suo corpo astrale solo nella misura in cui lo era gi stato durante la vita sul piano fisico. Quindi per sapere quanto sar cosciente di s in astrale - oppure quanto sar cosciente di s come anima nel corpo di gloria - una volta defunto, sufficiente che egli si chieda quanto cosciente gi adesso in astrale o come anima! Se durante la sua vita fisica un individuo si sempre completamente identificato con il suo cervello fisico, perch si sempre sentito cosciente solo in esso, allora quando tale corpo perir... lui in una certa misura perir con esso! Ci significa che l'anima lascer il corpo fisico, occuper comunque il corpo astrale, ma l'individuo, non avendo ancora sviluppato la capacit di essere cosciente nell'astrale, si trover in uno stato di semi-lucidit nel nuovo ambiente. Sar comunque consapevole di s, ma in una sfera simile a quella del sogno. Quale infatti il grado di coscienza astrale dell'uomo medio? Lo si pu facilmente dedurre dai sogni. Quando l'uomo sogna si trova nel suo corpo astrale, proprio come lo sar dopo la morte, quindi sufficiente che osservi quanto lucida la sua coscienza durante i sogni per ricavare con buona approssimazione quanto sar lucido dopo la morte. Nel sogno percepisce ci che accade intorno a lui ma solo vagamente cosciente di s come individuo. uno stato di semi-incoscienza difficile da descrivere: l'uomo sa ancora di esistere... ma non perfettamente come potrebbe saperlo sulla Terra fisica. Solitamente la sua percezione dell'ambiente durante i sogni piuttosto vaga ed egli non in grado di decidere nulla circa gli avvenimenti, sebbene sia convinto del contrario; in realt viene letteralmente trasportato dagli eventi circostanti. Non stabilisce i luoghi da visitare, n le persone da incontrare; non pu gestire la sua forza, n la sua capacit di spostarsi. Tutto gli accade e lui un burattino semi-incosciente nelle mani delle sue emozioni e dei suoi istinti, i quali decidono di quale commedia egli diviene protagonista di volta in volta. Un destino simile lo attende da disincarnato. Se invece un uomo lavora su di s gi durante l'incarnazione per identificarsi con la sua anima, pu sviluppare la coscienza astrale, pu cio divenire cosciente all'interno del suo corpo astrale pur rimanendo vivo in quello fisico. Il vero chiaroveggente colui che pu decidere di spostare in ogni momento la sua coscienza dal fisico all'astrale e viceversa, percependo ora un mondo ora l'altro. Tale uomo capace di sogni lucidi, cio di sogni nei quali lui si muove nel mondo astrale con la stessa piena coscienza con cui lo fa nel fisico, stabilendo dove andare e quali entit incontrare. Un uomo del genere ha anche ottenuto la continuit di coscienza, per cui al momento del trapasso non attraversa alcun periodo di oblio, ma si limita a uscire in piena coscienza dal corpo fisico. La credenza che dopo la morte nulla cambi nella propria coscienza quindi altrettanto falsa della credenza che tutto finir. Un uomo che sempre vissuto in stato di addormentamento e non si mai sforzato di svegliarsi, non pu pretendere di diventare improvvisamente sveglio dopo la morte. Se era un addormentato nel mondo fisico lo sar anche nel mondo astrale, nel mondo mentale e in quello dell'anima. Il livello di apertura di coscienza dell'individuo infatti non muter minimamente rispetto a quando si trovava sul piano fisico. La morte non una cura per l'ignoranza, n un corso accelerato di illuminazione interiore. Nemmeno una goccia di consapevolezza gli verr regalata per il solo fatto di aver cambiato piano di esistenza. D'altronde un truffatore non diventa meno truffatore e un santo non diventa meno santo quando entrambi si cambiano d'abito. L'abbandono del corpo fisico nulla pi che un cambio d'abito per l'anima, e dopo il vestito fisico dovr poi togliersene altri due.

Nel primo periodo dopo l'abbandono del corpo fisico l'essere umano assiste come uno spettatore alla proiezione di tutta la sua esistenza, la quale gli viene trasmessa "all'indietro": dagli ultimi istanti prima di spirare fino all'evento della nascita. Ci possibile poich per la coscienza astrale, che della quarta dimensione, lo spazio e il tempo si svolgono in maniera differente che per la coscienza ordinaria. Rivedendo la propria vita al contrario si perde la connessione causa/effetto, quindi il comune giudizio circa gli eventi viene sospeso. Secondo le numerose testimonianze riportate da chi ha potuto viaggiare nel mondo astrale, e da coloro che hanno almeno comunicato con esso, molti esseri astrali, in particolare nel primo periodo di permanenza in quel luogo, non si rendono nemmeno conto di essere defunti. Essi si trovano in realt in un mondo completamente diverso, ma in massima parte non sono in grado di percepire tale diversit in tutta la sua importanza, poich anche la loro coscienza fa adesso parte di quel mondo. Essi non impiegano pi il cervello fisico come supporto, perch sono nel corpo astrale, quindi ragionano meccanicamente secondo la mutata prospettiva di una coscienza astrale. Le anime disincarnate, soprattutto in principio, non avvertono sostanziali differenze fra lo stato che hanno lasciato e quello nuovo in cui si trovano; i desideri e le abitudini non mutano e il fatto che possano volare nello spazio o costruire un appartamento con l'immaginazione in pochi secondi non sufficiente a far s che si avvedano di non essere pi nel mondo fisico. In quel nuovo stato di coscienza tutto viene riconosciuto come appartenente alla sfera della "normalit", le caratteristiche ambientali sono quelle di una dimensione superiore, ma anche la coscienza che le percepisce si trova in quella dimensione, dunque non risulta semplice avvertire la differenza, e anche quando poi si prende consapevolezza della nuova situazione essa non crea pi di tanto scompiglio nell'individuo. Questo succede anche a causa del nebuloso stato di semi-incoscienza in cui si trova. Ma il lato pi strambo di tutta la vicenda riguarda il fatto che chi trapassato in verit non si sta ingannando, come a noi potrebbe sembrare, e ha perfettamente ragione nel ritenersi ancora in vita, poich effettivamente in vita n pi e n meno di quanto lo era prima, e non v' motivo per cui dovrebbe porsi una domanda tanto assurda circa la propria presunta morte! come se un individuo svegliandosi una mattina si sentisse molto stordito, come sotto l'effetto di potenti narcotici, e cominciasse a notare delle differenze nelle forme e nello splendore dei colori intorno a lui; gli potrebbe inoltre capitare di incontrare una serie di persone che non si aspettava di rivedere, magari in luoghi che non frequentava da anni. Egli potrebbe rimanere un po' interdetto e sospettare di essere stato drogato con allucinogeni, ma non sorgerebbero mai in lui il dubbio circa la sua esistenza in vita! Vediamo adesso in quale genere di mondo si vive dall'altra parte. Nel primo periodo l'individuo ancora molto legato al piano fisico della Terra. La disperazione e il desiderio dei congiunti contribuiscono a trattenerlo "in basso", e questo non bene. Per lui importante allontanarsi dalle cose terrene e proseguire la serie di esperienze che lo attendono nell'aldil, e prima lo fa meglio , mentre i cosiddetti "parenti inconsolabili" con il loro estremo attaccamento al defunto lo legano al piano terreno rendendogli pi arduo il compito di abbandonarsi alla nuova dimensione. I pensieri di stima, di amore e di incoraggiamento a procedere nel cammino gli sono di valido aiuto, ma il desiderio di averlo ancora accanto, l'incapacit di accettarne la perdita e la disperazione, gli sono altamente nocivi. Nel piano astrale si incontrano altri defunti, di solito persone alle quali si era molto legati in vita (i nonni, i genitori, ecc.), ma pu anche capitare di interagire con anime che hanno il compito di comunicarci informazioni utili, e anche di vedere amici e parenti, ancora vivi sul piano fisico, che temporaneamente si trovano fuori dal corpo durante una determinata fase del sonno. Esattamente come quando ancora occupava un corpo fisico, l'individuo costruiva la propria realt quotidiana secondo le caratteristiche della sua personalit, cio l'ambiente in cui viveva era un'esplicitazione materiale delle sue qualit interiori e delle sue paure, ora egli continua a costruire il suo mondo sottile sempre secondo le caratteristiche della sua personalit, la quale per adesso composta dei soli corpo emotivo (astrale) e corpo mentale.

Trovandosi egli sul piano astrale, l'ambiente che vedr intorno a s sar un fedele riflesso del suo stato emotivo. E non potrebbe essere altrimenti; sarebbe infatti stato sicuramente illogico che pi trapassati facessero esperienza dello stesso ambiente e che esso non fosse interamente creato da ci che loro stessi sono. Se ogni uomo deve "sgretolare" un suo condizionamento emotivo, che ad esempio lo costringe a provare meccanicamente rabbia ogni qualvolta si verificano determinate circostanze, non pu certo farlo in un ambiente uguale per tutti. Ognuno deve creare intorno a s uno specifico ambiente che si occupi di mettere in luce la sua specifica rabbia, e non esiste modo migliore di farlo che lasciare che la vibrazione emessa dalla rabbia stessa organizzi la materia astrale secondo ci che essa , costruendo in tal modo situazioni che portino allo scoperto tale emozione negativa. Allo stesso modo quando alla fine del cammino l'individuo potr gioire e provare estasi nel paradiso, ci non sar possibile in un ambiente comune a tutti, perch gli angeli che suonano l'arpa potrebbero piacere a qualcuno ma irritare fortemente qualcun altro; allora anche qui ognuno vivr in un luogo costruito - proiettato - dalle sue stesse caratteristiche, che per in questo caso sono gi state purificate nel processo di "sgretolamento" avvenuto durante il passaggio nel piano astrale. Come in tale piano ognuno prova sofferenze che sono sofferenze solo per lui, anche nel piano mentale ognuno prova una gioia che gioia solo per lui e una beatitudine che beatitudine solo per lui, perch esse possono scorrere attraverso dei "binari" energetici che solo lui possiede. Testi sull'argomento: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) (1927) IL PIANO ASTRALE C.W. Leadbeater, Edizioni Teosofiche Italiane (1896) TERRA DI SMERALDO - TESTIMONIANZE DALL'OLTRECORPO Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) (1983) RACCONTI D'UN VIAGGIATORE ASTRALE Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) () LO YOGA PER NON MORIRE Tommaso Palamidessi, Edizioni Grande Opera, Roma (1949) Questo piccolo ma fondamentale testo inedito da anni. Pu essere rintracciato solo in fotoriproduzione, al prezzo di 8 euro, presso la Libreria Ecumenica di Milano.

COSA SUCCEDE DOPO LA MORTE - parte II - Inferno Purgatorio Paradiso


All'inferno
La sua permanenza nel mondo astrale in realt un viaggio agli inferi. Il corpo emotivo della Terra non la avvolge solo esternamente, ma in una certa misura la compenetra, questo implica che i sottopiani pi bassi di questo piano si trovano nel sottosuolo, mentre i piani pi sottili, dove si

provano emozioni pi elevate, risiedono in superficie. Ecco spiegata la tradizione che vuole gli inferi sottoterra, in un ambiente che pare l'interno di un vulcano, e colloca l'ingresso in una caverna. Proprio perch l'ambiente in cui immerso solo un'illusione che rispecchia ci che lui , il defunto entrer in risonanza vibratoria con - e quindi si trover circondato da - ladri se era un ladro, tossicodipendenti se era tale anche lui, iracondi se era propenso alla rabbia, gelosi se era geloso e possessivo; esattamente come accadeva quando era ancora nel corpo fisico, dove ognuno di noi si circonda degli ambienti e degli individui che lui stesso attrae per risonanza (anche se spesso non lo comprende consciamente e crede sempre di avere il diritto di vivere in un posto migliore!). Se io fossi un vero scrittore potrei rappresentare questa visione come se ogni luogo fosse un differente girone dell'inferno o del purgatorio! Magari in futuro qualcuno avr questa geniale idea e decider di scrivere un poema!! Inoltre egli sar coinvolto in eventi - sempre da lui stesso vibratoriamente creati - che, per la legge del contrappasso, lo metteranno di fronte, per somiglianza o per contrasto, alla sua emozione negativa o al suo attaccamento materiale. Sar cio ripetutamente confrontato con i vari aspetti della sua personalit che devono essere "disgregati" per consentirgli di proseguire la sua ascesa in quel mondo. Tutto questo non il parto di una intelligenza sadica, ma costituisce un processo energetico che segue le stesse regole vibratorie del processo di esistenza nella materia fisica e che consente all'individuo di disintegrare i propri condizionamenti emotivi. Lo scopo di questa fase bruciare le emozioni inferiori e gli attaccamenti accumulati in vita. Questo non significa per "guarire" i condizionamenti interiori, poich un condizionamento alla rabbia, all'invidia o alla paura nato sul piano materiale, e a causa delle leggi vigenti su questo piano, pu essere trasmutato solo in quel luogo e avvalendosi di quelle leggi; dunque i condizionamenti riappariranno uguali quando l'individuo si reincarner in un ambiente sostenuto dalle medesime leggi. Tale anche il motivo per cui il suicidio costituisce un atto privo di senso; il suicida spera di mettere fine a un disagio uscendo dall'ambiente dove vigono quelle leggi con le quali lui non ha saputo convivere, e non si avvede che solo lo "scontro" con le leggi di quell'ambiente, avendolo creato, ha anche il potere di mettere fine al suo disagio esistenziale. Egli si trover nell'aldil di fronte allo stesso identico problema esistenziale che aveva in vita, ma senza pi i mezzi fisici per risolverlo! Dovr riaffrontarlo tornando ancora in un ambiente materiale alla prossima incarnazione. Tutte le emozioni negative di cui il corpo emotivo veicolo devono essere completamente disintegrate prima che l'uomo possa passare in condizioni pi elevate. Se un uomo ha coltivato per anni o addirittura decenni un pressante desiderio di fumo, di alcool, di sesso, ecc... tale forte desiderio si trova registrato in questo corpo sottile; e in ugual modo se stato rabbioso, geloso, codardo o depresso. Si trova nella situazione in cui prova ancora tutti i desideri, le passioni e le emozioni che provava quando aveva un corpo fisico - e con intensit mille volte maggiore, a causa del fatto che adesso cosciente direttamente all'interno della sfera emotiva - ma non ha pi un corpo in carne e ossa che gli permette di soddisfare ed esprimere tali manifestazioni. Anche il fatto che le anime pi basse si radunino intorno a luoghi dove avvengono guerre, omicidi, rivolte di piazza a carattere violento, incontri orgiastici di matrice non iniziatica... e influenzino negativamente gli individui che l si trovano senza per poter intervenire direttamente esse stesse con un corpo fisico, contribuisce ad acuire il loro dolore e a metterle di fronte alle loro infime passioni. una situazione di penosa sofferenza, che tuttavia tali anime devono obbligatoriamente affrontare fino a quando lentamente e per gradi il loro corpo emotivo non si sia logorato, e ci accade nella stessa maniera in cui le nostre sofferenze fisiche nella carne fanno parte del lento processo di disgregazione del corpo fisico. La sofferenza che si prova in questo luogo per radicalmente diversa dalla sofferenza di quaggi, in quanto tutto ci che ha relazione con le sensazioni fisiche scomparso, anche lo stesso vedere deve essere immaginato come un vedere di natura pi interiore, in quanto oramai indipendente dagli occhi fisici.

Per chi durante l'incarnazione stato eccessivamente indulgente con i propri attaccamenti passionali al mondo della materia, questo nuovo stato gli appare come il fuoco dell'inferno, l'inferno che brucia le sue stesse passioni. Egli non viene punito da un "giudice che sta in alto", in quanto nessuno colpevole di aver sbagliato in senso assoluto; accade semplicemente che egli sia, per una legge naturale, obbligato a distruggere gli ostacoli che lui stesso si creato. Non c' punizione perch non c' stato errore. La moralit delle azioni una pericolosa invenzione umana; nella realt ci sono unicamente processi fisici, cause ed effetti: se abbiamo aggregato della materia emozionale, questa dovr essere disgregata... e la sofferenza fa parte del processo. Il tempo che trascorrer in questa fase dipende interamente dalla forza con cui tali emozioni inferiori si sono cristallizzate nel corpo. La sua percezione soggettiva sar per di una pena eterna a causa dell'intensit atemporale della stessa, e non perch essa sia effettivamente eterna - non potendo esistere una pena infinita per una "colpa" finita. Un evento energetico limitato non pu produrre un risultato illimitato, ma sempre solo un risultato proporzionato all'evento stesso. Siamo sempre nell'ambito di leggi fisiche. Non semplice - ma certo spaventa al solo pensiero - immaginare un patimento cos profondo da essere avvertito come atemporale! Non vorrei che il lettore rimanesse atterrito da tale descrizione dell'aldil; ricordiamo che simile destino di sofferenza attende tutti noi, ma solo nella misura in cui durante l'incarnazione ci siamo identificati con i nostri odi, i nostri attaccamenti alle opinioni e alle cose e le nostre brame di piacere materiale, e nella misura in cui abbiamo sottomesso e sfruttato altri esseri umani pur di raggiungere i nostri scopi, dando cio pi valore alla nostra personale soddisfazione piuttosto che alla vita degli altri, e cristallizzando cos nel corpo emotivo energie molto dense e difficili da sciogliere. La progressiva diminuzione dell'intensit di tale infernale sofferenza la rende temporale; a un certo punto l'individuo si accorge che qualcosa sta cambiando e che un'evoluzione della sua situazione nel tempo quindi possibile. Adesso pi "leggero": "sale" allora sempre di pi dentro i sottopiani pi alti del piano emotivo, corrispondenti alle sfere che stanno sopra la superficie terrestre: questa la condizione purgatoriale , in cui si perde l'illusione dell'eternit della pena. Con il progressivo affrancarsi dagli elementi pi grossolani e densi del suo guscio egli "sale" sempre di pi, cio vibra sempre pi velocemente ed entra quindi in risonanza con ambienti sempre pi sottili, con sottopiani via via pi elevati del piano astrale. Nessuno rimane per sempre nello stesso posto, ogni individuo attraversa numerosi sottopiani, all'interno dei quali egli pu costruire intorno a s paesaggi illusori sempre meno "pesanti", in relazione al cammino che lo stato in cui si trovava al momento della morte fisica gli impone di percorrere. importante notare che i vari numerosi sottopiani che compongono i tre piani principali intorno al pianeta, e che noi attraversiamo dopo il decesso, vengono costantemente strutturati dalle forme pensiero create dagli uomini ancora nel piano fisico: un'emozione di odio andr a costituire la sostanza dei piani astrali infernali, mentre un moto d'amore andr a rinforzare i piani paradisiaci. Gli attuali comportamenti di ogni individuo sono dunque fondamentali non solo perch creano la sua realt adesso sul piano fisico, ma anche perch vanno a determinare la qualit della sostanza degli altri piani, quei piani dove un giorno andr a fabbricare le sua nuova realt post mortem. A causa dei pensieri di giudizio e delle emozioni basse dell'uomo l'inferno diventa sempre pi infernale! Se tutti gli uomini emanano pensieri d'amore ed emozioni elevate i piani che andranno ad abitare dopo la loro dipartita saranno composti di sostanza aurea e la loro nuova realt non potr che essere d'oro, ma se essi emanano escrementi emotivi e mentali tutto il giorno la loro futura realt da disincarnati non potr che essere una realt di... L'uomo sta edificando gi adesso il suo inferno e il suo paradiso! Inviare preghiere ai defunti risulta per essi estremamente utile, in quanto i pensieri di amore e i pensieri di incoraggiamento agiscono a livello vibratorio su di essi abbreviando notevolmente le loro pene, sia infernali che purgatoriali.

In paradiso
Morto anche il corpo emotivo tutta la parte inferiore del suo essere stata bruciata, le forme pensiero legate ai desideri e alle basse emozioni sono scomparse con quel corpo e l'anima pu agire adesso all'interno del corpo mentale purificato. L'uomo si trova ad avere come ambiente i pi elevati pensieri e aspirazioni nutriti durante la sua vita fisica, secondo una successione: da quelli ancora vicini alla personalit a quelli completamente spirituali. Tutti i pensieri di amore, di amicizia, di tenerezza, di simpatia, di affetto che ha vissuto sono moltiplicati di intensit in un ambiente paradisiaco che corrisponde al suo piano mentale. Essi vengono rivissuti in maniera amplificata. Risulta logico pensare che chi non ha mai coltivato vibrazioni di altruismo e amore o pensieri sottili di filosofia o spiritualit, percepir un paradiso piuttosto breve e scarno, o addirittura non lo percepir per niente; per lui non ci sar paradiso! Mentre l'individuo vive queste situazioni, allo stesso tempo si libera progressivamente del suo guscio formato dai pensieri, fino ad abbandonare anche questo e morire cos una terza volta. Nella fase paradisiaca si disgregano gli schemi mentali strutturati durante l'ultima incarnazione, i quali, per quanto elevati, restano comunque impregnati di materialit. Nel piano mentale della Terra, che pi sottile e vibratoriamente pi veloce di quello emotivo, non ci sono pi forme vere e proprie, ma solo immagini, simboli e, soprattutto, suoni. Nel liberarsi degli ultimi pesi che lo legano alla Terra egli entra nel piano spirituale vero e proprio, il piano dell'anima, dove prova stati di gioia e di beatitudine sempre pi alti. Niente pi pregiudizi, niente paure, niente sensi di colpa, solo Gioia totale in un crescendo inimmaginabile di profondit. il mondo degli archetipi - di cui gli oggetti e gli esseri fisici sono solo ombre - i quali non sono astrazioni della ragione umana, ma veri e propri esseri che si manifestano agli occhi dell'anima anche attraverso splendide "melodie celesti". Qui lo stato della coscienza notevolmente alterato rispetto alla coscienza fisica, tanto da risultare impossibile immaginarlo ora.

Nel mondo dell'anima


La funzione dell'aldil non specificamente evolutiva, l'evoluzione in termini di consapevolezza avviene sulla Terra, nell'ambiente duale; nell'aldil, come si visto, prima l'individuo va all'inferno a ripulire i "binari energetici" dall'identificazione che li fa sembrare pregiudizi e condizionamenti, poi, usa questi stessi "binari energetici" (che sono poi le "memorie di gestione dei corpi" di cui si tratta nel paragrafo "Binari energetici" nell'articolo "Reincarnazione") per vivere nel mondo animico, in una forma estatica, tutto ci che ha acquisito sulla Terra in termini di capacit di provare Amore e cogliere il Bello. L'aldil una vacanza dove si prende consapevolezza dei frutti del lavoro svolto in un ambiente materiale, "ricaricandosi" al contempo per il lavoro successivo. Ma ricordiamo che solo quando si torna nella materia - sulla Terra o altrove - si pu veramente godere di quanto si appreso nelle incarnazioni precedenti grazie alle aumentate capacit di cogliere il Vero e di Gioire della creazione. Nel mondo dell'anima - esattamente come sulla Terra - la Gioia, la Bellezza e l'Amore possono essere percepiti soltanto se si hanno i "presupposti energetici" per farlo, se si cio sviluppato un buon numero di "binari energetici", se si possiedono le memorie di gestione dei corpi necessarie ad afferrare coscientemente qualit come l'Amore e la Gioia. Tutti i piani di esistenza sono stracolmi di Bellezza, sono letteralmente fatti di Gioia, ma ognuno ne percepisce unicamente secondo quelle che sono le sue capacit di gestire lo strumento atto a percepirle, la personalit, cio secondo lo sviluppo del suo Cuore, l'organo preposto a dominare e utilizzare al meglio tale personalit. Un astronomo pu scrutare la bellezza dell'universo tanto meglio quanto pi ha imparato a usare bene il suo telescopio; come potrebbe operare bene se fosse invece convinto di essere il suo stesso telescopio?!

Quando saremo nel mondo dell'anima godremo della Bellezza e della Gioia solo nella misura in cui ci saremo fabbricati un buon telescopio durante la permanenza sulla Terra. Cos come accade in tutti gli altri piani sottili, anche nel mondo dell'anima il nostro grado di coscienza di noi stessi risulter proporzionato al livello di identificazione con l'anima che gi avevamo sulla Terra. Riassumendo: saremo coscienti sul piano astrale nella misura in cui eravamo capaci di governare il nostro mondo emotivo mentre stavamo nel corpo fisico; saremo coscienti sul piano mentale nella misura in cui abbiamo sviluppato la nostra mente attraverso lo studio e la produzione di pensieri elevati e altruistici, siano essi politici, religiosi, sociali o filosofici ; saremo coscienti sui piani dell'anima nella misura in cui abbiamo provato emozioni superiori (amore, compassione, tenerezza...) e ci siamo dedicati al pensiero astratto, puro, intuitivo, artistico senza fini materiali. Chi non ha mai avuto pensieri altruistici e non ha mai usato il suo pensiero per pensare veramente, ma si limitato a usarlo per fare la spesa e parlare delle condizioni atmosferiche o di football con gli amici, non vivr il paradiso. Come potrebbe infatti restare cosciente su quel piano dopo la morte? Non ha fabbricato i "binari energetici" sufficienti ad ancorare la sua coscienza su quel livello. Allo stesso modo, chi non ha mai provato emozioni superiori, non si mai dedicato all'arte o al pensiero astratto, non ha speranza di restare cosciente sui sottopiani pi elevati del piano mentale e poi sui piani dell'anima dopo la morte del corpo mentale. Spesso sui sottopiani pi elevati del paradiso incontra quelle entit e quelle forze che la compenetrano e l'aiutano a sviluppare alcune qualit che essa manifester poi nell'incarnazione successiva a vantaggio del progresso dell'umanit intera. Infatti, oltre a gioire di quanto di buono ha fatto e ha imparato durante la vita terrena, l'anima in paradiso si istruisce per la sua nuova prossima missione acquisendo nuove capacit e qualit; ma pu farlo sempre solo nella misura in cui si resa in grado di ricevere nuovi insegnamenti lavorando al proprio perfezionamento durante l'ultima incarnazione. Abbandonati i suoi tre involucri esterni, la coscienza del S, cio dell'anima, se sufficientemente cristallizzata, gode della Bellezza dello spazio cosmico. A un certo punto del suo viaggio nel mondo spirituale essa ha ormai ricevuto tutti gli insegnamenti che in grado di immagazzinare, ed arrivata al pi alto grado di Beatitudine che le possibile percepire - che pu ancora sopportare con i suoi attuali "binari energetici" - e questa Beatitudine gi milioni di volte pi intensa di qualunque momento di felicit terrestre. Tuttavia, proprio quando ha toccato l'apice, accade ancora qualcosa di straordinario: si accorge che di fronte a lei si estende... l'infinito. Un infinito tutto da scoprire di Amore, Gioia e Bellezza. Essa si accorge che la sua capacit di accrescere la Beatitudine potenzialmente infinita, priva di qualsiasi confine; realizza in un istante che un mare di inconcepibile estasi l ad attenderla, un'estasi che per adesso le risulta insopportabile (nonsupportabile), cio fisicamente non sostenibile dalle insufficienti "memorie di gestione" (i "binari energetici") costruite fino a questo punto della sua evoluzione. Questo rappresenta un momento cruciale per l'anima. Andare avanti significherebbe "perdersi" nella Gioia e "annullarsi" nell'Uno, perch verrebbero a mancare i supporti per rimanere unitariamente cosciente di quanto sta percependo. Procedere implicherebbe il disciogliersi per sempre nell'inconsapevolezza del Tutto, ritornare a far parte dell'indistinto Uno. E scegliere questa via dell'oblio completo pare sia effettivamente possibile: la liberazione finale dalla ruota delle reincarnazioni, dallo spazio-tempo, dal concetto stesso di individuo e di evoluzione. Testi sull'argomento: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) (1927) IL PIANO ASTRALE C.W. Leadbeater, Edizioni Teosofiche Italiane (1896)

TERRA DI SMERALDO - TESTIMONIANZE DALL'OLTRECORPO Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) (1983) RACCONTI D'UN VIAGGIATORE ASTRALE Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) () LO YOGA PER NON MORIRE Tommaso Palamidessi, Edizioni Grande Opera, Roma (1949) Questo piccolo ma fondamentale testo inedito da anni. Pu essere rintracciato solo in fotoriproduzione, al prezzo di 8 euro, presso la Libreria Ecumenica di Milano. OfficinaAlkemica

COSA SUCCEDE DOPO LA MORTE - parte III - Ritorno in incarnazione


Se l'individuo era gi identificato a sufficienza con l'anima - e quindi la sua coscienza era almeno parzialmente capace di traslarsi nel corpo di gloria - quando giunge a questo stadio del suo viaggio dopo la morte, pu decidere se entrare nell'Eterno, nell'Assoluto inconsapevole di s, oppure conservare il grado di coscienza raggiunto attraverso le precedenti incarnazioni, e incrementarlo per mezzo di una nuova successiva incarnazione, restando cos nella dualit. Si badi bene che una via non migliore dell'altra. Dal punto di vista dell'Assoluto, che fuori dallo spazio-tempo e fuori dalla dualit, concetti come evoluzione e coscienza non possono aver senso. Rispetto all'Assoluto, mille incarnazioni impiegate a sviluppare una coscienza sempre pi raffinata e il sonno profondo inconsapevole... sono sullo stesso piano. Di norma l'anima, nel momento stesso in cui scorge la possibilit di una pi ampia Beatitudine, prova il desiderio di godere tanta maestosit senza perdere la propria coscienza unitaria, quindi, a questo scopo, vuole incrementare i "supporti" su cui far scorrere altra Bellezza. Il fatto stesso di aver toccato il limite massimo della propria capacit di percezione la costringe a richiudersi in se stessa, come una molla tirata al limite che un istante prima di perdere per sempre la sua elasticit viene lasciata andare e si riaccorcia riprendendo la sua configurazione. Allora compie il percorso a ritroso riprecipitando in una materialit sempre pi grossolana: l'unico ambiente dove si pu percepire un'apparente bruttezza e trasmutarla in "binari energetici" per cogliere pi Bellezza. L'anima utilizza le vibrazioni emesse dalle sue "memorie di gestione dei corpi" (i "binari energetici"), accumulate nelle incarnazioni passate, per ricostruire un corpo mentale, un corpo emozionale e un corpo fisico che rispecchino le sue qualit e le diano la possibilit di incrementarle. Riprende quindi il cammino da dove aveva lasciato la volta precedente. In altre parole l'anima attrae vibratoriamente a s gli involucri di sostanza fisica, astrale e mentale che meglio le permettono di condurre innanzi il piano di sviluppo intrapreso; ad esempio, se vuole portare alla luce la tolleranza, essa costruisce i suoi corpi affinch vibrino in modo tale da richiamare condizioni della realt dove l'individuo spesso confrontato con il "diverso".

