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SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE dicembre 2011

PUBBLICIT 70% - FILIALE DI NOVARA

41

IMPIANTI IBRIDI
PUBBLICAZIONE PERIODICA DI INFORMAZIONE TECNICO-PROFESSIONALE
Sommario
3 IMPIANTI IBRIDI
4 PRINCIPALI FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE LIMITI APPLICATIVI
ED ECONOMICI
- Geotermia
- Solare
- Teleriscaldamento
- Biomasse

6 IMPIANTI CHE UTILIZZANO LARIA COME FONTE DI ENERGIA


RINNOVABILE
- PDC aria-acqua
- Osservazioni

8 PDC ARIA-ACQUA

10 IMPIANTI A PDC ARIA/ACQUA


- Modalit di funzionamento

12 IMPIANTI IBRIDI CON CALDAIA E PDC ARIA-ACQUA


- Sistemi ibridi preassemblati
Direttore responsabile:
- Gruppi ibridi pressemblati
Marco Caleffi - Riscaldamento e produzione ACS con gruppi ibridi preassemblati
- Riscaldamento e raffrescamento con gruppi ibridi preassemblati
Responsabile di Redazione:
Fabrizio Guidetti 16 GRUPPI IBRIDI PREASSEMBLATI COMPONENTI PRINCIPALI

Hanno collaborato a questo numero: 18 PROTEZIONI ANTIGELO


- Fabio Besuzzi
- Alessandro Crimella 20 COSTI TERMICI DELLENERGIA ELETTRICA E DEL GAS METANO
- Mario Doninelli
- Marco Doninelli 22 IMPIANTI IBRIDI DIMENSIONAMENTO DELLE PDC
- Domenico Mazzetti - Impianti nuovi
- Renzo Planca - Impianti esistenti
- Roberto Ruga
24 IMPIANTI IBRIDI DIMENSIONAMENTO DELLE PDC
- Alessia Soldarini
- Claudio Tadini 26 QUANTIT DI ENERGIA RINNOVABILE SFRUTTABILE DA UNA PDC
- Mario Tadini
- Mattia Tomasoni 36 Gruppo ibrido preassemblato HYBRICAL

Idraulica 38 Kit antigelo


Pubblicazione registrata presso
il Tribunale di Novara 39 Valvole di zona a sfera motorizzate per impianti di condizionamento
al n. 26/91 in data 28/9/91
40 Disaeratori DISCAL
Editore:
Poligrafica Moderna S.r.l. Novara 41 Disaeratori-defangatori DISCALDIRT

42 Defangatori DIRTCAL
Stampa:
Rotolito Lombarda S.p.A. 43 Defangatori con magnete DIRTMAG

Copyright Idraulica Caleffi. Tutti i


diritti sono riservati. Nessuna parte
della pubblicazione pu essere
riprodotta o diffusa senza il
permesso scritto dellEditore.

Finito di stampare il 20/12/2011

CALEFFI S.P.A.
S.R. 229, N. 25
28010 Fontaneto dAgogna (NO)
TEL. 03228491 FAX 0322863305
info@caleffi.it www.caleffi.it
IMPIANTI IBRIDI
Marco e Mario Doninelli

Dal 31.5.2012 entreranno in vigore gli obblighi molto probabile, cio, che le soluzioni pi idonee
del Decreto Legge 3.3.2011 n. 28 che promuove a soddisfare le richieste del nuovo decreto siano di
luso delle energie rinnovabili. tipo ibrido: termine che significa incrocio e che, in
Il nuovo decreto recepisce la direttiva 2009/28/CE campo tecnologico, usato per indicare luso di
del Parlamento Europeo sullimpiego delle fonti due tecnologie che perseguono lo stesso obiettivo.
rinnovabili, stabilendo le percentuali minime del Ci sono dunque buone ragioni per ritenere che
loro impiego in relazione al fabbisogno termico anche nel settore termotecnico si verifichi quanto
totale degli edifici, cio al fabbisogno richiesto per gi si verificato in quello dei trasporti, dove i
la loro climatizzazione, invernale ed estiva, e per la veicoli ibridi (con motore elettrico e termico)
produzione di ACS (acqua calda sanitaria). rappresentano un passo importante verso il pi
Con energie rinnovabili, finora si doveva coprire efficiente uso delle risorse disponibili.
solo il 50% del fabbisogno termico annuo richiesto Suddivideremo il tema considerato in quattro parti:
per la produzione di ACS. Con il nuovo decreto, nella prima esamineremo limiti e prestazioni delle
invece, si dovr, fin dalla sua entrata in vigore, PDC aria-acqua;
coprire il 20% del fabbisogno termico totale e nella seconda analizzeremo vantaggi e svantaggi
poi, nel 2017, il 50%. dei sistemi e componenti che il mercato propone
Valori, questi, che sono molto pi elevati di quelli per la realizzazione degli impianti ibridi;
finora richiesti e che generalmente comportano nella terza vedremo come determinare la quantit
soluzioni assai diverse da quelle finora adottate. di energia rinnovabile sfruttabile da una PDC;
Ed in merito molto probabile che le soluzioni pi nella quarta parte, infine, proporremo soluzioni e
convenienti siano quelle che prevedono luso di schemi realizzativi per impianti ibridi funzionanti con
due fonti denergia, in particolare quelle che caldaia e PDC aria-acqua.
prevedono luso di caldaie e di PDC (pompe di
calore) aria-acqua.

3
PRINCIPALI FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE

aa LIMITI APPLICATIVI ED ECONOMICI

Quelle che sono attualmente le principali fonti di


energia rinnovabile (geotermia, solare, biomasse,
teleriscaldamento) presentano limiti (prestazionali,
economici e legislativi) che non sempre consentono
un loro uso conveniente.
Di seguito, cercheremo di individuare e riassumere
brevemente tali limiti.

GEOTERMIA

I suoi limiti dipendono principalmente da 2 cause: (1)


i vincoli di legge inerenti luso e la protezione delle
acque di falda, (2) gli ampi spazi e gli elevati costi
richiesti per la realizzazione degli scambiatori di
calore esterni.

Scambiatori a bassa profondit

Possono essere del tipo a serpentini, a chiocciola,


ad anelli, a spirali o a canestri.

4
a
Limiti principali:
richiedono superfici di posa molto estese e non
sempre disponibili;
la superficie sotto cui sono posti gli scambiatori
deve essere priva di alberi e altri impedimenti
che impediscono linsolazione diretta;
i costi per sbancare il terreno e per coprire gli
scambiatori possono essere assai elevati.

Scambiatori a media profondit

Possono essere a sonde coassiali oppure annegati


nei pali di fondazione.

Limiti principali:
le sonde coassiali, per la loro posa, richiedono
superfici esterne non sempre disponibili;
i pali di fondazione sono realizzati solo quando la
portanza del terreno insufficiente.

Scambiatori ad alta profondit

Sono posti entro sonde verticali molto profonde


appositamente realizzate (Idraulica 38, pag. 19).
a
Limiti principali:
non tutte le zone (per vincoli legislativi inerenti
la tutela delle falde acquifere) sono idonee alla
posa in opera di queste sonde;
i costi richiesti per la realizzazione delle sonde
possono essere assai elevati.

Calore derivato dallacqua di falda

Non sempre lacqua di falda si trova disponibile a


profondit convenienti. Il suo utilizzo, inoltre, pu
essere impedito da norme e regolamenti locali.
a
Limiti principali:
SOLARE

in diverse zone, specie nei centri storici, non


concessa linstallazione dei pannelli solari sui tetti
per vincoli paesaggistici ed architettonici;
edifici adiacenti alla superficie di posa possono
impedire unadeguata insolazione dei pannelli;
in impianti autonomi, pu essere assai alto il costo
per la manutenzione dellimpianto solare.
Inoltre, per poter soddisfare le quantit di energia
rinnovabile richieste dal nuovo D.L. 3.3.2011
necessario installare superfici di pannelli solari
molto estese.

TELERISCALDAMENTO

In Italia, questo tipo di riscaldamento disponibile


solo in poche zone ad alta densit abitativa e non
prevista una sua significativa diffusione.

BIOMASSE

Presentano limiti duso dovuti soprattutto a servit


connesse allapprovvigionamento e allo stoccaggio
del combustibile, nonch al tipo di conduzione e ai
tempi di autonomia dellimpianto.
Inoltre il loro uso pu essere impedito o limitato da
norme antinquinamento locali o regionali.

