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C A P I T O L O 9

IL CICLO
FRIGORIFERO

Ing. Giancarlo Sormani


CAPITOLO 9

Introduzione: costante da rette orizzontali.


La «campana» nel diagramma rappresenta l’insieme degli
Per alcuni processi tipici del condizionamento dell’aria (raf- infiniti punti in cui il frigorigeno si trova in condizioni di satu-
freddamento e deumidificazione), nonchè per applicazioni razione, in funzione del proprio contenuto di entalpia e del
nel settore della refrigerazione (conservazione e trasporto valore di pressione a cui si trova sottoposto.
di sostanze alimentari, impianti produttivi industriali), è La campana è idealmente divisa in due parti (vedi Fig. 9.2):
necessario ricorrere ad un mezzo refrigerante.
Solo in alcuni casi il mezzo refrigerante può essere l’acqua
raffreddata direttamente dall’aria esterna, vedi macchine a R 22
ZONA DEL LIQUIDO PUNTO CRITICO
freecooling , negli altri casi è necessario produrre il freddo
SOTTORAFFREDDATO

PRESSIONE ASSOLUTA bar


con un ciclo frigorifero.
CURVA LIQUIDO
L’espressione “produrre il freddo” non è corretta in quanto, SATURO
per un principio fondamentale della termodinamica, il calo-
re si trasferisce sempre da un corpo od un fluido più caldo
ad un altro più freddo.
Con un ciclo frigorifero trasferiamo calore da un luogo
0 CURVE A TENORE
dove risulta in eccesso o comunque non è desiderato, in COSTANTE
un altro dove possa venire smaltito senza arrecare distur- 0,1 DI VAPORE
bo. 0,2 ZONA
DEL VAPORE
Il ciclo frigorifero più utilizzato è quello denominato ciclo 0,3
0,8 0,9 1 SURRISCALDATO
mediante compressione; altri cicli, tipo quello ad assorbi-
mento, o ad eiettori o mediante effetto termoelettrico ENTALPIA Kj/kg
hanno un impiego molto limitato e non sono trattati in que-
sta pubblicazione. Fig. 9.2

Diagramma pressione-entalpia quella di sinistra rappresenta la curva del liquido saturo


Il modo più usuale per esaminare il comportamento di un (cioè con il massimo contenuto entalpico per ogni determi-
fluido frigorigeno è quello offerto dal diagramma pressione- nato valore di pressione).
entalpia. Nella Fig. 9.1, è riportato il diagramma pressione- La parte di destra rappresenta la curva del vapor saturo
entalpia dell’R22. (cioè di vapore con il massimo contenuto entalpico per
ogni determinato valore di pressione, pur rimanendo nello
stato di saturazione).
Le due curve si congiungono in un punto, nella parte alta,
detto punto critico. Nel punto critico si ritrovano indiffe-
rentemente sia liquido che vapore. Basta un lieve aumento
del contenuto entalpico per far passare il fluido allo stato di
vapore.
Inversamente, una diminuzione porta il fluido allo stato di
liquido.
La zona racchiusa entro la campana rappresenta condizio-
ni di miscuglio liquido-vapore. Una serie di curve dette di
tenore costante di vapore indicano la percentuale di
vapore nel miscuglio. Ad esempio, la curva con tenore 0,8
rappresenta un miscuglio composto dall’80% di vapore e
dal 20% di liquido (in peso).
All’esterno della campana, sulla sinistra, si trova la zona
del liquido sottoraffreddato (cioè a temperatura infe-
Fig. 9.1 riore a quella di saturazione, pur essendo alla medesima
pressione).
La scala orizzontale riporta il contenuto di calore (entalpia Sempre all’esterno della campana, sulla destra, si trova la
«H»), in KJ/Kg. di fluido. La scala viene utilizzata soprattut- zona del vapore surriscaldato. Qui, il vapore presenta
to per determinare differenze di entalpia tra due punti (D una temperatura superiore a quella di saturazione, a parità
H). di pressione.
La scala verticale riporta i valori di pressione assoluta, in Un’ulteriore serie di curve si identifica sul diagramma pres-
bar. sione-entalpia. Vedi Fig. 9.3.
Tale scala viene usata sia per determinare delle differenze
di pressione (∆ P) sia dei valori assoluti in punti specifici.
Sul diagramma le condizioni di entalpia costante sono rap-
presentate da rette verticali, mentre quelle di pressione

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IL CICLO FRIGORIFERO

CURVE A ENTROPIA grado di reversibilità di ogni trasformazione termodinamica.