Gli aspetti planetari, il periodo storico, le circostanze etniche e geografiche, nonch l'ambiente sociale inerenti lo svolgersi dell'incarnazione, sono tutte manifestazioni che esplicitano nella materia le qualit uniche di un'anima. L'anima, vibrando, fa in modo che sul piano fisico si organizzino anche le caratteristiche genetiche che deve possedere l'uovo umano fertilizzato da cui si former il corpo fisico, e che devono combaciare con gli scopi che essa si propone. Mentre accade ci una coppia da qualche parte sta gioendo dei piaceri del sesso! Va detto che il corpo mentale, quello emotivo e quello fisico di un individuo all'inizio non sono veri e propri corpi, ma solo punti vibratori nel piano mentale, nel piano astrale e nel piano fisico del pianeta. Sono punti vibratori che rispecchiano, con la loro frequenza, le esigenze dell'anima, quindi non contengono ancora i pensieri, le emozioni e la forma fisica dell'individuo, bens li hanno "in potenza", in quanto vibrano in maniera tale da permettere solo a determinati atomi fra quelli appartenenti ai tre piani del pianeta di fissarsi intorno a loro e costruire i tre corpi dell'uomo. Binari energetici. L'anima fa spontaneamente ritorno nella materia perch per sopportare/supportare nuova Bellezza necessario sviluppare la capacit di coglierla in un luogo dove essa a un primo sguardo non si vede, dove c' un contrasto apparente tra Bello e non-Bello. Se la si volesse cogliere direttamente non sarebbe possibile, scivolerebbe addosso nell'inconsapevolezza, non si avrebbero sufficienti "appigli - binari - energetici" per ancorarla a s. Se non conosciamo il brutto non possiamo apprezzare consapevolmente il Bello. Per acquisire la capacit di trovare i funghi, si devono frequentare i boschi dove i funghi al contempo crescono e si nascondono; non si sviluppa alcuna capacit comprandoli sulle bancarelle del mercato, e l'obiettivo dell'uomo sviluppare una capacit, non semplicemente cogliere le cose belle, perch allora sarebbe bastato abitare su un pianeta dove non accade mai nulla di brutto, ma senza attrito non ci sarebbe stata nemmeno la consapevolezza; l'uomo sarebbe stato uno zombie. Vivendo invece un'incarnazione nei piani della Terra, l'anima costretta a organizzare i suoi corpi il fisico, la mente e le emozioni - per ottenere degli scopi (ad esempio, trovare i funghi). Nello sforzarsi di imparare una nuova professione, di praticare un nuovo sport o studiare una nuova materia, crea delle "memorie di gestione dei corpi", forma cio nuovi "binari energetici" che la mettono in comunicazione con l'ambiente materiale attraverso i suoi corpi, e che prima non possedeva. Dapprima questi nuovi "binari" le servono per governare i suoi involucri affinch la facciano sopravvivere meglio nel suo ambiente, e poi, una volta compiute le dovute trasmutazioni alchemiche, quegli stessi "binari" le consentono di percepire nuovi gradi di Bellezza e di Beatitudine. Pertanto si librer ancora pi in alto al prossimo viaggio in paradiso. Reincarnazione. A proposito delle incarnazioni mi preme rilevare che l'anima non vive condizionata dal tempo e dalla distanza come le intendiamo noi, per cui dal suo punto di vista essa non svolge un percorso di successive salite e discese dal piano materiale a quello spirituale e viceversa: ci che normalmente si chiama "ciclo delle reincarnazioni". Per lei le incarnazioni non si sviluppano in maniera "successiva": questa un'invenzione della personalit. Le incarnazioni avvengono tutte contemporaneamente: stiamo vivendo adesso nell'antico Egitto, durante l'impero romano, all'inizio del '900 e nel XXII secolo. Essa si ramificata come una piovra in molteplici personalit ognuna delle quali sta sviluppando differenti qualit che necessitano differenti cornici storiche per essere manifestate. Tutte le esistenze di un'anima si svolgono simultaneamente, e continuamente si inviano messaggi: ognuna partecipe della metamorfosi delle altre; esse evolvono insieme, non in successione come appare nell'illusione temporale. Ognuno di noi con le scelte di oggi sta influenzando sia le incarnazioni "passate" che quelle "future". Fino a quando si rimane identificati con una personalit non si pu sapere cosa stanno facendo le altre, si separati da esse; ma quando finalmente ci si identifica con l'anima si ha il quadro completo. L'attuale memoria dell'individuo la memoria di quanto accaduto alla personalit nella quale egli cosciente - nella quale identificato - ci significa che pu "ricordarsi" delle altre personalit unicamente se porta la sua coscienza nell'anima, la quale disidentificata da ciascuna di

esse in particolare ed cosciente di tutte contemporaneamente. Quando il processo di risveglio che porta l'uomo a sentirsi un'anima giunge a uno stadio avanzato, l'inconscio si riversa nel conscio ed egli "ricorda" le storie delle altre personalit; le vede come in un lungo film e comprende chi veramente e il significato di tutto il percorso.

Contatti non desiderabili


I cosiddetti "contatti spirituali" sono di norma fenomeni da evitare per quanto possibile. I sottopiani del piano astrale che in genere un uomo di media evoluzione riesce a contattare sono quelli inferiori, cio quelli abitati da farabutti che, come ovvio, tali sono rimasti anche dopo il trapasso, e che inoltre non hanno alcuna voglia di allontanarsi dal piano fisico, in quanto qui possono ancora provare l'illusione di partecipare alla vita fisica. Ogni medium riesce a mettersi in contatto con i piani con i quali la sua personale frequenza vibratoria gli consente di entrare in risonanza, dunque, a meno che non si tratti di un uomo particolarmente risvegliato alla sua anima, i piani pi elevati sono quasi sempre preclusi a chiunque cerchi comunicazioni dai mondi sottili. La comune ignoranza porta per a pensare che qualsiasi fenomeno non rientri nella banalit dell'ordinario debba per forza di cose essere qualcosa di estremamente elevato e ricco di significato. Si quindi indotti a credere, e lo sono essi stessi, che gli operatori di tali comunicazioni con l'aldil siano persone particolarmente sagge e spiritualmente evolute, e magari prescelti dal divino per compiere importanti missioni o canalizzare messaggi utili all'umanit intera. Inoltre, cosa ancora pi pericolosa, si crede comunemente che le entit da essi contattate, per il solo fatto che non occupano pi un corpo e riescono a comunicare con l'aldiqu, siano esse stesse intelligenti, oneste e amorevoli. Niente di pi sbagliato! Tali entit, essendo ancora molto attaccate al piano fisico, e avvertendone la mancanza, necessitano di energia per poter continuare a gravitare intorno a esso, e sono disposte a tutto pur di ottenerla! Il medium, cio un uomo pi aperto della norma ai piani sottili, costituisce per loro nulla pi che una ghiotta occasione. Ecco allora fiorire i vari Ges, le Madonne, gli apostoli Paolo e Pietro, faraoni e imperatori assortiti, cio entit della pi infima risma che, sotto mentite spoglie, presentandosi con nomi altisonanti, ingannano l'ingenuo di turno riempiendogli la testa di stupidaggini. Se infatti essi si presentassero dicendo: "Sono un'anima del piano infernale che ha ucciso dodici bambini e che si sta prendendo gioco di te pur di continuare ad arrecare danni sul piano fisico" credo che anche il medium pi sprovveduto interromperebbe subito la comunicazione, ma, dal momento che l'inganno ordito bene, ed essi mentono fingendo di essere San Francesco, Sant'Antonio o lo Spirito Santo, i medium abboccano; ci si ritrova allora con una serie di 'unti del signore' che si vantano di possedere poteri paranormali e di comunicare con i grandi del passato ...in breve tempo immancabilmente seguiti da una folta schiera di ignoranti creduloni. vero che nei loro messaggi fasulli essi parlano di amore, preghiera, meditazione e aiuto reciproco, invitando a "non commettere pi peccati per non fare lacrimare il cuore di Ges e la Santa Vergine", ma proprio questi sono i messaggi che pi arrecano danno alle folle, perch trattengono l'uomo nel sonno della coscienza fornendo una visione infantile della religiosit in cui credere e annullarsi. Non c' infatti sonno pi profondo di quello di colui che crede anzich comprendere. Nessuno di questi messaggi invita mai al risveglio e al lavoro su di s al fine di incrementare il proprio livello di consapevolezza. Mirano invece a instillare il senso di colpa per i propri peccati e conducono sempre a una credenza cieca in un'entit superiore intrisa di moralit antropomorfa o in una profezia catastrofica dalla quale ci si pu preservare pregando o meditando. Tali entit non sono altro che gli spiriti malvagi presenti in ogni tradizione popolare e religiosa; essi sono uomini morti provando odio, rancore, desiderio di uccidere, o pi semplicemente un estremo attaccamento ai piaceri terreni nella loro forma pi spinta, dall'ingordigia, all'avarizia, alla lussuria, al desiderio di sopraffazione. Ricavano energia dall'alcolizzato che beve, dal tossicodipendente che si buca, da ogni genere di perversione, crimine e violenza, da ogni emozione di odio, rabbia e gelosia che

noi proviamo quotidianamente. Gravitano intorno al soggetto - che li attrae con le sue basse vibrazioni - facendolo sprofondare sempre pi nel suo vizio, nel suo comportamento criminoso o nel suo attaccamento alle cose. Oppure possono impossessarsi di individui particolarmente sensibili e instabili emotivamente, in genere giovani adolescenti, e usarli per indurli al vizio o per compiere atti criminosi di cui essi si nutrono. Possedere qualcuno significa entrare nel suo corpo emotivo o, pi raramente, in quello mentale che per ragioni evolutive sono ancora poco organizzati e fuori dal dominio dell'anima - e influenzarli con forme pensiero negative. Anche un uomo che viene suggestionato affinch combatta contro un'etnia - e uccide e si fa uccidere per questo - un posseduto. Si pu essere posseduti sia dalle semplici forme-pensiero di odio che di norma inquinano l'atmosfera, e che una volta entrate nel campo mentale di un individuo lo ossessionano, sia dai succitati esseri disincarnati, i quali amano imperversare nelle zone di guerra per nutrirsi di odio e fomentarlo a loro volta. Se ci si osserva con attenzione si pu comprendere che tutti, in misura variabile, siamo dei posseduti. Un gesto di rabbia o gelosia non pu certo arrivare dall'anima, quindi piuttosto evidente che esso entrato nell'uomo dall'esterno e lo ha usato per un dato periodo di tempo, che pu durare pochi minuti, settimane o anni. Il fatto che una persona possa giurare di essere stata proprio lei ad arrabbiarsi, non cambia la realt delle cose. Un altro genere di possessione quella operata da entit ben pi potenti delle anime dei trapassati, i diavoli, che sarano trattati nell'articolo "Vendere l'anima al diavolo" (sul sito www22.brinkster.com/brizzi/).

La pena di morte
Un ultimo appunto: la pena di morte. Tale usanza un retaggio della legge "occhio per occhio dente per dente" istituita nell'antichit dai saggi per gestire comunit che si trovavano immerse nella coscienza di branco - un preciso livello evolutivo nel quale le leggi devono ancora essere fatte rispettare con la forza e la paura della punizione. Il mio discorso per non verte sul fatto che una tale legge possa essere pi o meno consona al livello di coscienza di una data comunit odierna. E' infatti certo che ogni comunit viene amministrata per mezzo di leggi che rispecchiano appieno il grado di apertura della coscienza presente nei suoi abitanti. Io vorrei invece soffermarmi sulle conseguenze meno appariscenti di tale comportamento primitivo. Fino a quando un criminale rimane confinato all'interno del suo corpo fisico la sua capacit di nuocere limitata a questo piano, potr cio nuocere a una persona per volta e sar comunque circoscritto nella sua possibilit di muoversi a causa delle leggi fisiche che regolano questo piano di esistenza. Ma una volta eseguita la pena capitale egli viene liberato dai vincoli fisici, e si ritrova quindi a poter scorazzare a piacere sul piano astrale, influenzando gli altri abitanti di tale ambiente e, da qui, quelli del piano fisico, immettendo terribili forme pensiero di odio e violenza - acuite ulteriormente dal fatto di essere stato giustiziato - nei corpi mentale ed emotivo di tutti coloro con cui riescono a entrare in risonanza. In virt dell'errata considerazione che sia possibile "togliere la vita" a qualcuno semplicemente privandolo del suo involucro fisico, si permette cos a una mente criminale di poter realizzare in maniera del tutto indisturbata ci che prima era costretta a compiere con difficolt e col timore di essere scoperta; possibilit, questa, alla quale pervengono tutte le anime che, a motivo della loro condotta di vita, una volta disincarnate stazionano a lungo nei sottopiani pi bassi del mondo astrale. Ogni informazione riportata in questo capitolo non fa parte di ipotesi, in quanto solo un pazzo, o un genio, potrebbero ipotizzare un sistema del genere senza il supporto di una qualche prova tangibile. In effetti ogni fenomeno stato pi volte osservato da coloro che sono in possesso di una sufficiente apertura verso i piani sottili dell'esistenza - esattamente come chi dotato di una sufficiente apertura verso la matematica studia con facilit i fenomeni matematici - e di una sufficiente intelligenza critica che ha loro permesso di accostare queste realt con lo spirito dello studioso serio.

Fare della filosofia riguardo alla morte non serve pi, l'umanit sta ormai superando la fase dello struggimento interiore riguardo il mistero della morte, la presunta conclusione della vita. Bisognerebbe dire a poeti e saggisti che inutile spendere troppe parole su un fenomeno... se di tale fenomeno non si ha alcuna cognizione. inutile restare sul piano fisico e da qui cercare di immaginare cosa ci sar dopo. Tutto questo parte di un ingenuo sentimentalismo! A nessun filosofo e a nessuno scienziato venuto in mente che se si vuole veramente comprendere cosa la morte qualcuno deve andare l e vedere cosa diavolo c'? Solo chi ha visitato il piano astrale dove abitano i trapassati pu negli effetti conoscere cosa c' dopo l'uscita dal corpo fisico, e chi ha avuto contatti medianici con i suoi abitanti pu almeno farsene un'idea. Ma se c' qualcuno che non dovrebbe mai pronunciarsi sulla morte, onde evitare di inculcare assurde paure nella comunit, questi sono proprio coloro che si limitano a pensare alla morte o ad analizzarla fisicamente in un laboratorio.

Riassunto
Abbandonato il corpo fisico l'uomo si risveglia - dopo un tempo variabile di incoscienza - nel piano astrale del pianeta, diviso, come ogni piano, in ulteriori sottopiani. Egli cosciente di questo nuovo ambiente nella misura in cui lo era gi quando si trovava nel corpo fisico. Nell'aldil egli si costruisce delle successive realt che lo mettono di fronte ai condizionamenti e agli attaccamenti che ha accumulato durante la vita terrena, dai pi pesanti ai pi leggeri. Vivendoli in questa nuova prospettiva, con un pi alto grado di intensit, egli li disgrega e in questo modo abbandona tutta la zavorra, tutto ci che esterno alla sua anima. Nei sottopiani pi elevati del piano mentale egli utilizza poi questi suoi condizionamenti, ormai divenuti dei "binari" depurati, per cogliere stati di Amore, Gioia e Beatitudine e acquisire nuove capacit utilizzabili nell'incarnazione successiva. Testi sull'argomento: IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) (1927) IL PIANO ASTRALE C.W. Leadbeater, Edizioni Teosofiche Italiane (1896) IL CORPO MENTALE Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) 2004 CENNI SULLA MORTE C.W. Leadbeater, Annie Besant, Blu International Studio, 2000 RINCARNAZIONE Annie Besant, Blu International Studio, 1996 (1892) LA VITA DOPO LA MORTE Douglas Baker, Edizioni Crisalide, 1982 REINCARNAZIONE: 20 CASI A SOSTEGNO Ian Stevenson, Edizioni Armenia, 2005 (1980) BAMBINI CHE RICORDANO ALTRE VITE Ian Stevenson, Mediterranee, (1977) MORIRE PER RINASCERE Jean Louis Simons, Mediterranee, (1987) HOME OfficinaAlkemica

Vampiri
Si deciso di trattare di questo argomento in quanto il fenomeno vampirismo ci risulta essere molto pi diffuso di quanto normalmente non si creda. A causa del costante incremento della frequenza vibratoria del pianeta, le interazioni fra il piano astrale (quello, per intenderci, dell'oltretomba) e il nostro piano materiale diventano ogni giorno pi frequenti. I vampiri sono un'invisibile realt di cui nessuno sospetta, ci nondimeno sono molti gli esseri umani che vengono "vampirizzati" della propria energia vitale a opera di creature che agiscono dal piano astrale. Ci sembra quindi giusto, nonch urgente, divulgare quante pi conoscenze possibili riguardo l'argomento. Come sempre... l'ignoranza tiene schiavi, la conoscenza libera. Affinch si possa condurre uno studio scevro di pregiudizi circa i vampiri, innanzitutto necessario spazzare via dalla propria mente il concetto che essi facciano parte di antiche superstizioni popolari o che siano nati dalla fantasia degli scrittori. I vampiri sono sempre esistiti ed esistono tuttora. Costoro sono esseri umani che hanno condotto in maniera parziale e imperfetta il percorso magico/alchemico che conduce l'individuo a identificarsi con la sua anima immortale. Essi sono infatti riusciti a trasferire la propria coscienza nel corpo astrale , con il fine di sopravvivere dopo la morte, ma non hanno voluto o potuto proseguire il cammino fino ad abbandonare totalmente l'ego e identificarsi con la purezza dell'anima. Gi all'interno di necropoli preistoriche sono stati rinvenuti cadaveri che recano delle pietre piantate nel corpo; ci fa supporre la credenza in quei popoli che taluni individui potessero tornare dall'aldil qualora non venissero uccisi secondo un ben preciso rituale. Che la tradizione dei vampiri tragga origine dalla vita del conte Vlad Tepes (14301476), detto l'impalatore, a cui il romanziere Bram Stoker si sarebbe ispirato per la sua opera "Dracula" (1897), rappresenta quindi una grossolana falsit. Su alcune iscrizioni tombali persiane risalenti al 2300 a.C. raffigurato un uomo che lotta contro un mostro intenzionato a succhiargli il sangue. La stessa tipologia di reperti compare gi nel VII secolo a.C. anche in Cina, Assiria, presso i Maya, gli Indiani, i Polinesiani ed anche presso i discendenti dei Vichinghi. Le coincidenze tra le svariate testimonianze di popolazioni cos distanti e diverse tra loro per cultura e credenze religiose dovrebbero far riflettere anche quegli studiosi intellettualmente microdotati che di norma affrontano l'argomento negando l'esistenza effettiva del fenomeno. In ogni caso qui non si vuole dimostrare niente a nessuno. Basta con libri e articoli che sciorinano elenchi di leggende popolari nella speranza di poter dimostrare agli scettici la reale consistenza del fenomeno! La verit di tale fenomeno pu essere solo sentita interiormente, cio avvertita sul piano intuitivo come una certezza indubitabile, e a nulla vale cercare di convincere gli altri sul piano intellettuale. possibile studiare i vampiri solo se si posseggono le corrette informazioni di matrice occulta riguardanti la sopravvivenza del corpo astrale e la vita dell'individuo dopo la morte. Gli autori che parlano di vampirismo lo fanno di norma nell'ignoranza pi completa (una rara eccezione costituita da Frater Piarus, che ha pubblicato "Vampiri" per le edizioni Venexia); non infatti possibile trattare l'argomento con cognizione di causa se non si mai provato un vero sdoppiamento astrale comprendendo solo cos cosa sono in grado di fare i vampiri. Si noti per inciso che l'irlandese Bram Stoker, occultista di una certa fama, era affiliato alla Golden Dawn (tale affiliazione segnalata ne "Il mattino dei maghi", di Pauwels e Bergier), societ esoterica di cui fecero parte molti personaggi in vista del tempo, tra cui ricordiamo il poeta simbolista William Butler Yeats, il Gran Maestro Samuel Liddel Mathers (meglio conosciuto come Mc Gregor Mathers), Arthur Machen, Thomas S. Elliot, Algernon Blackwood, Rudyard Kipling... e il noto mago/occultista Aleister Crowley, che negli anni successivi avrebbe riportato in auge la magia cerimoniale. Stoker possedeva dunque il genere di conoscenze indispensabili al fine di trattare l'argomento secondo il rigore delle scienze occulte. Comp inoltre una meticolosa ricerca sulle leggende e le antiche tradizioni popolari, e infine si ispir alla figura del conte Vlad per ammantare di nobilt e di storicit il suo personaggio, ma pare che tale conte nella realt nulla avesse a che vedere col fenomeno del vampirismo. Stoker scopr il nome Dracula quando aveva gi completato il manoscritto, dove il vampiro fino a quel momento veniva da lui chiamato semplicemente "Count Wampyr". Solo poco

prima della pubblicazione gli capit di leggere di questo personaggio su un trattato di storia dove compariva un paragrafo dedicato a Vlad Dracula, e quindi decise di utilizzarne il nome.

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Vampiri - premessa esoterica


In accordo con le tradizioni esoteriche di tutto il mondo, possiamo considerare l'essere umano costituito essenzialmente di due enti: l'uno di carattere spirituale detto anima, spirito, S o Io profondo l'altro di carattere materiale detto personalit, apparato psicofisico o macchina biologica . Ora pu accadere che un uomo sviluppi un livello di attaccamento alla propria vita materiale cos esageratamente morboso da fare s che egli rifiuti in maniera innaturale e categorica l'idea della morte, paventando ossessivamente la scomparsa del proprio corpo e del proprio ego. Ci significa che tale individuo si trova completamente identificato con il suo apparato psicofisico, una macchina biologica costituita di ossa, carne e sangue che ogni uomo dovr prima o dopo abbandonare. L'apparato psicofisico infatti costituito di sostanze deperibili e il suo destino quello di dissolversi nella materia da cui venuto. Chi si trova in uno stato di identificazione completa con il corpo chi sente cio di essere esclusivamente il suo corpo destinato a perire con esso, perch la sua coscienza imprigionata in quel guscio di carne, e quindi tutta la sua vita risulta impregnata della paura della morte. Al contrario, chi, attraverso un lavoro magico/alchemico portato avanti fino al compimento finale, giunto a identificarsi con l'anima, con il S, non teme pi la morte, in quanto sente che alla scomparsa dell'apparato psicofisico egli rester in vita in una forma pi sottile attraverso la sua anima, il corpo di gloria dell'Alchimia. Un'analogia render pi chiaro l'argomento: paragoniamo l'anima a un astronauta e la personalit alla tuta spaziale che lo avvolge esternamente. Se per un bizzarro caso del destino tale uomo si fosse identificato con l'involucro esterno, la tuta spaziale, se egli credesse cio di essere la tuta e non sentisse pi di essere l'individuo che la occupa, allora qualora la sua tuta dovesse andar distrutta egli verrebbe annientato con essa, in quanto tutto il suo esistere si risolve in quell'involucro esteriore. Se invece, come accade nella normalit, tale uomo risultasse identificato con la persona che occupa la tuta spaziale, in tal caso la sua posizione sarebbe totalmente differente: egli potrebbe osservare l'involucro intorno a lui come qualcosa di diverso da s e la cui integrit non direttamente legata alla sua personale sopravvivenza. Fuor di metafora, questa la situazione di un uomo che vede il suo corpo, le sue emozioni e i suoi pensieri come enti differenti da s, facenti parte di gusci esterni non indispensabili alla sua permanenza in vita come anima. L'uomo che sia giunto a percepirsi come anima dentro la personalit CON LO STESSO GRADO DI CERTEZZA con cui un astronauta si sente diverso dalla sua tuta spaziale, non teme pi la morte, e ci in quanto a tutti gli effetti divenuto immortale, si identificato con l'anima. Si badi che non si sta qui trattando di "pensare" di essere un'anima, bens di "esserla". L'immortalit non si esaurisce in un'acquisizione del pensiero, ma in una realizzazione eminentemente fisica . L'astronauta sente infatti "fisicamente" di non essere la sua tuta, non si limita a pensarlo! Lo stesso accade per chi ha svolto un regolare percorso di trasformazione magico/alchemico.

All'interno di una scala di relativit ogni essere umano occupa un gradino diverso corrispondente al suo grado di identificazione con l'anima piuttosto che con la personalit. Qualcuno pi vicino a essere un'anima, qualcun'altro quasi solo un guscio di carne.

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Vampiri - Chi il Vampiro?


A questo link il giornalista Mike Plato descrive in maniera piuttosto attinente al vero cosa il vampirismo: Mike Plato intervista a Uno Mattina su Rai 1 Il vampiro un uomo che ha intrapreso il sentiero iniziatico con il solo scopo di sopravvivere alla morte, anzich evolvere spiritualmente fino ad abbandonare il proprio ego e i suoi desideri. Il suo attaccamento alla materia ha fatto s che non riuscisse a liberarsi totalmente dell'ego per identificarsi con l'anima. Si tratta di un individuo che ancora non "sente" pienamente la sua anima; per lui essa rappresenta solo un concetto mentale, una possibilit e nulla pi. La sua paura della morte dunque pi che mai giustificata: essendo la sua coscienza imprigionata nellapparato psicofisico, egli perir con esso. Un uomo del genere sarebbe disposto a qualsiasi cosa pur di riuscire a prolungare la propria esistenza terrena. Conscio di dover morire, egli aspira disperatamente all'immortalit e ai piaceri che la materia pu offrire! Il paradosso proprio questo: il suo folle attaccamento alla vita e ai piaceri terreni, il suo voler prolungare l'esistenza materiale a tutti i costi... ci che rende sempre pi sicura la sua futura morte, in quanto tali comportamenti imprigionano la sua coscienza nella personalit mortale, nella carne corruttibile. Dallaltra parte il non-attaccamento alla materia lo condurrebbe invece sempre pi vicino alla sua anima immortale! Egli vuole allora poter sopravvivere in qualche modo alla inevitabile dissoluzione del corpo fisico pur non operando una reale sintesi con lanima, risultato, questultimo, che possibile ottenere solo intraprendendo fino in fondo il sentiero di risveglio spirituale che conduce alla vera immortalit. La vera immortalit si ottiene infatti proprio "morendo a se stessi", cio al proprio ego, per rinascere poi come Uomo Nuovo. A questo punto, lunico modo che ha per restare in qualche modo in vita cercare di sopravvivere nel corpo astrale , un involucro sottile che avvolge il corpo fisico e nel quale trasferiamo la nostra coscienza sia durante il sogno (infatti anche conosciuto come "corpo di sogno" o "corpo lunare") sia dopo la morte. Questo corpo , per intenderci, quello che talvolta compare ai viventi in forma di fantasma. Non da confondere con il corpo di gloria , cio l'anima, in quanto il corpo astrale solo un involucro esterno, come il corpo fisico, solo pi sottile e quindi invisibile a occhio nudo, ma non immortale come l'anima. Imparando a portare la propria coscienza nel corpo astrale non si consegue una reale immortalit, poich anchesso costituito di materia sebbene pi sottile di quella a cui siamo abituati e quindi destinato a consumarsi con il tempo; tuttavia, la capacit di "trasferirsi in astrale", permette allessere umano di sopravvivere, per un tempo indeterminato, dopo la sparizione del corpo fisico.

Il corpo astrale lo abbiamo tutti, infatti lo utilizziamo per viaggiare durante le esperienze di sogno, ma solo pochi di noi sono in grado di utilizzarlo coscientemente come involucro per spostarsi anche in stato di veglia e compiere i cosiddetti viaggi astrali . Ci implica che, alla stessa maniera, pochi di noi saranno in grado di usarlo coscientemente dopo lesperienza della morte. Ci ritroveremo nel corpo astrale, ma ne avremo la stessa padronanza che un fanciullo di due anni pu avere del suo corpo fisico: saremo trasportati dagli eventi del mondo astrale in uno stato di semi-incoscienza simile, appunto, a quella che si ha nel sogno. Quanti di noi, infatti, sono capaci di fare sogni lucidi , allinterno dei quali possono decidere delle loro azioni? Allo stesso modo saremo solo parzialmente in grado di decidere delle nostre azioni dopo la morte. Le pratiche che consentono a un essere umano, maschio o femmina che sia, di spostare la sua coscienza nel corpo astrale in modo da servirsene a piacimento, sia in vita che dopo la morte, riguardano gli esercizi di ricordo di s e l'utilizzo consapevole dellEnergia Sessuale. Conoscenze provenienti dall'antica Atlantide e recentemente ritrasmesse da Georges I. Gurdjieff, P.D. Ouspensky, E.J. Gold e Robert Burton. Tali argomenti vengono ampiamente trattati all'interno di questo sito, che incentrato sul lavoro psicologico/alchemico. Il percorso iniziatico, se condotto fino al compimento ultimo, consente sia di ottenere la capacit di trasferirsi nel corpo astrale - il che conduce alla sopravvivenza dopo la morte -, sia la successiva e pi importante capacit di identificarsi con l'anima stessa - il che conduce all'immortalit vera e propria. Stiamo parlando di due differenti gradi iniziatici: nel primo stadio l'individuo resta ancora attaccato alla materia e all'ego, in quello successivo ne invece totalmente distaccato.

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Vampiri - Iniziazione
Il praticante occulto che riuscito a ottenere un certo controllo del corpo astrale, si ritrover quindi con un corrispondente grado di coscienza nel mondo astrale dopo la morte dellinvolucro fisico. Continuer, cio, ad essere cosciente di s anche nell'aldil. Tale grado di consapevolezza di s dipende dalla misura con cui riuscito, attraverso le pratiche quotidiane, a trasferire la sua coscienza in tale corpo. Non ci dilungheremo qui sulla natura di tale piano e su quanto possibile fare una volta entrati in esso, sono argomenti affrontati in altre pagine del sito. Una cosa per certa, anche tale corpo soggetto a logoramento e giunger un giorno a consumazione, sebbene in tempi molto pi lunghi rispetto al corpo di carne. E il praticante lo sa. L'unica via certa per l'immortalit infatti l'identificazione completa con l'anima, il corpo di gloria . Il percorso magico/alchemico condotto solo fino a un certo punto, non pu donare l'immortalit. Esiste per un modo per prorogare ma non per evitare tale epilogo: imparare da un vampiro anziano, attraverso una trasmissione orale da maestro ad allievo, la tecnica del vampirismo. Si tratta di ottenere una pseudo-immortalit agendo per mezzo della Magia Nera, quando il corpo fisico ancora in vita. Nel vampirismo si fa in modo che il corpo venga conservato in uno stato di perenne trance catalettica, tra la vita e la morte, nascosto in un luogo sicuro. Perch non muoia deve essere per alimentato con la trasfusione di energia vitale assorbita da altri esseri umani mediante l'utilizzo del suo corpo astrale semi-materializzato. In altre parole, il vampiro nelle ore notturne abbandona il suo corpo fisico e,

spostandosi nel suo corpo astrale ( quindi divenuto in grado di effettuare i viaggi astrali), va a caccia di prede cui sottrarre energia vitale. Al ritorno nel suo involucro di carne egli infonde la nuova energia in tale corpo, e questo gli consente di tenerlo in vita. Essendo il Sole analogicamente collegato alla sfera spirituale dell'uomo e al suo corpo di gloria , e avendo il vampiro reciso ogni legame con questo suo lato spirituale, il risultato che il suo corpo non pu pi sopportare la luce del Sole, ma solo quella della Luna, che invece collegata al corpo astrale detto anche corpo lunare . Non gli concesso di avere vita sotto i raggi del Sole: la sua esistenza senz'anima diviene ora una lunga notte, in senso simbolico... e quindi anche fisico. Per mezzo di una particolare tecnica pu rivestirsi di atomi di materia fisica e rendere il suo corpo astrale semimateriallizzato: sar allora visibile agli occhi delle vittime, ma non catturabile dagli specchi. In tale veste "succhia la vita" alle persone: pi il suo corpo astrale riesce a ricoprirsi di materia fisica e quindi a concretizzarsi sul nostro piano, pi materiale la forma dell'energia che egli sottrae, al punto da poter letteralmente succhiare il sangue dal corpo fisico delle persone e trasfonderlo poi nel suo proprio corpo giacente, di norma, in una bara. Nel sangue infatti racchiusa l'energia solare/vitale dell'essere umano. Nel corpo astrale egli assume tutti i poteri inerenti tale stato: proiettarsi a grande velocit in luoghi lontani, disintegrare e apportare oggetti, materializzarsi totalmente o parzialmente anche in forma di animale (lupo, pipistrello). Attraverso il vampirismo egli raggiunge lo scopo di ritardare la sua morte definitiva e quindi il suo destino finale; commette per un gran numero di delitti che gli preparano una futura sempre pi penosa permanenza nelle sfere pi basse del piano astrale, conosciute come infernali nel linguaggio comune. Tenere in vita il corpo di carne serve proprio a perpetuare il legame con il piano fisico evitando che il corpo astrale si allontani progressivamente dal piano terrestre e si addentri nel mondo astrale per precipitare nei sui infimi recessi. Tale legame con il suo corpo fisico permette anche al vampiro di continuare a trarre sempre nuova linfa dalle creature umane del mondo materiale della cui vita/sangue egli si nutre. La sopravvivenza post-mortem cos ottenuta dal vampiro sempre parziale; l'unica immortalit assoluta quella frutto di un lavoro magico/alchemico protratto fino al compimento finale. Questa l'Opera cui si sono consacrati tutti i maghi/alchimisti seri del passato: Alberto Magno, Nicolas Flamel, Marsilio Ficino, Paracelso, Enrico Cornelio Agrippa, John Dee, il Conte di Saint Germain, Alessandro conte di Cagliostro, Fulcanelli, MacGregor Mathers, Georges I. Gurdjieff, Aleister Crowley... e tanti altri meno conosciuti. Tale lavoro conduce all'identificazione completa con l'ente eterno per eccellenza: l'anima, o S. Il vampiro pu resistere nella sua poco invidiabile situazione di non-morto anche per diversi secoli, alcuni anche per millenni, ma mai per sempre. Prima o dopo il suo corpo verr distrutto e allora lo spettro dei sottopiani infernali del mondo astrale si far reale. Spesso, all'apice della disperazione, vuole egli stesso mettere fine alla sua pallida esistenza fatta di paura, solitudine, tristezza, invisibilit, rifiuto, fuga... ma quasi mai ne ha la forza. Il film "Nosferatu" di Werner Herzog, dove il vampiro interpretato da Klaus Kinski, mette molto bene in evidenza, pi di altre pellicole, il patimento psicologico che deve sopportare una creatura del genere. "La morte non il peggio: ci sono cose molto pi orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose..." Il vampiro un essere maledetto, sofferente, costretto a uccidere i vivi per non precipitare nel nulla, sempre in bilico tra la vita e la morte. Niente a che vedere con la figura "modernizzata" del vampiro/eroe con gli occhiali da sole e un bel fisico muscoloso. L'antieroe stato fagocitato dalla cultura moderna democratizzante e perbenista... e trasformato in eroe da fumetto. Esiste anche il vampiro che si crea solo dopo la morte, senza un precedente intervento della Magia Nera. Pu capitare, per esempio, ad alcuni individui morti suicidi che, una volta dall'altra parte, si rendano conto di non essere riusciti a "mettere fine alla vita", ma solo di essere passati in un altro ambiente, e quindi, accompagnati da un carattere senza scrupoli, decidano di vampirizzare l'energia dei vivi per restare vicini al mondo materiale. La tecnica resta la stessa: muovendosi nel corpo astrale rubano l'energia vitale, e a volte anche il sangue fisico, delle loro vittime, e quando all'alba tornano nel corpo, trasfondono in esso il sangue/energia, tenendolo cos in una sorta di "sospensione" tra la vita e la morte. Pu capitare anche a individui malvagi morti in circostanze drammatiche. Questo genere di vampirismo non per potente come il primo, in quanto, considerazione non da poco, qui la morte del corpo gi avvenuta e quelli del vampiro sono tentativi disperati di arrestarne la decomposizione, la quale non pu essere prorogata all'infinito. Inoltre, non essendo tale vampiro un iniziato delle arti occulte la sua capacit di gestire il corpo astrale limitata e le sue facolt intellettuali nel mondo astrale restano simili a quelle di un animale. Il modo pi sicuro per uccidere un vampiro e interrompere il suo patimento consiste nel trovare e bruciare il corpo. Spaccare il cuore o tagliare la testa sono due metodi altrettanto validi, in quanto impediscono la sopravvivenza del corpo fisico, ma niente pu dare sicurezza come lincenerimento.

