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Universit degli Studi di Cassino

e del Lazio Meridionale

Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Modulo 3

Impianti termici e da Fonti Rinnovabili


Prof. Andrea Frattolillo
frattolillo@unicas.it

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 1 di 125

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Sommario
Cenni sui Sistemi di generazione, distribuzione, emissione e regolazione
UNI TS 11300 parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei
rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di ACS
Fonti rinnovabili
UNI TS 11300 parte 4: utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di
generazione per la climatizzazione invernale e per la produzione di ACS
Sistemi di contabilizzazione e diagnosi energetica
Esercitazione sul calcolo del rendimento globale medio stagionale

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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La valutazione energetica delledificio


DPR 412/93
- Zona A: 6 h/g dal 1 dicembre al 15 marzo;
- Zona B: 8 h/g dal 1 dicembre al 31 marzo;
- Zona C: 10 h/g dal 15 novembre al 31 marzo;
- Zona D: 12 h/g dal 1 novembre al 15 aprile;
- Zona E: 14 h/g dal 15 ottobre al 15 aprile;
- Zona F: nessuna limitazione.
E concessa laccensione continua 24 h/24 a:
impianti di nuovo tipo, formati da una caldaia ad alto
rendimento e provvisti di cronotermostato
impianti con contabilizzazione del calore
teleriscaldamento, a riscaldamento a pavimento e a
quelli sottoposti a un contratto di servizio energia
stipulato con una ESCO.

Il limite inteso come media di tutto


lappartamento, quindi permesso
tenere una temperatura pi alta in alcune stanze
e meno in altre.
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Limite massimo di temperatura di 18C (+2C) per


edifici E.8 (attivit industriali ed artigianali), 20C (+2C).
Per tutti gli altri.
Vi sono deroghe per Ospedali (E.3) ed attivit sportive
(E.6), come anche per E.8.

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La valutazione energetica delledificio


A) Calcolo del fabbisogno energetico, si differenzia
in:
A1) Valutazione di progetto: il calcolo viene effettuato
sulla base dei dati di progetto; per le modalit di
occupazione e di utilizzo dell'edificio e dell'impianto si
assumono valori convenzionali di riferimento. Questa
valutazione eseguita in regime di funzionamento
continuo.
A2) Valutazione standard: il calcolo viene effettuato sulla
base dei dati relativi all'edificio e all'impianto reale, come
costruito; per le modalit di occupazione e di utilizzo
dell'edificio e dell'impianto si assumono valori
convenzionali di riferimento. Questa valutazione
eseguita in regime di funzionamento continuo.

B) Valutazione basata sul rilievo dei consumi


con modalit standard.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

A3) Valutazione in condizioni effettive di utilizzo: il calcolo


viene effettuato sulla base dei dati relativi all'edificio e
all'impianto reale, come costruito; per le modalit di
occupazione e di utilizzo dell'edificio e dell'impianto si
assumono valori effettivi di funzionamento (per esempio,
in caso di diagnosi energetiche). Questa valutazione
eseguita nelle condizioni effettive di intermittenza
dell'impianto.
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La valutazione energetica delledificio


Intervallo temporale di Calcolo del fabbisogno
energetico:
A1) Valutazione di progetto: il calcolo viene effettuato
sulla durata massima consentita del riscaldamento
A2) Valutazione standard: il calcolo viene effettuato sulla
durata massima consentita del riscaldamento
A3) Valutazione in condizioni effettive di utilizzo: il calcolo
viene effettuato sul periodo effettivo di riscaldamento
B) Valutazione basata sul rilievo dei consumi con
modalit standard: il calcolo viene effettuato sul periodo
effettivo di riscaldamento

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I diversi contributi al bilancio energetico delledificio


Il volume riscaldato
Tutte le aree delledificio nelle quali viene utilizzata o prodotta energia termica utile o energia elettrica.
Tale confine pu non coincidere con quello definito dal fabbricato, ed essere esteso a zone esterne di
pertinenza delledificio.
Nel caso in cui venga fornita al
sistema edificio energia prodotta con
impianti tecnologici esterni al confine,
le perdite di produzione e di
distribuzione sino al confine
delledificio stesso sono considerate
nel fattore di conversione in energia
primaria dellenergia fornita.

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I diversi contributi al bilancio energetico delledificio


I contributi termici al riscaldamento ed ACS
1.
2.
3.
4.
5.

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Vettore energetico primario


Accumulo
Distribuzione
Sistemi di emissione
ACS

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I diversi contributi al bilancio energetico delledificio


I contributi termici da FER al riscaldamento
ed ACS
1. Collettori solari termici
2. Accumulo
3. Prelievo da falda
4. Distribuzione
5. ACS

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I diversi contributi al bilancio energetico delledificio


I contributi di energia elettrica
1.
2.
3.
4.
5.

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Prelievo da rete
Pannelli fotovoltaici
Scambio sul posto
Utilizzo
Energia per ausiliari

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Bilancio di massa e di energia delledificio

Fluido vettore

Perdite di calore
per irraggiamento
e convezione

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Perdite per convezione


verso laria esterna e per
irraggiamento verso il cielo

Scambiatori di
calore fluido-aria

Combustibile

Generatore
di
calore

Fumi

Perdite di
calore fluidoaria esterna

Bilancio di energia

EDIFICIO
Carichi
endogeni

Perdite di
calore per
ventilazione

Ambiente
esterno

Perdite di calore per


conduzione verso il
terreno
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Fabbisogni di energia termica utile


1) Fabbisogno di energia termica utile per riscaldamento e ventilazione dell'edificio Qh
2) Fabbisogno di energia termica utile per acqua calda sanitaria Qh,W
3) Fabbisogni di energia primaria per usi di cottura Qoth
dove:
I fabbisogni 1) e 2) sono utilizzati per i calcoli del fabbisogno di energia primaria, al netto di
eventuali apporti quali:
contributi da energie rinnovabili o da altri metodi di generazione (UNI TS 11300/4)
perdite recuperabili (tubazioni o accumulo di ACS interni al volume riscaldato)

Ql ,W , s

Se
= s ( s a ) t s [Wh]
de

I fabbisogni 3) sono valori convenzionali forniti allo scopo di depurare, in modo unificato, i
consumi promiscui di energia primaria da quelli derivanti da usi diversi dal riscaldamento e
produzione acqua calda sanitaria.

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Fabbisogni di energia termica utile per riscaldamento


Fabbisogno di energia termica ideale Qh
Fabbisogno di energia termica ideale netto Qh = Qh Ql,W,s

Fabbisogno di energia termica effettivo Qhr= Qh+ Ql,e+ Ql,rg- Qaux,e,lrh


Tiene conto di effetti negativi:

Ql,e

le maggiori perdite verso l'esterno dovute ad una distribuzione non uniforme di temperatura
dell'aria all'interno degli ambienti riscaldati (stratificazione)
le maggiori perdite verso l'esterno dovute alla presenza di corpi scaldanti annegati nelle strutture
le maggiori perdite dovute ad una imperfetta regolazione dell'emissione del calore (ritardi od
anticipi nella erogazione del calore) Ql,rg
leventuale mancato sfruttamento di apporti gratuiti conteggiati nel calcolo di Qh che si traducono
in maggiori temperature ambiente anzich riduzioni dell'emissione di calore;
sbilanciamento dell'impianto

e di fattori positivi, quali:


trasformazione in calore dell'energia elettrica impiegata nelle unit terminali Qaux,e,lrh
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Fabbisogni di energia termica utile per riscaldamento


Fabbisogno di energia termica ideale Qh
Fabbisogno di energia termica ideale netto Qh = Qh Ql,W,s

Fabbisogno di energia termica effettivo Qhr= Qh+ Ql,e+ Ql,rg- Qaux,e,lrh

Per impianti con zone aventi terminali diversi e rispettivi sistemi di regolazione ambiente:
n

Qhr = Qh' , j + Ql ,e , j + Ql ,rg , j Qaux ,e ,lrg , j

[Wh]

j =1

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Fabbisogni di energia termica per acqua calda sanitaria