5
Le PDC aria-acqua servono a trasferire energia
IMPIANTI CHE UTILIZZANO LARIA termica dallaria esterna al fluido degli impianti e
COME FONTE DI ENERGIA RINNOVABILE viceversa. Lenergia rinnovabile ottenibile quella che
esse riescono a sottrarre allaria (ved. pag 24 e 25).
Negli ultimi anni, queste PDC hanno notevolmente
I limiti, applicativi ed economici, considerati e gli migliorato le loro prestazioni, soprattutto per merito
elevati apporti di energia rinnovabile imposti di due nuovi componenti: i compressori a spirale
dal nuovo D.L. 3.3.2011 n. 28 stanno portando a e i sistemi di regolazione ad inverter.
considerare con molta attenzione le prestazioni
ottenibili dagli impianti che utilizzano, quale
Compressori
fonte di energia rinnovabile, il calore contenuto
nellaria: calore di origine solare. Per comprimere il fluido refrigerante, o primario,
Per le ragioni che meglio esamineremo nelle pagine fino a pochi anni fa erano utilizzati compressori
che seguono, lattenzione rivolta soprattutto alternativi o rotativi che funzionavano nel modo
agli impianti ibridi che funzionano con caldaie a sotto illustrato:
combustibili tradizionali e con PDC aria-acqua, in
quanto: (1) sono facili da realizzare e da gestire,
(2) consentono unelevata produzione di energia
rinnovabile, (3) non costano troppo.
Di seguito cercheremo di cogliere ed analizzare i
principali aspetti progettuali e realizzativi di tali
impianti.

PDC ARIAACQUA

Come sappiamo le PDC sono macchine in grado di


trasferire calore da bassa ad alta temperatura
mediante un apposito ciclo termodinamico gi
considerato nei numeri 33 e 38 di Idraulica e cos
brevemente riassumibile:

Nelle nuove PDC, invece, sono ormai generalmente


utilizzati compressori a spirale.
La compressione del fluido refrigerante ottenuta
Il compressore serve a comprimere il fluido con lazione combinata di due spirali orbitanti
primario per innalzarne la temperatura. accoppiate fra loro. La prima spirale rimane fissa
mentre la seconda compie un movimento orbitale.
Il condensatore serve a far cedere il calore del
In tal modo vengono a formarsi continuamente
fluido primario al fluido dellimpianto.
sacche di fluido che si spostano verso il centro
La valvola di espansione serve a far espandere il restringendosi e comprimendosi sempre pi.
fluido primario per abbassarne la temperatura. Quando le sacche raggiungono il centro delle
Levaporatore serve a far assorbire il calore della spirali, il fluido compresso scaricato attraverso la
sorgente fredda al fluido primario. luce centrale della spirale fissa.

6
Le PDC con inverter, rispetto a quelle senza,
consentono risparmi del 25-30%. Inoltre, per
lassenza di continue attivazioni e disattivazioni,
possono assicurare una durata maggiore e una
rumorosit pi bassa.

Rispetto ai compressori alternativi e rotativi, quelli a


spirale offrono i seguenti vantaggi: OSSERVAZIONI
un sensibile aumento dellefficienza energetica Dunque, i compressori a spirale e le regolazioni
del ciclo termodinamico; ad inverter hanno incrementato notevolmente le
peso e ingombro delle PDC ridotti; prestazioni delle PDC aria-acqua. Un ulteriore
minor numero di componenti in movimento, e incremento delle prestazioni stato ottenuto anche
quindi minor possibilit di guasti; convogliando meglio i flussi dellaria (in entrata e in
minor rumorosit sia in fase di avvio sia in fase uscita) e utilizzando ventilatori dotati di eliche con
di funzionamento a regime. pale a geometria migliorata.

In particolare, rispetto ai compressori alternativi e In pratica le nuove PDC aria-acqua hanno ben
rotativi, la rumorosit ridotta del 25-30%. poco a che vedere coi vecchi modelli: modelli
che, anche quelli di pochi anni fa, erano difficili da
regolare e da gestire e che funzionavano in
Sistemi di regolazione
modo molto rumoroso e con basse prestazioni
Fino ad alcuni anni fa, le PDCA (pompe di calore termiche.
aria/acqua) non erano in grado di regolare il calore Le nuove PDC sono ormai prodotti di sicuro
ceduto allimpianto. Dovevano, quindi, essere affidamento.
attivate e disattivate continuamente. E questo modo
di funzionare penalizzava sensibilmente le loro
prestazioni (ved. grafico colonna a lato).
Ora, invece, le PDCA sono in grado di regolare la
quantit di calore ceduto. E ci stato reso
possibile grazie alluso di inverter: convertitori di
frequenza che consentono di regolare la velocit
dei compressori alle effettive richieste termiche
dellimpianto.

7
PDC ad unit esterna ed interna
PDC ARIA-ACQUA
Nellunit esterna sono contenuti i componenti che
servono ad attuare il ciclo di lavoro della PDC, a
Il mercato offre attualmente i seguenti tipi: meno dello scambiatore che effettua lo scambio di
calore fra il fluido primario della PDC e il fluido
PDC monoblocco esterne che serve limpianto.

In un solo contenitore sono posti tutti i componenti Questa soluzione, rispetto a quella con monoblocco,
che servono ad attuare il ciclo di lavoro della PDC, occupa pi spazio, per contro non espone limpianto
vale a dire: il ventilatore, lo scambiatore di calore al pericolo del gelo. Il collegamento fra le due unit
aria-fluido primario, il compressore, lo scambiatore infatti realizzato con tubi entro cui scorre il fluido
di calore fluido primario-fluido dellimpianto, e la refrigerante che ha un punto di congelamento molto
valvola di laminazione. basso.

Nel monoblocco possono essere installate (varia da Lunit interna, oltre allo scambiatore di calore
modello a modello) anche le apparecchiature di fluido refrigerante-impianto, pu contenere anche
sicurezza e di espansione, il circolatore, la scheda le apparecchiature di sicurezza e di espansione, il
elettronica di controllo, le resistenze elettriche per circolatore, la scheda elettronica di controllo e le
integrare la quantit di calore fornibile dalla PDC o resistenze elettriche per poter integrare la quantit
per poter svolgere unazione antigelo. di calore fornibile dalla PDC.

8
a PDC a flusso daria convogliato

Sono PDC da esterno che non presentano elementi


tecnici in vista, quali: griglie, ventilatori, attacchi
idraulici ed elettrici. Inoltre sono dotate di calotte,
o cuffie, atte a convogliare laria in flussi verticali
sia in ripresa che in espulsione.

Le cuffie servono a:
proteggere le batterie esterne dal vento e dalla
neve;
limitare, col supporto di pannelli insonorizzanti,
la rumorosit delle PDC;
evitare che i flussi di espulsione dellaria siano
diretti contro persone o finestre.
Inoltre, la possibilit di rimuovere facilmente i
pannelli laterali agevola le operazioni di controllo
e di manutenzione.
a PDC interne

Possono essere del tipo con flussi daria (di ripresa


e di espulsione) fra loro paralleli o perpendicolari.
Laria pu essere immessa ed espulsa attraverso
griglie poste sulle pareti esterne oppure in bocche
di lupo.

Queste PDC sono utilizzate soprattutto nei casi in


cui non sono possibili soluzioni con unit esterne.

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Laria esterna pu infatti raggiungere temperature
IMPIANTI A PDC ARIA/ACQUA molto basse e quindi far lavorare le PDC con
valori di COP (definizione COP, ved. Idraulica 33,
Sono impianti che offrono non pochi n trascurabili pag 8 e 9) assai limitati, valori che possono:
vantaggi. Tuttavia presentano anche limiti di cui 1. far funzionare limpianto con costi troppo
si deve tener adeguatamente conto. elevati.
Rispetto ad una caldaia a gas, una PDC lavora
Vantaggi degli impianti a PDC aria-acqua in modo conveniente (ved. pag. 20 e 21) solo
con COP non inferiori al rapporto fra il costo del
Rispetto agli impianti geotermici, quelli con PDC kWh elettrico e quello del kWh prodotto col gas.
aria-acqua: Ad esempio, se tale rapporto uguale a 3, la
non necessitano di terreno esterno e neppure di PDC dovr lavorare con un COP non inferiore a
specifiche autorizzazioni; tale valore. Dovr, cio, per ogni kWh elettrico
non richiedono costosi interventi di scavo per la assorbito cederne almeno 3 allimpianto.
posa in opera degli scambiatori di calore; 2. far crescere troppo il costo unitario del kWh
non limitano le possibilit dutilizzo del terreno elettrico.
sotto cui sono posti gli scambiatori. Con basse temperature dellaria non solo calano
Inoltre laria come sorgente fredda delle PDC i COP, ma cresce anche in modo significativo
non teme, nel tempo, un suo degrado termico: il fabbisogno termico delledificio: fattori questi
pericolo questo a cui sono esposte le sorgenti degli la cui azione combinata pu comportare un
impianti geotermici quando viene sottratto troppo elevato impegnativo contrattuale e quindi far
calore al terreno. crescere sensibilmente il costo effettivo del
kWh elettrico.