Bibliografia: L'unico testo degno di nota in questo campo VAMPIRI di Frater Piarus - ed. Venexia - 2003. infatti l'unico che non si limita a fare la solita noiosa carrellata storica o a elencare leggende folcloristiche, e nemmeno tratta dei moderni "bevitori di sangue" (gruppi di persone che si riuniscono per bere sangue), ma prende seriamente in esame il lato pi occulto del Vampiro, inteso come un essere vivente che divenuto capace di viaggiare sul piano astrale e da qui intervenire sul piano materiale.

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Vampiri - Magnetismo
Il magnetismo pu essere definito come un'aura energetica che circonda l'individuo - maschio o femmina che sia - e che lo rende in qualche modo una figura attraente per le altre persone. una Forza interiore di cui siamo in possesso e che emana anche all'esterno di noi, coinvolgendo chi ci circonda. Ci si sente attratti da un individuo magnetico perch inconsciamente si percepiscono in lui calma, presenza , sicurezza di s, conoscenza... Si portati a credere in lui e nelle sue idee, a seguirlo nelle sue azioni, e talvolta a sacrificarsi per lui. La persona che possiede questa Forza interiore al di sopra dei bisogni della personalit: non deve dimostrare niente a nessuno, non ha bisogno di gratificazioni esterne da parte di altri, non cerca l'approvazione degli altri parlando di s e di ci che sa fare. Da questa Forza interiore, la Forza di colui che basta a se stesso, che si autodetermina, che si autodomina, nasce il magnetismo. La "sicurezza di s", nelle proprie qualit interiori - indipendentemente dalle condizioni in cui vive e dal ruolo che riveste nella societ (ruoli che, in ogni caso, sono sempre maschere) - una prerogativa di chi possiede magnetismo. Esistono due generi di magnetismo: il magnetismo lunare e quello solare. Il magnetismo lunare. Questo dato dalla capacit dell'individuo di identificarsi con il suo corpo astrale o corpo lunare . L'abitudine ai contatti con il mondo occulto che sta "oltre il velo" tipica del mago, della strega o del vampiro, donano un grande fascino al soggetto in questione e lo rendono attraente sia per l'altro sesso che per lo stesso sesso. Il magnetismo solare. Lo possiede chi ha portato a termine il percorso alchemico fino a trasformare totalmente se stesso. In questo caso l'individuo emana una Forza straordinaria che deriva dalla sua identificazione con l'anima, cio il corpo di gloria . molto pi potente di quello lunare in quanto presuppone il sacrificio totale dei desideri della personalit in favore della Volont dell'anima [Thelema]. Come si sviluppa? Attraverso un costante "lavoro su di s", cio proprio il Lavoro interiore di cui si parla in questo sito. Se il Lavoro viene portato avanti solo fino a un certo punto abbiamo il magnetismo lunare, se si giunge al completamento dell'Opera alchemica ( Opus Magnum ) si ottiene il magnetismo solare. Il vampiro, cos come ogni genere di mago nero, un iniziato, a volte anche di alto grado, che per di norma non ha portato a termine l'Opera ed ancora invischiato nell'egoismo della personalit. Il suo magnetismo dunque lunare, e affascina uomini e donne con un misto di energia sessuale ed astrale. Il Vampiro intriso di sensualit e riesce ad ammaliare le sue vittime divenendo irresistibile sessualmente. Usa il sesso per attrarle a s e al contempo si nutre della loro energia sessuale. Inoltre l'abitudine a muoversi nel corpo astrale o anche solo avere frequenti contatti con quel piano, rende molto magnetica e

attraente una qualsiasi persona. Ma anche un Vampiro, se decide di procedere con coraggio oltre la personalit, pu completare l'Opera e costruirsi un'anima completa. In entrambi i casi, che si tratti di magnetismo lunare o solare, ci che rende l'individuo - maschio o femmina che sia - irresistibilmente attraente la Volont [Thelema] che egli riesce a esprimere nella sua vita. La vera Forza - anche sessuale - deriva dall'aver lavorato sull'ottenimento di un'autentica Volont. Questa qualit viene prodotta attraverso il "lavoro su di s"; gli esercizi sul "ricordo di s" hanno, fra gli altri, anche questo essenziale scopo: costruire una vera Volont nell'essere umano. Sono esercizi che richiedono un grande impegno, ma se il lavoro di trasformazione interiore fosse facile e i risultati venissero rapidamente, non potrebbe avere l'importanza capitale che ha. Stiamo parlando di aprire il Cuore, costruire i corpi sottili e approdare all'immortalit: non pu essere facile! Poche persone sul pianeta (sebbene ultimamente siano sempre di pi) possono capire cosa significa "compiere un lavoro di trasmutazione alchemica", e fra queste ancor pi basso il numero di coloro che riescono a portarlo avanti per anni. L'autentico mago, e l'autentica maga, che non siano solo dei buffoni capaci unicamente di recitare formule a memoria, possiedono come caratteristica principale l'attitudine a focalizzare la propria mente su un unico obiettivo esprimendo il massimo della forza di Volont [Thelema]. Tale attitudine crea un'irresistibile aura magnetica intorno all'individuo, che lo rende un punto di riferimento per chi lo circonda. Qual la qualit che in assoluto pu rendere un essere umano magnetico? Il ricordo di s (si veda l'apposita sezione del sito). Parlare con qualcuno mentre si in uno stato di ricordo di s significa irradiare una quantit enorme di Fuoco Spirituale che investe l'altra persona elevando la sua vibrazione e rendendoci cos - anche se involontariamente attraenti ai suoi occhi. Attraverso la vibrazione irradiata come se guarissimo gli altri con il solo sguardo. Le persone non sono abituate alla vicinanza di individui centrati , cio in possesso di un "centro di gravit permanente", capaci di ricordarsi di s, perch questi rappresentano una rarit sul pianeta. Un individuo che si ricorda di s qualcuno capace di ascoltare in uno stato di innamoramento il suo interlocutore, che sia il partner o il collega di lavoro, perch la sua mente e le sue emozioni restano in religioso silenzio quando l'altro si sta esprimendo, e anche questa caratteristica assente fra la gente comune, dove di norma accade che ognuno non vede l'ora di dire la sua mentre l'altro parla. La forza del magnetismo raggiunge il suo apice con lapertura del Cuore, linnamoramento verso il mondo, che il fenomeno a cui si dovrebbe giungere grazie al lavoro su di s in generale e al ricordo di s in particolare. Un uomo con il Cuore aperto diviene una fonte di Luce per chi gli sta intorno, una guida e un terapeuta dellumanit. Interagire con qualcuno restando in un stato di ricordo di s o, ancora meglio, con il Cuore aperto, crea anche il fenomeno dello "sguardo magnetico". Questo sempre dovuto all'effetto del Fuoco Spirituale, il quale irradia principalmente attraverso gli occhi e la voce. Anche il Vampiro e il mago nero possiedono lo "sguardo magnetico", ma il loro un magnetismo lunare, meno potente di quello solare. Per potenziare il loro sguardo essi mentre parlano si concentrano sul Terzo Occhio dell'interlocutore (nella fronte, circa un centimetro sopra la radice del naso), il che in effetti lascia un'impressione profonda nell'altra persona, ma nessun particolare effetto benefico, perch dietro quello sguardo non c Amore. Resta solo la sensazione di aver parlato con un individuo decisamente fuori dal comune. Attraverso il Cuore aperto si sta invece trasmettendo una vibrazione elevata, di provenienza animica, che aiuta l'interlocutore a ritrovare la sua anima. Un esercizio Oltre alle gi citate pagine di questo sito dove spiego nei dettagli cosa sono il lavoro interiore e il ricordo di s, vorrei in questa pagina suggerire un esercizio decisamente efficace nel creare magnetismo. Si tratta di resistere a ogni desiderio di approvazione. Tutte le volte che vorremmo dire o fare qualcosa che potrebbe metterci in buona luce con amici, parenti, conoscenti o sconosciuti, dobbiamo trattenerci. Dobbiamo astenerci dal soddisfare il nostro desiderio di sentirci intelligenti, bravi, svegli, capaci... agli occhi degli altri. Se si presenta l'occasione di dire una frase che ci far apparire come intelligenti, colti, svegli, informati o spiritualmente profondi... agli occhi dei circostanti, noi non la diremo e tratterremo al nostro interno questo impellente desiderio della personalit. Talvolta il desiderio pu essere anche molto forte, irresistibile, ma questo significa che la Forza a nostra disposizione davvero enorme, quindi un motivo in pi per non sprecarla disperdendola all'esterno. Questa Forza trattenuta all'interno cresce, si accumula e ci trasforma, perch contribuisce a fabbricare alchemicamente i nostri corpi sottili, e a donarci un grande potere attrattivo. Tutte le volte che non cediamo al desiderio di essere approvati, di apparire originali, furbi o spiritosi di fronte agli altri, allora staremo accumulando un'indicibile Forza dentro di noi. Ci che non viene espulso diventa come una calamita che attira l'attenzione dall'esterno. Anche trattenere un segreto o una notizia originale che conosciamo solo noi raggiunge lo stesso scopo. Pi ci costa fatica non parlarne per far vedere quanto siamo informati, pi Forza stiamo immagazzinando al nostro interno. Questa Forza viene utilizzata per fabbricare i corpi sottili. Cedere al desiderio di consenso ci "scarica" e ci indebolisce, mentre resistere a questo desiderio ci "carica", ci rafforza e ci rende persone molto particolari, in quanto tutti gli altri non vedono l'ora di mostrare ci di cui sono capaci per

mendicare un po' di approvazione dall'esterno. Paradossalmente, pi vogliamo metterci in mostra per essere accettati e ricevere l'approvazione della nostra compagnia di amici, della nostra famiglia, dei colleghi di lavoro o di una persona che vorremo conquistare... meno ci riusciamo, perch proprio attraverso questo tentativo di essere accettati perdiamo magnetismo. Al contrario, resistere all'impulso di voler essere accettati e considerati intelligenti dall'ambiente, fa s che guadagniamo in magnetismo personale. Fate buon uso di questo potente esercizio.

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IL LAVORO ALCHEMICO
Premettiamo che il Lavoro Alchemico dell'uomo su s stesso deve consistere innanzitutto nella purificazione da tutte le emozioni negative che pervadono la sua personalit. La lamentela, l'odio, la rabbia, la gelosia e ogni genere di giudizio e fastidio verso gli altri devono essere scomparsi prima che egli possa avventurarsi nei mondi spirituali. In queste dimensioni superiori l'aspirante viene sottoposto a ogni sorta di attacchi emotivi e mentali da parte delle forze ostili che vi abitano e che egli stesso suscita per risonanza. Solo un perfetto equilibrio di emozioni e pensieri potr renderlo capace di difendersi e di distinguere la realt dalle allucinazioni.
Il ricordo di s - parte I Il ricordo di s - parte II Il ricordo di s - parte III Le emozioni negative L'immaginazione negativa Il lavoro sulle emozioni negative - parte I Il lavoro sulle emozioni negative - parte II La trasmutazione della sostanza emozionale L'apertura del Cuore Il Fuoco La via delle acque corrosive : Lo scopo di questa via Le sostanze droganti Il controllo del respiro Il lavoro con l'energia sessuale

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il ricordo di se ( parte I )
...In quel periodo avevo cominciato a leggere i libri di Gurdjieff e Ouspensky. Un giorno stavo dialogando con un mio amico, quando a un certo punto vidi che era addormentato. Mi parlava con veemenza dei fatti del giorno... ma non era sveglio. "Qualcosa" parlava al suo posto mentre lui dormiva. Ne provai orrore. Quello era il mio migliore amico, avevamo vissuto insieme momenti belli e brutti per anni. Ci significava che anche io ero in quello stato. In quell'istante decisi che avrei dedicato il resto della mia vita a cercare di svegliarmi. Salvatore Brizzi Non c' altro modo per sfuggire alla morte, all'infuori del ricordo di s. Robert Earl Burton

introduzione al ricordo di s
Entriamo nel vivo dei processi alchemici atti a trasmutare luomo in qualcosa di splendidamente superiore. Affrontiamo quindi per la prima volta anche il concetto di risveglio dellessere umano. Il segreto degli alchimisti consiste nel ricordo di s , la PRESENZA. Lo sforzo di restare presenti produce il fuoco alchemico necessario per l'Opera. Il primo passo verso lacquisizione della liberazione e dellimmortalit consiste in un accurato lavoro di risveglio ; lindividuo deve cio rendersi pienamente conto che allo stato attuale sta dormendo. Quando ci destiamo al mattino in realt non ci svegliamo, ma passiamo da uno stato di sogno a un altro: il sonno verticale; un sonno, cio, che permette la posizione verticale, il movimento, il parlare, lo studiare... purtuttavia ancora ben lungi dall'essere un reale stato di veglia. Si tratta di una condizione di perpetuo rintronamento nella quale non si pensa, ma si pensati, non si provano emozioni, ma si da esse trascinati, non si gestisce il proprio corpo, ma si subisce la sua fisiologia. Se vogliamo lavorare per evadere dalla prigione imperativo innanzitutto che sappiamo di essere all'interno di una prigione. Il pi grande ostacolo al risveglio che l'uomo pensa di essere gi cosciente e pienamente libero! Per avere la certezza di essere in uno stato di prigionia necessario vederlo con i propri occhi e, magari, rimanerne scioccati. L'ideale sarebbe riuscire a SENTIRE EMOTIVAMENTE l'addormentamento. Questo fornisce l'energia occorrente per iniziare a lavorare su di s. I seguenti esercizi si basano sul ricordo di s . Lo sforzo di ricordarci di noi stessi nell'arco della giornata ci permette di vedere come siamo fatti e in quale stato viviamo tutti i giorni; serve a farci comprendere che durante il giorno "dormiamo" e di conseguenza non siamo mai coscienti di noi. Viviamo dentro unallucinazione; non vediamo la realt e non possediamo alcun potere occulto in grado di modificarla semplicemente perch dormiamo. Il "ricordo di noi stessi" ci permette di evitare di lasciar scorrere nell'inconsapevolezza la nostra esistenza quotidiana, portando alla luce anche le zone pi nascoste di noi.

Cosa il ricordo di s ? Non lo si pu spiegare a parole: lo si capisce facendo gli esercizi. Come vedremo pi avanti, si tratta di essere presenti qui-e-ora almeno in corrispondenza di determinate occasioni che vengono stabilite a priori. Un uomo risvegliato un uomo che si ricorda di s sempre, un uomo che sempre presente qui-e-ora per ventiquattro ore al giorno... anche nel sonno. Il ricordo di s infatti un livello di coscienza superiore che si pu raggiungere solo sforzandosi di ricordarsi di s! L'errore principale della filosofia e della psicologia moderna risiede nell'aver ignorato un quarto stato di coscienza oltre i tre gi noti all'uomo ordinario. Gli stati di norma conosciuti sono: sonno verticale (quello ritenuto a torto il normale stato di veglia dell'uomo), sonno profondo, sogno. Nessuna psicologia e nessuna filosofia sono proponibili se non si considera la possibilit nell'uomo di un quarto stato: lo stato di ricordo di s, che poi il reale stato di veglia. Il ricordo di s - il 'terribile segreto' dell'Ars Regia che tutti gli alchimisti si sono preoccupati di tenere occulto nei loro scritti: il regime , l' agente universale , il fuoco lento a cui la materia deve essere sottoposta per ottenere una trasformazione. Premettiamo che l'effettivo stato di ricordo di s uno stato EMOTIVO SUPERIORE, non un fenomeno intellettuale. Quando nel corso della presente trattazione ci riferiremo al ricordo di s, ci staremo in realt riferendo ai nostri tentativi di ricordarci di noi, cio all'unico stato attualmente possibile per il neofita: uno stato ancora principalmente mentale, in cui ci si sforza di essere presenti per ricordarsi di s. Con l'espressione ricordo di s intendiamo quindi riferirci allo sforzo di ottenere questo stato, e non allo stato stesso. Attraverso gli sforzi ripetuti sar per possibile attivare il 'centro emotivo superiore' ( il Cuore ) e quindi entrare nel reale ricordo di s... e questo il nostro scopo. Attraverso lo sforzo di ricordarci di noi tocchiamo con mano la totale assenza di Volont che ci contraddistingue... ma non dobbiamo abbatterci a causa dei pessimi risultati. Il nostro lavoro consiste nello sforzarci ogni giorno di riuscire, non nell'ottenere un risultato, il risultato non interessa minimamente i nostri scopi. Il ricordo di s il fenomeno pi importante della Magia, dell'Alchimia e dellesoterismo in genere. Compreso questo, luomo possiede la chiave per farsi progressivamente strada in altri stati di coscienza e acquisire nuovi poteri. Il ricordo di s costruisce il corpo astrale , o corpo lunare , che permette la sopravvivenza dopo la morte, e anche il corpo di gloria , cio l'anima dell'individuo, che permette l'immmortalit assoluta. Sono due livelli iniziatici successivi. L'unico modo che abbiamo per capire cosa il ricordo di s fare degli esercizi; esso non pu essere compreso attraverso una spiegazione intellettuale come un qualunque altro concetto. Si pu conoscere la meccanicit solo cercando di contrastarla: se noi siamo nati in catene, se siamo nati in una prigione, fino a quando non proviamo a uscire e ci accorgiamo che difficilissimo, non abbiamo alcuno strumento per capire di essere nati dentro un carcere. Fino a quando stiamo zitti e buoni dentro la nostra prigione tutto fila liscio, solo quando tentiamo di superare il muro perimetrale, e non ci riusciamo, comprendiamo che non siamo liberi e non lo siamo mai stati. Attraverso il persistente sforzo teso al ricordo di s si produce una trasmutazione alchemica che consente di costruire i "corpi sottili" e di trasferire in essi la nostra coscienza. Tali corpi sopravvivono alla morte del nostro corpo fisico. Stiamo quindi parlando di sopravvivenza alla morte e successivamente di immortalit assoluta . Il nostro obiettivo consiste nel lavorare alla fabbricazione dei "corpi sottili", e al trasferimento della coscienza dalla mente al Cuore, dove risiede il nostro vero S. Ci si ottiene grazie ai ripetuti sforzi tesi verso il ricordo di s, il controllo dell'immaginazione negativa, la trasmutazione delle emozioni negative in emozioni superiori (le emozioni del Cuore) e il lavoro con l'energia sessuale. Tuttavia bene sottolineare che praticando tali metodi non ci stiamo limitando ad agire soltanto per il corpo di gloria , poich stiamo anche lavorando alla fissazione dei corpi "inferiori": l'

astrale (o emotivo) e il mentale , che nell'uomo ordinario non sono interamente sviluppati. Del corpo mentale si parla poco e anche io non mi soffermer sulla costruzione di tale corpo, ma bene si sappia che esiste questo passaggio intermedio fra il corpo astrale e il corpo dell'anima. La fissazione completa di tali corpi consente di ottenere poteri sovranormali.

la pratica del ricordo di s


1 -- Si tratta di ricordarsi di s pi a lungo che si pu durante lo svolgimento di un'azione prolungata nel tempo. Un esercizio classico il ricordo di s mentre -- laviamo i piatti; ma le varianti possono essere molte: -- spazziamo il pavimento, -- scendiamo le scale, -- ci laviamo i denti, -- ci facciamo la barba, -- ci depiliamo, -- mangiamo un panino, -- facciamo la doccia, oppure nel tragitto fra lautomobile parcheggiata e il posto di lavoro, o fra casa nostra e la fermata dellautobus... Ogni attivit che abbia una durata non eccessiva pu essere utilizzata come esercizio. Si tratta di fermare il lavoro della mente, il "dialogo interno" della mente, tutte le volte che ci ricordiamo, e sforzarci poi di rimanere presenti pi a lungo possibile prima di ricadere nell'identificazione con i pensieri e le immagini mentali. Dobbiamo concentrarci su quello che stiamo facendo rimanendo coscienti di noi, senza vagare con il pensiero. Non dobbiamo lasciare che il corpo fisico esegua il lavoro da solo meccanicamente, dobbiamo accompagnare la sua attivit con la nostra presenza qui-e-ora. Il corpo fisico sa lavare benissimo i piatti anche se intanto la mente pensa all'ultimo film che ha visto, ma lo scopo dell'esercizio che TUTTO L'ESSERE lavi i piatti, non solo un corpo; dobbiamo rimanere pienamente coscienti di ci che facciamo come se il corpo senza il nostro aiuto cosciente non potesse farlo. Mentre il corpo lava i piatti la mente deve essere l con lui, e non vagare per associazioni di pensiero come abituata a fare. Per esempio, ricordiamoci di noi mentre ci spogliamo e ci svegliamo. Che sia la mattina prima di andare al lavoro, la sera quando torniamo, poco prima di andare a letto nell'indossare il piagiama, quando ci troviamo nello spogliatoio della palestra o della piscina... dobbiamo restare "presenti a noi stessi" metnre ci infiliamo o ci togliamo i vestiti, cio completamente presenti a quello che stiamo facendo, senza farci distrarre da altri pensieri o da persone che richiamano la nostra attenzione. All'inzio pu essere utile ripetersi: "Mi sto infilando i pantaloni... e sono presente... mi sto ricordando di me... non sono distratto da altro...". Negli istanti in cui riusciamo a essere presenti sappiamo gi che a breve ripiomberemo nel sonno. Ogni momento di presenza una conquista. Mentre laviamo i piatti o ci spogliamo a tratti siamo presenti e a tratti ci identifichiamo con il contenuto della mente sognando a occhi aperti, immaginando situazioni e dialoghi assortiti... ma per ora siamo schiavi e non possiamo evitarlo, non abbiamo sufficiente Volont per evitarlo, possiamo solo sforzarci di "tornare in noi" appena ce ne ricordiamo e prolungare questo stato di presenza finch ci possibile. Noteremo presto che questi esercizi sono quindi un continuo andare e venire da uno stato di presenza a uno di assenza. Una continua lotta per rimanere desti. E la lotta contro la meccanicit ci che ci serve per provocare la cottura alchemica delle sostanze che vanno a formare i nostri "corpi sottili". Nei primi tempi sarebbe bene non mischiare i differenti esercizi: meglio concentrarsi per

unintera settimana su un unico esercizio e poi cambiare. Sette giorni il periodo ideale. Dopo sette settimane si conclude un ciclo e se ne pu cominciare uno successivo, mantenendo gli stessi esercizi oppure sostituendone qualcuno. L'attenzione divisa. Praticando gli esercizi ci si accorge che il ricordo di s implica il verificarsi di un particolare fenomeno detto attenzione divisa , cio la capacit di prestare attenzione a ci che si sta facendo e contemporaneamente a se stessi. L'attenzione prende cos due direzioni: una verso l'esterno e una verso l'interno. Nel corso della vita normale invece l'attenzione monodirezionale, cio la coscienza interamente persa nell'evento esterno. Se una persona ci sta parlando noi siamo concentrati su di lei, la nostra coscienza interamente PERSA in lei, annullata nell'avvenimento esterno. Quando ci si sforza di rimanere presenti ci si accorge che possibile parlare con una persona prestando attenzione a quanto dice, e contemporaneamente ricordarsi di s, cio essere presenti a se stessi. Si pu cio tenere una parte dell'attenzione sempre rivolta verso l'interno. Questo sforzo fa s che dentro di noi si strutturi il corpo dell'anima - e che la nostra coscienza divenga perci immortale - e che il nostro centro di consapevolezza si sposti in esso. Accade che noi diveniamo progressivamente l'entit che osserva lapparato psicofisico al lavoro, e non si identifica pi interamente con esso, non si annulla pi in esso. Questa entit la coscienza extracerebrale, ci che in oriente viene definito il testimone , l'osservatore imparziale. Il nostro disidentificarci dalla macchina biologica, il rimanere presenti come osservatori mentre il corpo e la mente fanno qualcosa, fa s che creiamo nuovi "corpi sottili" da abitare e simultaneamente ci identifichiamo con essi, cio spostiamo la nostra coscienza in essi. I due processi vanno di pari passo. Se mentre camminiamo per strada ci proponiamo fermamente di rimanere svegli fino allincrocio successivo, ma dopo qualche minuto sorprendiamo la nostra mente a fantasticare sopra gli argomenti pi svariati, allora ancora una volta ci siamo dimenticati di noi... ci siamo addormentati. Non abbiamo il controllo della nostra mente! Non abbiamo il controllo delle nostre emozioni! Non viviamo la vita che scegliamo noi, ma solo quella della nostra macchina biologica. A questo punto lassenza di libero arbitrio diviene per noi un fatto indubitabile. Non dobbiamo affidarci alle teorie di qualche filosofo per decidere se luomo possiede oppure no una libera Volont. Lo possiamo sperimentare sulla nostra pelle! Ma fino a quando non vengono attuate nella pratica, queste rimangono solo parole prive di utilit! Questo sito non un ricettacolo di teorie esoteriche, ma un costante richiamo a lavorare su di s! 2 -- Questa seconda categoria di esercizi molto differente dalla precedente: non si tratta infatti di ricordarsi di s per un periodo prolungato (mentre laviamo i piatti o mentre camminiamo per strada), bens di ricordarsi di s in corrispondenza di azioni distribuite lungo la giornata, e che possono anche giungere all'improvviso (non possiamo infatti sapere quando squiller il telefono o quando qualcuno ci rivolger la parola). Una mattina ci alziamo e prendiamo una decisione risoluta: "Oggi, mentre sono in ufficio, voglio ricordarmi di me tutte le volte che giro la maniglia di una porta per aprirla". Questo significa che ogni volta in cui stiamo aprendo una porta dobbiamo essere presenti e pensare: "Ecco, sono

presente, sono cosciente di stare aprendo questa porta". Tornati a casa, oppure alla sera prima di andare a dormire, analizziamo la giornata e verifichiamo quante volte siamo riusciti a ricordarci di noi aprendo una porta. Se aprendo una porta non ci siamo mai fermati a pensare: "Ecco, ora ci sono, sono presente, sto aprendo la porta", allora non ci siamo mai ricordati di noi. Abbiamo aperto le porte nell'inconsapevolezza pi totale, cio nello stesso stato di sonno in cui abbiamo compiuto tutte le altre azioni nel corso della giornata. Aprire le porte con consapevolezza rappresenta un esercizio efficace perch ci si costringe a restare presenti in un momento in cui difficile esserlo, in quanto stiamo passando da un ambiente a un altro. Questo solo un esempio e le varianti adottabili sono molteplici. Possiamo fare sforzi per ricordarci di noi tutte le volte che: -- apriamo la portiera di un'auto per salire o scendere, -- saliamo o scendiamo da un autobus, -- ci alziamo da una sedia o ci sediamo, -- squilla un telefono (sia nostro che di altri), -- portiamo il bicchiere alla bocca per bere qualcosa, -- azioniamo la freccia alla guida dell'auto, ...e cos via. Anche per questa pratica vale la regola dei sette giorni e delle sette settimane. I due diversi generi di esercizi possono essere alternati di settimana in settimana, in modo che dopo quattordici settimane abbiamo completato un ciclo di sette esercizi diversi per ognuno dei due tipi. Le varianti possiamo anche inventarle noi: scegliamo una qualunque azione e ci imponiamo di ricordarci di noi tutte le volte che la svolgiamo, tenendo conto del fatto che l'esercizio serve solo fino a quando ci costringe a compiere uno sforzo; quando ci abituiamo perde la sua efficacia e si deve passare a un altro. All'inizio probabilmente non ci ricorderemo mai, o addirittura non ci ricorderemo nemmeno di analizzare la giornata alla sera per verificare se qualche volta siamo stati presenti durante il giorno. Ma se tutte le mattine per giorni e giorni ci riproponiamo di farlo, la situazione presto migliorer. E' importante ribadire che un uomo risvegliato vive permanentemente in quello stato di ricordo di s che noi fatichiamo a riprodurre solo per qualche istante nella nostra giornata, mentre stiamo mangiando o nel momento in cui squilla un telefono. Essere svegli significa, tra le altre cose, anche questo: ricordarsi continuamente di essere presenti. Non facciamo esercizi per ottenere risultati, i risultati non contano nulla, il risveglio non altro che un costante TENDERE VERSO il risveglio, pertanto il nostro obiettivo restare sempre in uno stato di sforzo verso il risveglio, e non raggiungere il traguardo di ricordarci di noi, n un qualunque altro traguardo. La trasmutazione alchemica si produce a causa dello sforzo, non del risultato. Il lavoro alchemico un salto nel vuoto, l'accettazione della propria eternit. Ma a questo stadio difficile comprendere tale affermazione. continua... Testi sull'argomento: LA PORTA DEL MAGO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) RISVEGLIO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) LA QUARTA VIA P.D. Ouspensky, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1974 (1921-1946) FRAMMENTI DI UN INSEGNAMENTO SCONOSCIUTO P.D. Ouspensky, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1976 (1915-1923) IL RICORDO DI SE'