Energia per portare giornalmente una massa VW di acqua dalla temperatura 0 di ingresso
alla temperatura di erogazione er

Qh ,W = VW c ( er 0 ) [Wh / g ]

dove:

= densit dellacqua 1000 kg/m3


c = calore specifico dellacqua 1,163 Wh/kg C
er = convenzionalmente 40 C
0 = convenzionalmente 15 C (a meno che si conoscano dati mensili per zona climatica e fonte di

prelievo (superficiale, pozzo, ecc)

VW = a Nu con a pari al fabbisogno giornaliero specifico (litri/g) e Nu funzione della destinazione duso

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Fabbisogni di energia per altri usi


Nel prospetto sono indicati fabbisogni standard di energia per usi di cottura al solo fine di
poter depurare i consumi effettivi rilevati da quelli non attinenti ai due usi contemplati
riscaldamento e produzione ACS.
Nel caso di utilizzo di combustibili fossili il consumo di combustibile si ottiene dividendo il
valore del prospetto per il potere calorifico inferiore del combustibile.
Nel caso di energia elettrica il fabbisogno di energia primaria si ottiene moltiplicando i valori
del prospetto per il fattore di conversione dell'energia elettrica in energia primaria.

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Rendimento medio stagionale dell'impianto di ACS


Fabbisogno di energia
termica utile per acqua
calda sanitaria

Fabbisogno di energia
primaria per acqua calda
sanitaria

Qp,W

Qh,W

Ql,W

Perdite attraverso linvolucro o


nel sistema di distribuzione

Il rendimento globale medio stagionale dell'impianto di acqua calda sanitaria:


g,W = Qh,W/Qp,W
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Rendimento medio stagionale dell'impianto di riscaldamento


Fabbisogno di energia
primaria per riscaldamento

Qp,H

Fabbisogno di energia
termica utile per
riscaldamento

Qh

Qh,W

Perdite nel sistema


di distribuzione

Perdite nel sistema


di emissione

Perdite nel sistema


di generazione
Il rendimento globale medio stagionale dell'impianto di riscaldamento:
g,H = Qh/Qp,H
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Terminali di erogazione
Radiatori su parete esterna isolata (U 0,8 W/m2K)
Radiatori su parete esterna NON isolata (U > 0,8 W/m2K)

Radiatore su parete
riflettente

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Radiatore su parete interna

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Terminali di erogazione

Ventilconvettori / Termoconvettori
Bocchette in sistemi ad aria calda

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Terminali di erogazione
Pannelli a parete

Pannelli annegati a soffitto


Pannelli isolati annegato a
pavimento
Pannelli annegati a
pavimento (non tengono
conto delle perdite di calore
non recuperate dal pavimento
verso il terreno)
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Terminali di erogazione

Il carico termico medio annuo, espresso in W/m3 ottenuto dividendo il fabbisogno annuo di energia termica utile espresso in Wh, per il
tempo convenzionale di esercizio dei terminali di emissione, espresso in ore, e per il volume lordo riscaldato del locale o della zona
espresso in metri cubi.
(*)
Il rendimento indicato riferito ad una temperatura di mandata dell'acqua di 85 C. Per parete riflettente, si incrementa il rendimento
di 0,01. In presenza di parete esterna non isolata (U > 0,8 W/m2 K) si riduce il rendimento di 0,04. Per temperatura di mandata
dell'acqua 65 C si incrementa il rendimento di 0,03.
(**) I consumi elettrici non sono considerati e devono essere calcolati separatamente.
(****) I dati forniti non tengono conto delle perdite di calore non recuperate dal pavimento verso il terreno; queste perdite devono essere
calcolate separatamente ed utilizzate per adeguare il valore del rendimento.

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Terminali di erogazione
La presenza di destratificatori, utili nel caso di carichi termici elevati ed ambienti alti, pu
migliorare il rendimento di emissione di alcuni punti.
Le perdite di emissione si calcolano in base ai valori di rendimento dei prospetti con la
formula:

Ql ,e = Q
'
h

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

1 e

[Wh]

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Terminali di erogazione - ESEMPIO


Scuola 1:
Fabbisogno annuo di energia termica utile = 105600 Wh
Tempo convenzionale di esercizio dei terminali di emissione = 8 h al giorno per 6 giorni a settimana, dal 15
novembre al 15 marzo (15 settimane escluse ferie natalizie) = 24*6*15 = 2160 h/anno
Superficie utile = 2402 m2
Volume riscaldato = 9156 m3
Parete esterna non isolata U=1.132 W/m2K
Terminali = radiatori in ghisa con temperatura di mandata = 85 C

[ ]

Wh
2
105600 2
2402
m

W
m anno
= 12,8 3
Carico termico medio annuo =
h
3
m
m
2160

9156
anno

[ ]

e=0.92-0.04=0.88
e=0.92
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Sottosistemi di regolazione

Solo Climatica
(compensazione con sonda
esterna)

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Sottosistemi di regolazione

Ambiente con regolatore


Zona con regolatore

Climatica + ambiente con regolatore


Climatica + zona con regolatore

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Sottosistemi di regolazione con quale logica ????


ON-OFF (il comando dellattuatore avviene ogni volta si
scenda sotto il valore di riferimento, per poi essere tolto
appena questo viene superato)
Proporzionale Derivativo PD (il comando
allattuatore proporzionale alla differenza tra comando e
retroazione, oltre che tener conto della derivata delle
variazioni, cio della velocit con cui avvengono)

Proporzionale
Integrale
Il PID regola l'uscita
in base a:PID (aggiunge, rispetto al caso precedente,
il valore del segnale
di errore
(azione proporzionale);
loperazione
di integrale;
in pratica
la somma di tutte le variazioni influenza la
iregolazione
valori passati
segnale di errore (azione integrale);
di del
uscita)
quanto velocemente il segnale di errore varia (azione derivativa).
Diapositiva n. 26 di 125
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Sottosistemi di regolazione
Le perdite del sottosistema di
regolazione si calcolano in base
ai valori di rendimento del
prospetto con la formula:

Ql ,rg = Q + Ql .e
'
h

1 rg

rg

[Wh]

Nel caso di regolazione manuale


(termostato di caldaia), si
possono utilizzare i valori della
regolazione "Solo climatica" con
una penalizzazione di 5 punti
percentuali.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistemi di regolazione - precisazioni


Nel caso di regolazione climatica, i rendimenti sono funzione di:
-

u = fattore di utilizzo degli apporti termici


= rapporto apporti gratuiti perdite

Il fattore di utilizzo degli apporti gratuiti tiene conto del comportamento dinamico
(inerzia termica) della struttura, generalmente calcolata secondo UNI EN 832:
a

1
u =
1 a +1

se 1 altrimenti se =1

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

u =

a
a +1

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Sottosistemi di regolazione - precisazioni


a legata alla costante di tempo della struttura c

c
a = a0 +
0
fattore di utilizzo degli
apporti termici

Rapporto apporti
termici/perdite
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistemi di regolazione - ESEMPIO


Scuola 1: Regolazione manuale con termostato in caldaia ed utilizzo di radiatori
Costante di tempo edificio c= 5 h
Metodo di calcolo stagionale a0= 0,8 e 0= 28 h

a = a0 +

5
c
= 0,8 +
= 0,979
0
28

Rapporto apporti gratuiti perdite = 0,5

1 a
1 0,50,979
=
= 0,660
u =
a +1
1, 979
1
1 0,5

rg = 1 (0,6 u ) = 1 (0,6 0,66 0,5) = 0,802


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I circuiti di distribuzione dellacqua


La distribuzione dellacqua negli impianti civili avviene mediante sistemi di
tubazioni costituiti dal collegamento di testa di condotte aventi sezione circolare e
dimensioni normalizzate.
I tubi commerciali sono cilindrici, cavi, di materiale e spessore diverso e possono
essere fra loro congiunti con differenti modalit.
Nelle reti di tubazioni circola acqua a diversa temperatura.
I materiali comunemente impiegati nei sistemi di tubazioni sono: acciaio nero,
acciaio zincato, rame e materie plastiche.
Acciaio nero: lega Fe-C UNI 8863 e 7287, UNI-ISO 4200 Coeff. di dilatazione
termica: 0.0125 mm/mC.
Acciaio zincato: spessore della zincatura compreso tra 0.15 e 0.20 mm.
Rame: rame puro al 99.9% - UNI 5649 e 6507 - Coeff. di dilatazione termica: 0.0165
mm/mC.
Materiali plastici: PVC, polietilene, polipropilene, polibutene, UNI 7741, 7611, 7990,
8318, 9338 Coeff. di dilatazione da 0.05 a 0.185 mm/mC.