Limiti degli impianti a PDC aria-acqua Per questi motivi, con temperature dellaria troppo
basse, consigliabile prevedere luso di caldaie
Rispetto agli impianti geotermici, quelli con PDC che possono intervenire, in aiuto o in alternativa,
aria-acqua presentano limiti connessi alle forti alle PDC aria-acqua. In pratica, le caldaie entrano
variazioni termiche della loro sorgente fredda, in funzione quando il costo del calore producibile
cio alle forti variazioni di temperatura dellaria dalle PDC non pi conveniente.
esterna.

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MODALIT DI FUNZIONAMENTO Impianti ibridi
con PDC e caldaia in parallelo
Gli impianti realizzati con PDC aria-acqua sono
generalmente cos classificati: La PDC dimensionata per coprire il fabbisogno
energetico dellimpianto fino ad una determinata
Impianti monoenergetici temperatura dellaria esterna. Per temperature pi
basse PDC e caldaia lavorano contemporaneamente.
senza integrazione elettrica

La PDC dimensionata per coprire totalmente il


fabbisogno termico dellimpianto.

una soluzione che ha lo svantaggio di far lavorare


la PDC anche in zone di basso COP: cio in zone di
non convenienza.
una soluzione che conviene solo con temperature
dellaria esterna che non penalizzano troppo i COP.
Impianti ibridi
Impianti monoenergetici con PDC e caldaia in alternativa
con integrazione elettrica La PDC dimensionata per coprire il fabbisogno
La PDC dimensionata per coprire il 7080% energetico dellimpianto fino ad una determinata
del fabbisogno energetico totale dellimpianto. temperatura dellaria esterna (detta temperatura
Oltre tale limite, lenergia mancante fornita da di alternanza). Per temperature pi basse interviene
resistenze elettriche. e resta in funzione solo la caldaia.
Rispetto al caso precedente consente luso di una
PDC con minor potenza e quindi pi economica.

Il funzionamento in alternativa, rispetto a quello in


parallelo, consente alla PDC di lavorare sempre
Anche in questo caso la soluzione conveniente con elevati COP e quindi sempre in condizioni
solo con temperature dellaria esterna non troppo di convenienza. Ed questo il tipo di regolazione
penalizzanti per i COP. adottata negli impianti ibridi di seguito considerati.

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Rispetto alle realizzazioni di tipo manuale, questi
IMPIANTI IBRIDI sistemi offrono indubbi vantaggi. Consentono, ad
CON CALDAIA E PDC ARIA-ACQUA esempio, una facile risposta agli obblighi di legge
che richiedono impianti con elevate percentuali di
energie rinnovabili. Inoltre:
Per rendere pi semplice e facile la realizzazione di semplificano il lavoro dellInstallatore e non lo
questi impianti il mercato propone appositi sistemi espongono al pericolo di schemi elettrici errati o
e gruppi preassemblati. realizzati non correttamente;
garantiscono, tramite lassistenza esterna del
SISTEMI IBRIDI PREASSEMBLATI Produttore, la regolazione dei vari sottosistemi
e il primo avviamento dellimpianto;
Sono definiti anche sistemi tutto in uno perch assicurano la compattezza e una buona estetica
racchiudono in un solo contenitore tutti gli elementi della soluzione proposta: cosa molto importante
di base dellimpianto: cio tutti gli elementi che specie in piccole unit abitative.
servono (1) alla produzione del calore e dellACS, Tuttavia i sistemi tutto in uno (come vedremo
(2) alla sicurezza delle apparecchiature e al loro nella pagina a lato) presentano anche aspetti da
controllo, (3) allespansione, (4) alla regolazione del considerare con molta attenzione.
fluido scaldante e allinvio dello stesso ai terminali,
(5) alle modalit e priorit di funzionamento delle
diverse fonti di calore.
In pratica lInstallatore deve solo provvedere al
collegamento dei terminali esterni (lunit esterna
della PDC e, se previsti, i pannelli solari) e dei
terminali interni.

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GRUPPI IBRIDI PREASSEMBLATI hanno centraline di regolazione che consentono
di evitare errori nella realizzazione degli schemi
Sono gruppi che consentono di collegare fra loro elettrici;
i circuiti idraulici delle PDC, delle caldaie e dei
hanno in dotazione un guscio coibentato del kit
terminali che servono limpianto. Inoltre possono
di deviazione molto utile dal punto di vista sia
provvedere alla attivazione e gestione delle PDC e
termico che estetico.
delle caldaie. Sono essenzialmente costituiti da un
kit di deviazione e da una centralina di regolazione. Rispetto ai sistemi tutto in uno i gruppi ibridi
preassemblati:
Il kit di deviazione ottenuto assemblando fra loro
una valvola deviatrice a 3 vie e un raccordo che in caso di malfunzionamento di una delle due
assicura il collegamento diretto al kit della PDC, fonti di calore non si ha linterruzione totale del
della caldaia e del circuito di distribuzione. riscaldamento;

La centralina di regolazione serve ad assicurare il danno la possibilit di trasformare gli impianti


funzionamento automatico alternativo della PDC e esistenti a caldaia in impianti ibridi;
della caldaia. Per fare ci essa utilizza le informazioni consentono la realizzazione di impianti che non
fornite (1) dal valore prefissato della temperatura obbligano alla scelta dello stesso Produttore sia
dellaria esterna al di sotto della quale viene attivata la per la caldaia che per la PDC: prodotti che sono
caldaia (2) dal valore della temperatura esterna inviata tecnologicamente molto diversi fra loro;
dalla sonda climatica, (3) dalla richiesta o meno di evitano che, in pratica, la rete di assistenza del
calore da parte del regolatore ambiente.
Produttore monopolizzi sia lassistenza che la
La centralina attiva il funzionamento della PDC
manutenzione dellimpianto, prosciugando cos
quando lo richiede il regolatore ambiente e la
una fonte di lavoro non trascurabile, specie nei
temperatura dellaria esterna supera la temperatura
periodi di crisi, per gli Installatori e i Grossisti;
di alternanza prefissata sulla centralina.
La centralina, invece, attiva la caldaia quando lo sono anche in grado di evitare che la decisione di
richiede il regolatore ambiente e laria esterna ha sostituire i sistemi tutto in uno e la relativa
una temperatura inferiore a quella di alternanza. fornitura sia di fatto appaltata allassistenza del
Produttore: cosa che riduce ulteriormente gli
Rispetto alle realizzazioni di tipo manuale, questi spazi di lavoro degli Installatori e dei Grossisti;
gruppi:
danno allUtente la possibilit di affidare la
danno la possibilit di realizzare soluzioni pi manutenzione dellimpianto e la sostituzione dei
compatte alloggiabili anche in cassette a parete; suoi componenti ad un Installatore di fiducia e
rendono pi facile e semplice il lavoro di messa non ad una assistenza, praticamente imposta,
in opera dei vari componenti; dal Produttore del sistema tutto in uno.

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RISCALDAMENTO E PRODUZIONE ACS La produzione dellACS avviene con precedenza
CON GRUPPI IBRIDI PREASSEMBLATI sul riscaldamento.
Il nuovo kit devia il fluido dellimpianto verso il
Sono impianti con funzionamento ibrido sia in bollitore quando il relativo termostato registra una
fase di riscaldamento sia in fase di produzione temperatura dellACS inferiore al valore minimo
dellACS. Possono, ad esempio, essere realizzati impostato sul termostato stesso; il microinterruttore
con una soluzione del tipo sotto riportato. del nuovo kit di deviazione, attraverso il collegamento
alla centralina di base, comanda laccensione della
Impianto di riscaldamento fonte di calore.
Per il buon funzionamento dellimpianto, bene
realizzato con gli stessi componenti e la stessa
che la temperatura di mandata al bollitore (della
regolazione (nello schema disegnata in rosso)
PDC o della caldaia) superi di 34C il valore della
utilizzati per limpianto, senza produzione di ACS,
temperatura impostata sul termostato del bollitore.
riportato a pag. 13.
In caso contrario, sussiste il rischio che il circuito
di produzione dellACS resti costantemente attivo
Produzione di ACS e quindi resti impedito linvio del fluido caldo ai
Rispetto allimpianto di base, considerato a pag. 13, terminali dellimpianto di riscaldamento.
sono previste le seguenti varianti: (1) una caldaia Se la PDC e la caldaia lavorano con regolazioni
senza produzione diretta ACS, (2) un bollitore per climatiche, va inviato un segnale al loro apposito
la produzione e laccumulo di ACS, (3) un nuovo comando interno affinch, nel tempo di produzione
kit di deviazione, (4) una regolazione che provvede dellACS, lavorino alla massima temperatura di
alla produzione di ACS. mandata.
Il nuovo kit di deviazione installato a valle del
kit comandato dalla centralina di base.