Robert Earl Burton, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1994 (1991) LA MACCHINA BIOLOGICA UMANA E. J. Gold, Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 1999 (1991) IL LAVORO PRATICO SU SE STESSI E. J. Gold, Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 2004 (1989) OfficinaAlkemica

il ricordo di se ( parte II )
Ricordati di te stesso, idiota! (Gurdjieff, nascosto dietro le quinte, a Orage che sta parlando sul palco) Se non possiamo controllare la macchina, siamo la macchina. Robert Earl Burton

esercizi di ricordo di s pi avanzati


Dopo aver acquisito dimestichezza con gli esercizi precedenti, si possono fare tentativi con esercizi che richiedono maggiore impegno. Ad esempio, molti trovano pi difficile ricordarsi di s quando sono in compagnia di altre persone. Fino a quando svolgono gli esercizi in solitudine riescono a mantenere una sufficiente concentrazione su se stessi, ma nel momento in cui devono prestare attenzione a ci che fa o dice un'altra persona piombano nel sonno pi completo. Facciamo un esempio. Quando laviamo i piatti di norma non occorre un notevole grado di concentrazione, questa infatti un'attivit prevalentemente meccanica, il corpo la compie quasi da solo, tanto che la maggior parte del tempo possiamo permetterci di pensare a tutt'altro fantasticando con la mente. Un po' come accade quando si guida su un'autostrada senza traffico: si pu pensare ad altro o parlare con il passeggero, eppure la parte pi meccanica del nostro cervello continua a guidare senza problemi. Se vogliamo svolgere l'esercizio di ricordo di s mentre stiamo lavando i piatti dobbiamo portare l'attenzione su di noi oltre che sulle consuete azioni necessarie a lavare i piatti ( attenzione divisa ). Dal momento che tali azioni non ci impegnano mentalmente o emotivamente, ma solo fisicamente,

l'esercizio risulter relativamente - relativamente alla dimestichezza che abbiamo acquisito con tali esercizi - semplice. Dovremo infatti impiegare molte energie per dirigere l'attenzione verso l'interno, ma relativamente poche per fare s che il nostro corpo continui a lavare i piatti. Se invece stiamo ascoltando una persona che parla siamo molto impegnati a livello mentale, e spesso lo siamo anche a livello emotivo. Se poi siamo noi a parlare, l'impegno totale. In tali frangenti dividere l'attenzione fra esterno e interno diventa complesso. Sar sufficiente provare per accorgersi di quanto sia difficile. Se mentre il nostro interlocutore parla noi ci sforziamo di ricordarci di noi, inevitabilmente perdiamo alcuni frammenti del suo discorso. Se la paura di perdere parte di ci che sta dicendo l'altro molta, saremo costretti a smettere di fare sforzi per il ricordo e farci assorbire completamente da ci che dice ( identificarci ). L'unico modo per migliorare consiste nel provare e riprovare instancabilmente, magari cominciando con i dialoghi al telefono - in quanto la presenza fisica dell'interlocutore fonte di ulteriore disturbo per il ricordo di s. Se possiamo guardare in faccia l'altra persona, e lei pu guardare noi, siamo molto pi coinvolti e identificati con la situazione che si sta svolgendo, mentre al telefono il numero di sensi interessati all'esperienza minore. Provando ci accorgeremo che nel momento in cui la mente deve comprendere il significato delle parole dell'altro, o deve pensare alla risposta da dare, perde la capacit ricordarsi di s: o fa una cosa, o fa l'altra. Non siamo abituati a dividere l'attenzione perch siamo sempre vissuti nell'identificazione completa con la nostra mente. Nessuno ci ha mai detto che possiamo essere un'"entit esterna" che osserva la mente al lavoro. Riusciamo a osservare il corpo che lava i piatti, ma ci difficile osservare la mente mentre compie un ragionamento. Nell'istante in cui la mente deve rispondere, la nostra coscienza, che magari fino a un attimo prima era riuscita a restare presente, e quindi divisa, si riidentifica al cento per cento con la mente pensante. Questo dovuto al fatto che noi possediamo ancora uno scarso controllo sulla nostra mente e sulle nostre emozioni, mentre ne abbiamo uno molto maggiore sul corpo fisico. Controllo e identificazione sono inversamente proporzionali: meno siamo identificati - cio meno siamo coinvolti - con qualcosa, pi ne abbiamo il controllo. Un buon esercizio in preparazione al ricordo di s in compagnia di altre persone pu essere svolto mentre si guarda la televisione. In questo caso si meno coinvolti perch ci si esercita in solitudine, ma allo stesso tempo si lavora sulla disidentificazione dalla mente, cio sul ricordarsi di s mentre la mente segue i dialoghi di un film o di una qualsiasi trasmissione. All'inizio non semplice nemmeno questo, ma in ogni caso preferibile cominciare a compiere questo genere di sforzi davanti alla tv, uno strumento con il quale non dobbiamo interagire in maniera attiva, che buttarsi subito nel mezzo di una conversazione dove il coinvolgimento decisamente maggiore e il ricordo di s diviene un'impresa titanica. Altra possibilit quella di sforzarsi di ricordarsi di s mentre si legge. Ci si accorger presto che nei momenti in cui si porta l'attenzione verso l'interno si perde il significato di ci che si sta leggendo. Pi precisamente: una parte di noi ancora capace di svolgere una funzione automatica di lettura, ma la mente che deve comprendere il significato non riesce a lavorare in due direzioni contemporaneamente: o si ricorda di s, o afferra il significato. E' consigliabile esercitarsi inizialmente con letture poco impegnative dal punto di vista del significato. Ricordarsi di s ogni volta che si inizia a parlare a qualcuno costituisce un altro buon esercizio. Appartiene alla categoria degli esercizi "istantanei". Il momento in cui parleremo ci coglier sempre di sorpresa. Sul lavoro qualcuno ci far una domanda e la risposta uscir da noi meccanicamente. Solo al termine della conversazione ci accorgeremo di non esserci ricordati di noi quando abbiamo pronunciato le prime parole. Risulta interessante analizzare cosa accade in questo caso. Per esempio, decidiamo fermamente che

ci ricorderemo di noi tutte le volte che rivolgeremo la parola a qualcuno durante le prossime tre ore. Non dobbiamo ricordarci di noi durante l'intera conversazione, il che costituirebbe gi il passo successivo, ma solo al momento di pronunciare le prime parole. Nonostante il nostro fermo proposito, quando qualcuno ci interpeller, le parole usciranno dalla nostra bocca come se fossero attirate dalle parole del nostro interlocutore, come se fossero una conseguenza inevitabile delle sue parole. Ci dimostra che la nostra risposta in realt non mai pensata, ma solo frutto di una reazione meccanica alla domanda dell'altro, o all'evento che abbiamo commentato. Il nostro parlare sempre una reazione meccanica all'avvenimento esterno, perch noi, come coscienza, veniamo bypassati dalla nostra mente. La coscienza osservatrice ( il testimone ) e la mente razionale sono due cose completamente diverse. Non riusciamo a frenare la reazione meccanica della nostra mente, non ci ricordiamo nemmeno di farlo, perch il nostro parlare un meccanismo che funziona nello stesso modo da decenni, e tutti intorno a noi ne sono ugualmente schiavi, pertanto non abbiamo un valido metro di paragone. Notiamo un evento esterno e reagiamo meccanicamente, pensando o parlando senza aver realmente pensato in maniera cosciente, cio con tutto il nostro essere in stato di presenza. Possiamo veramente accorgerci che i nostri pensieri e le nostre parole sono meccanici - cio reazioni meccaniche a stimoli sensoriali esterni solo quando proviamo a fermarli coscientemente per mezzo di tali esercizi. Altrimenti questa rimane una teoria come tante. Le conseguenze del parlare in stato di sonno anzich in stato di ricordo di s sono sotto i nostri occhi tutti i giorni: i rapporti sociali su questo pianeta sono semplicemente disastrosi; e si va dal rapporto di coppia ai rapporti internazionali fra gli Stati. Un altro buon esercizio consiste nel pensare "Io sono" non meno di una volta ogni ora, per tutto il giorno. Questo serve a permeare di ricordo di s lintera giornata. Sarebbe meglio accompagnare il pensiero con un'inspirazione (pensando "Io") e un'espirazione (pensando "sono"). Ricordarsi di s ogni volta che si pronuncia la parola "Io" costituisce un esercizio molto avanzato e difficile da mettere in pratica. Purtuttavia a un certo grado del cammino sar possibile eseguirlo e la sua efficacia assicurata. Anche mentre si mangia ci si pu ricordare di s. Lesercizio consiste nel rimanere presenti dal momento in cui si porta il cibo alla bocca a quando si inghiotte il boccone. Portare la propria attenzione sulla masticazione condiziona in maniera notevole lassimilazione delle sostanze nutritive da parte dellorganismo; la presenza fa s che cogliamo con maggiore profondit i sapori, estraiamo molta pi energia dagli alimenti e di conseguenza percepiamo molto prima il senso di saziet. Ricordarsi di s mentre si mangia spesso risulta difficoltoso per la presenza di altre persone che ci rivolgono la parola. In tal caso la buona regola di non parlare con la bocca piena pu venirci in aiuto per consentirci di svolgere il nostro esercizio prima di dover rispondere a qualcuno. Un contributo al ricordo di s viene dato dallo sforzo di compiere delle semplici operazioni invertendo il lato con cui si compie lazione. Per esempio, possiamo sforzarci di mangiare per una settimana con la mano sinistra invece che con la destra (o viceversa per chi mancino) portando il cibo alla bocca con la mano sinistra e tagliando il pane con la mano sinistra. Lavarsi i denti, farsi la barba o depilarsi con la sinistra un altro buon metodo per costringersi a rimanere presenti durante queste attivit.

All'interno di una scuola esoterica possibile esercitarsi fra allievi, e questa in effetti la soluzione migliore. Risulta infatti pi semplice ricordarsi di s mentre si ascolta o si parla con qualcuno che sappiamo si sta a sua volta sforzando di ricordarsi di s. Questo permette di acquisire una certa sicurezza 'in famiglia', e sar poi meno complicato fare sforzi quando ci si sposta all'esterno della scuola.

concentrare lo sforzo
Una importante raccomandazione necessaria: concentrare tutto lo sforzo durante il tempo che si deciso di dedicare all'esercizio e non cercare di ricordarsi di s anche al di fuori di questo tempo. Per quanto riguarda la prima serie di esercizi, se ad esempio decidiamo di ricordarci di noi tutte le volte che ci alziamo da una sedia, dobbiamo decidere in anticipo per quanto tempo fare sforzi in questa direzione. Possiamo farlo per tutta la mattina, o durante le ore di lavoro in ufficio, o solo nel percorso dall'ufficio a casa, o esclusivamente dal momento in cui varchiamo la soglia di casa fino all'ora di cena, oppure possiamo decidere di fare sforzi per le prossime due ore indipendentemente da dove ci troveremo. E' importante stabilire un limite di inizio e fine. Non di alcuna utilit fare sforzi indiscriminati per tutto il giorno, perch si perde in capacit di concentrazione e l'esercizio non risulta altrettanto efficace. A meno che non si stiano praticando esercizi che per la loro natura richiedono un'estensione illimitata (ad es. l'esercizio dell'"Io sono"). Dobbiamo avere molta pazienza e procedere per gradi, non dobbiamo farci prendere dall'ansia di voler fare tutto subito. Questa risulta a lungo andare la tecnica migliore per svegliarsi. Sono consigli che nascono dalla mia esperienza diretta. Per quanto concerne gli esercizi di "ricordo di s prolungato" vale lo stesso principio. Se decidiamo di ricordarci di noi mentre spazziamo il pavimento non dobbiamo fare alcun tentativo n prima n dopo. Se decidiamo di farlo per il tempo in cui viaggiamo sull'autobus, dal momento in cui scendiamo dobbiamo interrompere gli sforzi. Tuttavia nel breve tempo in cui decidiamo di concentrare gli sforzi tutta la nostra energia deve essere veicolata in quel tentativo. Se decidiamo di compiere sforzi per due ore, dobbiamo considerare quelle due ore come le ultime due ore della nostra vita. Sprecheremmo le nostre ultime due ore di vita per vagare con l'immaginazione da un pensiero all'altro senza alcuno scopo? Qualunque cosa succeda in quelle due ore noi ci ricorderemo di noi stessi! Questo deve essere l'atteggiamento. Sforzi prolungati per troppe ore lungo la giornata non portano a nulla. Sforzi concentrati ma potenti portano inevitabilmente al risveglio. Approdare a un nuovo stato di coscienza significa anche entrare consapevolmente in una nuova dimensione: la quarta dimensione. Questa dimensione stata esaurientemente descritta da poeti, scrittori e chiaroveggenti, e la letteratura in merito vasta (si vedano Arthur E. Powell e P.D. Ouspensky fra tutti). Penetrare in questa dimensione come conquistare una fortezza nemica: dobbiamo organizzare dei raid mirati e potenti. Non possiamo combattere tutto il giorno con tutte le nostre truppe, perch ci esporremmo eccessivamente al fuoco nemico e dopo una settimana saremmo esausti. Attacchi di poche ore, ma portati regolarmente tutti i giorni, prima o poi ci consentiranno inevitabilmente di aprire una breccia nel muro nemico. Una volta aperta una breccia nella quarta dimensione, sar pi semplice penetrarvi le volte successive. continua... Testi sull'argomento: LA PORTA DEL MAGO

Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) RISVEGLIO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) LA QUARTA VIA P.D. Ouspensky, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1974 (1921-1946) FRAMMENTI DI UN INSEGNAMENTO SCONOSCIUTO P.D. Ouspensky, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1976 (1915-1923) IL RICORDO DI SE' Robert Earl Burton, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1994 (1991) LA MACCHINA BIOLOGICA UMANA E. J. Gold, Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 1999 (1991) IL LAVORO PRATICO SU SE STESSI E. J. Gold, Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 2004 (1989) OfficinaAlkemica

il ricordo di se ( parte III )

Ricorda te stesso sempre e dovunque. Il ricordo di s produce precisi mutamenti chimici che provocano la comparsa dell'essenza dell'essere umano. P.D. Ouspensky L'attenzione divisa non produce risultati immediati e i centri superiori non possono sopraggiungere senza lo sforzo perseverante di molti anni. Svegliarsi difficile, ma pu essere fatto. E' impossibile svegliarsi senza dedicarsi totalmente alla propria evoluzione. Si in errore se si pensa che siano sufficienti delle mezze misure. Robert Earl Burton

vedere il sonno
Un risultato importante che si ottiene dagli esercizi di ricordo quello di toccare con mano il proprio stato ipnotico. Possiamo comprendere che se siamo svegli solo nei momenti in cui ci sforziamo di ricordarcelo, allora dormiamo e viviamo come burattini per tutto il resto della giornata. Prendiamo decisioni nel sonno, lavoriamo nel sonno, studiamo nel sonno, facciamo l'amore nel sonno, intratteniamo i rapporti umani nel sonno. Praticando gli esercizi, dopo un po di tempo, ci ricorderemo di noi - cio saremo coscientemente

presenti - anche al di fuori dei momenti stabiliti per l'esercizio. Magari camminando per strada improvvisamente ci ricorderemo di noi ("Ecco, sono presente, cammino e mi ricordo di me, non sto vagando fra i pensieri come al solito"), senza averlo prestabilito e senza aver fatto uno sforzo. In tal caso potremo approfittare della situazione mantenendo quello stato di presenza pi a lungo possibile prima di ricadere nel sonno, ma, come detto in precedenza, non si devono fare sforzi al di fuori dello spazio riservato agli esercizi. Nei momenti di ricordo, osservandoci con attenzione, possiamo cogliere la differenza fra lo stato di coscienza in cui ci ricordiamo di noi e lo stato in cui eravamo un attimo prima, quando non ci ricordavamo e stavamo dormendo. E' indispensabile portare avanti questo lavoro sul cogliere la differenza fra i due stati di coscienza. Dovremmo farlo ogni volta che ci possibile, ossia ogni volta che ce ne ricordiamo. Se stiamo scendendo dall'autobus e ci ricordiamo di noi per un istante, se riusciamo cio a essere presenti e non compiamo nel sonno quell'azione ("Ecco, ci sono, sono presente e sto scendendo dall'autobus"), possiamo sforzarci di prolungare questo stato cogliendo la differenza tra come siamo adesso e come eravamo qualche minuto prima sull'autobus: "Cosa facevo? A cosa ho pensato per tutto il tempo del viaggio? Se io sono presente solo ora, allora chi pensava e chi compiva le azioni al mio posto fino a poco prima? Nel sonno avrei potuto picchiare qualcuno reagendo a un'offesa, avrei potuto decidere di cambiare lavoro, o avrei potuto invaghirmi di una persona e risolvermi in seguito di sposarla." Vivere nel sonno pericoloso, ma lo si pu comprendere solo a un certo grado di risveglio. L'uomo comune, che non ha mai provato a svegliarsi, non puo essere cosciente del pericolo derivante dal trascorrere la propria vita nel sonno. D'altronde le cronache quotidiane illustrano in maniera soddisfacente le conseguenze della vita nel sonno. Siamo sonnambuli che camminano dormendo sul cornicione di un palazzo a venti metri da terra! Finch dormiamo sembra che vada tutto bene. Se, ad esempio, mentre mangiamo un panino proviamo a fare l'esercizio di ricordo di s, possiamo confrontare i momenti in cui siamo coscienti delle azioni che compiamo con quelli in cui invece mangiamo pensando a tutt'altro, e quindi in effetti non mangiamo nel vero senso del termine, perch il nostro corpo fisico mangia meccanicamente senza che noi ne siamo coscienti ("Adesso mangio e sono presente, porto il panino alla bocca e lo mordo, e ne sono cosciente. Ma un attimo prima dove ero mentre mangiavo? Perch la mia autocoscienza non era qui con me?"). Il risveglio consiste nello sforzo di ricordarsi di s e nel successivo confronto fra i momenti di ricordo, di effettiva presenza, e i momenti precedenti di sonno, di assenza. Se riusciamo a sentire dentro di noi in modo EMOTIVO questa sottile ma enorme differenza allora abbiamo compreso la differenza fra un essere umano che dorme e un essere umano che cerca di svegliarsi. Questo significa toccare con mano il proprio stato ipnotico, e sovente qualcuno ne rimane sconvolto.

volont [thelema]
Il secondo scopo degli esercizi sviluppare un ottimo grado di forza di Volont - in greco Thelema, come viene definita negli insegnamenti di Aleister Crowley - indispensabile in tutti gli aspetti del lavoro su di s. Quando lavoriamo sull'immaginazione negativa (il "dialogo interno" della nostra mente) e sulle emozioni negative, possiamo sfruttare la Volont costruita grazie al ricordo di s. Rammentiamo che l'uomo addormentato non possiede vera forza di Volont, egli fa ci che la vita gli permette di fare; questo pu anche consentirgli di divenire casualmente un uomo colto e di successo, ma non di acquisire un reale potere sugli eventi circostanti. Il fatto che dobbiamo compiere degli sforzi immani per combattere la meccanicit dei nostri atti e ricordarci di noi, la dimostrazione di questa nostra incapacit di volere. Pensiamo di essere liberi di volere perch decidiamo cosa ordinare al ristorante, mentre in realt non decidiamo nemmeno quello, i nostri meccanismi inconsci decidono, e loro decidono in base alle informazioni presenti nellambiente. Fingiamo di volere, mentre ci lasciamo trascinare da forze pi grandi di noi.

La forza di Volont non altro che la capacit di utilizzare l'energia. Gli esercizi sul ricordo aumentano la nostra capacit di disporre dell'energia. Quando cominciamo a svolgere questi esercizi per noi un giorno storico, sacro, perch per la prima volta opponiamo resistenza cosciente alla meccanicit che ci ha sovrastati durante tutta la nostra vita. Per la prima volta ci sforziamo di decidere qualcosa: "Voglio essere io a stabilire cosa pensare e quando pensarlo, voglio decidere io se arrabbiarmi o no, se avere paura o no. Non voglio pi essere schiavo". Un uomo nuovo sta nascendo in noi e ora vuole essere padrone in casa sua. Dobbiamo diventare degli specialisti del ricordo di s. Ci sono persone brave a giocare a scacchi, altre brave in uno sport, altre ancora nel cucinare dolci o suonare uno strumento, e alcune sanno fare molto bene il loro particolare lavoro... noi siamo specializzati nel ricordo di noi stessi. Ci accorgeremo presto che ogni altra questione di minore importanza. Non importa che lavoro facciamo per mantenerci, la nostra specializzazione deve diventare il ricordo di noi stessi. Questa la nostra preoccupazione pi grande: svegliarci. E solo se questa attivit diviene il nostro centro di gravit permanente per anni, allora possiamo sperare di svegliarci. Avere un lavoro o essere disoccupati non di alcuna importanza se non si svegli. Avere un partner o essere single non fa differenza finch si dorme. Nel sonno tutto uguale. Ogni singolo sforzo compiuto nel tentativo di svegliarsi provoca una TRASMUTAZIONE ALCHEMICA: durante questi tentativi di ricordo di s si viene a creare un notevole attrito fra l'abitudine meccanica della nostra esistenza e il nostro voler diventare coscienti. Questo attrito genera un fuoco , e questo Fuoco agisce sui nostri atomi per creare nuovi elementi pi sottili che costituiranno i "corpi superiori", compreso il corpo dell'anima o corpo di gloria . Tale trasmutazione coinvolge anche lo sviluppo dei corpi emotivo (astrale) e mentale, con la conseguente acquisizione di siddhi, i poteri inerenti il mago: capacit di viaggiare in astrale, materializzare e smaterializzare oggetti, invocare ed evocare entit presenti sul piano astrale e sui piani pi alti. Quel punto di luce che l'anima comincia ad aggregare gli atomi per costruire il suo nuovo corpo e il nostro centro di consapevolezza inizia a spostarsi in quella direzione, il nostro Cuore comincia ad aprirsi. Il primo giorno in cui compiamo sforzi qualcosa cambia per sempre in noi. Ovviamente, se gli sforzi si limiteranno a pochi mesi di tempo e non proseguiranno, non accadr nulla di tangibile, ma un seme stato comunque gettato.

difficolt
Quando si inizia la pratica di esercizi per il ricordo di s si possono verificare due condizioni in particolare: si incontrano subito grosse difficolt e non ci si ricorda nemmeno di fare gli esercizi, oppure si riesce molto bene per qualche giorno o settimana, ma poi si subisce un rapido calo di energia e si abbandona tutto. Entrambi i comportamenti sono perfettamente normali. Per qualcuno all'inizio sar difficile persino il ricordarsi di stabilire al mattino appena sveglio in quali occasioni si sforzer di ricordarsi di s durante il giorno. E' necessario trovare la forza di Volont per eseguire almeno i passi iniziali. Il fatto che durante il giorno non riusciamo a essere presenti nemmeno una volta perfettamente normale, ma se non ce lo imponiamo con forza non abbiamo speranza di migliorare. E' vitale non abbattersi in questa fase, per quanto possa durare a lungo, e ribadire ogni giorno il proprio desiderio di ricordarsi di s. Teniamo a mente che lo scopo sforzarsi, tendere verso, non raggiungere il risultato voluto.

Paradossalmente l'esercizio funziona solo fino a quando non siamo in grado di farlo bene e ci sforziamo di farlo. Quando si riesce anche per una sola volta a essere presenti mentre si sta compiendo una delle azioni descritte negli esercizi, si deve assaporare quel momento cercando di prolungarlo: "Ecco, sono vivo, sono presente qui-e-ora, mi sto ricordando di me, sono in uno stato di coscienza diverso da quello in cui ero prima e diverso da quello in cui sar fra qualche istante". All'inizio il lavoro soprattutto mentale, si costretti a ripetersi frasi simili, in cui si afferma di essere presenti; con il tempo diventer uno stato interiore: ci si sentir presenti senza alcun bisogno di ripeterselo; poi diverr un fatto emozionale (EMOZIONALE SUPERIORE), e solo questo sar il vero ricordo di s! Grazie al contatto con un sistema di pensiero nuovo e all'entusiasmo iniziale che ne deriva accade spesso che si riesca a svolgere anche pi esercizi nella stessa giornata e che ci si accorga subito della differenza fra i momenti di presenza e quelli di sonno. Altrettanto spesso per accade che l'entusiasmo iniziale svanisca e si perda totalmente interesse per gli esercizi, se non addirittura per il lavoro su di s in generale. I cali di energia devono essere previsti, perch sono ciclici e rispettano leggi ben precise su cui noi non abbiamo potere. Ma gi il solo fatto di sapere che tali cali devono obbligatoriamente arrivare serve a non far precipitare l'individuo nell'abbattimento pi completo. I cali devono avvenire perch cos vogliono le leggi naturali, che sono cicliche. L'attenzione non va concentrata sul tentativo di evitarli, bens sui metodi per uscirne velocemente grazie a nuove immissioni di energia: leggere un libro, vedere un film particolare, parlare con persone che sono anche loro impegnate nel lavoro, assistere a conferenze... La necessit di contrastare i cali ciclici di energia forse il principale motivo per cui non possibile lavorare da soli e a un certo punto indispensabile trovare una scuola. Quando si intraprende la strada del risveglio e si decide di iniziare con gli sforzi per ricordarsi di s, accade di frequente che agli sguardi dei nostri conoscenti - paradossalmente - si appaia come pi distratti e meno presenti. Ci normale e accade perch non siamo abituati allo stato di ricordo di noi stessi, che uno stato di attenzione divisa. Il fatto di dividere l'attenzione, all'inizio, e per un lungo periodo, impiega tutte le nostre energie, per cui succede spesso di dimenticare oggetti, di scordare gli appuntamenti, di girare nella via sbagliata, di non afferrare ci che il nostro interlocutore sta dicendo. Sembriamo pi assenti agli occhi degli altri proprio perch ci stiamo sforzando di fare qualcosa che non abbiamo mai fatto e nessuno fa mai: essere presente. Inoltre il risveglio ci modifica caratterialmente: tutto ci che superfluo nella nostra macchina biologica progressivamente scompare. Di conseguenza alcuni potranno trovarci meno interessanti, o pi noiosi, o pi seri. In realt non stiamo diventando meno interessanti, solo che disidentificandoci dalla macchina e identificandoci con l'anima, non rispecchiamo pi le aspettative della societ, la quale si fonda sulle caratteristiche della macchina biologica: l'essere al centro dell'attenzione, l'essere competitivi, il discutere con coinvolgimento degli argomenti futili pi alla moda in un dato momento, esprimere inutili opinioni su qualunque avvenimento... e cos via. D'altra parte diventeremo sempre pi interessanti e riconoscibili agli occhi di chi ha intrapreso un percorso di risveglio come noi, o di chi possiede anche solo una visione pi profonda dell'esistenza rispetto alla norma.

economizzare l'energia
L'uomo ha in s la capacit di costruire un nuovo corpo che gli permette di cogliere la quarta dimensione, una

realt completamente diversa da quella che percepisce nelle condizioni ordinarie, una realt che agli altri risulta accessibile solo per mezzo delle droghe, ma per fare ci ha bisogno di una quantit notevole di energia. All'inizio tale energia viene ricavata semplicemente dalla drastica riduzione degli sprechi. Un uomo infatti, possiede gi nella sua macchina biologica l'energia necessaria a iniziare il lavoro su di s, ma non ne pu disporre perch la disperde continuamente in attivit inutili e dannose. Il suo primo obiettivo deve essere quindi il risparmio di energia. Questo gli consentir di disporre della quantit di energia necessaria a fare sforzi per il ricordo di s. Gli sforzi per ricordare se stessi necessitano di molta energia. Tali sforzi con il tempo produrranno episodi di reale ricordo di s, e questi faranno affluire ulteriore energia da reimpiegarsi nel lavoro. Per risparmiare energia dobbiamo lottare contro le abitudini che ci costringono a disperderla. Sprechiamo energia provando emozioni negative di ogni sorta (quando siamo in ansia, quando ci arrabbiamo con qualcuno, quando siamo nervosi, quando siamo depressi, ecc), sprechiamo energia lasciandoci ossessionare dall'immaginazione negativa (pensiamo a episodi spiacevoli che potrebbero accadere a noi o ai nostri cari, costruiamo dialoghi immaginari nella nostra testa, alimentiamo inutili fantasie di ogni sorta, realizzabili o irrealizzabili, ecc) e sprechiamo energia utilizzando male il nostro corpo (nel compiere ogni movimento contraiamo molti pi muscoli di quelli necessari, assumiamo posture sbagliate, ecc). Emozioni negative e immaginazione negativa verrano trattate nei successivi capitoli, mentre riguardo all'energia che viene sprecata a causa di un cattivo utilizzo del corpo accenneremo qualcosa subito. Ogni giorno disperdiamo una grande quantit di energia nella contrazione di muscoli che non sono interessati nel movimento che stiamo compiendo, oppure nella contrazione sproporzionata dei muscoli interessati in tale movimento. Ad esempio, nel semplice atto di piantare un chiodo in una parete contraiamo un inimmaginabile numero di muscoli che non dovrebbero venire coinvolti in quell'atto (muscoli del viso, delle spalle, delle gambe, ecc) e contraiamo sia i muscoli necessari che quelli non necessari con un'intensit sufficiente a trainare il vagone di un treno! Le posture che assumiamo durante il giorno e il nostro modo di camminare sono scandalosamente antieconomici. In particolare la contrazione dei muscoli del viso, che non quasi mai necessaria, accompagna tutte le nostre attivit (probabilmente avete i muscoli della fronte contratti anche adesso che state leggendo) e causa una fuoriuscita continua di preziosa energia. Ci sono molte persone che vivono l'intera giornata con la fronte aggrottata, lo sguardo corrucciato o la mandibola serrata; tanti digrignano i denti anche di notte. Tutti viviamo con i muscoli del collo e delle spalle - il trapezio - perennemente contratti. Se in questo momento portate la vostra attenzione alle spalle e provate a rilassarle vi accorgete di averle tenute contratte, senza motivo, fino ad ora. Rientra nell'opera di economizzazione dell'energia portare periodicamente durante la giornata la nostra attenzione sui muscoli del volto e cercare di rilassarli. Lo stesso deve essere fatto per il collo e le spalle. Ogni qualvolta ce ne ricordiamo, la postura che abbiamo assunto in un dato momento per parlare, per scrivere o per aspettare il bus - deve essere osservata scrupolosamente, mettendo l'accento sui muscoli che non dovrebbero essere contratti e invece o sono, poich non siamo consapevoli del nostro corpo e questo quasi un estraneo per noi.

la gestione dell'energia
Un ultimo appunto riguarda l'afflusso di energia che accompagna gli esercizi di ricordo di s. Un individuo che decide di fare sforzi a lungo e in maniera intensa consuma molto energia, ma allo stesso tempo il frutto di questi sui sforzi - il ricordo di s - introduce energia e innalza la sua frequenza vibratoria. Se egli non seguito da qualcuno che pi avanti di lui sul percorso del risveglio (e qui si ripresenta la necessit di lavorare all'interno di una scuola) non sa come utilizzare

questa nuova energia, la quale, se non correttamente indirizzata, si riversa nella personalit ingigantendone le caratteristiche. L'individuo potrebbe andare incontro a maggiore irritabilit, nervosismo, mal di testa, crisi depressive, sbalzi d'umore, disarmonia nella capacit decisionale (scelte improvvise condotte in maniera irrazionale). E' dunque necessario che chi svolge tali esercizi si tenga sotto costante osservazione, diventi lo spettatore e l'analizzatore di se stesso, dei suoi pensieri e delle sue emozioni, in modo da accorgersi di quando il suo carattere inizia a manifestarsi con toni esasperati. Quando si rilevano tali disarmonie consigliabile interrompere ogni esercizio e concentrarsi esclusivamente sugli altri aspetti del lavoro di risveglio: osservazione delle emozioni negative e controllo dell'immaginazione negativa. Testi sull'argomento: LA PORTA DEL MAGO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) RISVEGLIO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) LA QUARTA VIA P.D. Ouspensky, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1974 (1921-1946) FRAMMENTI DI UN INSEGNAMENTO SCONOSCIUTO P.D. Ouspensky, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1976 (1915-1923) IL RICORDO DI SE' Robert Earl Burton, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1994 (1991) LA MACCHINA BIOLOGICA UMANA E. J. Gold, Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 1999 (1991) IL LAVORO PRATICO SU SE STESSI E. J. Gold, Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 2004 (1989) OfficinaAlkemica

LE EMOZIONI NEGATIVE
Noi ci eleviamo inginocchiandoci, Conquistiamo arrendendoci, Guadagniamo rinunziando. il Maestro a Ercole, nel mito dell'Idra Per mezzo del ricordo di s si prende atto del proprio stato di addormentamento, si guadagna energia utile per il lavoro successivo, si sviluppa la forza di volont, si acquisisce la capacit di essere presenti in corrispondenza di determinati eventi e, a livello alchemico, si costruiscono i corpi sottili, fra cui il pi importante il corpo dell'anima. Ma il ricordo di s solo una parte del lavoro. Per costruirsi un corpo immortale in grado si ospitare il S indispensabile lavorare assiduamente su pi fronti contemporaneamente. La parte pi consistente e pi difficile del lavoro va compiuta sull'immaginazione negativa e sulle emozioni negative. Sia ben chiaro che lo stato di risveglio uno stato emozionale superiore , non mentale. La costruzione del corpo per l'anima e la conseguente apertura del Cuore sono fatti che concernono le emozioni superiori, cio la capacit dell'uomo di guardare il mondo attraverso le emozioni superiori

anzich attraverso le emozioni negative, e quindi di cogliere il Vero e il Bello. Il corpo dell'anima costituito di emozioni superiori e ci permetter di vedere il mondo attraverso tali emozioni. La nostra macchina biologica invece costituita di immaginazione negativa ed emozioni negative e ci costringe a vedere il mondo attraverso di esse. Le emozioni superiori - e quindi il corpo di gloria - si sviluppano in due modi: a) per mezzo del NUTRIMENTO che ci viene dalle cose belle che gi adesso siamo in grado di vedere intorno a noi e che ci provocano emozioni superiori. Non dobbiamo farci sfuggire nessuna occasione per cogliere pi Bellezza che possiamo e per emozionarci di fronte a questa Bellezza: si va dalle manifestazioni artistiche agli eventi quotidiani che possono commuoverci. Dobbiamo educarci al Bello ponendo l'attenzione sul Bello che gli altri uomini manifestano. La percezione del Bello in una cosa o in una situazione provoca emozioni superiori: amore, compassione, tenerezza, perdono, ... coltivare queste emozioni il metodo pi rapido e sicuro per costruire il corpo dell'anima. b) attraverso un lavoro alchemico mirato sulle emozioni negative. I due metodi sono complementari e indispensabili entrambi: si lavora simultaneamente sul ravvivare e incrementare le emozioni superiori che gi siamo in grado di provare e sulla trasmutazione di quelle negative che ci impediscono di cogliere la realt per come intrappolandoci nell'illusione. Si tenga ben presente che il lavoro su immaginazione ed emozioni negative deve iniziare parallelamente agli esercizi sul ricordo di s. L'immaginazione negativa e le emozioni negative ci fanno perdere consistenti quantit di energia. Se non possediamo una sufficiente quantit di energia il ricordo di s ci appare impossibile; esso infatti comporta un enorme dispendio di energie. Allo stesso tempo il riuscire a essere presenti - anche se non ancora il vero ricordo di s - ci permette di guadagnare energia. Se per dovessimo procedere con il lavoro sul ricordo di s senza aggiungere un parallelo lavoro su immaginazione negativa ed emozioni negative, perderemmo in queste manifestazioni tutta l'energia guadagnata grazie ai momenti di ricordo. Un'arrabbiatura di qualche minuto, o qualche ora di depressione, possono far perdere la quantit di energia accumulata in settimane di sforzi per rimanere svegli. La manifestazione senza controllo di emozioni negative fa subire un crollo alla frequenza delle nostre vibrazioni, ci scarica energeticamente e avvelena le nostre cellule anzich favorirne la trasmutazione. Se non lavoriamo su di esse non facciamo altro che versare acqua in uno scolapasta e ci troviamo continuamente al punto di partenza. Inoltre l'energia acquisita nei momenti in cui ci ricordiamo di noi tende a seguire spontaneamente la linea di minor resistenza e va a rafforzare i vecchi schemi mentali e le vecchie emozioni negative della macchina, quindi, se entrambi non vengono sorvegliati fin dal primo momento, le nostre paure, le nostre rabbie e i nostri pregiudizi diventano sempre meno gestibili e il nostro stato diviene pi penoso di quello da cui siamo partiti. Per inciso utile rammentare - e non lo si rammenta mai abbastanza - che le pratiche di meditazione o di ricordo di s non costituiscono di per s stesse il lavoro di risveglio, e possono divenire pericolose quando non vengono inserite in un contesto di lavoro su di s globale: l'energia che l'individuo accumula meditando o ricordandosi di s scorre nei vecchi schemi mentali e nei vecchi schemi emotivi, peggiorando la sua situazione. Simili sono le conseguenze della recitazione di mantra: tale pratica, se non accompagnata da un lavoro di risveglio a 360 gradi, pu portare a una tranquillit di natura ipnotica, che esattamente il contrario di ci che vorremmo ottenere. Non ci si lasci quindi ingannare dalle condizioni estatiche o dalle 'visioni' a carattere mistico che il persistere su alcune tecniche a volte provoca, perch tali manifestazioni quasi mai coincidono con un effettivo risveglio.

