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ANTROPOLOGIA MEDICA:

ALCUNE NOZIONI
Antropologia Culturale

¨ L’antropologia sociale o culturale è una disciplina che studia l’essere


umano in società, in rapporto al contesto storico, geografico e culturale in
cui vive. “In particolare è la disciplina che prende in esame la variabilità
delle forme di vita umana dal punto di vista sociale e culturale. Nell’ambito
delle scienze sociali (sociologia, psicologia, linguistica, pedagogia,
economia, demografia, geografia), l’antropologia si occupa dell’analisi
dei comportamenti, di modi di pensare, di forme di organizzazione
sociale, in quanto fatti sociali e culturali” (Siniscalchi 2001).

¨ La nozione di “cultura” è uno dei concetti fondamentali per l’antropologia.


Fu l’antropologo britannico E. B. Tylor a elaborare per primo questa
nozione: “La cultura, o civiltà, intesa nel suo senso etnografico più
ampio, è quell’insieme complesso che include le conoscenze, le
credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra
capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della
società” (Tylor 1920)
Alcune idee sulla nozione di cultura di
Tylor (testo tratto da Fabietti 2010)
¨ 1) La cultura (o civiltà), la si trova ovunque (intesa nel senso etnografico più
ampio). Non esistono quindi popoli con cultura e popoli senza cultura

¨ 2) La cultura è un insieme complesso costituito da una serie di elementi


che possiamo, anche in questo caso, ritrovare ovunque.

¨ 3) La cultura è acquisita. Essa cioè non è connaturata ad una “razza”, né si


trasmette col sangue.

¨ 4) La cultura è acquisita dall’uomo in quanto membro della società. Ossia:


gli esseri umani ricevono la cultura dalla propria società, e siccome le
società sono tante e diverse, esistono tante culture quante sono le società.
La nozione di cultura per l’antropologia
contemporanea

¨ “Ciò che possiamo oggi definire con il termine “cultura” è un insieme


articolato di elementi strettamente connessi tra loro. Elementi che quindi
non sono separabili se non a scopo analitico: quando parliamo di
parentela, di alimentazione, o di religione, stiamo selezionando
quell’insieme complesso in una serie di parti allo scopo di
approfondirne l’analisi. Al tempo stesso, per capire il senso di un
elemento non posso considerarlo isolatamente dagli altri elementi”
(Siniscalchi 2001)

¨ L’antropologia contemporanea studia la cultura non più come un’essenza


che gli uomini hanno, ma come “una costruzione che gli uomini producono”
(Pizza 2005). Si tratta, in altri termini, di studiare quei complessi processi
di produzione e trasformazione culturale che si concretizzano nelle
esperienze quotidiane delle persone attraverso articolate dinamiche
di inculturazione.
Inculturazione ed Etnografia

• “L’inculturazione è un complesso processo che comprende anche quella che


normalmente chiamiamo educazione, vale a dire gli insegnamenti esplicitamente
impartiti dagli adulti ai bambini e ai giovani. Ma nel termine inculturazione
includiamo qualcosa in più: quella parte cospicua di costumi, regole e usanze di
un gruppo che vengono apprese e messe in atto dai singoli attraverso le azioni
concrete della vita quotidiana. Si imparano regole e norme conoscendo le
scansioni del tempo e dello spazio, le posture e le tecniche del corpo, le
modalità del rapportarsi agli altri, si impara a fare bene le cose e a evitare
usi e pratiche scorrette”.(Signorelli 2011).

• Per etnografia o ricerca sul campo si intende una prassi della ricerca
antropologica che spinge il ricercatore a situarsi quanto più vicino all’oggetto di
studio e alle esperienze dei soggetti, delle persone coinvolti. Caratteristiche
generiche e condivisibili dell’etnografia possono essere considerate il viaggio
(nella contrapposizione field\home), la permanenza prolungata in un dato
luogo ben definito, l’osservazione partecipante e la registrazione, in sintesi,
di tutto l’osservabile e l’ascoltabile tramite metodi e tecniche variabili
(intervista etnografica, diario di campo, registrazioni audiovisive).
Antropologia Medica