COSTANTE Le curve sul diagramma, ad entropia costante, rappresen-
R 22
tano trasformazioni ideali perfettamente reversibili, in
assenza di dispersioni di energia all’esterno del sistema.
PRESSIONE ASSOLUTA bar

Queste curve, nei calcoli teorici, vengono assunte come


CURVE base per l’analisi della compressione adiabatica, cioè
A VOLUME
come si svilupperebbe in un compressore ideale, senza
SPECIFICO
COSTANTE scambio di calore durante la compressione.

CURVE A TEMPERATURA
Ciclo frigorifero
COSTANTE Il ciclo frigorifero viene abitualmente rappresentato nel dia-
gramma pressione-entalpia.
Nella Fig. 9.4a, è rappresentato un circuito frigorifero ele-
mentare.
ENTALPIA Kj/kg

Fig. 9.3
R 22
Curve a temperatura costante (Fig. 3)
Definiscono l’andamento della temperatura del frigorigeno PRESSIONE ASSOLUTA bar
CALORE USCENTE
in rapporto alle varie condizioni di pressione-entalpia.
Come si può rilevare l’andamento è orizzontale all’interno

NE
A' E D

SIO
ESPANSIONE
della campana. Tende verso l’alto a partire dal ramo della

RES
A
curva del liquido saturo, e tende invece verso il basso dal CALORE ENTRANTE

MP
CO
ramo della curva del vapore saturo, con una curvatura più
o meno accentuata. Questa serie di curve evidenzia la
B EVAPORAZIONE C C'
costruzione della campana, poiché delimita la zona in cui
le temperature di saturazione rimangono costanti per ogni POTENZA ENTRANTE
AL COMPRESSORE
determinato valore di pressione.
Più avanti, a pag. .... viene descritto il diagramma entalpico
ENTALPIA Kj/Kg
delle miscele non azeotropiche, dove, all’interno della
campana, le rette a temperatura costante sono invece Fig. 9.4a
inclinate, come spiegato nel capitolo 8 a pag. .... .
Nella Fig. 9.4b, è rappresentato un circuito frigorifero equi-
Curve a volume specifico costante (Fig. 9.3) valente con maggior dettaglio; abbiamo schematizzato un
Si proiettano verso destra nella zona del vapore surriscal- circuito frigorifero relativo ad un refrigeratore d’acqua con
dato. Il volume specifico del vapore varia sensibilmente condensazione ad aria di tipica produzione Climaveneta.
con il variare della pressione. Si tratta di una caratteristica Le lettere individuano dei punti significativi del ciclo e corri-
molto importante. Infatti, a parità di altre condizioni, l’effet- spondono a quelli richiamati nella Fig. 9.4a.
to frigorifero è determinato dal quantitativo in peso di frigo-
rigeno circolato, mentre il compressore è una macchina Qcond
volumetrica. Lavorando in condizioni di ridotto volume
specifico (perciò con pressioni di evaporazione relativa- Calore CONDENSATORE
uscente
mente elevate), l’effetto frigorifero aumenta. Comprimere
E
un gas significa ridurre il volume occupato da un certo
quantitativo e quindi addensarlo in uno spazio ridotto. Ne A COMPRESSORE D
consegue che lavorando a temperatura di evaporazione A'
più alta, cioè a pressione di evaporazione più alta, un com-
pressore frigorifero fa circolare una massa superiore di
refrigerante. Viceversa, con il ridursi della pressione di eva- C'
porazione, aumenta il volume specifico del vapore e dimi- Potenza
nuisce il quantitativo in peso di frigorigeno in circolazione. C' C compressore
EVAPORATORE
Il risultato principale è una riduzione della capacità frigorife-
ra con ulteriori conseguenze che si esamineranno. B

Curve ad entropia costante (Fig. 9.3) A' VALVOLA


DI ESPANSIONE Calore
Si proiettano dalla campana verso la parte destra del dia- TERMOSTATICA
entrante
gramma, inclinate verso l’alto.
L’entropia, con definizione semplificata, rappresenta il Fig. 9.4b