Un nuovo ambiente mentale


Le emozioni negative pi comuni sono: rabbia, desiderio di vendetta, odio, invidia, ogni forma di gelosia, senso di colpa, depressione, frustrazione, lamentela, critica, nostalgia, malinconia, paura, ansia, dispiacere, senso di inadeguatezza, senso del possesso, senso di attaccamento alle cose e alle persone, tutti i generi di fastidio: verso chi non la pensa in modo giusto, verso chi non si comporta in modo giusto, ecc. Il lavoro sulle emozioni negative inizialmente un lavoro mentale. Noi infatti proviamo emozioni negative perch le giustifichiamo mentalmente e quindi, per fare un buon lavoro, dobbiamo rivedere il nostro vecchio modo di ragionare. Di norma pensiamo che in certe occasioni sia giusto infastidirsi o arrabbiarsi, oppure provare ansia o essere depressi. La giustificazione di tali emozioni radicata nel nostro inconscio, per cui esse possono ormai esprimersi meccanicamente senza dover affrontare alcun freno cosciente da parte dell'individuo. Gli unici freni alle emozioni negative sono quelli imposti dalla societ, quindi non sono voluti, ma sono anch'essi divenuti inconsci e dunque meccanici. Pertanto quando esprimiamo le emozioni pi 'basse', cos come quando le reprimiamo, tutto avviene meccanicamente. La fase pi importante del lavoro consiste nel convincere prima la mente conscia poi quella inconscia che le emozioni negative non hanno alcuna giustificazione. La mente giustifica le emozioni e le tiene vive, quindi sulla mente bisogna lavorare affinch si crei un ambiente mentale in cui le emozioni negative appaiono per quello che sono. Esse da un lato sono manifestazioni che ci sottraggono energia e ci fanno soffrire - se le consideriamo inevitabili e lasciamo che abbiano il sopravvento - dall'altro lato sono strumenti indispensabili alla nostra trasformazione - se cominciamo a osservarle e a lavorarci nel modo corretto. Vedremo pi avanti quanto esse in realt siano elementi insostituibili del nostro lavoro e non vadano quindi ritenute difetti della persona o manifestazioni sbagliate. Se esse esistono in noi c' un motivo, non vanno perci mai n represse n eliminate. Esse rappresentano la fondamentale sostanza da cui ricaviamo le emozioni superiori e, di conseguenza, il nostro nuovo corpo. Ma per ora bene aver chiaro quanto risulti dannoso giustificarle e appoggiarle.

Si lavora a partire dalla mente conscia introducendo le nuove idee che vengono trattate in questo sistema di pensiero. Abituandosi a pensare in maniera differente si creano nuovi schemi di pensiero nel corpo mentale e questo fa s che in seguito questi nuovi schemi diventino a loro volta inconsci e prendano il posto di quelli vecchi. Lo scopo di questo lavoro fare in modo che al nascere dell'emozione negativa una parte della nostra coscienza non si identifichi completamente con essa, ma si ricordi di s e assuma immediatamente il controllo della situazione cercando di opporre resistenza ai pensieri negativi che inevitabilmente accompagnano tale emozione, e tentando di non lasciarsi coinvolgere integralmente da essa. L'attrito che viene a crearsi durante questi tentativi di opporsi alla meccanicit consente la fabbricazione del corpo dell'anima. Il passo successivo sar non provare pi emozioni negative e percepire tutto direttamente attraverso le emozioni superiori. In questo modo i fatti del mondo che attraverso i vecchi schemi di pensiero venivano percepiti come brutti, dai nuovi schemi dell'anima vengono immediatamente percepiti per quello che realmente sono oltre l'illusione: Bellezza allo stato puro. Qualcuno potrebbe chiedersi: "Chi ci garantisce che non stiamo solo sostituendo vecchi meccanismi con nuovi meccanismi - come accade nell'ipnosi, nella programmazione mentale o nel pensiero positivo - e che in tutto questo l'anima c'entri veramente qualcosa?" Rispondiamo che il nostro un lavoro COSCIENTE e VOLONTARIO; questo significa che per ottenere un cambiamento stiamo operando uno sforzo cosciente andando contro qualcosa che MECCANICO e INVOLONTARIO. Se noi utilizziamo una qualsiasi forma di programmazione mentale alla fine del nostro lavoro rimaniamo addormentati esattamente come prima, con la sola differenza che adesso siamo schiavi di meccanismi differenti da quelli precedenti. Con il risveglio invece noi diventiamo liberi di provare le emozioni che vogliamo e di pensare ci che vogliamo: vediamo la realt sottostante

l'illusione e di conseguenza possiamo scegliere se arrabbiarci oppure no; ma fino a quando non vediamo la realt siamo costretti ad arrabbiarci senza alcuna possibilit di scelta. Deve esser chiaro che la differenza non sta nell'assumere un comportamento 'buono' piuttosto che uno 'cattivo' rimanendo sempre limitati alla sfera della macchina biologica - bens nel vedere o non vedere cosa sta accadendo realmente, e nella libert di agire come pi ci pare, magari anche con lo stesso comportamento di prima! Psicoanalisi, pensiero positivo, ipnosi, programmazione neurolinguistica e molte altre tecniche si limitano ad agire nell'ambito della nostra macchina, permettendoci di ottenere una macchina che ci piace di pi o che ci pi utile nella vita sociale, ma non agiscono 'alla radice', non ci consentono di traslare il nostro centro di consapevolezza dalla macchina biologica all'anima e non ci dischiudono la verit oltre le apparenze. Quando va bene ottengono come risultato la creazione di una prigione un po' pi confortevole per noi e per chi ci circonda. Un'altra frequente domanda : "Tutta la gioia e l'amore che si provano in questo nuovo stato non potrebbero essere frutto di un forte autoconvincimento che impedisce di vedere la vita con tutte le sue reali sofferenze? Non forse un modo per fuggire alla vita entrando in un delirio di beatitudine allucinatoria?". Chi pone questa domanda lo fa da uno stato di coscienza diverso da quello risvegliato. Quando si ancora identificati con la macchina pu sorgere la paura di divenire vittime di un lavaggio del cervello di natura tale da annullare anche solo la possibilit del dubbio circa la veridicit del nuovo stato di coscienza. Ma questa paura pu sorgere unicamente in un individuo che ancora identificato con la sua mente e che immagina lo stato risvegliato come un 'diverso stato della mente', non come uno stato sovramentale . Nello stato risvegliato si guarda a partire dall'anima e si vede la propria mente dal di fuori, la si guarda mentre lavora e pensa; qualcosa di totalmente diverso da ogni fenomeno possiamo immaginare adesso utilizzando la nostra mente. Se lo si immagina unicamente come un differente stato della propria mente, magari pi gioioso e rilassato, allora non si capito nulla, e possono ancora sorgere domande come la precedente. Ma quando si in quello stato si pu solo ridere di tali domande!

Perch le emozioni negative non sono giustificabili e vanno trasformate?


a) Le emozioni negative nascono dall'incapacit di vedere quello che veramente accade nel mondo intorno a noi; se noi vedessimo la realt non proveremmo mai emozioni negative. Inoltre la loro manifestazione incontrollata le rende pi forti e aumenta questa incapacit di vedere innescando un circolo vizioso: pi siamo depressi, pi vediamo il mondo brutto, pi lo vediamo brutto pi ci deprimiamo. Noi crediamo che un evento esterno oggettivo causi il nostro fastidio, invece sono i vecchi schemi di pensiero che abbiamo dentro - i pregiudizi sulla realt - a farci vedere un determinato evento cos come lo vediamo; e un evento visto dall'interno degli schemi di pensiero della macchina risulta completamente falsato. Tutti i Maestri risvegliati affermano che il mondo Bello. Essi vivono in un costante stato di Gioia dovuto a un senso di innamoramento per la vita che li pervade in maniera stabile. Se noi viviamo nella sofferenza anzich nella Gioia ci dovuto alla cronica incapacit della macchina di percepire la Bellezza della realt. Siamo ciechi. Non abbiamo occhi per vedere. Quest'affermazione deve entrare a far parte del nostro intero essere. Non siamo in grado di vedere cosa sta accadendo, quindi ogni nostra opinione sul mondo allucinata gi alla radice. I meccanismi della macchina ci impediscono SEMPRE di vedere la realt, e ogni emozione negativa aggiunge un velo ulteriore, perch rafforza la nostra fede nella veridicit dell'allucinazione che abbiamo sotto gli occhi, immergendoci in un circolo vizioso di falsit. Ges chiamava la nostra dimensione il "mondo della menzogna", Budda la definiva l'illusione, nella tradizione ind si parla di Maya. Riportiamo un esempio: un uomo ruba il portafoglio a un altro. Non vero, non mai successo, su questo pianeta nessuno pu rubare qualcosa a qualcuno; in realt sta accadendo tutt'altro, ma dall'interno dei

nostri schemi mentali potremmo giurare di vedere un uomo che ruba il portafoglio a un altro. L'illusoriet di quanto percepiamo un concetto difficile da afferrare per chi sempre vissuto in un'allucinazione, perch l'allucinazione consensuale, cio tutti la condividono e la confermano. Ma chi uscito dall'allucinazione vede con certezza che nessuno pu rubare portafogli. A livello fisico si muovono certe energie, quindi quell'uomo sta effettivamente compiendo quell'azione, ma non ha niente a che vedere col rubare qualcosa a qualcuno. Lo stesso vale per l'omicidio: due uomini compiono delle azioni uno rispetto all'altro, ma il fatto che uno abbia ucciso l'altro un'invenzione della nostra macchina, un'interpretazione fornita dai nostri meccanismi condizionati, dai nostri pregiudizi mentali. Sulla Terra non mai accaduto che qualcuno uccidesse qualcun altro!

Approfondiamo questo primo punto perch quello fondamentale. Ci accade un evento: qualcuno fa un'affermazione dispregiativa nei nostri confronti. Noi non possiamo ancora usare il Cuore per vedere cosa accaduto realmente perch non siamo identificati con il s, l'anima, pertanto la nostra macchina interpreta l'evento secondo i suoi schemi meccanici: "Mi hanno insultato". L'interpretazione mentale della macchina ci fa provare un'emozione negativa: ci arrabbiamo. L'emozione negativa abbassa la frequenza delle nostre vibrazioni - cio aggiunge un ulteriore velo all'illusione - e ci rende ancor pi distanti dalla realt. Meno vediamo, pi tutto diventa allucinato, quindi rispondiamo all'insulto... l'altra persona si esaspera ulteriormente... e poi si arriva alle grida e alla rissa in una spirale discendente. Diventa pi chiaro adesso perch si detto che il lavoro va inizialmente condotto sulla mente. Il processo di alterazione della realt inizia sempre da una interpretazione errata da parte della mente della macchina, e avviene inconsciamente, cio prima che la nostra parte conscia abbia il tempo di intervenire in qualsiasi modo. Al fine di imparare a cogliere la realt attraverso emozioni superiori il lavoro pi arduo va compiuto prima a livello della mente cercando di convincere la personalit che allo stato attuale non in grado di conoscere nulla circa gli eventi che le accadono. b) Le emozioni negative ci privano dell'energia necessaria al risveglio. Praticando gli esercizi per il ricordo di s ci accorgiamo presto che per risvegliarsi occorrono grandi quantit di energia, perch si tratta di mantenere un livello di attenzione elevatissimo e, soprattutto, di costruire un nuovo corpo con le nostre stesse forze. Il motivo per cui a volte il ricordo di s sembra impossibile proprio la mancanza di energia. Se avessimo pi energia potremmo fare pi sforzi per ricordarci di noi, e questo ci sveglierebbe alle dimensioni superiori e costruirebbe il nostro corpo dell'anima. La lamentela, le arrabbiature, il nervosismo, il fastidio verso cose o persone, il continuo dialogo interiore della mente, scaricano all'esterno la preziosa energia che invece dovremmo utilizzare per la nostra trasformazione. Se l'obiettivo ci appare inarrivabile il motivo che manifestiamo emozioni negative e ci perdiamo nell'immaginazione negativa. c) Le emozioni negative, cos come gli schemi di pensiero che ne sono all'origine e che le giustificano, non appartengono a noi: sono fenomeni esterni a noi. L'anima utilizza una macchina biologica, la quale ha un suo modo di pensare circa il mondo e di conseguenza prova certe emozioni... ma tutto ci non siamo noi. Noi non siamo la nostra macchina, bens un'anima che attualmente identificata con una macchina. L'anima identificata con la macchina perch attualmente non possiede un altro corpo attraverso cui manifestarsi. Noi possiamo costruirle questo corpo utilizzando e trasformando gli elementi stessi della macchina. Inoltre ci che costituisce la macchina con cui siamo identificati materiale preso dal pianeta, materiale che la macchina attira a s per simpatia vibratoria . Essa entra continuamente in risonanza con pensieri ed emozioni che attraversano l'atmosfera del pianeta. Quando noi proviamo un'emozione negativa ci stiamo stupidamente identificando con oggetti emotivi che passano nell'aria e che la nostra mente ha attratto a s e ha fatto suoi. Se la nostra mente pensasse in maniera

corretta, al sopraggiungere di un certo pensiero e di una certa emozione non li giustificherebbe, ma li riconoscerebbe come oggetti di passaggio inutili e assurdi e non si identificherebbe con essi. Invece la nostra mente convinta che quelle emozioni siano sue, che sia giusto provarle e che non esista modo per smettere di provarle! L'emozione negativa che viaggia nell'aria solo una vibrazione con una certa frequenza, non un pensiero definito, gi formato. Per esempio, mentre siamo in coda alla posta nell'atmosfera girano determinate vibrazioni di bassa natura emanate dalle altre persone in coda che si lamentano. Ammettiamo che si lamentino perch stanno pagando bollette troppo care, ma noi non ci sentiamo minimamente coinvolti perch non dobbiamo pagare delle bollette. Tali vibrazioni investono comunque la nostra macchina. Se ci arrivasse un pensiero di lamentela rivolto in modo specifico alle bollette noi lo riconosceremmo subito come non nostro e lo scacceremmo, perch in tal caso ci accorgeremmo di non avere nessun motivo razionale per lamentarci. Il problema che arriva solo una vibrazione, non un pensiero gi costruito, e tale vibrazione entra in risonanza con una vibrazione corrispondente che si trova gi fra i nostri meccanismi, cio qualcosa che ci appartiene. Se gi in partenza all'interno della nostra macchina non esistesse alcuna tendenza verso queste manifestazioni basse, non attireremmo pi emozioni e pensieri di natura bassa. Ma se noi solitamente ci lamentiamo del governo, o dell'economia mondiale, possediamo comunque la vibrazione della lamentela gi dentro di noi, quindi entriamo in risonanza con quella vibrazione di lamentela che c' in coda alla posta, con la sola differenza che noi cominceremo a costruire pensieri di lamentela circa il governo, non circa le bollette troppo care, e a provare emozioni negative conseguenti a quel pensiero. In questo modo, anche se tali basse vibrazioni sono oggetti estranei a noi, noi non li riconosciamo come estranei, perch li coloriamo con la nostra personale sfumatura di pensiero (il governo, piuttosto che l'economia, la guerra o la pettinatura del nostro partner), dunque li riteniamo nostri e li alimentiamo rimuginandoli a lungo. L'emozione negativa un'energia dotata di una certa frequenza piuttosto bassa che entra nella nostra macchina seguendo la linea di minor resistenza che qui trova, cio seguendo il canale pi largo che si formato in noi grazie alle nostre abitudini di pensiero. Lavorando assiduamente su pensieri ed emozioni negative facciamo s che anche le tendenze interiori che gi sono radicate dentro di noi (per cause genetiche e abitudini socio-ambientali) con il tempo si affievoliscano, fino a scomparire. Evitando di alimentarle a ogni occasione esse infatti progressivamente muoiono per mancanza di cibo. d) Le emozioni negative vanno a inquinare il piano emotivo del pianeta, e contemporaneamente gli schemi di pensiero che le sottendono vanno a inquinare il piano mentale del pianeta. Ogni volta che ci abbandoniamo a una emozione negativa danneggiamo tutti gli abitanti del pianeta, i quali grazie a noi troveranno pi facile arrabbiarsi, lamentarsi o sentirsi frustrati. Chi causa l'odio e la guerra nel mondo? Noi, ogni volta che siamo in guerra con qualcuno e proviamo odio. Vogliamo la pace ma lavoriamo in maniera sistematica contro la pace tutte le volte che durante il giorno critichiamo il comportamento di qualcuno... compreso il comportamento di chi fa la guerra. Le nostre critiche e i nostri bisticci coi parenti si riverberano nell'atmosfera emotiva del pianeta e vanno a inasprire i conflitti che gi ci sono in tutto il mondo. Guerra, sfruttamento e prevaricazione che sono dentro di noi sono la causa degli stessi fenomeni a livello planetario. Se da qualche parte ci sono dei bambini costretti a lavorare dodici ore al giorno i responsabili siamo proprio noi... si... proprio noi che abbiamo firmato la petizione contro lo sfruttamento minorile operato dalle multinazionali e poi riempiamo l'atmosfera di escrementi provando emozioni negative alla vista di un certo uomo politico o di un certo nostro parente. Inquiniamo la stessa atmosfera emotiva e la stessa atmosfera mentale in cui crescono le nuove generazioni di bambini, i quali dopo pochi anni sono gi pieni di emozioni negative e pensieri di una banalit e di una uniformit sconcertanti. Fino a quando emetteremo anche una sola emozione

negativa saremo corresponsabili dell'odio fra ebrei e palestinesi cos come del terrorismo internazionale, il quale si alimenta proprio grazie al nostro contributo. Si sta parlando di un fenomeno perfettamente fisico, non morale. e) Le emozioni negative e gli schemi di pensiero che le sottendono - la separativit, la competitivit, il senso di inadeguatezza - servono da nutrimento alle entit che si trovano sugli altri piani del globo terrestre. Abbiamo appena parlato di inquinamento emotivo e mentale causato dalle vibrazioni emotive e mentali emesse dalle macchine umane, che vanno a unirsi a quelle che gi appestano l'atmosfera e poi ricadono sugli uomini stessi. Accenniamo adesso ai defunti che abitano i piani sottili del pianeta. Ebbene questi defunti solitamente si aggirano intorno a noi, si nutrono delle nostre emanazioni pi basse e fanno di tutto perch noi ne emettiamo sempre di pi influenzando il nostro comportamento. Questo nutrimento non per nulla metaforico, ma reale e tangibile per chiunque sia chiaroveggente. Uguale condotta segue un altro genere di entit, ancora pi pericoloso: i diavoli, cio gli esseri della divisione. Anche queste entit vivono nutrendosi di ogni nostro pensiero separativo e di ogni nostra emozione negativa. All'inizio essi si precipitano su di noi non appena cominciamo a emettere rabbia, odio, depressione, frustrazione e cos via, succhiando letteralmente la vibrazione da noi emessa e ingrassandosi di essa. Ma dopo breve essi ci circondano quotidianamente, entrano in simbiosi con noi, tanto che a un certo punto noi viviamo solo per fornire cibo a loro. Ci spingono a emettere vibrazioni sempre pi basse e in numero sempre maggiore, perch tali vibrazioni per loro sono di importanza vitale. Non stiamo ancora parlando di casi di completa possessione da parte di entit dei piani pi sottili sebbene anche questo sia un fenomeno frequente - ma della situazione in cui ognuno di noi, chi pi chi meno, agisce quotidianamente: siamo circondati da schiere di diavoli che ci spingono alla guerra, all'odio, allo sfruttamento del prossimo. Vorremmo a questo punto far notare che noi non siamo vittime inermi, ma corresponsabili del fatto che essi ci usano come amplificatori di emozioni basse sulla Terra, e lo siamo nella misura in cui diveniamo consapevoli di poterci liberare ma non lo facciamo. In questo particolare periodo storico di risveglio per la Terra e per l'umanit tali entit si organizzano continuamente a livello planetario per impedire con qualsiasi mezzo che gli uomini aprano il proprio Cuore e che smettano cos di produrre cibo per loro. Noi tutti i giorni possiamo scegliere di lavorare consapevolmente su noi stessi, e quindi produrre energia per l'evoluzione della Terra e del Sistema Solare, oppure possiamo scegliere di vivere nella normalit, continuando a fornire energia a queste infime entit. Esattamente come ogni altro essere vivente occupiamo una precisa posizione nella catena evolutiva dell'universo: mangiamo e siamo mangiati. Volenti o nolenti l'energia che produciamo alimenta comunque delle forze superiori a noi che di tale energia si cibano e che grazie a essa crescono. Noi possiamo per decidere la qualit dell'energia prodotta, la quale andr cos ad alimentare certe forze piuttosto che altre, angeli piuttosto che diavoli. (Per saperne di pi su queste entit e su come operano rimando all'esauriente articolo "Vendere l'anima al diavolo"). f) Trasformando le emozioni negative da esse si ricavano le emozioni del Cuore, le emozioni superiori. La trasmutazione delle emozioni negative in emozioni superiori un raffinato processo alchemico. La vera al-kimiya il lavoro che l'uomo compie su di s per costruire il corpo dell'anima trasmutando le emozioni provate dalla macchina da negative in superiori. Per farlo deve essere presente, deve ricordarsi di s, durante l'espressione delle emozioni negative. Ribadiamo che il nostro nuovo corpo deve essere interamente costruito con le emozioni superiori. Ci consente di percepire il mondo emozionalmente anzich mentalmente, attraverso le emozioni superiori anzich i vecchi schemi di pensiero e le emozioni negative. La maggior parte di noi prova gi delle emozioni superiori. Ogni volta che perdoniamo, ci

commuoviamo, proviamo amore disinteressato, o compassione (non piet) siamo nelle emozioni superiori, e questo pu accadere perch in realt il corpo della nostra anima in una certa misura gi sviluppato (in qualcuno molto, in qualcuno quasi per nulla), ma senza un preciso lavoro su di s questi rimarranno eventi sporadici e fuori dal nostro controllo. Noi vogliamo poter provare gioia quando lo vogliamo, indipendentemente dal mondo esterno, utilizzando le potenzialit del corpo di gloria e del suo organo di espressione: il Cuore.
Testi sull'argomento: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006) RISVEGLIO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) IL POTERE DI ADESSO Eckhart Tolle, Armenia, Milano 2004 (1997) IL POTERE DELLA KABBALAH Yehuda Berg, Tea, Milano 2005 (2004) L'APERTURA DEL CAMMINO Isha Schwaller de Lubicz, Edizioni Riza, Milano 1999 (1985) LA MACCHINA BIOLOGICA UMANA E. J. Gold, Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 1999 (1991)

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IMMAGINAZIONE NEGATIVA
Ogni secondo di ricordo di s penetra l'"immaginazione" e apre una breccia nell'eternit. Robert E. Burton

Abbiamo constatato quanto sia pericoloso giustificare e alimentare le emozioni negative, ma abbiamo altres constatato che esse sono la base di partenza per la nostra futura gioia e per la fabbricazione dei "corpi sottili". Adesso possiamo decidere di lavorare con la "materia emozionale", per, dal momento che una grande percentuale di emozioni negative origina dall'immaginazione negativa si dovr compiere un parallelo e attento lavoro anche su quest'ultima. Per amor di precisione apriamo quindi una parentesi dove illustriamo la differenza fra immaginazione negativa e visualizzazione . Immaginazione negativa. Rientra sotto questa dicitura ogni genere di immaginazione o "dialogo interno" che avviene nella nostra macchina biologica e non da noi n voluto n controllato. La sua pericolosit sta in due caratteristiche: a) da essa trae origine la maggior parte delle emozioni negative che proviamo durante la giornata; b) essa in grado di far riaffiorare e poi alimentare un'emozione negativa anche a distanza di ore, giorni o mesi dall'evento che ha causato tale emozione. Facciamo qualche esempio del primo genere: alla vigilia di un esame o di un colloquio di lavoro la nostra mente comincia a costruire situazioni immaginarie che incrementano la tensione e la paura.

Alla vigilia di un incontro con un parente per il quale non proviamo alcuna simpatia la nostra mente costruisce dialoghi immaginari in cui si arriva agli insulti o alle percosse. Mentre il nostro partner in vacanza con amici la nostra mente immagina senza freno situazioni di tradimento oppure disgrazie come incidenti o malattie. L'ipocondria immaginazione negativa. Ogni pensiero ossessivo origina dall'immaginazione negativa. Tutte queste immaginazioni fanno fremere la nostra macchina a livello emotivo come se stessimo vivendo le situazioni immaginate. Facciamo ora qualche esempio del secondo genere di immaginazione negativa: dopo un incidente stradale nel quale ci siamo infuriati con l'altro automobilista andiamo a casa e trascorriamo ore a pensare a cosa gli avremmo detto o a cosa gli avremmo fatto, riprovando cos la stessa emozione di rabbia e frustrazione. Ripensando a una situazione spaventosa riproviamo ripetutamente la stessa paura e ripensando al partner che ci ha lasciato riproviamo per mesi la stessa nostalgia per i momenti belli passati insieme. Ripensando a quel politico o a quell'evento sociale inaudito costruiamo mentalmente situazioni in cui noi litighiamo con quel politico o interveniamo con violenza per risolvere una situazione; allora la nostra macchina vibra di fastidio o rabbia. Le emozioni negative scaturite dall'immaginazione negativa producono sull'ambiente tutti gli effetti descritti nel capitolo sulle emozioni negative. Il fatto che tutto avvenga nella nostra mente non fa alcuna differenza, in quanto la macchina quando pensa emette le sue basse vibrazioni e i suoi pensieri-spazzatura nello spazio. A ben guardare fanno parte dell'immaginazione negativa pure tutti quei "dialoghi interni" e quelle scene da film che la nostra mente immagina e che non producono emozioni negative, ma ci fanno invece provare piacere o gratificazione personale. Nei nostri sogni a occhi aperti immaginiamo di vincere alla lotteria, di avere un incontro amoroso con un famoso attore, di avere successo sul lavoro, di fare un bel discorso con gli amici, di essere gli eroi o i Maestri in mille situazioni. Anche tutti i 'sogni a occhi aperti' riguardanti il nostro partner, di cui siamo follemente innamorati, rientrano nell'immaginazine negativa, e un giorno, quando ci abbandoner, invece che dai sogni saremo ossessionati da scene di gelosia, violenza, vendetta e disperazione. Inizialmente i 'sogni a occhi aperti' non causano rabbia o paura, tuttavia possono causare emozioni di gratificazione, euforia, senso di esaltazione personale che appartengono sempre al mondo della macchina e che, in quanto tali, sono anch'esse frutto di una visione alterata della realt. Con il loro manifestarsi rendono tale visione sempre pi allucinata, inoltre, prima o poi, richiameranno inevitabilmente - per effetto della Legge di Compensazione - una dose corrispondente di emozioni negative (vedi l'euforia dovuta all'innamoramento e le corrispondenti rabbia e depressione dovute all'abbandono). Resta il fatto che quando cominciamo a contrastare l'immaginazone negativa, all'inizio ci conviene concentrare la nostra attenzione su quei pensieri direttamente collegati a emozioni negative (lamentela, rabbia, giudizio, ansia, tensione, ecc), perch pi dannosi dal punto di vista dello spreco di energia e pi facilmente distinguibili nella miriade di oziosi pensieri quotidiani. Visualizzazione. Accenniamo alla visualizzazione perch tale concetto viene talvolta confuso con quello di immaginazione negativa e si pensa che eliminare quest'ultima significhi togliere all'uomo anche la sua facolt di sognare e di creare. Niente paura, queste magnifiche facolt umane permangono e fanno appunto parte della visualizzazione. Questa l'indispensabile capacit di immaginare e costruire col pensiero in maniera voluta e cosciente. Immaginare cosa si dir prima di un incontro importante molto utile se lo si fa in maniera controllata, cio senza ripetere le stesse scene ossessivamente per decine di volte e, soprattutto, senza scivolare nella tensione e nell'ansia (emozioni negative). Anche ricostruire la scena di un incidente o il filo dei discorsi che si sono fatti in una certa occasione molto utile ed anche un buon esercizio di addestramento della mente, ma anche qui indispensabile non farlo con il fine di replicare le stesse basse emozioni - il che rientrerebbe nell'immaginazione negativa.