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I circuiti di distribuzione dellacqua


Lacqua da intendersi di acquedotto, incolore, inodore, insapore, alla temperatura
standard di 15C
solidificazione a 0C, evaporazione a 100C
massa volumica (4C) = 1 kg/dm3
calore specifico = 4186 J/kgK = 1,163 Wh/kgK
conducibilit termica = 0.586 W/mK
viscosit cinematica (100C) = 0.295 106 m2/s

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I circuiti di distribuzione dellacqua


I sistemi di tubazioni a circuito aperto trasferiscono lacqua dalla sorgente allutenza
mettendola, in qualche punto del circuito, a contatto con latmosfera.
I circuiti aperti possono essere: a pressione (se la pressione totale fornita da un mezzo
meccanico, ad esempio le elettropompe), a caduta (se lacqua proviene da un serbatoio
sopraelevato rispetto allutenza), misti (se lacqua viene pompata ai serbatoi di raccolta e
quindi distribuita a caduta)
In un circuito chiuso, lacqua in circolazione teoricamente sempre la stessa. Per tale
motivo sono necessarie tubazioni di andata e di ritorno.
La rete di distribuzione praticamente sempre un anello ed, a causa dei gradienti di
temperatura presenti, sar sempre collegato ad un recipiente atto a contenere le
conseguenti variazioni di volume (vaso di espansione).
Le reti di distribuzione, che uniscono la sorgente energetica alle utenze mediante sistemi
di tubazioni nelle quali si muove acqua a circolazione forzata possono essere classificate
in distribuzione: i) monotubo, ii) a due tubi, iii) a tre tubi, iv) a quattro tubi.
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 33 di 125

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I circuiti di distribuzione dellacqua


Distribuzione monotubo
Utilizzata generalmente negli impianti di riscaldamento di tipo autonomo.
Lalimentazione in serie ormai sostituita dal collegamento in derivazione.
Lacqua che entra nel primo corpo scaldante una parte della portata totale; lacqua
che entra nel secondo terminale , a sua volta, parte della portata totale, risultante
per dalla miscela tra lacqua meno calda che esce dal precedente e quella parte che
ha proseguito nellanello con la temperatura iniziale.
Le alimentazioni successive dei terminali di uno stesso anello avvengono a
temperature sempre minori.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 34 di 125

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I circuiti di distribuzione dellacqua


Distribuzione monotubo

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I circuiti di distribuzione dellacqua


Distribuzione a due tubi
Tipologia pi diffusa nel caso si voglia
trasferire ai terminali acqua calda o
refrigerata.
Indifferentemente adottata sia negli impianti
unifamiliari che in quelli centralizzati, dalla
pi modesta alla pi elevata estensione.
Nel caso di elevate estensioni la rete di
distribuzione (distribuzione orizzontale e
montanti o colonne) sempre costituita da
una tubazione di mandata ed una tubazione
di ritorno, che riconduce il fluido
termovettore alla centrale.

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I circuiti di distribuzione dellacqua


Impianti autonomi

Impianti centralizzati

a distribuzione
orizzontale

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

a montanti in traccia
nei paramenti
interni o
nellintercapedine

Diapositiva n. 37 di 125

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I circuiti di distribuzione dellacqua

impianti centralizzati con distribuzione a colonne montanti Particolare del collegamento del corpo scaldante
alla colonna montante.
Diapositiva n. 38 di 125
Modulo
3 - Impianti
termici centrale
e da Fontio Rinnovabili
e regolazione
climatica
manuale.

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I circuiti di distribuzione dellacqua


Distribuzione a due tubi
Nel caso di impianti di modesta
estensione, la configurazione pi
comune a collettore (o a margherita).
Esso rappresentato da due collettori
(andata e ritorno) collegati da un lato
alla sorgente energetica e dallaltro ai
terminali.
Il collegamento ai terminali costituito
da tante coppie di tubi di andata e
ritorno quanti sono i terminali stessi,
aventi diametri diversi e passanti sotto
pavimento o sotto traccia.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 39 di 125

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I circuiti di distribuzione dellacqua

Particolare della cassetta di zona

impianti centralizzati con distribuzione orizzontale e regolazione climatica centrale (eventuale


Modulo
3 - Impianti
termici
da Fonti
regolazione
di zona
con evalvola
diRinnovabili
zona e contatore).

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I circuiti di distribuzione dellacqua

impianti individuali con generatore autonomo con regolazione manuale o con regolazione di zona
Modulo
3 - Impianti
termici e ambiente
da Fonti Rinnovabili
a mezzo
cronotermostato

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I circuiti di distribuzione dellacqua


Distribuzione a tre tubi
E attualmente abbandonata.
E stata proposta (ed in alcuni casi applicata) ad impianti di condizionamento ad o
ventilconvettori, in cui lalimentazione avveniva con due tubazioni distinte (una
per il caldo ed una per il freddo), ma con ritorno unico.
Ogni terminale era dotato di elettrovalvola a tre vie che, comandata da un sensore
ambiente, sceglieva il freddo o il caldo.
Le caratteristiche dellimpianto non compensavano il lieve risparmio di materiale.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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I circuiti di distribuzione dellacqua


Distribuzione a tre tubi con ritorno rovescio (Tichelmann)
E una configurazione di uso comune.
I terminale vengono allacciati in ordine crescente alle mandate ed in ordine
decrescente ai ritorni.
La rete automaticamente equilibrata dal momento che le tubazioni sono di uguale
lunghezza per tutti i terminali.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistemi di distribuzione
La determinazione delle perdite di distribuzione pu essere effettuata:
1) mediante il ricorso a dati precalcolati ricavati da prospetti in base alle principali
caratteristiche del sottosistema (Valutazione standard);
2) mediante il metodo descritto nell'appendice A della UNI TS 11300/2 (Valutazione di
progetto)
3) mediante metodi analitici descritti nelle norme pertinenti (Valutazione di progetto).

Ql ,d = Qhr

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

1 d

[Wh ]

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Rendimenti di distribuzione
IMPIANTI AUTONOMI

IMPIANTI CENTRALIZZATI DIST. ORIZZONTALE

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Rendimenti di distribuzione
I valori dei prospetti si riferiscono a distribuzione con temperatura variabile, con
temperature di mandata e ritorno di progetto, rispettivamente di 80 C e 60 C.
Per temperature di progetto differenti si applicano i coefficienti di correzione dei
rendimenti del prospetto seguente.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Rendimenti di distribuzione - ESEMPIO


Scuola xx:
Realizzazione 1980
Piani 2
Impianto di distribuzione con montanti in traccia nei paramenti
Temperatura di mandata = 70 C
Temperatura ritorno 55 C
Dal prospetto 21d risulta:

d = 0,913
Dal prospetto 22, il coefficiente corretto risulta:

d,cor = d*[1-(1-d)*0,85] =
= 0,913*[1-(1-0,913)0,85] =
= 0,913*0,926 = 0,845

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sistemi di generazione da fonte tradizione


Generalit
Parte 2

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione
Classificazione degli apparecchi secondo DPR 96
ALLEGATO II - ATTRIBUZIONE DELLE MARCATURE DI RENDIMENTO ENERGETICO
Alla potenza nominale Pn e ad
una temperatura media
dell'acqua della caldaia di 70 C