3
CAPITOLO 9

È utile una sommaria descrizione generale del ciclo stesso compongono il ciclo frigorifero, riferendoci ad un esempio
prima di approfondire le fasi che lo compongono. Nel relativo alle seguenti condizioni di funzionamento, tipiche
punto A1 il frigorigeno è allo stato di liquido sottoraffredda- ad esempio di un chiller con acqua all’evaporatore entran-
to, all’uscita del condensatore. Il passaggio verso l’evapo- te a 12°C, uscente a 7°C e con aria ambiente di 25°C:
ratore è reso possibile per effetto della differenza di pres-
sione tra A1 e B. Allo scopo di regolare l’afflusso di frigori-
CONDIZIONI DI FUNZIONAMENTO:
geno nell’evaporatore, è interposto un organo di laminazio-
Temp. di condensazione = +40°C = 15,3 bar a.
ne (valvola di espansione termostatica).
Temp. di evaporezione = +2°C = 5,3 bar a.
Per effetto della differenza di pressione tra A1 e B una
Surriscaldamento = 8°C
parte del liquido evapora nel passaggio attraverso la valvo-
Sottoraffreddamento = 6°C
la, sottraendo calore al liquido immediatamente a monte.
La frazione di liquido evaporata costituisce il “flash gas” e
non compie lavoro utile ai fini dell’effetto frigorifero. Fase di espansione (passaggio del frigorigeno attraver-
Nell’evaporatore, il miscuglio liquido-vapore inizia a sottrar- so la valvola di espansione termostatica) (Fig. 9.5)
re calore dall’aria o acqua da raffreddare. Così facendo
tutto il frigorigeno allo stato liquido passa nella condizione
Fase di espansione
di vapore saturo (Punto C sul diagramma). Si verifica quin-
di una rimozione di calore latente.
Dal punto C a C1 si effettua un surriscaldamento del vapo- R 22
SOTTORAFFREDDAMENTO = 6°C
re, con lo scopo di evaporare eventuali goccioline di liquido
PRESSIONE ASSOLUTA bar
rimaste, che altrimenti potrebbero venire trascinate fino al
compressore danneggiandolo.
L’effetto frigorifero netto è dato dalla differenza di entalpia
rappresentata dal tratto C1B. All’uscita dall’evaporatore il A'
vapore viene aspirato dal compressore nel quale subisce kg VAPORE
0,20
un aumento di pressione e temperatura (tratto C1D). kg LIQUIDO
All’uscita dal compressore il gas detiene un quantitativo di B
calore costituito dalla somma di quello asportato nell’eva-
poratore con quello corrispondente al lavoro meccanico
del compressore (calore di compressione).
Il gas surriscaldato ed a pressione elevata, passa dal com-
pressore nel condensatore. Qui, per effetto del fluido di raf- HA' = HB ENTALPIA Kj/kg
243
freddamento (aria o acqua) il gas inizia a cedere il proprio
calore. Si verifica dapprima un abbassamento di tempera- Fig. 9.5
tura per lo smaltimento della frazione sensibile del calore,
fino a raggiungere la temperatura di saturazione sulla curva Il frigorigeno nel condensatore allo stato di liquido sottoraf-
(tratto DE). A questa fase segue la condensazione del flui- freddato, ad alta pressione, tende a portarsi verso l’evapo-
do, cioè il cambiamento di stato, da vapore a liquido satu- ratore che si trova ad una pressione inferiore.
ro (tratto EA). Allo scopo di dosare la quantità di frigorigeno si utilizza
Infine, si effettua un certo sottoraffreddamento del frigoge- comunemente un tubo capillare o una valvola di espansio-
no allo stato liquido, soprattutto allo scopo di ottenere un ne termostatica. Nell’attraversare l’organo di laminazione
maggior effetto frigorifero (tratto A A1). Nella Fig. 9.4b è verso l’evaporatore, che si trova a pressione più ridotta, il
rappresentata una particolare costruzione della batteria frigorigeno tende a raffreddarsi portandosi alla temperatura
condensante impiegata nei chiller Climaveneta. La speciale di saturazione corrispondente al valore di pressione nell’e-
circuitazione garantisce di ottenere nella parte bassa della vaporatore.
batteria circa 6° C di sottoraffreddamento del liquido. Con Per rendere possibile tale raffreddamento, il liquido frigori-
questo si garantisce sempre l’alimentazione di liquido alla geno deve cedere calore e questo calore viene ceduto alle
valvola termostatica ed una resa frigorifera superiore di proprie molecole più prossime. L’assunzione di calore, a
circa il 5%. A questo punto il ciclo ricomincia. pressione ridotta, provoca la vaporizzazione (o espansione)
di una parte del frigorigeno, fino al raggiungimento di una
È importante rilevare che il ciclo frigorifero può essere uti- condizione di equilibrio tra vapore freddo e liquido freddo,
lizzato indifferentemente per la produzione di freddo o di alla temperatura di saturazione corrispondente alla pres-
calore (regime di pompa di calore), a seconda delle condi- sione in atto.
zioni di lavoro a cui viene sottoposto. I principi esposti fin Il vapore che ne risulta è detto “flash gas” e non compie
qui, e che verranno approfonditi in seguito, non mutano lavoro utile ai fini dell’effetto frigorifero riducendo quindi la
nella sostanza. Quello che può variare sono gli accorgi- potenzialità del sistema. (Questo conferma l’esigenza che il
menti costruttivi dei sistemi frigoriferi nella realtà. Non la calore specifico del frigorigeno liquido sia il più ridotto pos-
teoria. sibile, in modo da contenere al minimo la frazione di “flash
Vengono ora approfondite le singole trasformazioni che gas”).