Inoltre la visualizzazione un elemento importante della creativit: gli artisti creano i mondi che poi rappresentantano nelle loro opere immaginandoli, ma ci ben diverso dal sognare a occhi aperti di vincere alla lotteria o di diventare un messia che salva l'umanit. Ricordo di s. Durante la giornata, ogni volta che ce ne ricordiamo, dobbiamo chiederci cosa stiamo pensando e perch. sufficiente porsi una domanda: "Avevo il controllo di ci che stavo pensando, oppure no?". Tutte le volte che non siamo stati noi a voler iniziare coscientemente un certo processo di immaginazione, ci significa che esso venuto da s e ci sta usando, rubandoci preziosa energia. pertanto meglio interromperlo iniziando un'attivit che tenga occupata la mente e le impedisca di sprecare le nostre forze nel sogno a occhi aperti. Come un giovane fiorente d'un tratto si accorgesse di tenere legata al collo la carogna di una serpe o una carogna di cane o una carogna umana e spaventato, raccapricciando e rabbrividendo, subito se la strappasse e la gettasse via. (Majjhimonikyo, XX) Su tutto questo, nota: in primo luogo, che necessario arrestare il pensiero o sentimento al suo apparire. Va come colto al volo, prima che prenda terra nella tua anima e vi si diffonda. Previeni. Soffoca in germe. Fatti agile, labile, pronto a distaccarti e a sottrarti. Abraxa, Gruppo di Ur Il modo migliore per gestire l'immaginazione negativa il ricordo di s. Nel momento in cui cominciamo a essere ossessionati da pensieri disturbanti - gelosia, ansia, paura o giudizio verso gli altri - dobbiamo portare l'attenzione su noi stessi, sul qui-e-ora. Non importante l'oggetto della nostra immaginazione negativa, ma solo il fatto che in quel momento non ci stiamo ricordando di noi e siamo totalmente identificati con i meccanismi psicologici della personalit. A noi pare un argomento di importanza vitale, qualcosa di essenziale per la nostra vita, invece solo frutto dell'illusione provocata dalla macchina biologica. Il ricordo di s vera vita, mentre l'identificazione con qualche problema della personalit tempo perso... qualunque sia l'oggetto delle nostre preoccupazioni. Non c' differenza fra i vari argomenti; l'unica differenza fra "sonno" e ricordo di s. La personalit la nostra parte animale, ed essa avr sempre un motivo per lamentarsi, per essere infelice o ansiosa. Ci che deve morire avr sempre paura di morire. Talvolta l'identificazione con un problema pu essere davvero pesante e le emozioni negative molto dolorose e durature. Solo nella misura in cui ci siamo esercitati nel ricordo di noi stessi durante i momenti pi tranquilli della nostra vita, troveremo la forza per ricordarci di noi nel corso dei periodi difficili. Non si pu sperare di svolgere qualche esercizio ogni tanto e poi saper affrontare con equilibrio una disgrazia. Si raccoglie solo ci che si seminato. In ogni caso lo scopo non scappare dalla sofferenza: il ricordo di s non permette l'estinzione della sofferenza e dei pensieri ossessivi legati a questa sofferenza, bens la loro osservazione e trasmutazione. Dobbiamo essere p r e s e n t i mentre la macchina si contorce dal dolore perch stata abbandonata dal partner o ha perso il lavoro. Questa presenza - il ricordo di s - sufficiente perch a livello alchemico si verifichino dei processi di trasmutazione. Il fatto che riusciamo a restare presenti durante la sofferenza della macchina significa che gi esiste in noi un testimone (il maggiordomo degli insegnamenti di Gurdjieff). Questo testimone opera profondamente e in silenzio la fabbricazione dei "corpi sottili". Dobbiamo rassegnarci al fatto che su questo pianeta si soffre - e talvolta si soffre anche molto - ma possiamo decidere se sfruttare tale sofferenza a nostro vantaggio oppure continuare a subirla passivamente. Testi sull'argomento: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006) RISVEGLIO

Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) IL POTERE DI ADESSO Eckhart Tolle, Armenia, Milano 2004 (1997) IL POTERE DELLA KABBALAH Yehuda Berg, Tea, Milano 2005 (2004) L'APERTURA DEL CAMMINO Isha Schwaller de Lubicz, Edizioni Riza, Milano 1999 (1985) LA MACCHINA BIOLOGICA UMANA E. J. Gold, Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 1999 (1991) HOME OfficinaAlkemica

LAVORO SULLE EMOZIONI NEGATIVE parte I


Voi non potete giungere a fine senza illuminazione, senza pazienza e senza il coraggio di aspettare; poich senza pazienza non si entra in quest'Arte. Che cosa non dovreste fare, e quale pena non darvi, pur di giungere a questa Scienza cos alta, di profitto cos grande? Quando voi piantate e seminate, non attendete, per il frutto, sino al tempo della maturazione? Come vorreste dunque avere il frutto di quest'Arte in breve tempo? Turba Philosophorum Tutto ci che stato detto finora su immaginazione negativa ed emozioni negative servito a introdurre un ambiente mentale indispensabile affinch possa iniziare la loro trasmutazione. Parallelamente agli sforzi sul ricordo di s, l'operatore alchemico dovr infatti portare avanti un lavoro di trasmutazione delle sue emozioni negative. Cominciamo col ripetere che nella nostra officina alchemica vogliamo fabbricare un veicolo per l'anima, il che si accompagna allo spostamento del centro di consapevolezza dell'individuo dalla mente al Cuore (il Centro Emozionale Superiore, secondo G.I. Gurdjieff). La mente l'organo attraverso cui percepisce la macchina, mentre il Cuore l'organo del corpo di gloria attraverso cui percepisce l'anima. Per fare ci sfruttiamo il ricordo di s e le preziose materie prime a nostra disposizione: le emozioni negative della macchina. Rabbia, invidia, gelosia, senso di sconforto, senso di inadeguatezza, paura, ansia, stress... sono il materiale su cui possiamo lavorare per fabbricare i nuovi corpi. In ci sta il senso di tutta l'Alchimia. Ma per poterlo fare dobbiamo ricordarci di noi. Prima fase. A questo stadio non ancora possibile lavorare all'interno dell'emozione negativa, perch di norma troppo difficile ricordarsi di s nel bel mezzo di un'arrabbiatura o di una fase depressiva. Lo scopo lavorare non appena ci si ricorda di farlo, non appena ci si disidentifica un p dalla situazione di sofferenza, il che pu avvenire a qualche minuto o a qualche ora dall'apice dell'emozione negativa; meglio se avviene quando la macchina sta ancora fremendo a causa della frustrazione, dello stress o della rabbia da poco provate. Appena ci si ricorda, ci si deve sforzare con tutta la Volont di sostituire l'immaginazione negativa e l'emozione negativa - che viaggiano sempre in coppia - con pensieri che rappresentano una nuova

visione di quanto sta accadendo. Le azioni da compiere sono queste: a) -- ricordarsi di s, ossia ricordarsi di essere presenti qui-e-ora; b) -- cercare di non farsi coinvolgere nei pensieri sfrenati della mente (immaginazione negativa), collegati all'emozione negativa che stiamo provando. Disidentificarsi dai pensieri significa guardarli come se fossimo spettatori esterni dell'attivit frenetica di una macchina di cui noi siamo solo ospiti; c) -- assumere un nuovo atteggiamento mentale. Adesso spieghiamo come. Tutte le volte che non siamo in uno stato di Gioia, che non siamo innamorati del mondo e soffriamo per una qualche ragione, il motivo che non riusciamo a vedere quanto sta accadendo intorno a noi. Lamentiamoci, arrabbiamoci, deprimiamoci, proviamo la nostra paura o lo sconforto, gridiamo il nostro fastidio, facciamo insomma tutto quanto siamo soliti fare, ma una volta tornati in noi, anche se accade dopo qualche ora, ci sediamo e pensiamo: "Quello che mi successo - la mia sofferenza non dovuto a qualcosa che non va bene nel mondo esterno, ma al fatto che io non riesco ancora a vedere il mondo come veramente " e poi affermiamo con forza: "Ne ho abbastanza di questa allucinazione, IO VOGLIO VEDERE IL MONDO COME VERAMENTE ". Ribadiamo per maggiore chiarezza: non appena ce ne ricordiamo, il prima possibile, ci fermiamo un attimo e assumiamo un atteggiamento che lentamente cambier la nostra vita: "Se non sono nella Gioia perch sto vedendo brutto, sbagliato, qualcosa che invece bello" "VOGLIO VEDERE QUESTA BELLEZZA". Se abbiamo la forza di volont di pensare queste cose, anche se non siamo ancora del tutto convinti della loro veridicit, anche se siamo ancora scettici, stiamo comunque operando una radicale trasformazione in noi. Quando abbiamo un motivo di preoccupazione, un'angoscia, un'ansia, un fastidio, quello il momento per ricordarsi che non stiamo percependo la realt autentica. ovvio che non possiamo esserne certi; all'inizio sar solo una frase priva di senso, potr apparirci come un'affermazione moralistica che stride con quanto noi abbiamo di fronte in quel momento - e che ci appare del tutto sbagliato e ingiusto - ma non importa, ci che importa che ogni volta a) -- ci ricordiamo di noi; b) -- non ci identifichiamo con i pensieri della nostra macchina; c) -- ci ripetiamo che la sofferenza deriva da una nostra visione falsata della realt. Dobbiamo almeno darci la possibilit remota che possa essere cos; la possibilit che, forse, quando vediamo l'errore in noi o fuori di noi non stiamo guardando correttamente: gli altri non ci stanno facendo del male e non ce l'hanno con noi. sufficiente darsi la possibilit, lasciare uno spiraglio aperto e non lasciarsi sopraffare interamente dal 'senso dello sbagliato e dell'ingiusto'. Questo atteggiamento si chiama FEDE. All'inizio sembra non accadere niente: noi ci arrabbiamo, poi pi tardi ci ricordiamo che "l'altro perfetto ma io non riesco a vederlo", ma nonostante questo la volta successiva ci infuriamo con lui esattamente come prima, e continuiamo a vedere l'esistenza piena di ingiustizie esattamente come prima. Infuriarsi, angosciarsi o provare ansia giusto; in questa prima fase non dobbiamo smettere, n rammaricarci perch non riusciamo a smettere. Il lavoro consiste proprio nell'assumere appena ci possibile il giusto atteggiamento mentale, non nello smettere di essere infuriati. Smettere di provare l'emozione negativa in questa fase non utile, invece utile diventare presenti, osservare bene cosa ci accade e ricordare di mutare il nostro modo di rapportarci agli eventi. un lavoro molto sottile, dove non ci si pongono obbiettivi, ma qualcosa accade... lentamente e in silenzio. Una volta che abbiamo analizzato in maniera razionale l'evento che ci accaduto (un incidente stradale, l'abbandono da parte del partner, un'ingiustizia sul lavoro, ecc.) - abbiamo cio ricavato gli elementi di utilit pratica e abbiamo pianificato il da farsi per il futuro - ogni immaginazione negativa riguardante quell'evento va sistematicamente contrastata, perch non utile a comprendere

meglio l'accaduto ed dannosa in quanto causa di ulteriori emozioni negative. L'esperienza insegna che rimuginare per ore o giorni su quanto successo riproduce all'infinito lo stato d'animo negativo provato in precedenza e ne aggiunge di nuovi (senso di colpa, desiderio di vendetta, sconforto, ecc. ). Ricordiamo che il senso di colpa che si prova dopo un'emozione negativa altrettanto dannoso che l'emozione stessa, quindi anch'esso va immediatamente contrastato. Lavorare nei momenti che seguono la fase acuta di un'emozione negativa significa innanzitutto comprendere appieno l'origine e la dannosit di tale fenomeno per noi e per gli altri. In quei momenti molto utile ricordarsi che: "La mia mente sta dando un'interpretazione scontata e fasulla di quello che realmente successo, ed questa interpretazione a farmi stare male, non ci che successo" "La mia mente non sotto il mio controllo e oltre a farmi stare inutilmente male per delle ore, sta riempiendo di escrementi l'atmosfera terrestre" "Se voglio compiere un'opera di trasformazione su me stesso devo imparare a vedere la realt con il Cuore, perch fino a quando la macchina a decidere cosa devo vedere, io sar un suo schiavo" "VOGLIO VEDERE LA REALTA'". Il modo migliore per sbarazzarsi dell'immaginazione negativa pensare di buttarla via lontano da noi come se avessimo sorpreso un pipistrello che ci succhia il sangue dal collo e lo strappassimo via con violenza. Perch questo quello che si sta verificando nella realt! Poi importante tenere la mente occupata in altre attivit: leggere, andare al cinema, guardare la televisione, fantasticare... tutto meglio che riprodurre uno stato d'animo di rabbia, ansia, paura o senso di colpa. Compiendo questo sforzo contro la meccanicit dell'immaginazione negativa stiamo lavorando a livello alchemico; il Fuoco sta compiendo la sua opera. La nostra volont di percepire il mondo in maniera differente sviluppa attrito contro la volont dei corpi di continuare a pensare come hanno sempre fatto: questo attrito un Fuoco che agisce sulle sostanze presenti nella macchina biologica per creare delle nuove sostanze che vanno a costituire il corpo dell'anima. Ovviamente i nostri primi tentativi di pensare in maniera diversa all'evento che ci accaduto andranno continuamente a vuoto; sar un continuo passare da pensieri come "Io voglio vedere la realt, se la vedessi non starei male" a pensieri come "Sono maledettamente sfortunato, la vita proprio uno schifo, le disgrazie capitano tutte a me, inutile che mi prenda in giro con tutte queste filosofie consolatorie, se avessi fra le mani quel farabutto gli darei io una lezione". Questa alternanza non qualcosa di negativo, giusto che sia cos; ricordiamo infatti ancora una volta che lo sforzo ad alimentare il Fuoco, non il risultato. Non dobbiamo cadere nella trappola di pensare al lavoro su di s inquadrandolo nei nostri vecchi schemi di pensiero, come se ci stessimo occupando dell'amministrazione di un'azienda o di un campionato di calcio. Qui non un particolare risultato a produrre gli effetti migliori.

Un lavoro contro natura


Ipotizzare che stiamo trascorrendo la nostra vita tra fastidi, preoccupazioni e angosce solo perch non siamo capaci di vedere il mondo autentico sembra assurdo, e ci appare tanto pi assurdo quanto pi siamo presi nell'allucinazione e non riusciamo a concepire un'esistenza fuori dallo stato di allucinazione. In effetti il lavoro su di s assurdo, forse ci che di pi assurdo pu essere concepito: esso dice che il mondo splendido in ogni suo aspetto, e che per vederlo dobbiamo cambiare l'organo con cui lo guardiamo. Esiste qualcosa di pi folle di una simile considerazione? forse bene rammentare che il lavoro su di s non costituisce per l'uomo un'attivit naturale, ma un'accelerazione forzata. Noi stiamo accelerando l'evoluzione, siamo i pionieri del nuovo paradigma, violiamo un numero consistente di leggi terrestri a cui sottost la macchina biologica: le leggi legate alla sopravvivenza. Gli atomi della macchina si ribellano a questo lavoro, perch

vengono costretti a fare qualcosa di completamente innaturale per loro; non provare paura e sospetto un comportamento innaturale per il nostro apparato psicofisico. Quando ci si sforza di sentire che il mondo Bello tutta la macchina resiste, si rifiuta, si difende, perch pensare una cosa del genere per lei pericoloso, va contro la sua sopravvivenza. Il nostro apparato psicofisico sa che morir, quindi costruito in modo da diffidare di tutto e di tutti, programmato per reagire con la paura e con l'aggressivit; se questi meccanismi non avessero funzionato alla perfezione fino ad oggi, non saremmo sopravvissuti per milioni di anni su un pianeta del genere. Adesso, compiendo un'azione INNATURALE per la nostra macchina, una parte di noi vuole imporre un nuovo modo di pensare fondato sull'amore, sulla collaborazione, sull'altruismo. Un parte della coscienza vuole convincere l'altra parte che il mondo non una fonte di pericolo da cui difendersi, ma una fonte di Bellezza, e che gli altri, qualunque cosa facciano, non sono pericolosi, ma belli. Nel fare questo l'uomo sviluppa un NUOVO CORPO e NUOVI ORGANI DI SENSO che partono dal Cuore... e sfonda la porta della dimensione spirituale, la quarta dimensione.

Cristallizzare un nuovo corpo


"Sono arrabbiato solo perch non vedo la realt. Sono cieco. Non mi accaduto quello che credo io. La mia mente mi fa vedere degli episodi che in realt non hanno il significato che lei crede" "IO INVECE VOGLIO VEDERE LA REALTA'". Questa pu esser detta una formula alchemica . Cominciare a ragionare in questo modo dopo un'emozione negativa, non appena ci si ricorda di farlo, permette con il tempo di trasmutare proprio la sostanza di cui composta l'emozione negativa in 'occhi per vedere il Bello'. Spiegheremo meglio questa affermazione descrivendo cosa accade alchemicamente. Se, ad esempio, stiamo provando rabbia, ci vuol dire che la nostra macchina pervasa della sostanza della rabbia sia sul piano emotivo, che su quello mentale (qui si manifester come immaginazione negativa) che su quello fisico (qui si manifester con vari fenomeni a livello circolatorio e muscolare). Se noi cerchiamo di ostacolare tali manifestazioni imponendoci di essere presenti , cio ricordarci di noi, e sforzandoci di passare a una nuova visione della realt, creiamo una certa dose di attrito, questo attrito un Fuoco che agisce sulla sostanza prodotta dalla rabbia e fa in modo che si produca una nuova sostanza che si cristallizza nel nuovo corpo in costruzione. Nel nuovo corpo questa non sar pi rabbia, bens una specifica emozione superiore che risultata dalla trasmutazione della nostra rabbia. Cos come la personalit provava rancore quando si sentiva vittima di un'ingiustizia, allo stesso modo ora l'anima prova una nuova emozione superiore qualcosa di gioioso e compassionevole - di fronte alla stesso atto, in quanto i suoi nuovi sensi sono in grado di cogliere il Vero e non interpretano pi come ingiusto quell'atto. In altre parole, per ogni manifestazione negativa che viene osservata coscientemente e, quando possibile, contrastata, si costruisce una sorta di senso sottile appartenente al corpo dell'anima, che l'anima utilizza come 'occhio' per percepire nuovi aspetti di bellezza nel mondo e per provare una corrispondente emozione superiore. La trasmutazione dunque operata da un cambiamento radicale della prospettiva da cui si osserva la realt. Il punto di vista del Cuore ha bisogno di essere nutrito con questi nuovi pensieri. La mente ha bisogno di essere polarizzata verso i nuovi principi appartenenti alla visione del Cuore. Il processo lungo perch si tratta di convertire - questa l'autentica conversione religiosa - gli schemi meccanici, che sono incisi negli atomi stessi della macchina, in nervi sottili del Cuore; e all'inizio l'unico strumento che abbiamo per farlo la mente. Si sar notato a questo punto che il lavoro di risveglio non un lavoro psicologico, morale o spirituale, bens un lavoro squisitamente fisico, che si produce attraverso la creazione di sostanze

che sono fisiche e di corpi che sono fisici - sebbene appartenenti a una fisicit meno grossolana di quella cui siamo abituati. Se non trascuriamo mai di agire in questo modo in coincidenza delle emozioni negative, cio se non le giustifichiamo mai e non le lasciamo passare inosservate, vedremo diminuire progressivamente il lasso di tempo che trascorre da quando accade l'evento emotivo a quando ritorniamo in noi e iniziamo a pensare in questo nuovo modo. Il nuovo modo di intendere la realt che provoca la nostra trasformazione. In virt di tale lavoro di avvicinamento all'apice dell'emozione, a un certo punto saremo in grado di agire direttamente sull'emozione sforzandoci di non manifestarla all'esterno, e creando cos un attrito ancora maggiore. Ma ci fa parte della fase successiva. Altri esempi di nuovi schemi di pensiero: "Se non sopporto una persona o una situazione quella persona e quella situazione non c'entrano. Non li sopporto perch vivo in un'allucinazione dove non vedo cosa accade e proietto all'esterno dei fastidi che fanno parte della mia macchina" "Se qualcuno o qualcosa mi d fastidio perch io proietto su di lui un meccanismo che appartiene in realt al mio apparato psicofisico; il fastidio un difetto della lente attraverso cui percepisco il mondo". "Il brutto e lo sbagliato fanno parte di un mio difetto di percezione. La verit mi pu essere comunicata solo dalla visione del Cuore". "Se mi sembra che quella persona stia facendo qualcosa di sbagliato vuol dire che secondo me l'esistenza si sbagliata nel crearla. Il mio dire che qualcuno sbaglia implica che secondo me certe persone sono degli 'errori della Vita', e io pretendo di decidere quali sono errori e quali no. Dimentico che niente oggettivamente sbagliato, ma sono io a dividere in modo arbitrario fra giusto e sbagliato secondo i fastidi e le antipatie della mia macchina". Costringere la mente a pensare in maniera corretta riguardo le emozioni negative crea un nuovo ambiente mentale polarizzato in direzione del Cuore. La personalit reagisce con emozioni negative a certi eventi perch pensa: "Lui sta sbagliando, potrebbe comportarsi in un altro modo ma non lo fa. Questa situazione non giusta", oppure pensa: "Io non sono all'altezza. Far una brutta figura e tutti rideranno di me. Non potr mai fare questa cosa". Per correggere queste visioni alterate si devono introdurre nuovi pensieri: "Devo ammettere che io attualmente non ho gli strumenti di percezione adatti a vedere cosa accade intorno a me. Il fatto che qualcuno possa sbagliare, truffarmi, offendermi o ridere di me il risultato di una mia allucinazione, derivante dal fatto che percepisco il mondo attraverso sensi non ancora convertiti". Spesso iniziamo a pensare a disgrazie che possono capitare ai figli o al partner, o al pianeta intero, quindi ci sentiamo ansiosi, frustrati o impotenti. Le immagininazioni che alimentano la paura di essere traditi sono altrettanto dannose. Ogni volta che ci sorprendiamo in una immaginazione negativa questa va scrollata di dosso con decisione e buttata dove le spetta: nel cesso. Ad esempio in questo periodo la frustrazione e il senso di impotenza per quanto accade nel mondo sono forme di sofferenza molto diffuse. Esse sono completamente inutili e dannose: se possiamo fare qualcosa per gli altri o per il pianeta smettiamo di piangere e iniziamo a farlo oggi stesso; se invece la nostra posizione non ci consente di fare qualcosa per il pianeta smettiamo di piangere e facciamo qualcosa per chi ci circonda. La sofferenza non nostra, e questo vale per ogni genere di sofferenza, sempre qualcosa che si trova nell'atmosfera e che la nostra macchina assorbe fornendole nuova energia e rispedendola nell'ambiente pi forte di prima. Non scritto da nessuna parte che dobbiamo soffrire quando ci accade qualcosa. Si buttano via i pensieri inutili e si agisce; non si piange.

Mirare al sovranaturale
L'essere umano che nel momento in cui prova un'emozione negativa non si abbandona totalmente ad essa, ma lotta per restare sveglio e presente, comincia a vincere le forze della natura di cui stato fino a quel momento inconsapevole schiavo. Non perdersi completamente nell'emozione a una prima impressione potrebbe apparire come qualcosa di innaturale e limitante per la libert dell'essere umano. In realt non si tratta di una pratica innaturale, bens sovranaturale, e chi vi si dedica lo fa perch gi divenuto consapevole che la libert per l'uomo che brancola nel sonno della coscienza non mai possibile. Continuare a sottostare a ci che naturale non pu che trattenere l'uomo nell'ambito della mediocrit. Compiere il sovranaturale lo eleva altres a Uomo Nuovo , con i poteri che gli competono e la capacit di portare un reale aiuto all'umanit nei piani pi sottili della realt. L'animale totalmente succube delle leggi di natura, ma l'essere umano pu, almeno in parte, svincolarsi da esse. In fondo questo tentativo stato il motore dell'intera storia evolutiva della nostra civilt. Scienza, arte, tecnologia, medicina sono il frutto degli sforzi dell'uomo indirizzati a controllare una natura inesorabile. Ora giunto il momento di imprimere una decisa accelerazione a questo naturale processo evolutivo. Testi sull'argomento: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006) RISVEGLIO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) IL POTERE DI ADESSO Eckhart Tolle, Armenia, Milano 2004 (1997) IL POTERE DELLA KABBALAH Yehuda Berg, Tea, Milano 2005 (2004) L'APERTURA DEL CAMMINO Isha Schwaller de Lubicz, Edizioni Riza, Milano 1999 (1985) LA MACCHINA BIOLOGICA UMANA E. J. Gold, Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 1999 (1991) HOME OfficinaAlkemica

LAVORO SULLE EMOZIONI NEGATIVE parte II


[43]Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; [44]ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, [45]perch siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. [46]Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno cos anche i pubblicani? [47]E se date il saluto soltanto ai

vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno cos anche i pagani? [48]Siate voi dunque perfetti come perfetto il Padre vostro celeste. Mt 5,43-48

Gestione delle emozioni negative


Fino a ora siamo intervenuti nei momenti della giornata seguenti o precedenti le emozioni negative, avvicinandoci sempre di pi a esse, ma adesso si tratta di prendere di petto queste espressioni e cercare di non manifestarle all'esterno. Non si tratta di non provarle, per ora non provarle non possibile; non siamo nemmeno in grado di cogliere l'attimo in cui l'emozione negativa nasce, quindi cercare di non provarla per ora fantascienza. D'altronde se non provassimo emozioni negative, come potremmo usarle per creare sostanze nuove? Trasmutare il nostro scopo, non rifiutare o eliminare. Senza le emozioni negative verrebbe a mancare l'indispensabile materiale per la nostra evoluzione, i metalli da cui far scaturire l'Oro. L'alchimista che vuole trasmutare il piombo in oro, non prova certo odio o rifiuto verso il piombo, tutt'altro, per lui prezioso alla pari dell'oro stesso, in quanto sa che esso contiene in potenza il metallo pi nobile. La circostanza che si trovino in noi delle emozioni negative su cui poter lavorare pertanto una benedizione! Possiamo per sforzarci (e ci accorgeremo presto di quanto non sia facile) di non far uscire all'esterno l'emozione negativa - pur continuando a considerarla un aspetto prezioso di noi e non un lato oscuro da schiacciare. Si tratta di tenerla dentro e osservarla, anzich darle libero sfogo urlando in faccia a qualcuno la nostra rabbia. Si tratta di tenerla dentro e osservarla, anzich darle libero sfogo pronunciando frasi o compiendo altre azioni che siano dettate dall'emozione negativa che stiamo provando. Questo il senso del detto occulto "cavalcare la Tigre". E' indispensabile osservarsi attentamente per cercare di capire in quali momenti stiamo parlando o agendo guidati dalla manifestazione di tali emozioni. Quante frasi diciamo per rabbia, per invidia, per vendetta, per gelosia, per paura di essere abbandonati, per paura di fare una brutta figura? Non manifestare l'emozione negativa significa non parlare o agire come conseguenza di emozioni negative che non riusciamo a tenere dentro. Non manifestarla significa cominciare a p o s s e d e r l a, a farla propria anzich continuare a subirla. L'emozione negativa non nostra e la sua manifestazione non voluta da noi. Essa un'entit esterna a noi che ci possiede sfruttando la nostra attitudine a risuonare con lei. Se per questioni karmiche dentro di noi esiste gi una certa predisposizione alla rabbia allora il demone della rabbia pu entrare in risonanza con noi e prenderci, usarci per scaricarsi sul piano materiale. Allora al fine di liberarci imperativo che noi interveniamo coscientemente e decidiamo con tutta la volont di cui siamo capaci di essere noi a possedere lui. In questo modo acquisiremo il potere di controllo su quel demone , cio su quella particolare forza della natura , e ci ci metter a disposizione nuovi poteri occulti utilizzabili per modificare magicamente la realt.

Per non manifestare le emozioni negative necessaria una buona capacit di essere presenti e svegli durante tutto l'arco della giornata; si tratta di collegare il ricordo di s a queste emozioni. Risulta infatti ovvio che per non manifestarle dobbiamo innanzitutto ricordarci di farlo. Se tutto nella nostra vita scorre senza attenzione, inosservato, allora non trasmuteremo mai le nostre emozioni, bens le rafforzeremo nello stato in cui si trovano. Dobbiamo sforzarci di ricordarci di noi non appena ci accorgiamo di essere preda di un'emozione negativa e fermarne immediatamente la manifestazione esteriore. Per molto tempo ancora non riusciremo a coglierla all'inizio, ma non questo lo scopo della presente fase del lavoro; per adesso lo scopo sorprendersi nel bel mezzo della gelosia, della rabbia o del desiderio di vendetta. Allora ci si pu sforzare di smettere con la manifestazione esteriore dell'emozione negativa e con i pensieri negativi a essa collegati.

L'emozione va fatta bruciare all'interno, nel crogiuolo ! Il crogiuolo il nostro Cuore in embrione, prima che si trasformi totalmente in Lapis Philosophorum, cio in una pietra magica capace di trasmutare ogni bruttezza in Bellezza e ogni fastidio in Gioia. E' infatti possibile agire su un'emozione negativa solo se si crea il giusto ambiente mentale e, soprattutto, se la si porta nel Cuore, cio se si comincia a osservarla con gli occhi dell'anima. Lasciamo che il 'fuoco lento' crei il giusto attrito tra l'antico e il nuovo trasformando le vecchie sostanze nelle nuove che ci sono necessarie. Riportare alla mente il differente modo di pensare esposto nel precedente capitolo servir a non giustificare l'emozione negativa e ci fornir l'energia necessaria a interromperla. Unicamente in tali condizioni esiste la possibilit che finalmente il Cuore emerga; esso al contempo causa ed effetto della trasmutazione. La macchina biologica la nostra officina alchemica. Si tenga presente che certi piccoli fastidi saremo subito in grado di non manifestarli all'esterno, gi dall'inizio del nostro lavoro su noi stessi, mentre per quanto concerne le emozioni pi pesanti la prima fase del lavoro perdurer forse per anni. Procedendo per tentativi distingueremo presto fra ci che siamo gi in grado di gestire in una certa misura, ci su cui possiamo lavorare 'a distanza' appena ce ne ricordiamo (prima fase del lavoro) e ci che per ora meglio lasciar perdere perch fuori dalla nostra portata. In ogni caso lavorare con impegno sulle piccole cose ci fornir l'energia giusta per lavorare in seguito anche sulle manifestazioni pi profonde e radicate. Il nostro obiettivo accumulare energia evitando inutili dispersioni. Molte emozioni negative possono essere semplicemente eliminate come insetti fastidiosi, altre invece saranno usate quali sostanze per la trasmutazione in emozioni superiori.

Giustificazioni
Una giustificazione molto usata riguardo le emozioni negative : "Reprimere le emozioni dannoso, causa squilibri, e prima o poi queste esplodono tutte insieme." Chiariamo subito cosa la repressione. La repressione avviene in due casi principali: 1) quando noi vorremmo esprimere un'emozione ma non possiamo perch l'ambiente sociale ci impedisce di farlo liberamente; 2) quando noi non riusciamo a esprimere le nostre emozioni perch non siamo capaci di farlo, siamo cos condizionati dalla paura interiore che le emozioni faticano a sgorgare da noi. In entrambi questi casi la non-manifestazione delle emozioni INVOLONTARIA: si vorrebbero esprimere delle emozioni, ma non si pu, e a volte non si confessa nemmeno a s stessi questa impossibilit. Noi per stiamo parlando di tutt'altro. Qui si tratta di un lavoro COSCIENTE: noi operiamo con le emozioni negative all'interno di un contesto di lavoro su di s, dopo aver compreso la natura delle emozioni negative e la loro grande utilit per il nostro risveglio. Per tale motivo essenziale creare dentro di noi un ambiente mentale dove tali manifestazioni non vengono pi giustificate e ricercate: "Ho capito che ne sono schiavo, che non sono io a decidere di provarle, che loro mi usano, quindi voglio assumerne il controllo e sfruttarle". Un uomo pu lavorare su di s solo volontariamente, come conseguenza dell'essersi accorto che per lui il modo migliore di affrontare la vita. Gli stessi comportamenti possono divenire dannosi quando risultano inconsapevoli o imposti dall'esterno.