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RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO Il nuovo kit di deviazione installato a valle del
CON GRUPPI IBRIDI PREASSEMBLATI kit comandato dalla centralina di base e serve a
deviare il fluido verso i terminali di riscaldamento o
Sono impianti che, ad esempio, possono essere di raffrescamento.
cos realizzati: Nel periodo invernale limpianto gestito dalla
centralina di base, come descritto a pagina 13, e la
Impianto di riscaldamento via del nuovo kit resta in apertura sui terminali del
riscaldamento.
realizzato con gli stessi componenti e la stessa
regolazione (nello schema disegnata in rosso) Nel periodo estivo il commutatore agisce (1) sulla
utilizzati per limpianto riportato a pag. 13. PDC invertendo il suo ciclo termofrigorifero e (2)
manda in apertura la valvola del nuovo kit che
consente linvio del fluido dalla PDC ai terminali
Impianto di raffrescamento
di raffrescamento.
Rispetto allimpianto di base, considerato a pag. 13,
sono previste le seguenti varianti: (1) una PDC di
tipo reversibile, (2) un nuovo kit di deviazione, (4)
un commutatore estate/inverno con i collegamenti
sotto indicati.

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La centralina provvista di una morsettiera con
GRUPPI IBRIDI PREASSEMBLATI sei attacchi per i collegamenti dellalimentazione
COMPONENTI PRINCIPALI elettrica, della sonda esterna, del kit di deviazione,
della PDC, della caldaia e del regolatore termico
ambiente. Un display d la possibilit di impostare
Questi i principali componenti dei gruppi ibridi la temperatura di alternanza e di visualizzare la
preassemblati: temperatura rilevata dalla sonda esterna.

Centralina di regolazione Sonda esterna

un dispositivo elettronico che serve a gestire i costituita da un sensore termico contenuto in un


comandi di funzionamento dellimpianto. apposito involucro di protezione.

16
Deve essere ubicata ad una altezza minima di 2,5 m Kit di deviazione
e sulla parete pi fredda delledificio, normalmente
a nord. In ogni caso non deve mai essere esposta
allirraggiamento del sole.
La sonda, inoltre, non deve essere installata vicino
a porte, finestre, espulsori daria o altre sorgenti di
calore e neppure sotto balconi. Per evitare errori di
misura deve essere anche sigillato il foro attraverso
cui passa il cavo di collegamento alla centralina. La
sonda, infine, non pu essere verniciata.

Valvola deviatrice a 3 vie

costituito da una valvola deviatrice a 3 vie, da un


raccordo speciale che consente lattacco diretto al
kit di 3 circuiti (quello della PDC, della caldaia e
dellimpianto) e da una coibentazione preformata a
guscio.
Il raccordo speciale e la coibentazione preformata
servono a facilitare la realizzazione dellimpianto e
ad ottenere soluzioni compatte ed esteticamente
valide.
La coibentazione preformata a guscio di notevole
utilit anche per impedire il formarsi di condensa
Serve a deviare verso i terminali dellimpianto il (sulla valvola e sul raccordo speciale) in impianti in
fluido proveniente dalla PDC o dalla caldaia. cui previsto il raffrescamento.
consigliabile adottare una valvola con perdite di
carico non troppo elevate in relazione alle portate
previste.
bene inoltre che la valvola sia autopulente (ad
esempio con deviatore del flusso a sfera) abbia
tempi di manovra brevi, sia dotata di un comando
di apertura manuale e consenta di attivare comandi
di fine corsa.

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PROTEZIONI ANTIGELO

Le PDC aria-acqua a monoblocco esterno e i tubi


che le collegano allimpianto interno sono esposti
al pericolo di gelo quando manca lenergia elettrica
oppure quando le PDC funzionano in modo anomalo.
Per evitare tale pericolo possono essere adottati i
seguenti sistemi:

Protezione con fluidi antigelo

Il fluido dellimpianto protetto con laggiunta di


liquidi antigelo.
I limiti di questa soluzione risiedono nel fatto che la
miscela cos ottenuta fa aumentare sensibilmente
le perdite di carico del fluido.
Inoltre la miscela necessita di costanti controlli e
rinnovi per evitare nel tempo (1) un suo degrado
chimico e quindi una diminuzione della sua azione
antigelo, (2) un sensibile aumento della sua acidit
e quindi della sua corrosivit.

Protezione con cavi elettrici

Nel caso considerato, il limite di questa protezione


di tutta evidenza dato che in mancanza di energia
elettrica non possono svolgere alcun tipo di azione
antigelo.
a
18
Gruppo di protezione antigelo
con sistema meccanico autoazionato

a
Protezione con sistema meccanico autoazionato

Pu essere realizzata con i seguenti materiali da


porsi in opera come nello schema sotto riportato:
circolatore esterno alla PDC e posto sul ritorno
dellimpianto;
valvola differenziale di blocco con sonda posta
a valle del circolatore. La valvola va in chiusura
quando la sua sonda non segnala la depressione
indotta dalla pompa: cio quando la pompa
ferma. La funzione di questa valvola quella di
sezionare limpianto;
valvola automatica di scarico antigelo;
valvola automatica di sfogo aria;
valvola di ritegno;
termostato di minima;
centralina di comando.
disaeratore-defangatore. Servono a mantenere
pulito e ben disaerato limpianto, specie nelle fasi
di ricaricamento dopo gli scarichi antigelo.
Lazione antigelo suddivisibile nelle seguenti fasi:

Sezionamento dellimpianto esterno


Avviene (a circolatore disattivato) per lintervento
della valvola differenziale di blocco e della valvola di
ritegno.
aa aa
La disattivazione del circolatore pu essere dovuta:
(1) ad un comando funzionale, (2) al fermo indotto
dal termostato di minima, (3) alla sospensione di
energia elettrica.
Il fermo indotto dal termostato di minima causato
da un funzionamento anomalo della PDC.

Riavvio senza intervento della valvola antigelo


Con temperature dellaria esterna non troppo
basse, la valvola antigelo non va in apertura e
quindi non scarica lacqua dellimpianto.
In questo caso, quando il circolatore si riavvia va in
apertura lotturatore della valvola differenziale e
limpianto riprende a funzionare normalmente.

Intervento della valvola antigelo


Con basse temperature dellaria esterna, la valvola
antigelo pu andare in apertura e quindi scaricare,
tutta o in parte, lacqua contenuta nella porzione di
impianto sezionato.

Lo scarico dellacqua favorito sia dal fatto che la


valvola antigelo ha un dispositivo rompivuoto che
permette lingresso dellaria, sia dal fatto che la
valvola di sfogo, in depressione, aspira aria esterna.
Riavvio dopo intervento della valvola antigelo
Al riavvio del circolatore va in apertura lotturatore
della valvola differenziale e il fluido dellimpianto
ricomincia a circolare.

Il gruppo di riempimento, inoltre, ristabilisce la


pressione di progetto, mentre la valvola di sfogo e
il disaeratore eliminano laria entrata nellimpianto.

19
Il costo del suo kWh termico pu essere calcolato
COSTI TERMICI DELLENERGIA ELETTRICA con la seguente formula:
E DEL GAS METANO
Cgas
PCI
C(kWh.g) =

Conoscere questi costi serve per poter valutare se dove:


costa meno riscaldare con una PDC oppure con una
Cgas = costo Nm3 gas
caldaia a gas metano: combustibile che, per brevit,
di seguito indicheremo solo col termine gas. PCI = potere calorifico inferiore gas [kWh/Nm3]
= rendimento di combustione
Costo kWh elettrico Il valore del potere calorifico inferiore indicato,
per legge, sui contratti di fornitura e sulle bollette
di pagamento del gas.

Rapporto costi
fra il kWh elettrico e il kWh gas

In termini algebrici, tale rapporto cos esprimibile:

C(kWh.e)
R=
C(kWh.g)

Esplicitando il costo del [kWh.g] con la relazione di


cui sopra, risulta:

C(kWh.e) PCI
R=
Cgas

il costo unitario di vendita dellenergia elettrica e dove:


dipende dalle condizioni di fornitura stipulate con C(kWh.e) = costo kWh elettrico
lente erogatore (ved. Idraulica 38, pag 23). Cgas = costo Nm3 gas
Pu dipendere solo dai consumi (tariffa monomia)
PCI = potere calorifico inferiore gas [kWh/Nm3]

oppure anche dallimpegnativo (tariffa binomia).
= rendimento di combustione

Costo kWh termico prodotto col gas I rendimenti di combustione variano generalmente
nellambito dei seguenti valori:
= 0,700,80 caldaie vecchie
= 0,900,95 caldaie nuove non a condensazione
= 0,951,05 caldaie nuove a condensazione

Con accettabile approssimazione, il valore di R pu


essere determinato anche con il grafico riportato
nella pagina a lato.
Il grafico sviluppato, in base ai costi dellenergia
elettrica e del gas, ipotizzando:
PCI = 9,50 kWh/Nm3 valore medio miscele
gas vendute in Italia
= 1,00
Se diverso da quello ipotizzato, sufficiente
moltiplicare il valore di R per quello di effettivo
(ved. esempio colonna a lato).
Il costo del gas normalmente costituito da una
quota fissa (indipendente dai consumi) e da una
quota correlata ai consumi.