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IL CICLO FRIGORIFERO

Il valore percentuale di “flash gas” nelle applicazioni di con-


dizionamento è intorno al 20-30%. Fase di evaporazione
Nell’analisi della fase di espansione si assume convenzio-
nalmente che essa si svolga senza né cessioni né rientrate R 22

PRESSIONE ASSOLUTA bar


di calore dell’esterno e che risulti perciò isoentalpica (ad
entalpia costante).
Pertanto, il frigorigeno entra nell’evaporatore con il medesi-
A'
mo contenuto di calore che aveva prima di attraversare
l’organo di laminazione. SURRISCALDAMENTO
Nel diagramma pressione-entalpia, in Fig. 9.5, per il ciclo in
EVAPORAZIONE C C' V = 0,0462
esame, si legge il titolo di vapore, che vale 0,20; cioé,
B TE = 2°C m3/kg
dopo l’espansione attraverso la valvola termostatica, il Tc' = 10°C
effetto frigorifero
refrigerante è composto dal 20% in peso da vapore, il
rimanente 80% da liquido.
L’entalpia in ingresso all’evaporatore è: HB HC HC'
243 ENTALPIA Kj/Kg 406 412

HA' = HB = 243 Kj/Kg. Fig. 9.6

Con il ridursi della pressione tra ingresso e uscita dell’eva-


Fase di evaporazione (Fig. 9.6) poratore si determina una corrispondente diminuzione
Il frigorigeno, in condizione di miscuglio liquido-vapore per- della temperatura di saturazione.
corre l’evaporatore attraverso il quale viene in contatto
indiretto con il fluido da raffreddare (aria o acqua). Il frigori- L’effetto frigorifero
geno ne assorbe il calore contenuto e passa gradualmente E’ dato dalla differenza di entalpia tra il punto di uscita del
allo stato di vapore saturo, percorrendo l’evaporatore stes- frigorigeno dall’evaporatore e il punto in cui entra. Per otte-
so. nere il massimo effetto frigorifero (e aumentare così la
La cessione di calore dal fluido che occorre raffreddare al potenzialità del sistema) si deve effettuare la totale evapo-
frigorigeno può avvenire se la temperatura del frigorigeno è razione del frigorigeno prima che questi lasci l’evaporatore.
inferiore a quella del fluido stesso. L’equazione alla base Negli evaporatori del tipo a espansione diretta (controllati
del processo di scambio termico nell’evaporatore, è la da capillari o valvola di espansione termostatica) si fornisce
seguente: al frigorigeno un quantitativo addizionale di calore, in modo
che lasci l’evaporatore sotto forma di vapore surriscaldato.
(Tale accorgimento ha anche un scopo precauzionale:
QE = k • S • ∆Tm (2) quello di assicurare la completa evaporazione di tutte le
goccioline di liquido affinché al compressore pervenga solo
gas). Per ottenere il surriscaldamento del vapore occorre in
dove: pratica aumentare la superficie di scambio termico dell’e-
QE = calore all’evaporatore (W); vaporatore. Va tenuto presente che il coefficiente di scam-
k = coefficiente di scambio termico totale (compresa la bio del vapore surriscaldato è inferiore a quello del vapore
resistenza del film d’acqua in prossimità del tubo, del saturo e, quindi, per ottenere risultati apprezzabili occorre
metallo, e del film di frigorigeno), W/m°k; aumentare sensibilmente la superficie di scambio.
S = superficie di scambio termico totale, m2;
∆Tm = differenza di temperatura media logaritmica tra i Nel diagramma pressione-entalpia in Fig. 9.6, si determina
due fluidi °C. per il ciclo in esame, l’effetto frigorifero. Il calcolo è fatto
Questa equazione dimostra che per un dato valore di calo- dapprima nell’ipotesi che il frigorigeno lasci l’evaporatore in
re scambiato, se aumenta la superficie S, diminuisce la dif- condizioni di vapor saturo e, successivamente, preveden-
ferenza di temperatura ∆Tm. Inoltre, per un dato sistema do un certo surriscaldamento intorno ad 8 °C.
frigorifero, al ridursi del carico termico e perciò del flusso
termico QE, essendo modesta o nulla la variazione di k, si
produce una riduzione del ∆Tm. Questo è importante nel- Vapore saturo, senza surriscaldamento
l’analisi delle prestazioni a carico parziale, come si vedrà. Effetto frigorifero = HC - HB;
effetto frigorifero = 406 - 243 = 163 Kj/Kg.
Nell’esame del ciclo frigorifero si assume usualmente che
la fase di espansione si svolga a pressione costante. Nel Vapore surriscaldato
diagramma in Fig. 9.6, è rappresentata dal tratto HC HB. Effetto frigorifero = HC' - HB
In realtà vi è una differenza di pressione tra ingresso e usci- effetto frigorifero = 412 - 243 = 169 Kj/Kg.
ta dall’evaporatore che può essere rappresentata dal valo- L’aumento percentuale, in questa seconda situazione, è del 3,6 %.
re ∆P.