Un'altra giustificazione che contribuisce a tener vive le emozioni negative la convinzione diffusa che la loro causa sia esterna e non interna. Questo forse l'ostacolo mentale pi grosso da superare. Gli uomini sono convinti che le loro emozioni abbiano origine all'esterno e che cambiando la situazione esterna non proverebbero pi quell'emozione negativa: "Mi sono arrabbiato perch lui mi ha insultato" "Sto male perch il mio partner mi ha tradito" "Sono depresso perch il mondo fa schifo e la mia vita fa schifo" "Quelle persone mi mettono in imbarazzo" "Sono infastidito da quella

persona cos materiale e ignorante" "Odio la prepotenza" "Odio la guerra". L'emozione negativa non riguarda mai la presenza o l'assenza di una particolare condizione, altrimenti di fronte alla stessa condizione tutti avrebbero le stesse reazioni; essa riguarda invece la struttura della nostra macchina, i suoi condizionamenti. Tutte le volte che giudichiamo sbagliato o ingiusto qualcuno o qualcosa ci predisponiamo a un'emozione negativa. Se nei nostri vecchi e radicati schemi di pensiero ci sono molte idee di 'ingiusto' e di 'sbagliato' allora proveremo molte emozioni negative. La causa nei nostri schemi, cio nei nostri pregiudizi - i nostri giudizi preconfezionati su fatti e persone - non certo negli eventi, i quali sono di per s stessi sempre neutrali. Il nostro vecchio modo di vedere il mondo l'unica causa della nostra sofferenza. Anche se riusciamo a mutare la situazione esterna, ma i nostri schemi mentali rimangono gli stessi, prima o poi ci creeremo intorno una situazione analoga dove proveremo sempre le medesime emozioni negative. Se il nostro partner si innamora di un'altra persona si possono verificare due situazioni: a) se la nostra macchina ha registrato in s un pregiudizio riguardo il tradimento, riterremo sbagliato quell'evento e proveremo un'emozione negativa (rabbia, paura, desiderio di vendetta, ecc.); b) se noi non siamo identificati con la macchina, bens con il Cuore, proveremo le emozioni superiori che corrispondono, nel Cuore, a quelle che erano negative nella macchina. Ad es. proveremo gioia per il fatto che il partner si trova in una bella fase di innamoramento, invece di provare odio perch innamorato di un'altra persona, e proveremo eccitazione per un futuro da single tutto da scoprire, invece che paura per essere rimasti soli. Giustifichiamo con particolare forza la nostra emozione negativa quando a livello razionale siamo dalla parte della ragione. Immaginiamo di stare attraversando la strada sulle strisce pedonali e con il semaforo verde. Arriva un'auto pirata che passando con il semaforo rosso ci sfiora e ci fa cadere sul selciato; a un nostro accenno di protesta l'autista si ferma, grida che il semaforo era verde per lui, ci insulta e riparte. Perch in questo caso l'emozione negativa che inevitabilmente proviamo pi forte del solito? Perch la giustifichiamo di pi. Il fatto che la nostra percezione di giusto/sbagliato sia suffragata dal codice della strada, che oggettivo, rende tale percezione pi profonda, ma non per questo essa meno fasulla. La divisione giusto/sbagliato fasulla, perch nella creazione non ci sono errori, non possono esistere persone oggettivamente sbagliate. Il concetto di errore un parto della nostra mente e della sua visione alterata, non sintetica, non animica dell'universo. Vecchi e stupidi schemi di pensiero che ci fanno odiare chi non rispetta le regole o chi aggressivo, ci costringono a trascorrere ore dentro emozioni negative che vanno dalla rabbia al senso di impotenza e dentro immaginazioni negative in cui pensiamo a cosa avremmo potuto fare a "quel criminale per dargli una lezione". 'Dare una lezione a qualcuno' proprio una delle giustificazioni pi utilizzate dalla mente: "Se qualcuno non gli d una lezione e non gli fa capire che sbaglia, lui continuer a sbagliare", e questo qualcuno che deve fargli capire che sbaglia siamo sempre noi! L'educazione degli altri non ci deve interessare, almeno fino a quando non avremo trasmutato la nostra rabbia in un'emozione superiore, allora avremo la giusta lucidit e sapremo cosa fare per agire nel mondo. Il discernimento una qualit che acquisiremo grazie al costante lavoro di espansione della coscienza. Il fastidio verso chi aggressivo o verso chi non rispetta le regole qualcosa che riguarda esclusivamente noi, una nostra caratteristica, uno schema attraverso cui guardiamo il mondo; il pirata della strada non c'entra niente con quello che noi proviamo, lui fa ci che pu fare in base agli schemi della sua personalit e muovendosi in linea con gli obiettivi del sua personale percorso evolutivo - che differente dal nostro - e non deve certo chiedere il permesso a noi per agire.

Quando vediamo qualcosa di sbagliato e stiamo male per questo, non dobbiamo chiederci quale la causa, esterna o interna che sia, di questa sensazione, ma solo concentrarci sul nostro stare male, sull'emozione negativa e agire su questa riportando alla mente un nuovo modo di pensare. Chi ha ragione e chi ha torto non ci deve interessare; cosa sia giusto e cosa sbagliato non ci riguarda. Noi non siamo giudici, stiamo compiendo un lavoro di trasformazione e solo questo deve occupare la nostra mente. Mai cadere nelle giustificazioni scontate: "Questa proprio un'ingiustizia, chiunque al mio posto si sarebbe arrabbiato". La giustificazione va nella direzione opposta al risveglio e non crea il giusto attrito utile a edificare un nuovo corpo. Teniamo sempre bene a mente il nostro scopo e non lasciamoci distrarre dagli eventi mondani.

Emozioni superiori
Lavorando su di s in maniera onesta si giunger prima o poi a cogliere l'emozione sul nascere e a sostituirla con un impeto d'amore. Allora quando sentiremo un insulto provenire da qualcuno, noi saremo svegli e presenti, pronti a spostare il nostro centro di consapevolezza nel Cuore per cogliere lo stimolo esterno attraverso i nostri nuovi sensi, provando cos una nuova emozione superiore, qualcosa che appartiene alla sfera della Gioia e dell'amore invece che alla sfera della rabbia e dell'angoscia. Questa la trasmutazione del piombo in oro, la realizzazione della Grande Opera: un'emozione negativa viene colta all'origine e attraverso un atto di volont/amore viene immediatamente trasmutata in perdono, compassione, commozione... Un Uomo Nuovo fa sentire i suoi primi vagiti. Il binario attraverso cui fino a oggi abbiamo colto qualcosa che credevamo sbagliato, diviene immediatamente canale di conoscenza del Cuore, il 'centro emotivo superiore', il nostro Lapis Philosophorum; l'emozione negativa in un istante si trasmuta in emozione superiore e a noi si spalanca la Bellezza nascosta in quello che prima interpretavamo falsamente come un insulto. Abbiamo conosciuto attraverso il Cuore. L'amore ha prevalso sulla separativit. Per la prima volta abbiamo deciso con consapevolezza di conoscere attraverso l'amore invece che per mezzo della mente e ci si dischiuso uno spicchio di realt. Abbiamo il controllo sul demone di quell'emozione: egli ora ai nostri ordini e noi non lo siamo pi ai suoi. Nuovi poteri magici sono in nostro possesso. Se vogliamo che ci avvenga sempre pi spesso dobbiamo assaporare con tutto il nostro essere questi momenti. Dobbiamo nutrirci di queste emozioni superiori. Fare in modo che rimangano registrate dentro di noi. In seguito sar impossibile cercare di descriverle con la mente, ma i nostri atomi ricordano... e ricordano bene. Il Cuore nulla ha da spartire con il sentimentalismo; esso lorgano dellintelligenza, facolt esclusivamente spirituale, non mentale. Il Cuore l' intelletto d'amore , per usare un'espressione dantesca, e ci d la conoscenza oltre l'illusione, ci consente di intuire e di creare. Il Cuore ci rende geni.

Le emozioni superiori non possono per venire affrontate come le altre fasi del processo alchemico. Mentre all'inizio l'aspirante, sia esso maschio o femmina, si getta nel lavoro in maniera irruente, pronto a qualsiasi sforzo, con l'intento di cavalcare la Tigre , adesso tempo di cambiare atteggiamento. Il maschile deve fondersi con il femminile a formare l' androgino . L'emozione superiore non pu essere provocata con lo sforzo e con il desiderio, essa pu unicamente venire attesa in uno stato di raccoglimento interiore e accolta nel momento in cui giunge. L'apertura del Cuore implica uno stato passivo, negativo e ricettivo: il Regno dei Cieli non viene pi penetrato, bens accolto nel proprio utero . Ci non significa che il Mago debba rinunciare alle sue caratteristiche di guerriero - tutt'altro - ma solo che egli combatter con un'irruenza maschile sostenuta da un'energia femminile entrostante. La sua lotta esteriore sar una danza interiore.

Quanto detto non comporta alcuna differenza fra l'alchimista maschio e l'alchimista femmina, in quanto si sta trattando di energie e non di aspetto fisico. Un Cuore aperto rappresenta una incredibile e preziosa forza, capace da sola di dare origine a una "nuova vita", quale appunto il corpo dell'anima. Come si gi detto il Cuore insieme causa ed effetto della trasmutazione. Le emozioni superiori sono la conseguenza della cristallizzazione del corpo dell'anima, ma allo stesso tempo ne sono la causa: ogni attimo di commozione, ogni esplosione di Gioia o impulso al perdono costruiscono il corpo di gloria . Quando noi cominciamo a padroneggiare le energie interiori invece che essere i loro burattini, possiamo accumularle e poi indirizzarle coscientemente all'esterno. I demoni sono sotto i nostri piedi. L'insegnamento, la guarigione, l'attivit artistica e la lotta contro le forze involutive presenti sui piani sottili sono le principali vie attraverso cui si possono veicolare tali energie. Allora evolviamo alla velocit della luce e acquisiamo poteri sovranaturali straordinari. Diveniamo cio veri Maghi. L'uomo che riesce a vincere e ad acquistare potere sulla propria personalit (tradizionalmente simboleggiata dal Serpente o dal Drago) pu vincere anche sulle leggi della natura: guarigione da ogni malattia, sospensione dell'invecchiamento, chiaroveggenza, telepatia, preveggenza, immortalit, capacit di viaggiare in astrale, trasmutazione dei metalli ecc. In conclusione vorremmo rammentare ci che stato detto all'inizio del capitolo "Le emozioni negative", dove facevamo notare che la costruzione del corpo dell'anima e l'identificazione con il S si conseguono attraverso due vie: 1) trasmutando le emozioni negative, che ci sottraggono energia e fino a oggi hanno preso il posto delle emozioni superiori; 2) nutrendosi di emozioni superiori, cio, in ultima analisi, di ogni sfumatura dell'amore. Le vie vanno intraprese entrambe perch sono interdipendenti. Una non ha senso senza l'altra. Il primo fuoco a disposizione dell'alchimista quello del ricordo di s, il quale permette di aprire con violenza una breccia nell'addormentamento umano e di creare il giusto attrito fra l'innata tendenza a dormire della macchina biologica e il desiderio di risveglio dell'anima. Il secondo fuoco quello dell'amore: questo il fuoco pi potente, quello che brucia ogni scoria e permette la completa trasmutazione del piombo in oro. La via delle emozioni superiori implica anche il nutrirsi di arte, ogni genere di arte che si ritiene sia in grado di elevare le nostre vibrazioni e di aiutare l'apertura del Cuore - fruire dell'arte ma anche produrre arte. Nutrirsi di emozioni superiori significa pure ricercarle nella vita quotidiana: nei gesti, nelle parole e negli sguardi degli altri. Tutti noi siamo gi capaci di provare delle emozioni superiori, ma questi brevi istanti vengono spesso soffocati dalle emozioni negative e si confondono con esse (l'amore che diventa gelosia, la compassione che diventa piet, la potenza che diventa orgoglio...), oppure passano inosservati e classificati come sporadici 'momenti di commozione'. Incredibilmente molti si vergognano dei momenti di commozione oppure credono che perdonare qualcuno sia una manifestazione di debolezza anzich di estrema forza. Invece indispendabile al lavoro alchemico abituarsi a vivere nel perdono e nella compassione mantenendole vive e coltivandole come preziosi gioielli. Un'emozione superiore effetto dell'apertura del Cuore e causa di ulteriore apertura del Cuore. Una sola emozione superiore provata davanti a un quadro, a una melodia o alla malattia di qualcuno, vale quanto anni di faticoso lavoro su di s. Chi vuole accelerare il proprio progresso dovrebbe tener conto di ci. Spesso infatti si impiegano tutte le proprie energie nel lavoro di trasmutazione delle emozioni negative condotto con impegno giorno dopo giorno, e poi ci si lascia sfuggire l'occasione di compiere in una volta sola una trasmutazione di proporzioni eccezionali semplicemente abbandonandosi alla commozione di fronte a un'opera d'arte o perdonando qualcuno che, a nostro parere, ci ha fatto un torto. Le emozioni superiori non ci sono quindi sconosciute, ma nell'uomo comune sono sporadiche e affidate al caso. Il lavoro su di s consente di provocarle coscientemente ogni qualvolta lo si vuole, fino al punto di poter guardare ogni cosa attraverso i loro occhi.

Le operazioni descritte in questa sezione del sito (osservazione di s, gestione di immaginazione negativa ed emozioni negative, immersione nelle emozioni superiori) rappresentano la struttura portante dell'intera Opus Magna, dai primi passi fino all'Opera al Rosso. Ogni altra pratica coadiuvante, ma non fondamentale, per l'ottenimento delle qualit dell'alchimista.

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La trasmutazione della sostanza emozionale


Poi l'Eterno Iddio disse: "Ecco l'uomo e' diventato come uno di noi, quanto a conoscenza del bene e del male. Ma ora, che egli non stenda la mano e prenda anche il frutto dell'Albero della Vita, e ne mangi e viva per sempre." Cos Egli scaccio' l'uomo, e pose a oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via all'Albero della Vita. Gen 3,22-24 Compiendo uno sforzo di concentrazione contro la meccanicit dellimmaginazione negativa e delle emozioni negative, stiamo lavorando a livello alchemico. La ferma Volont del testimone di percepire il mondo in maniera differente sviluppa attrito contro la volont dellapparato psicofisico di continuare a pensare come ha sempre fatto. Questo attrito un Fuoco che agisce sulle sostanze presenti nella macchina biologica, per crearne di nuove, che vanno a costruire il corpo astrale e il corpo di gloria . Il termine Nigredo, o Opera al Nero, sta proprio a indicare lannerimento, la cottura delle sostanze che compongono la natura animale. Grazie allemergere di un testimone distaccato, gli aspetti pi grossolani della macchina biologica non vengono pi alimentati e vanno in putrefazione (termine alchemico). Le vecchie sostanze vengono incenerite, e da queste ceneri nascono nuove materie. Le materie sottili che emergono da questo processo formano i corpi sottili, lUomo Nuovo. Lanima non un concetto astratto, ma qualcosa di fisico, sebbene di una fisicit molto sottile e per noi intangibile. Possiamo quindi parlare di corpo dell'anima come di un fenomeno perfettamente reale. Compiendo un lavoro alchemico, ci identifichiamo sempre di pi con lanima e allo stesso

tempo stiamo costruendo il suo corpo sottile, il corpo di gloria , quello attraverso cui percepiremo il mondo quando saremo entrati nello stato di coscienza del Regno dei Cieli. Se, ad esempio, la nostra macchina biologica sta provando rabbia, ci vuol dire che essa pervasa dalla sostanza della rabbia, cio da un aggregato di atomi con una certa struttura. Oltre che manifestarsi sul piano emotivo, questa sostanza agisce anche a livello mentale dove prende la forma dellimmaginazione negativa e a livello fisico dove provoca varie alterazioni in ambito ormonale, circolatorio e muscolare. Se noi cerchiamo di ostacolare tali manifestazioni della rabbia, osservandole in maniera distaccata e imponendoci un nuovo modo di ragionare, creiamo una certa dose di attrito; questo un fuoco che agisce sulla sostanza della rabbia e fa in modo che si produca da essa una differente materia, che si cristallizza nellanima. Il fuoco cuoce gli atomi della sostanza grossolana e modifica la loro struttura. Questo mutamento strutturale dei nostri atomi anche conosciuto come redenzione della materia. Per il fatto di appartenere alla macchina biologica di individui che nel corso della loro vita stanno praticando un lavoro di trasformazione interiore, questi atomi vengono cambiati per sempre. La cottura o lincenerimento, a cui si fa riferimento nei testi alchemici riguarda proprio questo processo. Il presupposto teorico verificabile sperimentalmente che le nostre emozioni non siano "enti astratti" privi di consistenza come alcuni studiosi oltraggiosamente stupidi si ostinano a pensare ma sostanze fisiche composte di atomi, la cui struttura pu venire modificata coscientemente. Questa "nuova materia" molto pi sottile e delicata di quella da cui ha avuto origine. Essa quindi si cristallizza si fissa, per usare un termine alchemico non nel nostro apparato psicofisico, dove si trovano la rabbia e le altre emozioni grossolane, bens nel "corpo dellanima". In questo corpo etereo e impalpabile, la nuova sostanza, risultante dalla rabbia, d origine a un "senso dellanima". Cos come lapparato psicofisico, anche lanima ha i suoi sensi, attraverso i quali percepisce il Regno dei Cieli invece che il mondo illusorio. Questi sensi sottili sono fabbricati con la sostanza ricavata dalle emozioni negative, quando vengono trasmutate in emozioni superiori. Notiamo, a questo punto, che il lavoro di trasformazione interiore non un lavoro psicologico, morale o spirituale, bens un processo squisitamente fisico, che si produce attraverso la creazione di sostanze che sono fisiche e di corpi che sono fisici anche se appartengono a una fisicit meno grossolana di quella che siamo abituati a misurare con i mezzi comuni. Testi sull'argomento: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006) OfficinaAlkemica

L'apertura del Cuore


[34]Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, cos amatevi anche voi gli uni gli altri. [35]Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. Gv 13,34-35

Il principale compimento del lavoro magico/alchemico consiste nell'apertura del Cuore. Questa esperienza comunemente nota come illuminazione o salvezza . E' bene sapere che TUTTI i nostri problemi derivano esclusivamente dall'aridit del nostro Cuore, cio dalla mancata apertura di questo. Problemi di denaro o di salute, difficolt a trovare il lavoro pi adatto o il partner giusto, incapacit di farsi accettare e senso di inadeguatezza... nessuno di questi fenomeni ha la sua fonte all'esterno di noi: ogni difficolt origina al nostro interno ed sempre causata dalla durezza del Cuore, cio dall'incapacit di vivere in uno stato di innamoramento. Aprire il Cuore significa entrare in una dimensione di complicit rispetto al mondo. Le altre persone smettono di essere fonte di paura, sospetto, ansia... e divengono nostre complici. Fra noi e gli altri si stabilisce una sottile intesa, un senso di intima fiducia che completamente indipendente da ci che loro stanno pensando di noi. La trasmutazione della paura in fiducia riguarda un cambiamento che avviene nel nostro Cuore e non ha nulla da spartire con il comportamento delle altre persone. Noi non conosciamo mai gli altri, non ne abbiamo facolt; semplicemente ci costruiamo un'immagine mentale di loro e interagiamo con quella. Quando il Cuore si apre strappiamo questa immagine e ci lasciamo invadere dall'anima dell'altra persona, percepiamo direttamente la sua essenza senza pi alcun filtro. Ecco che inevitabilmente scaturisce l'amore. Non possiamo pi fare a meno di innamorarci del mondo e di ogni suo abitante. Muoversi in ufficio, sull'autobus, al supermercato, in tangenziale... con il Cuore aperto, significa essere continuamente travolti dalla Bellezza delle persone e delle situazioni. Ci si sente protetti, al caldo, fra le braccia dell'esistenza... a casa propria. Quale magnifica sensazione camminare per strada sentendosi sempre a casa propria, perennemente circondati da sconosciuti amici! Quale benessere psicofisico pu scaturire dal non dover temere nessuno, dalla certezza che niente di negativo pu mai accaderci! L'amore, la fiducia e la serenit interiore non nascono come conseguenza di azioni che qualcuno compie nell'ambiente intorno a noi. Nessuno deve fare o non fare qualcosa per consentire che noi ci sentiamo pi innamorati o pi al sicuro. Non grazie al sorriso di qualcuno che diverremo pi innamorati e non aumentando i dispositivi di sicurezza nei luoghi pubblici che ci sentiremo pi sicuri. Il nostro grado di fiducia, sicurezza e amore possiamo deciderlo noi... adesso, senza dover mutare alcuna condizione esterna. Per fare ci dobbiamo avere il coraggio di andare per il mondo con in Cuore aperto. Allora, e solo allora, vivremo in un mondo sicuro, pieno di armonia e pace... anche se gli altri continueranno a vedere la guerra e la sopraffazione. L'illusione di maya ci tiene prigioniero il Cuore e lo far fino a quando non avremo sviluppato occhi per vedere. Aprire il Cuore significa cominciare a galleggiare nell'amore... vibrare a un'altra velocit e spostarsi nel mondo senza mai uscire da quella calda vibrazione. Sentire ardere il Sacro Fuoco interiore lungo ogni momento della giornata. Un elevato livello di amore pu dare vertigine e stordimento: non sentimentalismo, ma qualcosa di tangibile e concreto che produce uno straordinario effetto sulla macchina biologica. L'eccesso di amore pu addirittura bruciare. L'amore rappresenta il principale e pi potente fuoco dell'alchimista - ancor pi del ricordo di s - che permette di trasmutare il veleno in farmaco , cio ogni emozione negativa in emozione superiore. L'amore tenuto costantemente acceso conduce con certezza all'immortalit.
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il Fuoco
Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potr render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non pu restare nascosta una citt collocata sopra un monte, n si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perch faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Cos risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perch vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che nei cieli. Mt 5,13-16 E' innanzitutto indispensabile comprendere che l'uomo, al pari di ogni altra creatura, non esiste "a caso " e non libero di fare ci che vuole. L'intera vita di un uomo rappresenta una delle innumerevoli tessere dell'inconcepibile mosaico che il Piano Divino. La completa realizzazione interiore dell'essere umano coincide unicamente con la sua capacit di comprendere e di adeguarsi a tale Piano. Egli pu anche esprimere il suo libero arbitrio disinteressandosi alla missione che gli propria, ma, al di fuori del Progetto del Grande Architetto, l'uomo diventa una scheggia impazzita destinata a vivere soffrendo... e condannata a morire. Ogni individuo, nascendo, eredita un destino personale che direttamente connesso alla sua storia passata: questa la croce che gli spetta di portare. Egli deve migliorare il suo carattere e sviluppare emozioni superiori, incontrando persone e vivendo situazioni che gli permettono al contempo di esaurire il suo karma. Parte della vita di ogni uomo sar quindi orientata a portare a compimento le conseguenze delle azioni intraprese nelle esistenze passate, siano esse buone o cattive. Ma, oltre alla sua personale croce , ogni uomo dovrebbe assumersi la responsabilit di prendere su di s parte del carico del mondo, contribuendo coscientemente, insieme ai suoi simili, alla realizzazione del Piano Divino. Nel Vangelo scritto: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua." (Lc 9,23) Rinnegare se stessi significa smettere di pensare ai mille problemi legati alla propria personalit. Prendere la propria croce significa cessare di lamentarsi e di chiedere aiuto per la soluzione di questi problemi. L'uomo che prega i Maestri affinch questi lo aiutino a risolvere le sue difficolt con il partner, i soldi, il lavoro... si sta rifiutando di prendere la sua croce. La vuole mettere sulle spalle di qualcun altro. Sempre nel Vangelo scritto: "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti dolce e il mio carico leggero." (Mt 11,28-30) Questo un invito a partecipare al Piano Divino. Chi affaticato e oppresso dai suoi crucci personali, sar ristorato in seguito alla decisione di dedicarsi interamente, di sacrificarsi (=farsi sacro) a uno scopo superiore. Il messaggio dei Maestri : non occupatevi dei problemi relativi alla personalit - conseguenza delle

mille sfaccettature del karma -, non sprecate energia nel pensare ad essi, dedicatevi invece con tutta l'anima a servire il Piano Divino; come conseguenza riceverete dall'alto fiumi di Gioia e Amore... e le vostre preoccupazioni si scioglieranno al calore del Sole. Chiunque abbia intrapreso la strada del servizio pu testimoniare questo risultato. Egli nel mondo, ma non pi del mondo. Uno degli aspetti fondamentali del Progetto prevede la spiritualizzazione della materia. L'alchimista occidentale intende percorrere un processo di imitatio Christi che conduce alla redenzione della materia. Egli si apre alle forze del Cielo per consentire la discesa del Fuoco lo Spirito Santo - nella carne; la sua carne e al contempo la carne del mondo, cio la materia in senso pi generale. In antitesi a quanto usualmente si crede, il vero potere non abita nello Spirito, bens nel Corpo, e quindi al Corpo si deve obbligatoriamente tornare per concludere l'Opera. Nel Corpo sono l'origine e la fine, nel Corpo custodito il segreto . Durante la Piccola Opera - i Misteri Minori - cio la fase ascendente del percorso alchemico, l'alchimista mette a tacere la natura inferiore (nigredo) e spicca il volo verso il Cielo (albedo), ma una volta giunto nel Regno dei Cieli deve proiettarsi ancora oltre, identificarsi con il Tutto, la Materia Prima, per discende a redimere e cristificare la carne (rubedo) - innalzandola (Grande Opera o Misteri Maggiori). Si tenga presente che una piccola Opera al Rosso si verifica ogni qualvolta l'alchimista si identifica con l'Assoluto e permette al Fuoco di attraversarlo. Gli atomi che, in tali occasioni, vanno ad aggiungersi al corpo di gloria in costruzione sono di due tipi: a) quelli che, grazie ai nostri sforzi, hanno mutato la loro struttura, passando cos dal mondo della personalit a quello dellanima; (Albedo) (Piccola Opera) b) quelli che, grazie al verificarsi di unemozione superiore, discendono su di noi direttamente dal Regno dei Cieli. (Rubedo) (Grande Opera) Infatti, tutte le volte che esprimiamo unemozione superiore, stiamo aprendo un varco che permette allo Spirito dimorante nel Regno dei Cieli di riversarsi in noi. Ci troviamo nel punto dincontro fra Piccola e Grande Opera: quando la quantit di atomi trasformati raggiunge un certo livello (fase Albedo), lemozione superiore che ne deriva ci consente di accedere a una fonte superiore (fase Rubedo). Prima ci siamo distaccati dallemozione negativa, iniziando a considerarla come un oggetto su cui lavorare. (Nigredo) Poi siamo riusciti a trasmutarla in un'emozione di gioia. (Albedo) Quindi ora ci spingiamo fino a "toccare" Dio, lasciandoci trasmutare dal Suo Fuoco. (Rubedo) Il segreto per far discendere lo Spirito Santo risiede nel porsi completamente al Suo servizio col fine di soccorrere l'umanit, senza manifestare pi alcun desiderio personale. il desiderio del suicidio occulto , l'annullamento del proprio Io nel Tutto. Ci pu essere compiuto al meglio a partire dal momento della realizzazione dell'Opera al Bianco, poich proprio da quello stato di coscienza extracerebrale che l'uomo pu fungere da perfetta Coppa del Graal pronta ad accogliere il Fuoco che scaturisce dal Centro del Sole. Ecco quanto avviene nel corso di tale operazione magico/alchemica. Una volta tranquillizzati i cinque sensi del corpo, l'alchimista si dispone nello stato d'animo suscitato dal "sentire interiormente" le frasi evangeliche: "Non sia fatta la mia, ma la Tua volont." (Lc 22,42) "Mio cibo fare la volont di colui che mi ha mandato e compiere la Sua opera." (Gv 4,34) Egli si proietta verso il Cielo, accostando la sua coscienza a quella dei Maestri o a Dio stesso. Per fare ci, oltre a rendere immobili i tre veicoli inferiori (fisico, emotivo e mentale), indispensabile

che "allinei" i centri superiori: il Cuore, la Gola, il Terzo Occhio e il Coronale. A tale scopo pu immaginare una linea di luce che salendo lungo la spina dorsale li attraversa tutti fino a uscire dal centro Coronale, in cima alla testa, per collegarsi ai Maestri. Con il tempo, acquisita una certa abilit nel rimanere fermo in questo stato di meditazione, la coscienza dell'alchimista si ritira dai veicoli inferiori per essere rapita nell'anima. Allora, in risposta a questa invocazione , il Fuoco discende e invade i corpi sottili: dapprima agisce sui corpi mentale, astrale ed eterico, poi da questi pu essere indirizzato verso il corpo di carne al fine di operare anche qui la trasmutazione. Ogni singola particella, fino allultimo atomo di calcio delle ossa, viene rimpiazzata da una nuova particella mediante un processo fisiologico misurabile scientificamente. La legge dellAttrazione richiama atomi antichi, con una maggiore frequenza vibratoria, e respinge quelli pi "giovani" e meno evoluti (Legge di Repulsione), obbligandoli a cercare altrove nuovi centri di attrazione. Cos, mentre la coscienza si espande e ascende, altri atomi di un ordine pi elevato e dimoranti sul piano spirituale rimpiazzano quelli vecchi. (si veda a proposito: "Il diario di un alchimista" di Douglas Baker) Nella Grande Opera non avviene pi una trasformazione degli atomi di cui sono composte le sostanze grossolane della macchina biologica, come accadeva nella Piccola Opera; si verifica invece la loro sostituzione. Ogni singola particella viene rimpiazzata da una nuova, appartenente alla sfera dello Spirito Santo. Sostituire gli atomi, anzich mutare la struttura di quelli gi esistenti nella personalit, rappresenta unaltra forma di redenzione della materia.

Irradiazione
Ogni alchimista pu reggere una differente quantit di Fuoco che varia col variare della sua apertura di coscienza, cio la sua attitudine a rendersi servo dello Spirito. A causa del processo di discesa dello Spirito Santo , nel corso della sua vita quotidiana l'alchimista diviene ora un accumulatore di Fuoco capace di irradiare tale forza intorno a s. L'ambiente che lo circonda e le persone con cui interagisce - per il solo fatto di trovarsi nel suo raggio d'irradiazione - vengono sottoposti al medesimo procedimento alchemico, sebbene con minore intensit e sempre secondo le qualificazioni di ciascuno. L'alchimista non lavora solo per s, ma per la Terra. La materia dell'intero pianeta cambia la sua frequenza vibratoria per sempre ogni qualvolta un singolo uomo si fa canale dello Spirito. come se il Sole stesso approfittasse di un corpo per penetrare nella materia e da qui irradiare verso l'esterno. La conseguenza di ci la risurrezione nel Corpo. A questo punto l'immortalit della carne ottenuta. Il Mago pu conservare il suo corpo fisico attuale oppure, a imitazione di Cristo, abbandonarlo e costruirne un altro. Tenendo la mente fissa sull'immagine del nuovo corpo da creare, opera con la materia al fine di attirare a se, come fa una calamita, gli atomi necessari a fabbricare il nuovo involucro atto a manifestarsi nell'ambiente planetario. La potente irradiazione ignea del Mago sta alla base del concetto di iniziazione per trasmissione o "trasmissione diretta fra Maestro e allievo". Non infatti possibile conseguire alcunch di definitivo solo attraverso la lettura di scritti e l'applicazione solitaria dei loro contenuti; questi sono indispensabili nell'opera di diffusione dell'Arte e nell'indirizzare l'aspirante sul corretto sentiero, ma non possono, da soli, condurlo oltre un definito limite. A un certo punto del suo lavoro, il neofita deve porsi sotto l'influenza di un Mago/Alchimista pi avanzato di lui, affinch si operi l'irradiazione diretta da Cuore a Cuore , pena l'arrestarsi inesorabile del suo cammino. Scopo futuro di ogni alchimista resta comunque il poter attingere il Fuoco direttamente dal Tutto, attraverso la completa identificazione con esso, senza dover pi usufruire di iniziati di vario grado che fungano da mediatori. Quando il suo ego spazzato via, potr infatti accedere in linea diretta al

Fuoco Solare. Il compito del Mago annullare se stesso per ricevere lo Spirito Santo dalla sorgente solare e ritrasmetterlo agli uomini che sono sotto la sua influenza. Ci pu esser compiuto dedicandosi all'arte, alla guarigione e all'insegnamento. Il Mago esperto - proseguendo nel suo percorso di imitatio Christi - pu regolare la direzione e l'intensit del Fuoco che lo attraversa e decidere di veicolarlo in maggiore quantit verso un individuo piuttosto che un altro, dopo aver valutato le possibilit di ognuno di fungere a sua volta da irradiatore di Fuoco nel suo ambiente. Pertanto, egli si preoccuper di inviarne maggiormente verso coloro che pi sentono il desiderio di servire, tenendo sempre in considerazione le rispettive capacit di assimilazione e ridistribuzione. Egli potr anche spingerlo nei chakra appropriati a seconda delle particolari necessit del singolo. A causa di una predisposizione naturale, succede talvolta che l'alchimista inizi a ricevere dentro di s il Fuoco gi molto presto a partire dal momento in cui si "mette all'Opera", o addirittura prima ancora di aver inziato il lavoro alchemico o un qualunque altro percorso spirituale; spesso il fenomeno comincia spontaneamente in giovane et. In tali circostanze la natura inferiore non ancora stata purificata e per l'individuo risulta piuttosto complesso tenere a bada la sua personalit, anche perch, nella maggior parte dei casi, non ha idea dei motivi occulti per cui si accentuano in lui determinati aspetti del carattere. Comportamento irrequieto, aggressivit, sensualit spinta e "fuori dalla norma" e atteggiamenti ribelli si annoverano fra le pi frequenti manifestazioni esteriori dell'accumularsi del Fuoco in un individuo. Si tenga per presente che l'apparire di tali sintomi non sempre riconducibile a quella causa elevata. Trattenere per s il Fuoco costituisce un comportamento suicida. Esso va espresso in qualunque attivit che implichi un servizio agli esseri umani: guarigione, insegnamento e realizzazione di opere artistiche sono solo alcune fra le occupazioni possibili. Lo Spirito deve costantemente circolare, altrimenti esso si accumula nell'individuo e consuma la forma che lo contiene. Se Prometeo ruba il Fuoco agli dei solo per donarlo agli uomini; tenerlo per s stesso significherebbe condannarsi a bruciare stupidamente. Uno degli usi possibili del Fuoco - in particolare in questo periodo storico - la "battaglia per la Terra", cio la lotta contro le forze involutive rappresentate dai Maghi Neri. Un Mago, sia esso bianco o nero, in grado di muoversi agevolmente sui piani spirituali, dove si consumano quotidianamente titanici scontri fra le forze della luce e le forze dell'ombra che non hanno nulla da invidiare alle pi spettacolari scene dei film di fantascienza o fantasy. Il bisogno di nuovi esseri umani capaci di canalizzare il Fuoco cos pressante che quando un aspirante pronto - e ci pu essere facilmente visto dall'aspetto dei suoi corpi sottili - e manifesta le qualificazioni necessarie per svolgere tale compito, viene immediatamente contattato dai Maestri della Gerarchia che - qualora lui dia la sua volontaria disponibilit - lo arruolano fra le schiere dei combattenti per la liberazione della Terra.