20
Relazione fra COP e R
Esempio di determinazione del coefficiente R
In base alle definizioni di COP e di R, una PDC
Determinare il valore di R in base ai seguenti dati: produce energia termica a minor costo di una
0,20 costo energia elettrica [ /kWh] caldaia solo se:
0,60 costo gas [ /Nm3]
9,50 PCI gas [kWh/Nm3] COP > R
0,95 rendimento caldaia
Con la formula riportata nella colonna a lato si ottiene:
In altri termini, conveniente utilizzare una PDC,
rispetto ad una caldaia a gas, solo se la PDC
0,20 9,50 0,95 in grado di lavorare con COP pi elevati di R.
R= 3,0
0,60 Il valore di R ottenuto nellesempio a lato pu, con
R ottenibile anche con il grafico sopra riportato dal buona approssimazione, essere assunto come
quale, in relazione ai costi dellesempio, si pu ricavare valore di riferimento del rapporto che sussiste
il valore di R con rendimento di combustione unitario: attualmente in Italia fra i costi del kWh elettrico
R ( = 1) 3,2 e del kWh termico prodotto col gas.
In Europa tale rapporto generalmente pi basso
Considerando il rendimento effettivo si ottiene: perch lenergia elettrica ha costi meno elevati.
R 3,2 0,95 3,0 Ad esempio in Francia, i costi del gas sono pi o
meno come i nostri, ma lenergia elettrica costa
Dunque, nellesempio considerato, il costo del calore solo 0,100,12 /kWh. Il che comporta valori di R,
prodotto direttamente con lenergia elettrica tre
volte superiore a quello prodotto col gas.
e quindi di COP minimi, variabili da 1,5 a 1,8.

21
IMPIANTI IBRIDI Q imp (T int T alt)
Q pdc =
DIMENSIONAMENTO DELLE PDC (T int T est)

dove:
Si possono considerare due casi: il primo relativo Q pdc = calore erogabile dalla PDC
agli impianti nuovi, il secondo agli impianti esistenti Q imp = fabbisogno termico impianto
con caldaie a cui affiancare PDC. T int = temperatura aria interna
T est = temperatura aria esterna di progetto
IMPIANTI NUOVI T alt = temperatura di alternanza PDC-caldaia

Questi i principali parametri e dati progettuali da Scelta della PDC


considerare:
consigliabile dimensionare la PDC in base alla
Coefficiente R temperatura di alternanza e ad una potenza
superiore del 15-20% rispetto a quella richiesta
Si calcola con la formula o con la tabella riportate per ottenere il calore di cui sopra. In tal modo si ha
a pag. 20 e 21. un margine di potenza utile per poter diminuire la
temperatura di alternanza se, nel tempo, decresce
Temperatura di alternanza il valore di R e quindi il valore del COP minimo.

Si determina, col diagramma COP/temperature del


Produttore, in base alla temperatura di progetto Esempio:
della PDC e al COP minimo da assumere uguale al In un impianto ibrido, dimensionare una PDC in
valore del coefficiente R. base alle seguenti condizioni di lavoro:
8,0 kWh fabbisogno termico impianto
20C temperatura aria interna
5C temperatura aria esterna di progetto
+4C temperatura alternanza PDC-caldaia
3, 0 COP minimo
Con la formula sopra riportata si ottiene:

8,0 ( 20 4 )
Q pdc = = 5,12 kW
( 20 + 5 )

Con un superdimensionamento del 20%, la potenza


elettrica richiesta risulta:

5,12 1,2
W pdc = = 2,05 kW
3,0

Ad esempio, ipotizzando i seguenti valori:


COP minimo = 3
Temperatura di progetto = 40C
In base al diagramma sopra riportato, la temperatura
di alternanza risulta uguale a +4C.

Calore erogabile alla temperatura di alternanza

Questo calore (Q pdc) pu essere determinato in


base al fabbisogno termico dellimpianto (Q imp)
con la seguente formula:

22
IMPIANTI ESISTENTI dove:
T l.pdc = temp. limite aria con funzionamento PDC
Con gli impianti a pannelli, in quanto funzionano
T est = temp. aria esterna di progetto
con basse temperature, si pu procedere come
per gli impianti nuovi. T int = temp. aria interna
Con gli impianti a radiatori va invece considerato Q pdc = calore erogato dalla PDC
che le PDC funzionano convenientemente solo con Q imp = fabbisogno termico impianto
temperature medio-basse, mentre i radiatori sono Ipotizzando i valori considerati nellesempio della
in genere dimensionati con temperature medio-alte. colonna a lato e una temperatura dellaria esterna
Pertanto, con impianti esistenti a radiatori, le PDC di progetto pari a -5C, risulta:
possono riscaldare solo fino ad un certo valore
della temperatura esterna: limite questo di cui va 4,11 ( 20 + 5 )
7,2
tenuto adeguatamente conto.
T l.pdc = 20
8,0
Questi i principali parametri e dati progettuali da
considerarsi nel trasformare un impianto esistente a COP con temperatura esterna limite
radiatori in un impianto ibrido a PDC aria-acqua.
Si determina, col diagramma COP/temperature del
Produttore, in base alla temperatura limite (T l.pdc) e
Calore erogabile dalla PDC
alla temperatura massima di progetto della PDC.
Questo calore (Q pdc) pu essere calcolato in base
al calore fornito dallimpianto esistente (Q imp)
(deducibile dai dati di progetto o dalla capacit
termica dei radiatori installati) con la relazione:

Q imp (T m.pdc T int)1,3


Q pdc =
(T m.rad T int)1,3

dove:
Q pdc = calore erogabile dalla PDC
Q imp = fabbisogno termico impianto
T int = temperatura aria interna
T m.pdc = temperatura media di progetto PDC
T m.rad = temperatura media di progetto radiatori

Ad esempio, ipotizzando i seguenti valori:


8,0 kWh fabbisogno termico impianto
20C temperatura aria interna Ad esempio, in relazione ai valori sopra considerati
50C temp. media di progetto PDC ed una temperatura di progetto della PDC uguale a
70C temp. media di progetto caldaia 52C, si ottiene un COP uguale a circa 2,8.

Con la formula sopra riportata si ottiene:


Temperatura di alternanza

8 ( 50 20 )1,3 Sono accettabili valori dellaria esterna che danno


Q pdc = = 4,11 kW (come nel caso della temperatura limite di cui
( 70 20 )1,3 sopra) COP vicini al coefficiente R, cio COP che
rendono possibile un uso conveniente della PDC.

Temperatura dellaria esterna limite con PDC


Dimensionamento della PDC
Si pu calcolare con la relazione:
Noto il calore erogabile dalla PDC, si procede come
nel caso degli impianti nuovi.
Q pdc (T int T est)
T l.pdc = T int
Q imp