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CAPITOLO 9

Fase di compressione (Fig. 9.7)


Potenzialità frigorifera richiesta (kcal/h) ; dove:
M = _________________________________
Il vapore saturo, o surriscaldato, che lascia l’evaporatore
viene aspirato dal compressore nel quale è sottoposto ad Effetto frigorifero (Kcal/Kg)
un aumento di temperatura e di pressione. (1Kj = 0,2389 kcal.)
Il compressore è azionato da energia meccanica fornita dall’e- M = portata di fluido frigorigeno (Kg/h)
sterno il cui equivalente termico si somma al calore assorbito
dal frigorigeno nell’evaporatore. L’equivalente termico del lavo- La portata teorica di un compressore può determinarsi
ro meccanico viene comunemente detto “calore di compres- agevolmente una volta calcolata la portata di fluido frigori-
sione”. Quindi il frigorigeno lascia il compressore con un conte- geno, secondo la relazione:
nuto entalpico maggiore, e ad una pressione, e temperatura
più elevate di quelle che aveva all’ingresso.
Il calore di compressione varia di poco per i diversi fluidi frigori- C = M x vol. specifico frigorigeno (m3/Kg)
geni. Varia invece notevolmente in funzione dei differenti livelli
dove:
di pressione e temperatura tra i quali il ciclo può svolgersi.
C = portata teorica del compressore (m3/h);
Sul diagramma pressione-entalpia la fase di compressione
M = portata fluido frigorigeno (Kg/h).
si fa coincidere abitualmente con una isoentropica.
Questo sarebbe vero se si disponesse di un compressore
perfetto. In realtà la fase di compressione è sempre più La portata teorica del compressore non ha un diretto
inclinata rispetto alla isoentropica quanto “meno perfetto” impiego pratico.
risulta il compressore. Essa serve per confrontare tra loro frigorigeni diversi, allo
Sul diagramma pressione-entalpia si determina facilmente scopo di determinare orientativamente la necessaria gran-
l’equivalente termico del lavoro di compressione, come dezza del compressore, o, all’opposto, per valutare le pre-
pure la temperatura teorica di scarico del gas frigorigeno. stazioni ottenibili da un dato compressore, fatto funzionare
L’equivalente termico del lavoro di compressione si deter- con fluidi diversi. La portata teorica del compressore non
mina come differenza del contenuto entalpico del frigorige- tiene conto di rendimenti volumetrici e altri fenomeni che
no tra l’uscita e l’ingresso al compressore. intervengono nella pratica.
Nella Fig. 9.7, è rappresentato dal tratto HDHC1, pari a: La potenzialità frigorifera teorica del compressore
può determinarsi con la relazione:

Calore di compressione = (439 - 412) = 27 Kj/Kg


P = (C/V) x e
dove:
Fase di compressione P = potenzialità frigorifera teorica (Kcal/h);
C = portata teorica del compressore (m3/h);
R 22 V = volume specifico del frigorigeno (m3/Kg);
e = effetto frigorifero (Kcal/Kg).
PRESSIONE ASSOLUTA bar

t = 65°C
Fase di condensazione (Fig. 9.8)
A' D Con questo termine si raggruppano tre fasi distinte a cui
viene assoggettato il fluido frigorigeno:
• desurriscaldamento del gas
• condensazione
B C' • sottoraffreddamento del liquido saturo.
s = 1,77 Kj/kg Tutte e tre le fasi si svolgono entro il condensatore che
risulta variamente configurato per renderle possibili.
Sono di seguito analizzate, singolarmente, con riferimento
HC' HD
ENTALPIA Kj/kg 412 439 alla Fig. 9.8.