A carico parziale di 0,3 Pn e ad una


temperatura media dell'acqua della
caldaia 50 C

Marcatura *

84+2log(Pn)

80+3log(Pn)

Marcatura **

87+2log(Pn)

83+3log(Pn)

Marcatura ***

90+2log(Pn)

86+3log(Pn)

Marcatura ****

93+2log(Pn)

89+3log(Pn)

ESEMPIO
Una caldaia marcata 2 **, con potenza nominale 400 kW, avr un rendimento certificato pari a:
87+2*log(400) = 92,2 % quando lavora alla sua Pn
83+3*log(400) = 90,8 % quando lavora a carico parziale di 0,3Pn
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione
Classificazione degli apparecchi secondo UNI 10642 e norme di prodotto
(UNI EN 297 e UNI EN 483)
APPARECCHIO TIPO B
Apparecchio previsto per il collegamento a canna fumaria o a dispositivo di scarico dei
prodotti della combustione all'esterno del locale in cui l'apparecchio installato.
Il prelievo dell'aria comburente avviene nel locale di installazione e lo scarico dei prodotti
della combustione all'esterno del locale stesso.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione

Classificazione degli apparecchi secondo UNI 10642 e norme di prodotto


(UNI EN 297 e UNI EN 483)

APPARECCHIO TIPO C
Apparecchio il cui circuito di combustione (prelievo aria comburente, camera di
combustione, scambiatore di calore e scarico dei prodotti della combustione) a tenuta
rispetto allocale in cui l'apparecchio installato.
Il prelievo dell'aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione avvengono
direttamente all'esterno del locale.

Caldaia di tipo C collegata, mediante i suoi condotti, ad un terminale installato orizzontalmente alla parete
o sul tetto. Gli orifizi dei condotti sono concentrici oppure abbastanza vicini da essere esposti a condizioni
di vento paragonabili.
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione

Classificazione degli apparecchi secondo UNI 10642 e norme di prodotto


(UNI EN 297 e UNI EN 483)

APPARECCHIO TIPO C
Apparecchio il cui circuito di combustione (prelievo aria comburente, camera di
combustione, scambiatore di calore e scarico dei prodotti della combustione) a tenuta
rispetto allocale in cui l'apparecchio installato.
Il prelievo dell'aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione avvengono
direttamente all'esterno del locale.

Caldaia di tipo C collegata, mediante i suoi condotti, ad un terminale installato verticalmente. Gli orifizi
dei condotti sono concentrici oppure abbastanza vicini da essere esposti a condizioni di vento paragonabili.
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione

Classificazione degli apparecchi secondo UNI 10642 e norme di prodotto


(UNI EN 297 e UNI EN 483)

APPARECCHIO TIPO C
Apparecchio il cui circuito di combustione (prelievo aria comburente, camera di
combustione, scambiatore di calore e scarico dei prodotti della combustione) a tenuta
rispetto allocale in cui l'apparecchio installato.
Il prelievo dell'aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione avvengono
direttamente all'esterno del locale.

Caldaia di tipo C collegata, mediante i suoi condotti separati, a due terminali che possono sboccare in zone
a pressione diversa.
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione

Classificazione degli apparecchi secondo UNI 10642 e norme di prodotto


(UNI EN 297 e UNI EN 483)

APPARECCHIO TIPO C
Apparecchio il cui circuito di combustione (prelievo aria comburente, camera di
combustione, scambiatore di calore e scarico dei prodotti della combustione) a tenuta
rispetto allocale in cui l'apparecchio installato.
Il prelievo dell'aria comburente e lo scarico dei prodotti della combustione avvengono
direttamente all'esterno del locale.

Caldaia di tipo C collegata, mediante i suoi condotti ed eventualmente mediante un raccordo, ad un


terminale eli alimentazione eli aria e raccordata ad un camino singolo o ad una canna fumaria collettiva.
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione
Le perdite di generazione dipendono:
1) dalle caratteristiche del generatore di calore
2) dalle modalit di inserimento del generatore nell'impianto
dal suo dimensionamento rispetto al fabbisogno dell'edificio
dalle modalit di installazione
dalla temperatura dell'acqua (media e/o di ritorno al generatore) nelle condizioni
di esercizio (medie mensili).
Il rendimento medio stagionale di produzione differisce quindi dai rendimenti a pieno
carico ed a carico parziale ottenuti con prove di laboratorio secondo le norme di
riferimento.
La UNI TS 11300/2 prevede la determinazione del rendimento di generazione:
1. mediante prospetti contenenti valori precalcolati per le tipologie pi comuni di
generatori di calore in base al dimensionamento e alle condizioni d'installazione
2. mediante metodi di calcolo.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione
Qualora non si identifichi la tipologia del generatore tra quelle dei prospetti o quando le
condizioni al contorno non siano comprese tra quelle indicate, si deve ricorrere al calcolo.
Legenda dei fattori di correzione:
F1 = rapporto fra la potenza del generatore installato e la potenza di progetto richiesta. Per generatori
modulanti, F1 si determina con riferimento alla potenza minima regolata
F2 = installazione all'esterno
F3 = camino di altezza maggiore di 10 m
F4 = temperatura media di caldaia maggiore di 65 C in condizioni di progetto

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione
Qualora non si identifichi la tipologia del generatore tra quelle dei prospetti o quando le
condizioni al contorno non siano comprese tra quelle indicate, si deve ricorrere al calcolo.
Legenda dei fattori di correzione:
F1 = rapporto fra la potenza del generatore installato e la potenza di progetto richiesta. Per generatori
modulanti, F1 si determina con riferimento alla potenza minima regolata
F2 = installazione all'esterno
F4 = temperatura media di caldaia maggiore di 65 C in condizioni di progetto

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione
Qualora non si identifichi la tipologia del generatore tra quelle dei prospetti o quando le
condizioni al contorno non siano comprese tra quelle indicate, si deve ricorrere al calcolo.
Legenda dei fattori di correzione:
F1 = rapporto fra la potenza del generatore installato e la potenza di progetto richiesta. Per generatori
modulanti, F1 si determina con riferimento alla potenza minima regolata
F2 = installazione all'esterno
F4 = temperatura media di caldaia maggiore di 65 C in condizioni di progetto
F5 = generatore monostadio
F6 = camino di altezza maggiore di 10 m in assenza di chiusura dell'aria comburente all'arresto (non
applicabile ai premiscelati)

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 61 di 125

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Sottosistema di generazione
Qualora non si identifichi la tipologia del generatore tra quelle dei prospetti o quando le
condizioni al contorno non siano comprese tra quelle indicate, si deve ricorrere al calcolo.
Legenda dei fattori di correzione:
F1 = rapporto fra la potenza del generatore installato e la potenza di progetto richiesta. Per generatori
modulanti, F1 si determina con riferimento alla potenza minima regolata
F2 = installazione all'esterno (nel caso di installazione di caldaie a condensazione con accumulo in
esterno, il fattore F2 pari a -3)
F5 = generatore monostadio
F7 = temperatura di ritorno in caldaia nel mese pi freddo

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Sottosistema di generazione - Metodo semplificato di calcolo


1. Calcolo del fabbisogno in uscita dal generatore
Qgn,out = Qh + Ql,e + Ql,r + Ql,d
In assenza di accumulo si ha Qgn,out = Qd,IN
2. Calcolo della potenza media stagionale del generatore
gn,avg = Qgn,out/tgn
assumendo tgn = 24 numero di giorni legali di riscaldamento
3. Calcolo della potenza nominale richiesta al generatore
gn = gn,avg/FCclima
dove FCclima il fattore climatico di carico medio stagionale della localit considerata definito come
rapporto la differenza di temperatura media stagionale tra interno ed esterno e la differenza di
temperatura tra interno ed esterno di progetto
In mancanza di tale dato si pu assumere FCclima = 0,5
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 63 di 125

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Sottosistema di generazione - Metodo semplificato di calcolo