23
Esempio:
ENERGIA RINNOVABILE
Calcolare la percentuale di energia alternativa che pu
PRODOTTA DA UNA PDC essere prodotta da un impianto di riscaldamento ibrido
PDC-caldaia avente le seguenti caratteristiche:
localit: Milano
Va calcolata (con la formula del D.L. 3.3.11 n. 28 consumo annuo riscaldamento: Q ris = 6.000 kWh
sotto riportata) in base allenergia totale prodotta temperatura di progetto fluido: T pr = 45C
dalla PDC e al fattore di rendimento stagionale temperatura di alternanza: T alt = 4C
medio (SPF). Si possono, comunque, considerare tipo di regolazione: climatica
solo i casi in cui le PDC lavorano con: Lesempio sviluppato in base alla stima e al calcolo delle
SPF > 1,15 / grandezze specificate nella colonna a lato:

dove () il rapporto di trasformazione da energia Salto termico medio periodo di riscaldamento


primaria ad energia elettrica: valore che, in Europa, Si pu calcolare in base ai gradi giorno di Milano
generalmente considerato uguale a 0,4. (GG = 2.404) e al relativo periodo di riscaldamento
(181 gg, dal 15.10 al 15.04) con la formula:
Per calcolare lenergia rinnovabile prodotta dalla
T tot.ris = GG / gg.tot.ris = 2.404 / 181 13,3C
PDC e il fattore (SPF) non sono attualmente
disponibili norme valide a livello nazionale. Fabbisogni mensili di energia
In mancanza di tali norme riteniamo sia possibile Per il loro calcolo si ipotizza valida la formula sotto
procedere, con accettabile approssimazione, come riportata. Le temperature medie mensili, e quindi i
nel caso dellesempio di seguito proposto: esempio relativi salti termici (T mese), sono deducibili dalle
sviluppato in base alla stima e alla determinazione norme UNI 10349:
gg.mese T mese
Q mese = Q ris
delle seguenti grandezze:
salto termico medio periodo di riscaldamento, gg.tot.ris T tot.ris
fabbisogni mensili di energia,
cos possibile determinare i seguenti valori:
fabbisogni mensili di energia forniti dalla PDC,
temperature medie mensili del fluido di mandata, mese T media T mese gg Q mese
COP medi mensili e consumi elettrici della PDC, ottobre 14,0 6,0 15 224
rendimento medio stagionale (SPF), novembre 7,9 12,1 30 905
dicembre 3,1 16,9 31 1.306
energia rinnovabile prodotta dalla PDC (E res) gennaio 1,7 18,3 31 1.414
Procedimenti simili si possono utilizzare anche per febbraio 4,2 15,8 28 1.103
calcolare lenergia rinnovabile prodotta dalla PDC marzo 9,2 10,8 31 834
in fase di climatizzazione o di produzione dellACS. aprile 14,0 6,0 15 224

COMPUTO DELLENERGIA PRODOTTA DALLE POMPE DI CALORE


Allegato 1 D.L. 3 marzo 2011, n. 28 Gazzetta Ufficiale 28.marzo 2011
La quantit di energia aerotermica, geotermica o idrotermica catturata dalle pompe di calore da considerarsi
energia da fonti rinnovabili ai fini del presente decreto legislativo, E RES, calcolata in base alla formula seguente:
E RES = Q usable (1 1 / SPF)
dove:
Q usable = calore totale stimato prodotto da pompe di calore che rispondono ai criteri che saranno definiti sulla
2009/28/CE, applicato nel seguente modo: solo le pompe di calore per le quali: SPF > 1,15 1/ sar
base degli orientamenti stabiliti dalla Commissione ai sensi dellallegato VII della direttiva
preso in considerazione;
SPF = fattore di rendimento stagionale medio stimato per tali pompe di calore;
= il rapporto tra la produzione totale lorda di elettricit e il consumo di energia primaria per la
produzione di energia e sar calcolato come media a livello UE sulla base dei dati Eurostat.

Nota:
il testo fa riferimento ai termini inglesi: E RES = Renewable Energy Sources
Q usable = Estimated total usable heat delivered by heat pumps
SPF = Seasonal Performance Factor

24
Fabbisogni mensili di energia forniti dalla PDC
Per determinare questi valori, si ipotizzano valide le
formule sotto riportate. Le medie delle temperature
massime e minime mensili (T max e T min) possono
essere derivate dai dati climatici dellAereonautica
militare relativi alle principali localit italiane:

T max T alt
per T min < T alt : Q mese.pdc = Q mese
T max T min
per T min T alt : Q mese.pdc = Q mese

cos possibile determinare i seguenti valori:

mese Q mese T max T min Q mese pdc


ottobre 224 17,8 8,4 224
novembre 905 10,2 3,6 850
dicembre 1.306 5,4 0,9 290
gennaio 1.414 4,6 1,9 131
febbraio 1.103 8,2 0,1 572
marzo 834 13,2 3,3 775
aprile 224 17,5 7,0 224

Temperature medie mensili del fluido di mandata


mese Q mese pdc COP mese W mese
Si determinano ipotizzando valida la formula:
ottobre 224 6,4 35

( T pr 20 )
20 T med novembre 850 4,2 202
T man.mese = 20 + dicembre 290 3,5 83
20 T est.pr gennaio 131 3,3 40
dove:
febbraio 572 3,9 147
marzo 775 4,6 169
T est.pr = 5C (temp. minima esterna Milano) aprile 224 6,0 37
T pr = 45C (temp. progetto, ved. dati esempio)
Totali 3.066 712
T med = temp. media aria esterna mensile
Durante il funzionamento della PDC le temperature Fattore di rendimento medio stagionale (SPF)
medie mensili dellaria esterna si ipotizzano uguali (1)
Secondo le indicazioni del D.L. 3.3.11 n. 28, solo se
alla media tra le temperature massime e minime mensili
(SPF) maggiore di un limite prefissato, la PDC
se il calore erogato solo dalla PDC, (2) alla media tra
considerata fonte di energia rinnovabile.
le temperature massime e quella di alternanza se il
funzionamento ibrido. Calcolo del valore effettivo:
In base a quanto sopra considerato possibile ottenere
SPF = Q tot / W tot = 3.066 / 712 4,30
i seguenti valori:

T med relative note in merito al valore di ):
Calcolo del valore limite (ved. formula pagina a lato e
mese Q mese.pdc T man.mese
ottobre 224 13,1 26,9 SPF min = 1,15 / = 1,15 / 0,40 = 2,875
novembre 850 7,1 32,9 Essendo verificata la condizione di cui sopra quindi
dicembre 290 4,7 35,3 possibile procedere al calcolo dellenergia rinnovabile
gennaio 131 4,3 35,7 prodotta dalla PDC.
febbraio 572 6,1 33,9
marzo 775 8,6 31,4 Energia rinnovabile prodotta dalla PDC (E RES)
aprile 224 12,3 27,7 Si calcola, in base al calore totale stimato prodotto dalla
PDC (Q usable) e al fattore di rendimento medio
COP medi mensili e consumi elettrici della PDC stagionale (SPF), con la formula del D.L. 3.3.11 n. 28.

E RES = Q usable ( 1 1/SPF ) = 3.066 ( 1 1/4,30 )


I COP medi mensili si determinano col diagramma dei
COP (che si considera uguale a quello riportato a
3.066 0,767 2.350 kWh
pag. 13) in base ai valori medi mensili dellaria esterna
e del fluido di mandata.
Dunque, nel caso in esame, lenergia rinnovabile prodotta
I consumi elettrici mensili si determinano invece con
la formula: dalla PDC copre il 39% del fabbisogno termico richiesto
per il riscaldamento.
W mese = Q mese / COP mese
cos possibile determinare i seguenti valori:

25
26
IMPIANTO IBRIDO CON PDC AD ARIA TIPO MONOBLOCCO ESTERNO
E CALDAIA CON PRODUZIONE DI ACS ISTANTANEA
Limpianto gestito da una centralina di base che attiva la PDC o la caldaia in
funzione della temperatura di alternanza impostata sul display della centralina
stessa.
I terminali dellimpianto sono regolati con valvole di zona a 3 vie comandate da
termostati ambiente. Con entrambi i termostati in posizione off viene disattivata
la circolazione del fluido.
LACS prodotta in modo istantaneo dalla caldaia.
Il gruppo antigelo protegge la parte esterna dellimpianto nei casi di blocco del
circolatore o di malfunzionamento della PDC.
IMPIANTO IBRIDO CON PDC AD ARIA A DUE UNIT E CALDAIA CON
PRODUZIONE DI ACS ISTANTANEA
Limpianto gestito da una centralina di base che attiva la PDC o la caldaia in
funzione della temperatura di alternanza impostata sul display della centralina
stessa.
I terminali dellimpianto sono regolati da un termostato ambiente che attiva o
disattiva il flusso del fluido caldo.
LACS prodotta in modo istantaneo dalla caldaia.

27
28
IMPIANTO IBRIDO CON PDC AD ARIA TIPO MONOBLOCCO ESTERNO
E CALDAIA CON PRODUZIONE DI ACS ISTANTANEA
Limpianto gestito da una centralina di base che attiva la PDC o la caldaia in
funzione della temperatura di alternanza impostata sul display della centralina
stessa.
I circolatori e i gruppi di regolazione in cassetta sono comandati dai termostati
ambiente. Con entrambi i termostati in posizione off risulta disattivata la
circolazione del fluido.
co
nf o
rm E SL
e n o r m e IS P
LACS prodotta in modo istantaneo dalla caldaia.
Il gruppo antigelo protegge la parte esterna dellimpianto nei casi di blocco del
circolatore o di malfunzionamento della PDC.

co
nf o
rm E SL
e n o r m e IS P

a
a
IMPIANTO IBRIDO CON PDC AD ARIA TIPO MONOBLOCCO ESTERNO
E CALDAIA CON PRODUZIONE DI ACS ISTANTANEA
Limpianto gestito da una centralina di base che attiva la PDC o la caldaia in
funzione della temperatura di alternanza impostata sul display della centralina
stessa.
I circolatori che servono i terminali sono comandati dai termostati ambiente. Con
entrambi i termostati in posizione off risulta disattivata la circolazione del fluido.
LACS prodotta in modo istantaneo dalla caldaia.
Il gruppo antigelo protegge la parte esterna dellimpianto nei casi di blocco del
circolatore o di malfunzionamento della PDC.