L'aspetto femminile del lavoro alchemico


Mentre la Piccola Opera che costituisce le prime fasi del processo manifesta una modalit operativa caratterizzata da un'energia prettamente maschile, l'Opera finale invece intrisa di energia femminile... la forza del futuro. Il praticante infatti all'inizio non pu che concentrarsi sullo sforzo di migliorare, di risvegliarsi, di uccidere la sua natura inferiore. Facendo questo esprime lo stato d'animo di qualcuno che vuole penetrare nel lavoro alchemico e in un nuovo stato di coscienza; egli mira a "prendere il regno dei cieli con la violenza". Ma se non vuole che il suo percorso si arresti miseramente, a un certo punto deve mutare radicalmente atteggiamento nei confronti del lavoro alchemico. Deve cominciare a farsi ricettivo, ad accogliere dentro di s... per trasformarsi nella Coppa del Graal che viene riempita dallo Spirito

Santo. La rubedo implica uno stato passivo, negativo e ricettivo che fa da sfondo a quello attivo, positivo e penetrante. E' una preghiera quotidiana e ininterrotta, che si protrae istante dopo istante. Un incessante anelito verso il Cielo. Camminando, lavorando, creando, combattendo e persino dormendo il Mago - sia esso maschio o femmina - ha sempre dentro di s una vibrazione femminile di fondo: "Non sia fatta la mia, ma la Tua volont." Non pi uno sforzo pieno di impeto orientato verso l'esterno, ma un attendere, in pace, in fondo alla propria miniera che il Fuoco compia il suo lavoro nella materia dando alla luce l' androgino , perfetta fusione di maschile e femminile. "Io sono il Tuo servo." "Io sono l'altare su cui la carne viene redenta." Non si tratta solo di ripetere tali affermazioni, ma di far vibrare di esse la propria carne fino all'ultima cellula.

La realizzazione ultima ( distinzione fra l'Uno e lo Zero )


Mentre attraverso la Piccola Opera (nigredo e albedo) il mago/alchimista giunge a un primo grado di Illuminazione, vale a dire all'identificazione con l'anima - il S - all'apertura del Cuore e a un primo grado di immortalit; grazie alla Grande Opera egli si identifica con l'Uno stesso, Dio, il Demiurgo. Solo questa pu dirsi "immortalit", in quanto il corpo di gloria - cos come la relativa autocoscienza - verr anch'esso disgregato in favore della successiva assimilazione nell'Uno. L'Uno radix ipsius, cio radice di se stesso, in quanto causa non causata . L'Uno pur venendo spesso indicato come lo Spirito, si colloca in verit oltre qualunque possibile dualit, quindi anche al di l della dicotomia spirito/materia. Trascende l'Io e il non-Io, l'essere e il non-essere, la coscienza e l'incoscienza. eterno, quindi aspaziale e atemporale.

Si pu per andare ancora oltre. Di norma si considera l'Opera al Rosso - la Grande Opera - come la "realizzazione del divino", ma a ben guardare essa conduce pi in l dell'Essere divino. Come gi precisato il divino il Demiurgo, l' Essere , il principio , il Grande Architetto, l'Uno. Ma "ci di cui nulla pu esser detto" lo Zero, non l'Uno. ci a partire dal quale Dio stesso si autoproduce. La realizzazione ultima cui tende il mago/alchimista - e a cui pu tendere l'essere umano in genere si esprime dunque nell'identificazione con la cosiddetta Materia Prima , il Parabrahman della tradizione ind... che di per s indefinibile e inconcepibile. Questo "stato", se cos pu essere chiamato, non toccato nemmeno dalla dissoluzione universale ( pralaya ) alla quale Dio stesso pare sia soggetto. Quello sar sempre, anche quando questo universo e il suo Dio non saranno pi. L'unico personaggio di cui si pu esser certi che abbia raggiunto tale supremo stato si chiama Sri Nisargadatta Maharaj (1897-1981). Gli altri Illuminati parlano dell'apertura del Cuore, oppure della realizzazione del S, che talvolta viene usato per indicare l'anima, talvolta lo Spirito, cio l'identificazione con Dio; ma solo Maharaj distingue fra l'Uno e ci che sta oltre.

Testi sull'argomento: OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicit incondizionata Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006) IL DIARIO DI UN ALCHIMISTA Douglas Baker, Edizioni Crisalide (1977) HOME OfficinaAlkemica

lo scopo della via violenta


Il miglior consiglio agli occidentali di non far nulla per risvegliare Kundalini prima del tempo, ma di vivere una vita pura rispettando le leggi divine. Quando sar giunto il momento, si risveglier da sola... La direzione che prender kundalini una volta risvegliata non dipender dalla volont, ma dalle qualit e virt dell'uomo. Omraam M. Aivanhov, Centri e corpi sottili Esistono alcuni metodi di risveglio, sempre facenti parte dell'alchimia, che potremmo definire "non convenzionali", talvolta indicati nella tradizione ind come via violenta . Tale percorso si fonda sull'utilizzo di potenti tecniche occulte - le cosiddette acque corrosive che costringono l'energia di kundalini a risvegliarsi e a salire lungo la spina dorsale, indipendentemente dal fatto che il neofita abbia compiuto un regolare percorso iniziatico di purificazione delle sue emozioni e della sua mente, e si sia quindi naturalmente posto in grado di reggere una simile improvvisa deflagrazione interiore. Questo temibile sentiero veniva percorso dai praticanti maghi/alchimisti ai quali era stata annunciata un'imminente morte, sia per causa di malattia incurabile sia come risultato di una condanna da parte delle autorit - evento che colpiva non di rado chi si dedicava a simili studi e pratiche. Trovandosi dunque costretti a scegliere tra il rischio di dover vivere l'ultimo periodo della loro incarnazione nella follia - causata da un'incapacit del sistema nervoso di reggere l'inteso regime del Fuoco causato dalle tecniche occulte - e la certezza di morire nell'incoscienza di s e quindi di precipitare nell'oblio una volta abbandonato il corpo, molti di essi preferivano affrontare il primo pericolo. In ogni caso le tecniche venivano sempre accompagnate da un serio tentativo di estirpare i pensieri separativi e le emozioni pi basse dalla propria personalit. Nonostante non fosse a disposizione un arco di tempo sufficiente a compiere un lavoro alchemico preciso e profondo sulle emozioni negative, si provava comunque, nei limiti del possibile, a uccidere l'odio, il giudizio, il senso del possesso e l'egoismo in se stessi. E ci per un evidente motivo: una personalit dove kundalini, una volta risvegliata, comincia a incanalarsi in emozioni come odio, rancore e desiderio di possesso diviene un'aberrazione della natura. Tutte le manifestazioni pi basse vengono infatti ingigantite dall'afflusso di nuova energia e divengono estranee a ogni tentativo di controllo. L'individuo si trasforma in breve tempo in un folle lussurioso, spietato, desideroso oltre ogni limite di potere materiale. I 12 capi delle SS, gli apostoli neri di Himmler, sono un esempio eclatante del traguardo a cui pu portare il sentiero delle acque corrosive se non accompagnato da una coscienza vigile e orientata verso il bene. Al di fuori di un contesto dove i danni provocati dal percorrere tale via possono risultare un giusto rischio da correre in assenza di alternative - data l'imminenza del termine della propria incarnazione non esiste alcuna ragione intelligente per esporsi a simili pericoli. La via alchemica consueta infatti gi di per s la via pi rapida - ammesso che la rapidit possa venire considerata un metro di giudizio in ambito spirituale - e lo pu divenire

ulteriormente in funzione della volont e dell'aspirazione del praticante. In alchimia ognuno pu decidere la velocit della propria evoluzione. Si consideri inoltre che, anche qualora la via violenta andasse a buon fine e il praticante riuscisse a conservare la propria integrit psichica, lo sviluppo cos ottenuto non potrebbe mai essere completo. Non infatti in alcun modo possibile incrementare la propria intelligenza, ottenere maggior conoscenza o acuire la propria genialit artistica semplicemente limitandosi a controllare il respiro, assumere droghe o lavorare con l'energia sessuale! Tali qualit animiche sono realizzabili innanzitutto grazie a uno studio approfondito, e poi per mezzo del processo di trasmutazione di ci che inferiore in ci che superiore. Non si diventa infatti geniali semplicemente facendo affluire una considerevole quantit di energia - di per s neutra - nel proprio organismo, ma solo approntando nel corso degli anni, grazie alla trasmutazione, i sensi sottili affinch tale energia possa manifestarsi come genialit. tuttavia nostra intenzione soffermarci su tali conoscenze occulte in quanto la loro applicazione, se intesa non come sentiero evolutivo in s, ma esclusivamente come valido aiuto in determinate fasi del proprio percorso alchemico - e sviluppantesi parallelamente a questo - pu senza dubbio accelerare il percorso stesso. Riguardo ai modi, ai tempi e alle circostanze di tale utilizzo solo un iniziato pu fornire le giuste indicazioni al neofita, il quale, proprio in virt della sua condizione di neofita, non in grado di distinguere in quale momento l'applicazione di una tecnica pu divenire vantaggiosa e in quale invece andrebbe a compromettere, talvolta irreversibilmente, i sottili equilibri della sua psiche. I metodi impiegati come acque corrosive sono tre: - l'assunzione di sostanze droganti - il controllo della respirazione - il padroneggiamento dell'energia sessuale Testo estratto dal libro: LA PORTA DEL MAGO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) Altri testi sull'argomento: L'UOMO COME POTENZA Julius Evola, Edizioni Mediterranee (1925) INTRODUZIONE ALLA MAGIA vol. I II III Gruppo di Ur, Edizioni Mediterranee (1927-1929) LO YOGA PER NON MORIRE Tommaso Palamidessi, Edizioni Grande Opera, Roma (1996) Questo piccolo ma fondamentale testo inedito da anni. Pu essere rintracciato solo in fotoriproduzione, al prezzo di 8 euro, presso la Libreria Esoterica di Milano. Mail: info@animanews.it oppure esoterica@animanews.it HOME OfficinaAlkemica

le sostanze droganti
Vi come un sistema autoprotettivo naturale: pu svegliare kundalini soltanto un forza non minore a quella occorrente per il compito di purificazione: una forza che non sia adeguata al compito di purificazione, salvo casi eccezionali, non saprebbe svegliare kundalini. Julius Evola, L'uomo come potenza Il problema dell'uso delle droghe inerente questa affermazione di Evola. Nell'accedere ai piani superiori attraverso l'assunzione di sostanze psicoattive si scavalca d'un sol colpo tutto quel lavoro di purificazione che, fra l'altro, indispensabile allo sviluppo nell'individuo di quella presenza e di quella forza di volont preziose nel momento in cui ci si confronta con energie ed entit che superano di gran lunga le normali capacit di gestione dell'uomo medio. Tutte le acquisizioni supernormali e le esperienze di contatto con il mondo astrale che di norma luomo ricerca nelle sostanze psicotrope possono essere raggiunte naturalmente grazie a un lavoro alchemico fondato sul ricordo di s , l'apertura del Cuore e la trasmutazione delle emozioni negative. La funzione della sostanza drogante era fondamentale nellantichit in quanto atta a fornire al mago neofita una breve esperienza delle meraviglie che lo attendevano una volta portata a termine la trasmutazione di s in Uomo Nuovo e ricondotta quindi la sua coscienza all'Uno primordiale. La sostanza non rappresentava mai una via spirituale in se stessa, ma veniva utilizzata esclusivamente in un contesto iniziatico allo scopo di provocare uno stato di coscienza modificato utile al futuro sviluppo del mago. Era un "assaggio". Uno sciamano o un mago pi anziano, si prendevano la responsabilit di guidare il neofita lungo il suo viaggio affinch questo non si risolvesse in una inutile esperienza di fascinazione psichedelica, o potesse risultare dannoso, se non addirittura letale. Se, dopo aver sperimentato l'indescrivibile gioia del contatto con i mondi spirituali e il "senso dell'Uno", l'individuo, una volta cessata l'esperienza, iniziasse a lavorare assiduamente su di s tutti i giorni della sua vita al fine di conseguire in maniera permanente quella gioia e quell'amore, allora i nervi e le cellule del suo corpo fisico si trasformerebbero a poco a poco e anche i suoi veicoli sottili si "fisserebbero" consentendogli di reggere in maniera stabile la nuova frequenza vibratoria. La piramide principale della piana di Giza - che Cheope si era attribuito e che stata erroneamente identificata con una tomba dagli studiosi - un perfetto esempio di luogo iniziatico. Il sarcofago di granito collocato nella cosiddetta "camera del Re" serviva da "battello" per il viaggio iniziatico del neofita. L'iniziando assumeva una bevande composta di sostanze psicoattive, veniva poi fatto distendere all'interno del sarcofago, il quale veniva chiuso da un coperchio di pietra. Intorno, i sacerdoti recitavano dei mantra per tutta la durata della cerimonia mentre essenze di vario genere saturavano l'aria. Nel buio pi completo e sotto l'effetto delle sostanze droganti il neofita viveva la sua esperienza iniziatica. Tutta la struttura della piramide stata concepita affinch energie spirituali provenienti dai mondi superiori potessero essere veicolate nel sarcofago, cos come in altri punti strategici della costruzione. La piramide fungeva da ponte tra la Terra e il Cielo, e percorrere un determinato tracciato al suo interno, sostando in alcune stanze secondo una precisa successione, significava vivere in forma "compressa" il cammino iniziatico che si sarebbe dovuto poi realizzare nella vita quotidiana. Le droghe erano pure utilizzate dagli sciamani/guaritori, i quali conducevano la coscienza del portatore della malattia - fisica o psichica che fosse - nei mondi "di l dal velo" per metterlo in contatto con la parte pi profonda di s, spesso simboleggiata dall' animale-guida . Tale contatto permetteva al malato di sciogliere alla radice il suo problema. L'attenzione era pertanto sempre posta sull'origine psicologica e animica del disturbo - che poteva essere individuata ed elaborata attraverso un viaggio - e mai sul sintomo esteriore.

Purtroppo oggi le sostanze psicotrope non vengono pi considerate come finestre dalle quali possibile gettare uno sguardo sulla propria vera essenza, ma come semplice svago o facile via di fuga da una realt sociale che si ritiene insopportabile. Nell'attesa che venga instaurata una societ autenticamente iniziatica, esse andrebbero totalmente proibite, in quanto latrici di maggior addormentamento all'interno delle coscienze, anzich risveglio. Paradossalmente, di questi tempi, proprio le sostanze che potrebbero aiutare il risveglio dell'anima, sono fra le principali cause della prigionia psichica cui il pianeta sottoposto. Le coscienze dei giovani vengono intontite da un uso sconsiderato e anti-iniziatico dell'alcool e delle droghe, pesanti o leggere che siano. Le potenti energie giovanili vengono in tal modo imbrigliate e rese inoffensive per segreto volere dei governi mondiali che, come chiunque non abbia la coscienza completamente obnubilata pu notare, tollerano e segretamente finanziano una diffusione sempre maggiore di droghe, alcool e armi sul pianeta. Qualificazione irrinunciabile per una qualsivoglia pratica sia essa inserita in un percorso che contempla le acque corrosive, cos come all'interno del processo alchemico classico la capacit dell'aspirante di produrre a volont l'assoluta p r e s e n z a - o ricordo di s senza la quale nessuna attivit realmente magica possibile. Pertanto il Mago deve innanzitutto essere in grado di mantenere una perfetta concentrazione mentale e una inscuotibile tranquillit emotiva in ogni istante della pratica occulta, sia essa concernente l'assunzione di droghe, l'esercizio di respirazione o il lavoro con l'energia sessuale; inoltre deve essere capace di associare il ricordo di s, cio la consapevolezza del qui-e-ora a tale stato di ferma e rilassata concentrazione. Lui deve dominare lo svolgersi dell'esperienza con tutta la p r e s e n z a di cui in grado, e mai lasciare che sia essa a dominarlo. Per tutto il lasso di tempo in cui si accede all'avventura psico-spirituale, il riuscire a essere presenti a se stessi segna la differenza tra la vita e la morte. In un altro brano tratto da "L'uomo come potenza" di Julius Evola, si dice infatti: ...la potenza ormai trasformata inonda sushumna e procede lungo la direzione ascendente. Ci sentito come vampa, poi folgore e venire trasportato vertiginosamente: allora bisogna immediatamente e in pura evidenza affermare la formula che deve essere gi stata oggetto di tante concentrazioni e meditazioni: "Io sono lei"; bisogna cio fulmineamente e intrepidamente identificarsi con questa cosa terribile, mortale. Se si manca a ci, se il destarsi di kundalini ci sorprende e travolge - e per quanto ci si possa preparare, fra l'aspettazione e il fatto rester sempre un salto - se si esita a slanciarsi nell' Io sono questo , detto che... disciplina e sacrifici... tutto vanificato: non solo, ma l'avventura in massima viene pagata a caro prezzo: tutta l'enorme tensione si scarica sull'aspirante imprudente che pu venire precipitato in disturbi gravissimi - epilessia, invasamento, idiozia, follia e, talvolta, la morte stessa. Invece la fulminea, intrepida identificazione opera le nozze dell'individuale e dell'universale, la composizione di zolfo e mercurio... Per saperne di pi circa gli effetti di ogni particolare sostanza rimandiamo a un documento diffuso dal Gruppo di Ur, che per la sua precisione e fedelt al punto di vista tradizionale rimane ancora ineguagliato. http://www1.autistici.org/amprodias/txt/psichedelia/sulledroghe.htm Vedi anche il sito: http://psiconautica.byethost13.com Testi sull'argomento: L'UOMO COME POTENZA Julius Evola, Edizioni Mediterranee (1925)

INTRODUZIONE ALLA MAGIA vol. III Gruppo di Ur, Edizioni Mediterranee (1927-1929) HOME OfficinaAlkemica

il controllo del respiro


Vi come un sistema autoprotettivo naturale: pu svegliare kundalini soltanto un forza non minore a quella occorrente per il compito di purificazione: una forza che non sia adeguata al compito di purificazione, salvo casi eccezionali, non saprebbe svegliare kundalini. Julius Evola, L'uomo come potenza Nonostante l'affermazione di Evola sia sicuramente esatta, occorre rilevare che nell'ambito di una via violenta possibile che l'individuo sviluppi un desiderio di risveglio tale da essere capace di impiegare una forza di volont extra-normale e suscitare in s, attraverso delle tecniche, una potenza in grado di smuovere kundalini dal suo sonno. Se egli indirizzasse tale superiore desiderio nel lavoro alchemico consueto il successo sarebbe assicurato, e per di pi senza dover correre i rischi inerenti l'applicazione di tecniche violente. Ma se particolari circostanze estreme non gli consentono di intraprendere una via pi sicura, il controllo del respiro potr fungere da "ponte" verso mondi altri. All'inizio il neofita si ponga in una posizione comoda, in un luogo tranquillo e poco illuminato meglio se illuminato solo dalla luce di una candela - e porti l'attenzione sul suo respiro. Egli deve limitarsi a osservare il suo naturale processo di respirazione senza alterarlo in alcun modo. Deve solo preoccuparsi di respirare coscientemente. La pratica di respirare coscientemente si trova in diverse tradizioni, anche in quella occidentale della Gnosi. Tenere l'attenzione focalizzata sul proprio respiro mentre si seduti in meditazione o, ancora meglio, focalizzarsi sul respiro nel corso della giornata ogni volta che si riesce a ricordarselo, durante le normali attivit quotidiane, un metodo efficace che conduce velocemente in stati superiori di coscienza. Va da s che il solo fatto di dedicare attenzione al proprio respiro - cosa che in condizioni normali l'uomo mai si degna di fare - lo altera gi in una certa misura. Ci accade naturalmente ed giusto che avvenga; per essenziale che, in questa prima fase, il praticante non si sforzi di modificarlo lui stesso coscientemente. Il corpo deve rimanere immobile - ci che vien detto tronismos (=capacit di restare immobili sul trono, in stato di meditazione, che caratterizzava i faraoni egizi iniziati). In questo stato di fissit si deve svolgere il processo di respirazione. Solo quando l'apprendista in grado di osservare il proprio respiro in uno stato di presenza per diversi minuti senza venire distratto da associazioni di pensiero e dialoghi immaginari che si svolgono all'interno della sua mente, allora pu passare alla fase successiva. A questo punto il tempo di ritenzione - la pausa tra il movimento di inspirazione e quello di espirazione - deve cominciare a diventare sempre pi lungo. Tale pausa di ritenzione conosciuta come matra (=misura) dagli ind.

Mantenendo una postura fissa e ritenendo il respiro per periodi di tempo sempre crescenti si acquisiscono siddhi ( poteri magici ) sempre pi straordinari, fino a giungere alla sospensione dell'invecchiamento e all'immortalit assoluta - al di l della dissoluzione universale ( mahapralaya ). Secondo i pi antichi scritti dell'alchimia ind, il grado di progresso dato dalla lunghezza del tempo in cui si riesce a trattenere il respiro. Si deve procedere con cautela, cercando di aumentare ogni giorno il numero dei secondi che caratterizzano la durata della fase di ritenzione. Secondo quanto riportato nell'Amanaska Yoga (citato ne "Il corpo alchemico" di D.G. White, pagg. 335-338): "...Quando si in grado di trattenere il respiro per 12 minuti la kundalini si rafforza e si risveglia iniziando la sua ascesa; dopo 96 minuti si raggiunge una condizione estatica; dopo tre ore l'assunzione di cibo e la produzione di escrementi sono notevolmente ridotte; dopo sei ore si manifesta la luce della propria anima; ...dopo otto giorni, la cessazione di qualsiasi senso di fame e di sete; ...dopo dodici giorni, la capacit di muoversi sulla Terra a proprio piacimento; dopo tredici giorni, il potere del volo; ...dopo ventidue giorni, il compimento di tutti i desideri; ...dopo ventotto giorni, si pu piegare l'universo ai propri voleri; ...". Quanto tali valori numerici vadano presi alla lettera difficile dirlo. In ogni caso certa l'esistenza di un legame direttamente proporzionale fra la durata della ritenzione del respiro e l'acquisizione di poteri sovranaturali quali la visione astrale, lo sdoppiamento astrale, la materializzazione di oggetti, la cessazione dell'invecchiamento, ecc... . Lo studioso avveduto pu facilmente intuire quanto tale tecnica possa risultare pericolosa - nonch perfettamente inutile quanto alla possibilit di acquisire le siddhi - laddove il neofita non la conduca sotto la supervisione di un iniziato che lo istruisca riguardo le modalit e i tempi della pratica. Basti dire che l'attitudine a ritenere il respiro si trova in rapporto diretto con la capacit di ritenere i pensieri, cio di avere sotto il proprio controllo la caotica attivit della mente grazie all'utilizzo della ferma concentrazione o del ricordo di s . Il potere di controllo sulla respirazione altro non , a livello analogico, che la conseguenza di un gi acquisito potere di controllo sull'attivit della propria mente. Controllo che si ottiene nel corso della prima fase di questa tecnica, quando l'attivit respiratoria va semplicemente osservata in stato di ricordo di s , cio portando l'attenzione sia sul respiro che sulla propria presenza . Per cui, se il praticante decidesse in maniera sconsiderata di sforzarsi di ritenere il respiro nella speranza di acquisire poteri, non farebbe altro che "mettere il carro davanti ai buoi" confondendo la causa con l'effetto. Nel tentativo di trattenere il respiro in maniera innaturale non otterrebbe n la calma della mente, n le tanto agognate siddhi, bens, perseverando in tale folle proposito, andrebbe sicuramente incontro ad allucinazioni e altri danni psichici e fisici. Non si devono mai produrre sforzi volti a frenare e inibire i pensieri, ma solo limitarsi a osservarli come testimoni distaccati. Il testimone per il fatto stesso di osservare modifica inevitabilmente gli oggetti osservati. Il lavoro su di s basato sullo sforzo di esserci , e mai sullo sforzo di modificare qualcosa: ci deve rimanere sempre ben chiaro! Testo estratto dal libro: LA PORTA DEL MAGO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) Altri testi sull'argomento: IL CORPO ALCHEMICO David Gordon White, Edizioni Mediterranee (1996) HOME OfficinaAlkemica

il lavoro con l'energia sessuale


Il Tantrismo consente ai suoi adepti di raggiungere in questa incarnazione, se ne hanno la forza, o almeno in una successiva esistenza, limmortalit fisica e lautocoscienza con tutti i poteri sopranormali, poich per lappunto lo Yoga Tantriko mira a realizzare: perfetta salute, longevit, volontario distacco dal corpo, poteri telepatici, guaritori o taumaturgici, chiaroveggenza del passato, del presente e del futuro, ricordo chiaro di tutte le passate esistenze, il potere di iniziare altri individui preparandoli per lascesi yogica; ricchezza finanziaria, possesso di tutti i beni materiali della terra per potere svolgere bene il proprio lavoro e quello dei propri discepoli; eliminazione di tutti i pensieri e le azioni egoistiche e cattive, operando sempre il bene per lUmanit. Tommaso Palamidessi, La Tecnica Sessuale dello Yoga Tantriko indo-tibetano

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Premettiamo che il lavoro alchemico dell'uomo su se stesso deve consistere innanzitutto nella purificazione da tutte le emozioni negative che pervadono la sua personalit. La lamentela, l'odio, la rabbia, la gelosia e ogni genere di giudizio e fastidio verso gli altri devono essere scomparsi prima che egli possa avventurarsi nei mondi spirituali. In queste dimensioni superiori l'aspirante viene sottoposto a ogni sorta di attacchi emotivi e mentali da parte delle forze ostili che vi abitano e che egli stesso suscita per risonanza. Solo un perfetto equilibrio di emozioni e pensieri potr renderlo capace di difendersi dalle offensive e di distinguere la realt dalle allucinazioni. L'intero significato del lavoro alchemico compiuto utilizzando l'energia sessuale pu essere espresso affermando che in virt di tale operazione il piacere dei sensi viene convertito in "un'esplosione d'amore correttamente veicolata". L'energia sessuale la forma di energia pi potente di cui l'uomo pu disporre. Essa la spinta creativa che porta in manifestazione l'Universo stesso. infatti l'energia c r e a t i v a per eccellenza, la fonte primordiale di ogni genere di creazione. A seconda di come l'energia sessuale viene diretta si pu creare un universo, si pu creare un neonato, oppure si possono creare opere d'arte: scritti, dipinti, intuizioni scientifiche o filosofiche. Se tale energia veicolata da colui che possiede le necessarie conoscenze occulte essa pu venire utilizzata per incrementare la propria attitudine ad amare e a soccorrere l'umanit, mentre al contempo si creano in se stessi dei corpi sottili perfettamente costituiti. Il lavoro con lenergia del sesso pu iniziare solo dopo una lunga pratica sul ricordo di s e sulla trasmutazione delle emozioni negative. La capacit di gestire e trasmutare le espressioni della sua

natura inferiore deve essere stata acquisita in maniera completa dallaspirante. Il corpo dell'anima, a questo punto dello sviluppo del mago, si gi cristallizzato quasi per intero, ed egli ha assunto il controllo delle sue emozioni. Solo quando la fabbricazione di tale corpo vicina al suo termine e il praticante sulla via dellapertura del Cuore, egli pu arrischiare un efficace ma pericoloso lavoro per mezzo dell'energia sessuale. L'energia sempre la stessa, ma a seconda del grado evolutivo e delle conoscenze esoteriche di chi la utilizza essa pu dare origine ai pi svariati risultati. Ad esempio, tutta l'arte che l'umanit stata in grado di esprimere origina dall'energia sessuale correttamente incanalata verso i chakra superiori dell'uomo anzich verso quelli inferiori. I chakra del Cuore, della gola e della testa consentono lo sviluppo di maggiore amore, creativit e intuizione. Perversione, fanatismo dogmatico e guerre sono invece il risultato della medesima energia incanalata verso i chakra inferiori. Il fine del lavoro alchemico tramite l'energia sessuale quello di fare in modo che essa non si disperda, ma si accumuli progressivamente nell'organismo umano e venga indirizzata verso scopi definiti. Fino a un certo grado evolutivo, l'essere umano, invece di mettere l'energia sessuale al servizio della propria volont, di norma ne completamente succube. In un normale rapporto infatti questa forza non viene controllata e diretta, ma liberata nell'ambiente quasi inconsciamente. Ed bene che sia cos, in quanto tale individuo anche qualora avesse il controllo della propria energia sessuale non saprebbe cosa farsene ed essa gli arrecherebbe esclusivamente danno - ci che capiterebbe a chiunque volesse afferrare un serpente per la coda. Come pu allora un uomo sapere se giunto per lui il momento di fare uso di tale energia per scopi magico-evolutivi? Innanzitutto si tenga presente che limpiego dell'energia sessuale non costituisce mai di per s una via evolutiva - n magico/alchemica, n di altro genere. Le pratiche che concernono il suo utilizzo possono rappresentare un valido aiuto nelle proprie realizzazioni solo se inserite in un ben definito contesto di purificazione interiore. Inoltre, perch risultino efficaci la loro applicazione deve cominciare esclusivamente in seguito all'acquisizione di determinati traguardi evolutivi da parte del praticante. Un aspirante mago non pu mai decidere autonomamente di intraprendere un lavoro con l'energia sessuale, in nessuna fase del processo alchemico, ma deve sempre chiedere l'assistenza di un iniziato - che sia provato tale e nel quale egli abbia riposto la pi completa fiducia. Per molti alchimisti non di alcuna utilit lavorare con l'energia sessuale e per molti altri addirittura controproducente, perch essa andrebbe a smuovere forze interiori che, se portare alla luce, frenerebbero il lavoro ermetico intrapreso. Non esistono regole valide allo stesso modo per tutti. Solo un vero mago gi realizzato in grado di verificare se tale percorso pu risultare vantaggioso piuttosto che dannoso per il neofita. Egli deve possedere la capacit di monitorare le trasformazioni che avvengono nei corpi sottili del praticante, deve poter evidenziare i suoi eventuali errori e fornirgli giorno per giorno le pi corrette indicazioni. Le conseguenze negative di un lavoro con l'energia sessuale condotto senza criterio sono spesso terribili e irreparabili. Testo estratto dal seguente libro, dove l'argomento viene trattato nei particolari: LA PORTA DEL MAGO Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007) HOME OfficinaAlkemica