Fig. 9.7 Desurriscaldamento del gas: Il gas surriscaldato


passa dal compressore entro il condensatore dove viene a
La temperatura teorica del gas di mandata si legge diretta- contatto con un fluido a temperatura inferiore (aria esterna
mente sul diagramma e risulta pari a 65 °C. o acqua di pozzo o di torre di raffreddamento). Per effetto
La portata di fluido frigorigeno che deve circolare entro il del raffreddamento il gas frigorigeno riduce la propria tem-
circuito per produrre una voluta potenzialità frigorifera può peratura fino a raggiungere quella di saturazione. In questa
determinarsi in via di principio con la relazione seguente: fase non si ha cambiamento di stato, viene solo rimosso
calore sensibile.
Nella Fig. 9.8, il tratto DE rappresenta la fase di desurri-
scaldamento.

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IL CICLO FRIGORIFERO

dovuto al desurriscaldamento, condensazione e sottoraf-


Fase di condensazione freddamento.
SOTTORAFFREDDAMENTO DESURRISCALDAMENTO
Nella Fig. 9.8, esso è rappresentato dal tratto H DH A1,
PRESSIONE ASSOLUTA bar

come differenza tra il contenuto entalpico del frigorigeno


tra l’ingresso e l’uscita dal condensatore. Il suo valore è di:
CONDENSAZIONE

A'
A E D
t 65°C
QTOT. COND. = 439 - 243 = 196 Kj/Kg.

B C' Questo dato corrisponde al calore asportato dal frigorige-


t 40°C
no entro l’evaporatore, più il calore di compressione.

HA' HA HC HD
243 250 ENTALPIA Kj/Kg 417 439 QEVAP = 169 KJ/Kg.
PCOMP. = 27 KJ/Kg.
Fig. 9.8
QTOT.COND. = QEVAP + PCOMP.
Il calore di desurriscaldamento per Kg è dato da: QTOT.COND. = 169 + 27 = 196 KJ/Kg.

QDES = HD - HE = 439 - 417 = 22 Kj/Kg. Si assume per semplicità che l’intera fase si svolga a pres-
sione costante. Ciò in realtà non è vero poiché esiste una
differenza di pressione tra il lato di ingresso e di uscita dal
Condensazione: Una volta raggiunta la temperatura di condensatore.
saturazione, essa si mantiene costante durante tutta la
fase di cambiamento di stato del vapore in liquido, fino a
raggiungere la condizione di liquido saturo. Ciclo frigorifero reale
Anche questa fase è resa possibile per effetto del raffred-
damento dovuto all’aria, o all’acqua utilizzata. Nella figura Diversi fattori intervengono nella realtà a influenzare il ciclo
essa è rappresentata dal tratto EA. In questa fase viene frigorifero teorico. Sul diagramma pressione-entalpia il ciclo
smaltito solo calore latente. subisce delle modifiche ed una sua rappresentazione reale
Il calore di condensazione (senza desurriscaldamento e è riportata in Fig. 9.9.
senza sottoraffreddamento) è dato da:

R 22
QCOND = HE - HA = 417 - 250 = 167 Kj/Kg.
PRESSIONE ASSOLUTA bar

t (65+x) °C
Sottoraffreddamento: Il frigorigeno allo stato di liquido t 65°C
saturo subisce un ulteriore raffreddamento che ha l’effetto A' A E D M
di ridurne la temperatura, portandolo in condizione di liqui- COMPRESS. TEORICA D'
do sottoraffreddato, al di fuori della campana, nella zona a COMPRESS. REALE
sinistra del diagramma. (Tratto AA 1). Non vi è dunque C C'
alcun cambiamento di stato ma solo una riduzione di tem- B 3
0,0462 m /Kg
L
peratura, come può essere rilevato nella Fig. 9.8. Viene 0,0478 m3/Kg
rimosso perciò solo calore sensibile. Nelle applicazioni di
condizionamento, in genere, il sottoraffreddamento confe-
HB HC' HD HD'
rito al liquido è compreso tra 3-6 °C. ENTALPIA Kj/kg
A titolo indicativo per ciascun °C di sottoraffreddamento la
capacità del sistema frigorifero aumenta di circa lo 0,9%, a Fig. 9.9
parità di potenza assorbita.
Il sottoraffreddamento, per essere realizzato, richiede un I principali fattori che intervengono a modificare il ciclo
aumento della superficie di scambio termico del conden- sono analizzati di seguito.
satore, ed una configurazione particolare, come ad esem-
pio quella adottata nei chiller Climaveneta di Fig. 9.4b. Perdite di carico nella linea di aspirazione
Il tratto di tubo che collega l’uscita dell’evaporatore al lato
Il calo re totale da smaltire al condensatore di aspirazione del compressore determina necessariamen-
(QTOT.COND.) è costituito dunque dalla somma del calore te una certa perdita di carico per il gas aspirato. Tale perdi-

7
CAPITOLO 9

ta può essere molto limitata, e trascurabile, nelle macchine Tab. 9.1 - Esempio di esponente di compressio-
autonome o frigorifere assemblate in fabbrica, ma può ne n per R22 per una serie di compressori
divenire apprezzabile negli impianti a due sezioni, con ele-
vato sviluppo dei tubi di collegamento del circuito frigorife- Rapporto
ro. di compressione 2 3 4 5 6
L’entità della perdita di carico nella linea di aspirazione è
rappresentata sul diagramma dal tratto C1L. Essa determi- n= 1,325 1,258 1,240 1,234 1,232
na la pressione effettiva alla quale il compressore dovrà
aspirare il frigorigeno allo stato di vapore. Non solo, ma
aumenta il volume specifico del frigorigeno stesso e La temperatura effettiva di scarico del compressore è neces-
influenza la capacità frigorifera del compressore. saria dunque per definire il punto di arrivo della fase di com-
Per questa ragione le linee di aspirazione sono dimensionate in pressione, anche se è nota la pressione di condensazione.
modo da mantenere la perdita di carico entro limiti ragionevoli.
Nella pratica si fa in modo che la perdita di carico corrispon- Inoltre, la conoscenza della temperatura effettiva di scarico
da a una diminuzione della temperatura di aspirazione satura consente di verificare che non vengano superati i limiti oltre
non superiore a 0,5-1 °C. A quest’ultimo valore corrisponde i quali vi è il rischio di carbonizzazione dell’olio, deformazio-
una diminuzione della capacità frigorifera del sistema intorno ne delle valvole, ecc.
al 4%, alle condizioni tipiche della climatizzazione. Tale rischio sussiste particolarmente per i sistemi frigoriferi
Sul diagramma si è ipotizzata una perdita di carico di 0,2 che lavorano con elevati rapporti di compressione, come
bar che corrisponde ad 1 °C. Il volume specifico del frigori- avviene negli impianti a basse temperature.
geno allo stato di vapore aumenta da 0,0462 m 3/kg a
0,0478 m3/kg. Perdite di carico nella linea di mandata
E, l’aumento del volume specifico, come si è visto, dimi- Il tubo di collegamento tra la mandata del compressore e
nuisce la capacità frigorifera del compressore, diminuendo l’ingresso del condensatore introduce, a propria volta, una
la massa di refrigerante compressa. certa perdita di carico. Anche qui si cerca di limitare l’entità
a un valore di 1 °C. Le perdite di carico nella linea di man-
Comportamento reale del compressore data sono peraltro meno importanti, ai fini delle prestazioni
La temperatura effettiva di scarico del gas dal com- del sistema frigorifero, di quelle nella linea di aspirazione.
pressore differisce da quella corrispondente alla compres- Sul diagramma, nella figura, la perdita di carico nella linea
sione isoentropica, per le inefficienze inevitabili nel funzio- di mandata è rappresentata dal tratto MD.
namento del compressore stesso. In pratica, la temperatu- È evidente che il compressore, per vincere la somma delle
ra effettiva di scarico del gas determina lo scostamento perdite di carico nella linea di aspirazione e di mandata
della curva di compressione reale rispetto alla compressio- dovrà compere un lavoro maggiore, con conseguente più
ne isoentropica adiabatica. elevata richiesta di energia dall’esterno rispetto a una con-
L’equazione che permette di determinarne il valore è la dizione ideale.
seguente:
Valutazione dell’efficienza del
n-1
ciclo frigorifero
Tm = Ta • Pm
Pa( ( n