C
BAGNO

CUCINA

CAMERA
PRANZO
ENTRATA

C. MATRIM.

1 1 1 1 1 1
2 2 2 2 2 2
3 3 3 3 3 3
4 4 4 4 4 4
L/MIN L/MIN L/MIN L/MIN L/MIN L/MIN

C
BAGNO

CUCINA

CAMERA
PRANZO
ENTRATA

C. MATRIM.

29
a
a
30
IMPIANTO TRADIZIONALE ESEMPIO DI TRASFORMAZIONE DI UN IMPIANTO TRADIZIONALE IN UN IMPIANTO IBRIDO CON
PDC AD ARIA A DUE UNIT E CALDAIA
Limpianto gestito da una centralina di base che attiva la PDC o la caldaia in funzione della temperatura di
alternanza impostata sul display della centralina stessa.
I circolatori dei radiatori sono comandati da termostati ambiente, mentre il circolatore che serve a produrre ACS
comandato dal termostato ad immersione del bollitore.
La produzione di ACS ha precedenza sul riscaldamento. Tale accorgimento serve ad evitare tempi di produzione
dellACS troppo lunghi, essendo limitata la quantit di calore producibile dalla PDC.
Nota: ved. pag. 14 - paragrafo produzione di ACS - osservazioni in merito alla taratura del termostato del bollitore
e al possibile funzionamento con regolazione climatica della PDC e della caldaia.
a
a
a
FUNZIONAMENTO CON PDC FUNZIONAMENTO CON PDC
FASE RISCALDAMENTO FASE PRODUZIONE ACS

FUNZIONAMENTO CON CALDAIA FUNZIONAMENTO CON CALDAIA


FASE RISCALDAMENTO FASE PRODUZIONE ACS

31
aa
aa
32
IMPIANTO IBRIDO CON PDC AD ARIA A DUE UNIT E CALDAIA
PRODUZIONE ACS AD ACCUMULO CON INTEGRAZIONE ISTANTANEA
Limpianto gestito da una centralina di base che attiva la PDC o la caldaia in
funzione della temperatura di alternanza impostata sul display della centralina stessa.
I circolatori dei terminali di riscaldamento sono comandati da termostati ambiente,
mentre il circolatore che serve a produrre ACS comandato dal termostato ad
immersione del bollitore.
La produzione di ACS ha precedenza sul riscaldamento. Tale accorgimento serve ad
evitare tempi di produzione dellACS troppo lunghi, essendo limitata la quantit di
calore producibile dalla PDC.
Nota: ved. pag. 14, paragrafo produzione di ACS, osservazioni in merito alla
taratura del termostato del bollitore e al possibile funzionamento con
regolazione climatica della PDC e della caldaia.
C

CUCINA
BAGNO

CAMERA
PRANZO
ENTRATA

C. MATRIM.
1 1 1 1 1 1
2 2 2 2 2 2
3 3 3 3 3 3
4 4 4 4 4 4
L/MIN L/MIN L/MIN L/MIN L/MIN L/MIN

C
CUCINA
BAGNO

CAMERA
PRANZO
ENTRATA

C. MATRIM.
a
aa
IMPIANTO IBRIDO CON PDC AD ARIA A DUE UNIT E CALDAIA
PRODUZIONE ACS AD ACCUMULO E INTEGRAZIONE CON CALDAIA
Limpianto gestito da una centralina di base che attiva la PDC o la caldaia in
funzione della temperatura di alternanza impostata sul display della centralina stessa.
La produzione dellACS ad accumulo ottenuta col kit di deviazione posto a monte
del kit principale. Tale kit invia acqua al bollitore quando la PDC attiva e lo richiede il
termostato ad immersione del bollitore.
Se lacqua del bollitore non raggiunge la temperatura richiesta, una regolazione tipo
Solarincal (ved. Idraulica 32) devia lacqua sanitaria verso la caldaia e poi la miscela.
Nota: ved. pag. 14, paragrafo produzione di ACS, osservazioni in merito alla
taratura del termostato del bollitore e al possibile funzionamento con
regolazione climatica della PDC e della caldaia.

33
a
a
34
IMPIANTO IBRIDO CON PDC AD ARIA A DUE UNIT REVERSIBILE E
CALDAIA CON PRODUZIONE DI ACS ISTANTANEA
Limpianto gestito da una centralina di base che attiva la PDC o la caldaia in
funzione della temperatura di alternanza impostata sul display della centralina
stessa.
Un secondo kit di deviazione, posto a valle del kit principale e comandato da
un selettore estate/inverno, devia il fluido ai terminali dellimpianto per il
riscaldamento o il raffrescamento. Il microinterruttore di fine corsa del kit di
deviazione segnala alla PDC se deve funzionare in fase di riscaldamento o di
raffrescamento.
In fase di riscaldamento un termostato attiva o disattiva il flusso ai pannelli. In
fase di raffrescamento i termostati dei ventilconvettori oltre a attivare e
disattivare il flusso servono a comandare il funzionamento dei relativi ventilatori.
LACS prodotta in modo istantaneo dalla caldaia.
IMPIANTO IBRIDO CON PDC AD ARIA A DUE UNIT REVERSIBILE E
CALDAIA CON PRODUZIONE DI ACS AD ACCUMULO
Limpianto gestito da una centralina di base che attiva la PDC o la caldaia in
funzione della temperatura di alternanza impostata sul display della centralina
stessa.
Un secondo kit di deviazione, posto a valle del principale, devia il fluido ad un
bollitore per la produzione dellACS; la produzione dellACS ha precedenza
sia sul riscaldamento che sul raffrescamento ed comandata dal termostato
ad immersione del bollitore.
I termostati ambiente, dotati di selettori estate/inverno, attivano o disattivano
il flusso del fluido ai terminali. Durante il raffrescamento, un umidostato regola
lintervento del deumidificatore.
Un selettore estate/inverno invia il segnale alla PDC per linversione del ciclo
termodinamico in funzione del regime impostato e, inoltre, disattiva il
deumidificatore durante la stagione invernale.
Nota: ved. pag. 14, paragrafo produzione di ACS, osservazioni in merito alla
taratura del termostato del bollitore e al possibile funzionamento con
regolazione climatica della PDC e della caldaia.

35
Prestazioni

aa Gruppo di integrazione
tra pompa di calore e caldaia. HYBRICAL

Cod. 106160 - Caratteristiche tecniche

Fluido dimpiego: acqua, soluzioni glicolate


Massima percentuale glicole:
Pressione massima di esercizio:
Campo temperatura di esercizio:
Alimentazione:
Attacchi:

offre questi vantaggi


50%
10 bar
-10110C
230 V (ac)
1 M

utilizzabile per realizzare non solo impianti ibridi nuovi ma


anche impianti ibridi derivati da impianti esistenti;
non vincola allo stesso Produttore per la scelta sia della
caldaia che della pompa di calore: prodotti
tecnologicamente molto diversi fra loro;
rende pi facile e semplice il lavoro di realizzazione e di
gestione degli impianti ibridi;
utilizzabile in diverse tipologie dimpianto per meglio
rispondere alle specifiche esigenze, economiche e di
comfort, delle singole utenze;
consente di realizzare il collegamento fra i generatori di
calore con soluzioni alloggiabili anche in cassette a parete:
cosa molto importante specie in piccole unit abitative;
assicura la realizzazione di impianti compatti, esteticamente
validi, facili da tener sotto controllo e che non richiedono
manutenzioni specializzate;
la centralina di regolazione consente di evitare errori sia in

36
fase di progettazione che di realizzazione degli schemi
elettrici.
a
IT PATENT PENDING

Componenti caratteristici

- Regolatore elettronico
- Servomotore
- Sonda esterna
- Valvola deviatrice
- Kit di collegamento

Serie 106
230 V(ac) 10%
C
SET

7 VA
IP 54
Kit di deviazione
per pompa di calore. HYBRICAL
IT PATENT PENDING

Cod. 106060 - Caratteristiche tecniche Componenti caratteristici

Prestazioni - Servomotore
Fluido dimpiego: acqua, soluzioni glicolate - Valvola deviatrice
Massima percentuale glicole: 50% - Kit di collegamento
Pressione massima di esercizio: 10 bar
Campo temperatura di esercizio: -10110C
Alimentazione: 230 V (ac)
Attacchi: 1 M

offre questi vantaggi


utilizzabile per collegare fra loro 3 circuiti (2 in entrata e 1
in uscita) in modo agevole e senza scavalcamento dei tubi;
la valvola di deviazione a 3 vie presenta perdite di carico
poco elevate in relazione alle portate normalmente previste;
la valvola ha tempi dintervento relativamente brevi e serve
a consentire una rapida messa a regime dellimpianto ed
evitare colpi dariete;
la valvola dotata di una leva utilizzabile per regolare
manualmente la posizione dellotturatore;
la valvola funziona anche con elevate pressioni differenziali
e non trafila in quanto le superfici di contatto sede-
otturatore sono autopulenti;
la valvola dotata di microinterruttori per lattivazione e la
disattivazione di comandi correlati alla posizione di lavoro
della valvola stessa;
la coibentazione a guscio preformato molto utile al fine
di poter ottenere impianti termicamente ben isolati e, negli
impianti di raffrescamento,impedisce il formarsi di
condensa sul corpo della valvola e sul raccordo speciale.