4. Calcolo del fattore di carico medio del generatore
FCgn,u = gn,avg/Pn
dove Pn la potenza termica utile nominale del generatore installato
5. Calcolo del fattore di dimensionamento del generatore
F1 = Pn/gn
6. Calcolo delle perdite di generazione Ql,gn
In base ai prospetti 23, al fattore F1 (punto precedente) ed agli altri fattori relativi all'installazione del
generatore
7. Calcolo del fabbisogno stagionale di energia del generatore di calore
Qgn,out + Ql,gn

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 64 di 125

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Sottosistema di generazione - Metodo semplificato di calcolo


8. Calcolo della potenza elettrica degli ausiliari del generatore
Wgn,aux = G + H *Pnn [W]

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 65 di 125

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Sottosistema di generazione - Metodo semplificato di calcolo


9. Calcolo della potenza elettrica di eventuale pompa primaria


= c4 + c5 cn [W ]
1000
n

Wgn , PO , pr

e con cn pari alla potenza al bruciatore (focolare)


10. Calcolo della potenza complessiva degli ausiliari elettrici
Waux,t = Wgn,aux + Wgn,PO,pr

11. Calcolo del fabbisogno di energia elettrica degli ausiliari


Qaux,t = FCu,gn * Waux,t * tgn
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 66 di 125

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Fabbisogni di energia elettrica dei


sottosistemi degli impianti di riscaldamento
QH,aux = Qaux,e + Qaux,d + Qaux,gn

EMISSIONE

DISTRIBUZIONE

GENERAZIONE

Qaux,r = REGOLAZIONE = 0

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 67 di 125

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Sottosistema di emissione

Nel tempo tgn


considerato, il
fabbisogno di
energia elettrica,
in Wh, :

Qaux,e =tgn*Pvn
se ventola sempre
in funzione;

Qaux,e =FCU*tgn*Pvn
se il ventilatore si
arresta al
raggiungimento
della T desiderata

FCU = Pg,rea / Pg,nom


Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 68 di 125

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Sottosistema di distribuzione
Il fabbisogno di energia elettrica per la distribuzione del fluido termovettore Qaux,d con
elettropompe dato in kWh da:

Qaux ,d =

t PO Fv PPO ,d
1000

dove:
PPO,d la potenza elettrica della pompa nelle condizioni di progetto [W]
tPO il tempo convenzionale di attivazione della pompa e si assume [h] pari a:
tPO =FC*tgn nel caso in cui previsto larresto della pompa alla fermata del
generatore, durante il tempo di attivazione dello stesso
tPO = tgn nel caso in cui la pompa sia sempre in funzione durante il tempo di
attivazione del generatore
Fv un fattore che tiene conto della variazione di velocit della pompa secondo il
prospetto seguente

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 69 di 125

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Sottosistema di distribuzione
La procedura descritta richiede che si devono reperire i dati di potenza elettrica delle pompe
o dei ventilatori (distribuzione aria calda).
Quando necessiti un'esatta determinazione dei consumi elettrici della rete di distribuzione,
con ristretti margini di errore, si deve ricorrere a misure in campo.
Quando ci non sia possibile si pu ricorrere a stime basate sulle portate, prevalenze e
rendimenti delle pompe o dei ventilatori.

TRASCURATO IN QUESTA SEDE

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 70 di 125

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ESEMPIO RIASSUNTIVO
SCUOLA xx (Cassino 137 giorni legali di riscaldamento):
Generatore di calore per: RISCALDAMENTO + ACS
Fabbisogno annuo di energia termica utile = 356.940 kWh
Volume riscaldato = 8160 m3
Superficie utile = 1860 m2
Impianto di riscaldamento: GENERATORE MULTISTADIO E MODULANTE, TRADIZIONALE - 300 kW
Recuperatore di calore: NO
Sistema di emissione: RADIATORI in alluminio SU PARETE ESTERNA ISOLATA (U=0,62 W/m2K)
Temperatura di mandata = 80 C
Sistema: CON FUNZIONAMENTO CONTINUO per 14h
Sistema di regolazione: SINGOLO AMBIENTE TIPOLOGIA DI REGOLAZIONE ON-OFF
Sistema di distribuzione: ORIZZONTALE installato PRIMA DEL 1976
Sistema ausiliario asservito al generatore: POTENZA AUSILIARI = 0,8 kW

Tempo convenzionale di esercizio dei terminali di emissione =


24 h al giorno, dal 15 novembre al 31 marzo = 3288 h/anno
Carico termico medio annuo =

Wh
356.940.000
anno = 13,3 W
m 3
h
3
3288
8160 m

anno

[ ]

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 71 di 125

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

ESEMPIO RIASSUNTIVO
SCUOLA xx (Cassino 137 giorni legali di riscaldamento):
Generatore di calore per: RISCALDAMENTO + ACS
Fabbisogno annuo di energia termica utile = 356.940 kWh
Volume riscaldato = 8160 m3
Superficie utile = 1860 m2
Impianto di riscaldamento: GENERATORE MULTISTADIO E MODULANTE, TRADIZIONALE - 300 kW
Recuperatore di calore: NO
Sistema di emissione: RADIATORI in alluminio SU PARETE ESTERNA ISOLATA (U=0,62 W/m2K)
Temperatura di mandata = 80 C
Sistema: CON FUNZIONAMENTO CONTINUO per 14h
Sistema di regolazione: SINGOLO AMBIENTE TIPOLOGIA DI REGOLAZIONE ON-OFF
Sistema di distribuzione: ORIZZONTALE installato PRIMA DEL 1976
Sistema ausiliario asservito al generatore: POTENZA AUSILIARI = 0,8 kW

Rendimento di emissione e=0,92

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 72 di 125

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

ESEMPIO RIASSUNTIVO
SCUOLA xx (Cassino 137 giorni legali di riscaldamento):
Generatore di calore per: RISCALDAMENTO + ACS
Fabbisogno annuo di energia termica utile = 356.940 kWh
Volume riscaldato = 8160 m3
Superficie utile = 1860 m2
Impianto di riscaldamento: GENERATORE MULTISTADIO E MODULANTE, TRADIZIONALE - 300 kW
Recuperatore di calore: NO
Sistema di emissione: RADIATORI in alluminio SU PARETE ESTERNA ISOLATA (U=0,62 W/m2K)
Temperatura di mandata = 80 C
Sistema: CON FUNZIONAMENTO CONTINUO per 14h
Sistema di regolazione: SINGOLO AMBIENTE TIPOLOGIA DI REGOLAZIONE ON-OFF
Sistema di distribuzione: ORIZZONTALE installato PRIMA DEL 1976
Sistema ausiliario asservito al generatore: POTENZA AUSILIARI = 0,8 kW

Rendimento di
regolazione
d = 0,94

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 73 di 125

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e del Lazio Meridionale

Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

ESEMPIO RIASSUNTIVO
SCUOLA xx (Cassino 137 giorni legali di riscaldamento):
Generatore di calore per: RISCALDAMENTO + ACS
Fabbisogno annuo di energia termica utile = 356.940 kWh
Volume riscaldato = 8160 m3
Superficie utile = 1860 m2
Impianto di riscaldamento: GENERATORE MULTISTADIO E MODULANTE, TRADIZIONALE - 300 kW
Recuperatore di calore: NO
Sistema di emissione: RADIATORI in alluminio SU PARETE ESTERNA ISOLATA (U=0,62 W/m2K)
Temperatura di mandata = 80 C
Sistema: CON FUNZIONAMENTO CONTINUO per 14h
Sistema di regolazione: SINGOLO AMBIENTE TIPOLOGIA DI REGOLAZIONE ON-OFF
Sistema di distribuzione: ORIZZONTALE installato PRIMA DEL 1976
Sistema ausiliario asservito al generatore: POTENZA AUSILIARI = 0,8 kW