• L’antropologia medica è un ramo specialistico dell’antropologia culturale


che studia il corpo come prodotto storico e culturale e le esperienze di
salute e di malattia in rapporto ai contesti sociali e politici nei quali
avvengono (Pizza 2005). Nata dapprima con l’obiettivo di comparare le diverse
concezioni di salute e malattia e le molteplici forme di medicina dei diversi
contesti storici e culturali si è poi specializzata come studio dei modi di
costruzione sociale del corpo, esplorando la dimensione culturale e
istituzionale delle pratiche mediche, attraverso ricerche condotte anche nel
campo della biomedicina occidentale. “In questo percorso essa è andata
raffinando strumenti di teoria e metodo, passando da una prospettiva culturalista
a una più complessa visione della politica delle relazioni fra la sofferenza umana,
le dinamiche istituzionali e i rapporti di potere. Oggi l’antropologia medica si
presenta come una scienza plurale nelle sue prospettive, sempre più
caratterizzata da una visione critica, aperta al dialogo con le altre discipline
e professioni sociosanitarie e fondata sulla prassi di ricerca sul campo:
l’etnografia” (Pizza 2011).
Corpo

Il corpo da un punto di vista antropologico è un prodotto storico e culturale che


appare inscindibile dal sua dimensione “mentale” psicologica e cognitiva. Le
principali nozioni relativa al corpo sono:
Tecniche del corpo Si intende tutto ciò che il corpo rende possibile in termini di
i.

movimento delle membra, di muscolatura, di articolazioni, di capacità di prensione


e di manipolazione, di capacità organiche e di espressività generale, nella vita
quotidiana, nella comunicazione, nell'arte, nelle attività ludiche o nella sessualità.
Lo studio delle tecniche del corpo è stato inaugurato nel 1936 dal sociologo
francese M. Mauss.
Habitus Dal latino abitudine la nozione indica la capacità che il corpo esposto
ii.
all’ambiente sociale ha di apprendere determinate posture o comportamenti. Per
Habitus P. Bourdieu intende la chiave della riproduzione culturale in quanto è in
grado di generare comportamenti regolari che condizionano la vita sociale ed è
strettamente collegata alla struttura di classe.
Incorporazione L'antropologia ha evidenziato come il corpo umano non sia solo
iii.
un'entità biologica ma il risultato di una negoziazione con le forze sociali, politiche,
economiche, storiche, che lo plasmano, lo influenzano e a sua volta ne sono
influenzate. L’incorporazione si riferisce a quel processo che porta a interiorizzare
la cultura e ad agire su di essa attraverso il proprio corpo.
Oggetti e contesti di studio
• Collocandosi al punto più vicino rispetto al dolore e alla sofferenza umana,
l’antropologia medica, per il carattere strategico del suo progetto
conoscitivo e delle sue metodologie, si pone al cuore di molte delle
problematiche proprie del contemporaneo campo sanitario. Le ricerche
tendono infatti a focalizzarsi principalmente:
I. - Sull’incorporazione come processo di continuo interscambio tra il corpo e le
forze storiche, sociali, culturali.
II. - Sul dolore come esperienza corpo\mentale soggettiva e incomunicabile che
trasforma la quotidianità delle persone che lo provano.
III. -Sulle complesse relazioni proprie del campo sanitario tra medici, infermieri,
persone assistite, familiari.
IV. -Sui processi di incorporazione della salute\malattia in rapporto alle
condizioni ambientali e lavorative così come rispetto alle disuguaglianze
socio economiche a livello globale.
V. - Sull’efficacia terapeutica e simbolica come processi socio politici e sulla
centralità della cura come percorso di vicinanza alle persone assistite.
Salute e Malattia (tratto da Pizza
2005)
¨ Di fronte alla molteplicità di esperienze individuali, di significati e di pratiche
sociali, politiche e culturali connesse alla malattia e alla sua interpretazione,
l’antropologia medica ricorre alla tripartizione semantica della parola
malattia offerta dalla lingua anglosassone:

¨ Illness: è l’esperienza soggettiva del malessere, il vissuto del disagio, lo


stato di sofferenza così come è percepito dal sofferente stesso

¨ Disease: è la definizione biomedica della malattia, la condizione patologica


oggettivata come alterazione dell’organismo identificabile nella diagnosi

¨ Sickness: indica il significato sociale dello star male; la malattia dal punto
di vista della società
Empatia
¨ Per Empatia si intende comunemente la capacità di comprendere a pieno lo
stato d'animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Il significato
etimologico del termine è sentire dentro, ad esempio mettersi nei panni dell’altro,
ed è una capacità che fa parte dell'esperienza umana ed animale. La capacità di
porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un'altra
persona, con nessuna o scarsa partecipazione emotiva.
¨ Gli studi antropologici sul dolore hanno messo in risalto come «l’esperienza
personale del dolore è molto diversa dall’osservazione di tale esperienza negli
altri: l’espressione mi fa male è molto più intensa di gli fa male. Vivendo il
dolore si sperimenta personalmente l’impossibilità di una sua condivisione, e ciò
svela le illusioni dell’ empatia, marcando l’irriducibile distanza tra noi e gli
altri» (Pizza 2005: 110). Come affermato dall’antropologa Marta Alluè «Possiamo
forse condividere la sofferenza delle persone che amiamo, possiamo sentirci
angosciati e impotenti di fronte alla sofferenza dell’altro, perché noi non possiamo
fare nulla per lenirla. Ma per cogliere l’intensità del dolore altrui bisognerebbe
diventare altro» (Alluè 1999: 119).
¨ Questo non vuol dire ovviamente che la distanza che ci separa dall’altro
non possa essere condivisa . Ogni vicinanza è un modo per
condividere la distanza. Da una prospettiva antropologica è necessario
invertire il senso del concetto di Empatia nella direzione di una tutela
metodologica: non più come la capacità di immedesimarsi nella
sofferenza degli altri, ma come consapevolezza della distanza che ci
separa da chi soffre. Questa consapevolezza ci permette di colmare la
distanza attraverso la messa in campo di azioni concrete.
Antropologia Medica per le professioni
sanitarie
¨ Il contributo principale che l’antropologia medica a livello internazionale sta
apportando nel dialogo con la biomedicina avviene sia sul piano della
ricerca sul campo sia su quello della formazione di medici, infermieri e altri
professionisti sociosanitari, contribuendo alla strutturazione di figure
professionali orientate da (e ad) un sapere critico e capaci di produrre
nuove forme e prassi di cultura della salute.

¨ “L’Antropologia medica si rivela potenzialmente capace di rispondere a una


esigenza di cambiamento della biomedicina, avvertita dagli stessi praticanti
del campo biomedico nei termini di una necessaria e urgente
umanizzazione delle pratiche mediche” (Pizza 2011)
“Umanizzare la biomedicina”

¨ “Umanizzare la Biomedicina” è un processo politico\scientifico molto


articolato che mira a promuovere una metodologia critico-riflessiva delle
prassi mediche formando figure professionali in grado di cogliere e valutare
tutta la complessa dimensione corporea e socio-culturale nei processi di
salute e malattia e nel rapporto tra medici, familiari, infermieri e persone
assistite (Pizza 2011).
¨ La stessa essenza delle professioni sanitarie le rende performative e
critiche, in virtù della possibilità di intersecare nella pratica le diverse qualità
della salute, della malattia, delle emozioni, delle prassi terapeutiche e di
cura. È necessario “umanizzare la medicina” tramite un coordinamento
delle azioni professionali che sappiano connettere le esperienze e le
rappresentazioni del malessere vissuto dalle persone assistite, in rapporto
con il trattamento oggettivo della patologia negli iter terapeutici e di cura
della biomedicina così come all’interno dei campi socio-economici e
storico-culturali che definiscono tali rapporti.
Bibliografia
¨ Fabietti U. (2010), Storia dell’antropologia, Zanichelli,
Bologna
¨ Pizza G. (2011), L’antropologia Medica in Signorelli A.
(2011), Antropologia culturale, McGraw-hill, Milano
¨ Pizza G. (2005), Antropologia Medica. Saperi,
pratiche e politiche del corpo, Carocci, Roma.
¨ Signorelli A. (2011), Antropologia culturale, McGraw-
hill, Milano.
¨ Siniscalchi V. (2001), Antropologia Culturale.
Un’introduzione, Carocci, Roma.
¨ Tylor E.B. (1920), Primitive Culture, Brentano, New
York.