37
Kit antigelo

Serie 109 - Caratteristiche tecniche


Prestazioni
Fluido dimpiego: acqua, soluzioni glicolate
Massima percentuale di glicole: 50%
Pressione massima prova idraulica: 10 bar
Pressione massima desercizio: 3 bar
p ammissibile: 3 bar
Campo temperatura desercizio: 065C
Campo temperatura ambiente: -2060C
Attacchi: 1 a bocchettone (valvola differenziale 1 F)

Componenti caratteristici

1. Valvola automatica di sfogo aria


1 5
2. Valvola di ritegno predisposta per
valvola di sfogo aria e termostato
2 6
di minima
3. Valvola differenziale
4. Valvola antigelo 3 8
5. Centralina
6. Termostato di minima 7
4
7. Raccordo con presa di pressione
8. Tubo in rame da 8 mm (non fornito)

38
Valvole di zona a sfera motorizzate
per impianti di condizionamento

Serie 6452 - 6453 - 6459 - Caratteristiche tecniche


Prestazioni
Con microinterruttore ausiliario
Pressione massima desercizio: 10 bar
p max: 10 bar
Campo di temperatura: -10110C
Alimentazione: 230 V (ac) o 24 V (ac)
Assorbimento: 6 VA
Portata contatti micro ausiliario: 6 (2) A (230 V)
Campo temperatura ambiente: -1055C
Grado di protezione: IP 65
Tempo di manovra: 50 s (rotazione 90)

Particolarit costruttive

La valvola dotata di bocchettone a sede piana con O-Ring di tenuta ad EPDM . Lutilizzo del
meccanismo di intercettazione a sfera consente pressioni differenziali di esercizio elevate e, in apertura
totale, basse perdite di carico. I bassi valori di coppia in apertura/chiusura, contestualmente allutilizzo
di una adeguata coppia di spunto dinamico del servomotore, rendono brevi i tempi di manovra.

Il servocomando fornito di leva di comando (B) per


lapertura/chiusura manuale della valvola, manovrabile premendo
il pulsante (A). La leva funge anche da indicatore di posizione. A
Il fissaggio dellattuatore al corpo valvola, a mezzo di un fermo
elastico in acciaio inox , ne consente anche il veloce smontaggio B
per effettuare azioni di verifica e di manovra sullasta di comando
della sfera con lausilio di un cacciavite.
Tra il corpo valvola ed il servomotore interposto un disgiuntore
termico in tecnopolimero che ha la funzione di impedire eventuali
formazioni di condensa allinterno del servocomando stesso.

39
Disaeratori DISCAL

551003 55100. 55190. 551..2 551..3


IT PATENT
No S No S

Materiale:
ottone acciaio

Pressione massima desercizio:


10 bar

Pressione massima di scarico


10 bar

Campo temperatura di esercizio:


0110C 0105C (100C per DN 125 e DN 150)

Attacchi:
3/4 da 3/4 a 2 3/4 e 1 da DN 50 a DN 150

offrono questi vantaggi


aiutano ad evitare anomalie di esercizio;
contribuiscono allefficienza termica dellimpianto;
servono a non compromettere il regolare ciclo di
vita di componenti;
limitano i costi di manutenzione e di gestione.

servono ad evitare
una laboriosa messa in funzione degli impianti con
frequenti operazioni di sfiato manuale;
il funzionamento rumoroso dei radiatori;
il possibile blocco della circolazione negli impianti con
contropendenze o con pannelli a parete;
minor resa dei radiatori e scambiatori di calore;
fenomeni di cavitazione nelle pompe e possibili forti
vibrazioni, rumori e rotture;
corrosioni, e quindi usura precoce, dei componenti
metallici dellimpianto (caldaie, tubi, radiatori).

40
D I R T
Disaeratori-defangatori DISCALD

54600. 5460.2 5460.3


IT PATENT
S

Materiale:
ottone acciaio

Pressione massima desercizio:


10 bar

Pressione massima di scarico:


10 bar

Capacit separazione particelle:


fino a 5 m
Campo temperatura di esercizio:
0110C 0105C (100C per DN 125 e DN 150)

Attacchi:
3/4 e 1 da DN 50 a DN 150

oltre ai benefici garantiti dalle soluzioni con disaeratori


e defangatori installati separatamente, offrono i
seguenti vantaggi:
eliminazione continua e contemporanea di aria ed
impurit contenute nei circuiti idraulici degli impianti
di climatizzazione;
richiedono spazi pi limitati per quanto riguarda sia
la messa in opera sia gli interventi di manutenzione;
hanno un costo dacquisto pi basso;
richiedono minor tempo, e quindi costi di messa
opera pi bassi, perch necessitano solo 2 attacchi
invece di 4.

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Defangatori DIRTCAL

54620. 54690. 5465.0


IT PATENT
S No S

Materiale:
ottone acciaio

Pressione massima desercizio:


10 bar

Capacit separazione particelle:


fino a 5 m
Campo temperatura di esercizio:
0110C 0105C (100C per DN 125 e DN 150)

Attacchi:
da 3/4 a 2 3/4 e 1 da DN 50 a DN 150

offrono questi vantaggi


aiutano ad evitare anomalie di esercizio;
contribuiscono allefficienza termica dellimpianto;
servono a non compromettere il regolare ciclo di
vita di componenti;
limitano i costi di manutenzione e di gestione.

servono ad evitare
minor resa dei corpi scaldanti e degli scambiatori di calore
per possibili riduzioni sia della portata sia della superficie di
scambio termico;
corrosioni per aerazione differenziale, dovute al fatto che, in
presenza di acqua, uno strato di sporco su una superficie
metallica innesca pile localizzate ad azione corrosiva;
funzionamento anomalo delle valvole di regolazione causato
dallo sporco che pu aderire tenacemente alle loro sedi;
blocchi e grippaggi delle pompe causati dallo sporco in
esse accumulabile sia per la loro particolare geometria sia
per i campi magnetici generati.

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Defangatori con magnete DIRTMAG
IT PATENT PENDING

Serie 5463 - Caratteristiche tecniche


Prestazioni
Pressione massima desercizio: 10 bar
Campo di temperatura: 0110C
Capacit di separazione particelle: fino a 5 m
Attacchi: 3/4 - 1 - 1 1/4 - 1 1/2 - 2

oltre ai benefici garantiti dalle soluzioni con


defangatori di tipo tradizionale, offrono i seguenti
vantaggi:
ottima capacit di cattura delle particelle ferrose tramite
inserti magnetici al neodinio contenuti in una fascia
esterna facilmente asportabile;
migliorata capacit di trattenimento dei contaminanti
non ferrosi grazie al trascinamento dovuto alle particelle
ferrose;
pulizia estremamente veloce ed efficace grazie alla
fascia magnetica rimuovibile dallesterno e lo scarico a
passaggio maggiorato;
la coibentazione fornita di serie, appositamente studiata
per non compromettere le operazioni di pulizia, li rende
adatti ad ogni tipo di impianto garantendo basse
dispersioni ed unadeguata protezione anticondensa.

43
DI QUA NON SI PASSA!
SERIE 5463 - 5462 - 5469 - 5465
DEFANGATORI MAGNETICI DIRTMAG
DEFANGATORI DIRTCAL
t 4FQBSBOPEBMMBDRVBTBCCJBFGBOHIJ 
DIFDBVTBOPQSFDPDJVTVSFFEBOOFHHJBNFOUJ
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38^ Mostra convegno


Expocomfort
27/30 Marzo 2012
fieramilano

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Pad. 7.1 - Stand A41 A51 C42 C52

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