Rendimento di
distribuzione
d = 0,958

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 74 di 125

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e del Lazio Meridionale

Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

ESEMPIO RIASSUNTIVO
SCUOLA xx (Cassino 137 giorni legali di riscaldamento):
Generatore di calore per: RISCALDAMENTO + ACS
Fabbisogno annuo di energia termica utile = 356.940 kWh
Volume riscaldato = 8160 m3
Superficie utile = 1860 m2
Impianto di riscaldamento: GENERATORE MULTISTADIO E MODULANTE, TRADIZIONALE - 300 kW
Recuperatore di calore: NO
Sistema di emissione: RADIATORI in alluminio SU PARETE ESTERNA ISOLATA (U=0,62 W/m2K)
Temperatura di mandata = 80 C
Sistema: CON FUNZIONAMENTO CONTINUO per 14h
Sistema di regolazione: SINGOLO AMBIENTE TIPOLOGIA DI REGOLAZIONE ON-OFF
Sistema di distribuzione: ORIZZONTALE installato PRIMA DEL 1976
Sistema ausiliario asservito al generatore: POTENZA AUSILIARI = 0,8 kW

Rendimento di
generazione
d = 0,88

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 75 di 125

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ESEMPIO RIASSUNTIVO
Fabbisogno annuo di energia termica utile Qh = 356940 [kWh]
Rendimento di emissione stimato e= 92%
Perdite sistema di emissione:

Ql',e = Qh'

1 e

= 31038,3 [kWh]

Energia resa disponibile al sistema di emissione: Qh + Ql ,e = 387978,3 [kWh]


Rendimento di regolazione stimato e= 94%
'
'
'
Perdite sistema di regolazione:Ql , r = (Qh + Ql ,e )

1 r

= 24764,6 [kWh]

Energia in uscita dal sistema di distribuzione : = Qh + Ql ,e + Ql ,r = 412742,8 [kWh]


Rendimento di distribuzione stimato e= 95,8%

1 d
'
'
'
'
Q
Q
Q
Q
=
(
+
+
)

= 18095,2 [kWh]
,
,
,
l
d
h
l
e
l
r
Perdite sistema di distribuzione:
d
Energia in uscita dal sistema di generazione: = Qh + Ql ,e + Ql ,r +Ql ,d = = 430838,0 [kWh]

Potenza media stagionale:

gn ,avg =

Potenza nominale richiesta al generatore:


Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Qgn ,out
t gn

+21%

430838
= 131,0 [kW ]
24 137

gn =

gn ,avg
FCc lim a

131
= 262,0 [kW ]
0,5
Diapositiva n. 76 di 125

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e del Lazio Meridionale

Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

ESEMPIO RIASSUNTIVO
Fattore di carico medio del generatore:

FC gn ,u =

Fattore di dimensionamento del generatore:


Rendimento di generazione stimato gn= 88%
Perdite sistema di generazione:

gn ,avg
Pn

F1 =

131
= 0,437
300

Pn 300
=
= 1,15
gn 262

) 1

Ql', gn = Qh' + Ql',e + Ql',r + Ql',d

gn

= 58750,6 [kWh]

gn

Energia in ingresso al generatore: = Qh + Ql ,e + Ql ,r + Ql ,d + Ql ,gn = 489588 [kWh] +37%

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 77 di 125

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ESEMPIO RIASSUNTIVO
Fabbisogno annuo di energia termica utile Qh = 356940[kWh]
Energia in ingresso al generatore: = Qh + Ql ,e + Ql ,r + Ql ,d + Ql ,gn = 489588,7 [kWh]

imp

Qh'
= '
= e r d gn = 72,9 %
'
'
'
'
Qh + Ql ,e + Ql ,r + Ql ,d + Ql , gn

Nel bilancio energetico complessivo vanno poi aggiunte le perdite elettriche!!!!

QH,aux = Qaux,e + Qaux,d + Qaux,gn

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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ESEMPIO RIASSUNTIVO
Consumi di energia elettrica ausiliari sistema di emissione: Qaux,e = 0 [kWh] radiatori
Consumi di energia elettrica ausiliari sistema di regolazione: Qaux,r = 0 [kWh]
Consumi di energia elettrica ausiliari sistema di distribuzione:

Qaux ,d =

t PO Fv PPO ,d
1000

3288 1 800
= 2630,4 [kWh]
1000

Consumi di energia elettrica ausiliari sistema di generazione:


294000
= c4 + c5 cn = 100 + 2
= 688 [W ]
1000
1000

Wgn , PO , pr

Qgn ,aux =

Waux , Pn t gn
1000

(800 + 688) 3288 = 4892,5 [kWh]


1000

QH,aux = Qaux,e + Qaux,d + Qaux,gn = 7522,9 [kWh]


Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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I fattori di conversione energetici


Per ogni vettore energetico previsto un fattore di
conversione in energia primaria. Esso tiene conto anche dei
contributi di consumo derivanti dallestrazione, lavorazione,
stoccaggio e trasporto degli stessi vettori.
Nel caso dellenergia elettrica, il fattore di conversione tiene
conto del rendimento medio di generazione del sistema
elettrico nazionale e delle perdite medie di trasmissione sul
territorio nazionale.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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I fattori di conversione energetici


La tonnellata equivalente di petrolio (TEP) rappresenta la quantit di energia rilasciata dalla
combustione di una tonnellata di petrolio grezzo e vale, secondo lIEA/OCSE, 41,868 GJ,
pari a 11,630 MWh.
In Italia il M.A.P. ha fissato con D.M. del 20/07/2004 : 1 TEP = 41,860 GJ
Trattasi ovviamente di un valore convenzionale, mediato tra le diverse variet di petrolio,
con diversi poteri calorifici.
Il barile equivalente di petrolio, fissato convenzionalmente pari a 0,146 TEP (una
tonnellata di petrolio corrisponde a circa 6,841 barili).

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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I fattori di conversione energetici


L'Autorit per lEnergia Elettrica e il Gas (AEEG), con Delibera EEN 3/08 del 20/03/2008,
ha fissato il fattore di conversione dell'energia elettrica in energia primaria pari a:
0,187 x 10-3 TEP/kWh
In sostanza per ogni MWh elettrico (1000 kWh) prodotto, vengono mediamente consumati,
nelle centrali italiane, 0,187 TEP. Ci implica laver fissato il rendimento del sistema
nazionale di produzione e distribuzione dell'energia elettrica al valore di:

ele, ITA =

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1 kWh, e
46%
2,174 kWh, p

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I fattori di conversione energetici


UNI EN 15603: Prestazione energetica degli edifici - Consumo energetico globale e definizione dei
metodi di valutazione energetica
Vettore energetico

Fattore di conversione da
kWh,v.e. a kWh,p

Gasolio

Olio combustibile

Gas naturale

GPL

Carbone

Biomasse

0,5

Energia elettrica da rete nazionale

2,174

Energia elettrica autoprodotta (cogenerazione)

Energia elettrica autoprodotta (da fonti


rinnovabili, fotovoltaico, ecc)

Energia termica autoprodotta (da solare termico)

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I fattori di conversione ambientali


Il fattore universalmente adottato per quantificare le emissioni di gas serra la tonCO2
Le tCO2 per kWh di energia elettrica prodotta sono, ovviamente, funzione del cosiddetto
mix energetico nazionale, il quale rappresenta le quote di produzione di energia per le
varie tecnologie impiegate.
Per il nostro Paese il fattore di conversione pari a 0,44 tonnellate di CO2 emesse per ogni
MWh prodotto (Rapporto ambientale ENEL 2009).
Per gli altri combustibili devono essere utilizzati i fattori di emissione riportati nella tabella
tratta dalla Decisione della Commissione 2001/405/CE:
Equivalenti di CO2 fossile relativi alle fonti di energia non rinnovabili
Carbone

95 gCO2/MJ

Petrolio greggio

73 gCO2/MJ

Olio combustibile 1 74 gCO2/MJ


Olio combustibile 2 5 77 gCO2/MJ
Benzina

69 gCO2/MJ

Gas naturale

56 gCO2/MJ

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

15,6 gCO2/kWh
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Il collettore solare piano

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Pannelli solari termici piani, per ACS


e integrazione con limpianto di
riscaldamento (Centro-Sud Italia)

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Il collettore solare piano

un assorbitore (selettivo?), costituito da una

sottile lastra di rame rivestita, o verniciata di nero


nelle versioni pi economiche

tubi in rame o in alluminio (nelle versioni pi

economiche) per ottenere un buon assorbimento


dellenergia solare

saldature ad ultrasuoni per garantire un buon

trasferimento termico tra lassorbitore e i tubi


contenenti lacqua da scaldare

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Il collettore solare
un contenitore esterno generalmente

in alluminio anodizzato per renderlo


resistente alla corrosione negli anni, sul
cui colore generalmente possibile
intervenire al fine di renderlo accattivante
esteticamente

un isolamento inferiore e laterale in


lana di vetro o di roccia (> 4 cm e

parte superiore rivestita con foglio di


alluminio): per garantire un ottimo
isolamento dellassorbitore dallesterno

un profilo in gomma EPDM e


silicone per garantirne limpermeabilit
vetro solare temperato e a basso
contenuto di ferro
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Lassorbitore
UNI 12975/2

(t t )
(t t )
= 0 a1 m a a2G m a
G
G

la differenza tra un pannello e laltro, diventa significativa nei mesi freddi, dove
laccuratezza nella scelta e nella lavorazione dei vari componenti diventa cruciale
per garantire un rendimento mediamente buono su tutto lanno solare!
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Lassorbitore

95%

88%

95%
8%

I pannelli solari con assorbitore di rame (o di alluminio) verniciato di


nero, presentano un basso rendimento, in quanto la semplice vernice
nera non riesce a convertire tutte le gamme di frequenza di cui la luce
composta, per cui gran parte dellenergia viene riflessa, e quindi sprecata.
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Lassorbitore
Lutilizzo di una sottile lastra di rame, rivestita in materiale selettivo:
- Ossidi di Al con pigmentazione al Ni ottenuti con procedimento galvanico
- Cromo nero con strato di Ni sul rame
- Cromo nero direttamente su rame
- Solfuro di cobalto/ossido su lamiera di acciaio
- TINOX, CERMET applicati sotto vuoto

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Lassorbitore

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Il fluido termovettore
Acqua: pu essere usato
direttamente come acqua calda
sanitaria, oppure pu cedere il
suo calore in uno scambiatore
(nel caso venga addizionata di
antigelo o l'acqua di rete
contenga troppi ioni Cloro e ioni
metallici, come ioni Rame e
Ferro, che notoriamente
provocano corrosione).

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Il fluido termovettore
Aria: costo zero, immediata utilizzabilit per il
riscaldamento degli ambienti, nessun problema
di corrosione o congelamento, semplicit dei
sistemi di controllo; ma anche minore aumento
della temperatura del pannello e ridotto
scambio termico con la piastra per il basso
calore specifico dell'aria, che comporta un
basso rendimento del pannello.
Per aumentare lo scambio termico bisogna
imporre un moto turbolento all'aria che
circola nel collettore, dando un profilo
frastagliato e ruvido alla piastra
assorbente, badando per a non indurre
grosse perdite di carico da compensare
con potenti ventole; un altro metodo pu
essere quello di far circolare l'aria in una
piastra cava, lasciandola espandere in
condotti trasversali rispetto al moto
naturale, per poi raccoglierla lateralmente

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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I fattori penalizzanti

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

La trasmittanza ottica della lastra,


funzione di:
- composizione
- stato superficiale
- spessore della lastra
- angolo di incidenza della radiazione
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La lastra di copertura
Le lastre debbono essere trasparenti alla luce solare di lunghezza d'onda 3 m ed
opache al re-irraggiamento infrarosso ( > 3 m) proveniente dalla superficie
annerita.
Esse diventano perci a loro volta sorgente di emissione, con l'effetto che la
temperatura nello spazio compreso tra la lastra trasparente e quella assorbente sar
quella corrispondente ad una densit di potenza decisamente maggiore dell'energia
E entrante (effetto serra)
Il numero di lastre da impiegare (distanti fra i 12 ed i 24 mm) un parametro che dipende
essenzialmente dalla velocit e natura del fluido vettore e dalla temperatura esterna:
minore la velocit del fluido maggiore la temperatura della piastra, per cui necessaria pi
di una lastra per trattenere la parte infrarossa della radiazione di corpo nero
pi bassa la temperatura esterna, pi occorre almeno un'altra lastra trasparente che
intercetti buona parte della radiazione di corpo nero (riflessa dalla piastra), in modo da ridurre il
t fra le facce della lastra pi esterna (e quindi le perdite per convezione)
maggiore il numero delle lastre impiegate, maggiore la radiazione solare da esse assorbita e
riflessa, quindi meno radiazione raggiunger effettivamente la piastra.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Le altre tipologie costruttive


Pannelli solari a tubi sotto vuoto
per ACS, o per integrazione con
riscaldamento (anche nelle Regioni pi
fredde del Nord Italia). Ancora alquanto
costosa

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

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Le altre tipologie costruttive


Pannelli solari a tubi di calore
La
i costi
di manutenzione
ordinaria
sono
temperatura
dellacqua
prodotta
non
nulli i 90C.
supera
Nei elevate
tubi non
circola acqua
mentre
Ad
temperature
il punto
di nello
dry out
scambiatore
1lt.
protetto
una il
del
sistema siappena
innalza.
Per
questoda
motivo
liquido
coibentazione
internospessa
si mantiene
50 mm
costantemente
di speciale lana
sotto
di vetro.
forma
Di conseguenza
di vapore nella
possibile
estremitevitare
lutilizzo della
miscela
acqua e di
glicole
con
superiore
dellheat
pipedievitando
assorbire
conseguente
risparmio
ulteriore
calore
dal tuboeconomico
evacuato.
rappresentato dalla sostituzione periodica
del liquido.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 99 di 52

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Gli impianti per ACS


E lacqua destinata alligiene personale (rubinetti di casa o la doccia),
al lavaggio delle stoviglie, alla lavastoviglie ed alla lavatrice.
Sono i pi economici
Permettono di coprire pi
dell80% del fabbisogno di
acqua calda annuo

un notevole risparmio sulla


bolletta del gas
abbattimento delle spese energetiche
abbattimento dellimmissione di gas nocivi nellatmosfera
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 100 di 52

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Unultima classificazione (principio)


A circolazione naturale
valvole di sicurezza
vaso di espansione
scambiatore solare / ACS
resistenza elettrica per scaldare lacqua nel
caso la stessa non sia sufficientemente
calda per luso

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 101 di 52

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Unultima classificazione (principio)


A circolazione naturale

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 102 di 52

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Unultima classificazione (principio)


A circolazione naturale

La minor resa dellimpianto compensata ampiamente dal risparmio


economico legato alle spese fisse (il mancato acquisto dei sistemi di
circolazione artificiale quali pompe e centraline) e spese variabili (la
loro assistenza e lenergia per farle funzionare).
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 103 di 52

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Unultima classificazione (principio)


A circolazione forzata
Richiede una pompa elettrica, governata da una
centralina solare, da sonde e da una pompa
generalmente di tipo on-off, che interviene solo
per una data differenza di temperatura tra il
fluido contenuto nei pannelli solari e quello
contenuto nel serbatoio

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 104 di 52

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

I collettori scoperti
I pannelli solari scoperti, sono privi della copertura esterna, per cui rinunciano ad
alti rendimenti a vantaggio di una maggiore economicit. In essi, lacqua circolante
(fino anche a 6 bar) passa direttamente nei tubi esposti al Sole, si surriscalda ad
una temperatura non superiore ai 40 C e viene usata direttamente
Materiale: PVC o il Neoprene o Polipropilene
Costo: ovviamente molto basso e di facile installazione
Utilizzo: installazioni autonome finalizzate ad usi estivi (temperature dellaria non
inferiore ai 20 C) per riscaldare piscine scoperte, docce negli stabilimenti balneari,
nei campeggi, negli alloggi estivi, ecc.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 105
di 52
105/28

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Stima della radiazione incidente: UNI 11328/1:2009

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 106
di 52
106/28

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Stima della radiazione incidente: mappe isoradiative

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 107
di 52
107/28

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Stima della radiazione incidente: PVGIS

http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/apps4/pvest.php?lang=it&map=europe

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 108
di 52
108/28

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Stima della radiazione incidente: PVGIS

http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/apps4/pvest.php?lang=it&map=europe

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 109
di 52
109/28

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Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

Calcolo delle perdite del sistema solare


1) Perdite nel circuito solare
Comprende collettori, circolatore, tubazioni e scambiatore di calore (nellaccumulo).
Nel caso siano noti i dati forniti dal fabbricante, il rendimento del circuito viene
stimato come segue:
loop = 1 -
con = (0*A*a1 )/(Ust)hx dove:
0 il rendimento del collettore a perdite nulle
A larea di apertura del collettore [m2]
a1 coefficiente di primo ordine di dispersione del collettore
(Ust)hx coefficiente di scambio termico dello scambiatore di calore [W/K]
Quando tali valori non siano forniti dal fabbricante si pu assume loop = 0,8.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 110 di 125

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Calcolo delle perdite del sistema solare


2) Perdite nel sistema di accumulo
Le perdite di accumulo Ql,W,s si calcolano in base alla entit e alle caratteristiche della superficie
disperdente dell'accumulatore ed alla differenza tra la temperatura media della superficie e la
temperatura media dell'ambiente nel quale l'accumulatore installato.

Ql ,W , s
dove:

Se
= s ( s a ) t s [Wh]
de

Se la superficie esterna dell'accumulo [m2]


de lo spessore dello strato isolante [m]
s la conduttivit dello strato isolante [W/m K]
ts la durata del periodo considerato [h]
s la temperatura media nell'accumulo [C]
a la temperatura ambiente del locale di installazione dell'accumulo [C]
Qualora sia disponibile il valore della dispersione termica dell'apparecchio Kboll [W/K] dichiarato
dal costruttore, le perdite sono calcolate con la formula seguente:

Ql ,W , s = K boll ( s a ) t s
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

[Wh]
Diapositiva n. 111 di 125

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Calcolo delle perdite del sistema solare


2) Perdite nel sistema di accumulo
Nel caso di apparecchi elettrici, il valore delle perdite nominali (statiche) dichiarato dal

costruttore secondo la CEI EN 60379.

Nel caso in cui l'accumulatore sia installato in un ambiente riscaldato le perdite si


considerano tutte recuperate durante il periodo di riscaldamento. Si considerano
invece tutte non recuperabili durante il periodo nel quale il riscaldamento inattivo
(estivo). Le perdite di accumulo recuperabili e non recuperabili si considerano
presenti in tutto il periodo di funzionamento prefissato del sistema.
Le perdite recuperate sono date da:
Qlrh,W,s = Ql,W,s (1 - bg,W)

[Wh]

dove:
bg,W pari a 0 se in ambiente riscaldato
bg,W pari a 1 se fuori dall'ambiente riscaldato.

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 112 di 125

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Calcolo delle perdite del sistema solare


3) Consumi di energia elettrica degli ausiliari
Nei sottosistemi a circolazione naturale si ha un fabbisogno nullo di energia elettrica.
Nei sottosistemi a circolazione forzata, il fabbisogno di energia elettrica degli ausiliari dato da:

Qsol ,aux ,m =

Waux ,nom t aux ,m


1000

[kWh]

Waux,nom la potenza nominale complessiva dei circolatori [W]. In mancanza di tale dato si pu
assumere:
Waux,nom = 50 + 5A [W]
dove A la superficie di apertura del collettore [m2].
taux,m il numero di ore mensili di funzionamento del circolatore. E calcolato assumendo il periodo di
funzionamento annuale della durata di 2000 h (UNI EN 12976-2), e moltiplicando il periodo di
funzionamento annuale per la percentuale mensile dellirradianza solare di ciascun mese:
per il calcolo relativo allacqua calda sanitaria si ha:

2000 Gmese PW
Gi

t aux ,W ,m =

[kWh]

per il calcolo relativo al riscaldamento si ha:

t aux ,W ,m =

2000 Gmese N g , H ,mese PH

Gi N g ,mese

[kWh]

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 113 di 125

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Calcolo delle perdite del sistema solare


3) Consumi di energia elettrica degli ausiliari
PH il rapporto tra il fabbisogno dovuto al riscaldamento ambienti ed il fabbisogno totale:

PH =

QH , gn ,out
QH , gn ,out + QW , gn ,out

PW il rapporto tra il fabbisogno per acqua calda sanitaria e il fabbisogno totale:

PW =

QW , gn ,out
QH , gn ,out + QW , gn ,out

Nel caso di sistema per solo riscaldamento si pone:

PH = 1
PW = 0

Nel caso di sistema per sola acqua calda sanitaria si pone: PH = 0


PW = 1
Ng,H,mese il numero di giorni di riscaldamento del mese
Ng,mese il numero di giorni del mese
Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 114 di 125

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Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 115 di 125

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ESEMPIO RIASSUNTIVO
SCUOLA xx (Cassino 137 giorni legali di riscaldamento):
Generatore di calore per: RISCALDAMENTO + ACS
Fabbisogno annuo di energia termica utile = 356.940 kWh
Volume riscaldato = 8160 m3
Superficie utile = 1860 m2
Impianto solare termico sul tetto (25) costituito da:
n. 4 collettori piani AURO THERM pro VFK 125/2
n. 1 accumulo da 800 litri: AURO STOR VIH S 800
Sistema ausiliario asservito al generatore: POTENZA AUSILIARI = 0,8 kW

1.
2.
3.
4.

Stima dellirraggiamento diretto medio mensile su pannelli


Calcolo dellenergia termica prodotta (perdite del sistema)
Calcolo delle perdite allaccumulo
Contributo a copertura del fabbisogno

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 116 di 125

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2,51 m2

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 117 di 125

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ESEMPIO RIASSUNTIVO
1. Stima dellirraggiamento
diretto medio mensile su
pannelli
Utilizzo di PVGIS
Individuazione di Cassino su Maps
Calcolo radiazione totale su piano 25
Calcolo radiazione totale sui collettori
Qsol

kWh
867,2
1080,9
1454,7
1636,4
1945,8
2087,6
2297,0
2172,7
1687,5
1361,4
869,3
826,8

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 118 di 125

Universit degli Studi di Cassino


e del Lazio Meridionale

Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

ESEMPIO RIASSUNTIVO
2. Calcolo del fabbisogno di ACS

Qh,W , g = VW c ( er 0 ) =

= 1000 0,8 1,163 (60 15) =

= 23260 [Wh / g ]

PH =
PW =

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Qh,W =

23260 365
= 8490 [kWh]
1000

Qh
= 0,977
Qh + Qh,W
Qh,W
Qh + Qh,W

= 0,023

Diapositiva n. 119 di 125

Universit degli Studi di Cassino


e del Lazio Meridionale

Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

ESEMPIO RIASSUNTIVO

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Diapositiva n. 120 di 125

Universit degli Studi di Cassino


e del Lazio Meridionale

Dipartimento di Ingegneria Civile e Meccanica

ESEMPIO RIASSUNTIVO
2. Calcolo delle perdite nel circuito e nellaccumulo

loop = 0,8

kboll = 4,2 [ kWh / g ]

Qsol , acc, IN = Qsol , h loop

Ql ,W , s = kboll N g , mese [ kWh]

Qsol ,out = Qsol , acc , IN Ql ,W , s

Modulo 3 - Impianti termici e da Fonti Rinnovabili

Qsol.out

Qw,gn

Qh,gn

%ACS

563,6

721,1

92388,7

747,1

651,3

81289,7

1033,5

721,1

74070,3

1183,1

697,8

1426,4

721,1

1544,1

697,8

1707,4

721,1

1608,0

721,1

1224,0

697,8

958,9

721,1

569,5

697,8

27953,0

531,2

721,1

81238,3

78%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
100%
82%
74%

Diapositiva n. 121 di 125