È evidente l’importanza di valutare con precisione l’efficien-


za del ciclo frigorifero.
dove: Si definisce:
Tm = temperatura di mandata del gas dal compres- • E.E.R. (Energy Efficiency Ratio = rendimento di trasfor-
sore, assoluta °K mazione dell’energia).
Ta = temperatura di aspirazione del gas al compres- Il rapporto tra il calore sottratto all’evaporazione e la poten-
sore, assoluta °K; za elettrica assorbita dal compressore:
Pm/Pa = rapporto di compressione (Pm = pressione di
mandata assoluta; Pa = pressione di aspirazione,
assoluta); QEVAP. Kw
E.E.R. = = = n
n = esponente di compressione. PCOMP. Kw

Il valore di n è ottenuto sperimentalmente da prove sul


compressore.
A titolo indicativo, in Tab 9.1, sono riportati dei valori di n
pubblicati da un costruttore di compressori.

8
IL CICLO FRIGORIFERO

Nel caso di pompa di calore, dove lo scopo del ciclo è Varianti al circuito frigorifero
quello di fornire riscaldamento, si definisce: fondamentale
• C.O.P. (Coefficient of Performance - coefficiente di pre-
stazione) il rapporto tra il calore al condensatore e la
potenza assorbita: Il circuito frigorifero fondamentale, rappresentato nella Fig.
9.4b. può subire in pratica modifiche di carattere diverso
per rispondere ad esigenze specifiche.
Kw
COP = QCOND / P.COMP. = =n
Kw Sistemi di by-pass
I sistemi di by-pass sono spesso impiegati con funzioni dif-
ferenti.
Una schematizzazione delle possibilità e applicazioni più
comuni è la seguente:
1. by-pass del gas caldo (hot gas by-pass)
• per mantenere la pressione di aspirazione al di sopra di
un valore minimo ai bassi carichi termici;

• per mantenere la pressione di condensazione al di sopra


di un valore minimo alle temperature esterne ridotte
(macchine raffreddate ad aria);

2. by-pass del gas freddo


• per mantenere la pressione di aspirazione al di sopra di
un valore minimo ai bassi carichi termici.

By-pass del gas caldo per mantenere


la pressione di aspirazione al di sopra del valore
minimo consentito.
Al ridursi della potenzialità frigorifera richiesta al sistema di
refrigerazione la pressione, e quindi la temperatura di eva-
porazione tende a diminuire, a causa del ridotto volume di
gas frigorigeno prodotto nell’evaporatore. L’intervento dei
dispositivi di protezione (pressostato di bassa pressione)
potrebbe determinare arresti e avviamenti troppo frequenti,
e pericolosi, del compressore. Per evitare tale rischio si
può adeguare l’erogazione di potenza alla domanda.
Questo si effettua con dispositivi di parzializzazione del
compressore, o con altri sistemi. Se, nonostante questi
interventi, la domanda dovesse risultare ancora troppo
ridotta si può procedere in due modi:

• arrestare il compressore per reinserirlo alla successiva


crescita della domanda. In diverse situazioni l’arresto del
compressore non risulta accettabile. Esso può compor-
tare la perdita di controllo dell’umidità relativa ambiente
e, in impianti di processo, intollerabili variazioni della tem-
peratura dei fluidi trattati.

• bypassare del gas ad alta pressione, dalla mandata del


compressore verso il lato a bassa pressione del circuito,
al fine di mantenere a un valore corretto la pressione di
aspirazione. Il by-pass del gas caldo assicura il funziona-
mento continuativo del sistema di refrigerazione e offre
quindi un preciso controllo delle variabili dell’impianto.
Consente di mantenere il flusso di frigorigeno nel quanti-
tativo necessario per il raffreddamento del motore del
compressore ermetico o semiermetico.
Il by-pass del gas caldo può realizzarsi in due soluzioni
diverse, a seconda del punto in cui lo stesso gas caldo

9
CAPITOLO 9

viene reintrodotto nel circuito frigorifero. b. by-pass tra la linea di mandata e l’uscita dell’evapora-
tore vedi Fig. 9.11a.
a. by-pass tra la linea di mandata e l’ingresso dell’eva- Questo sistema generalmente si applica quando si
poratore, a valle della valvola di espansione termostatica, vogliono limitare le perdite di pressione all’interno dell’e-
prima dell’eventuale distributore vedi Fig. 9.10a vaporatore.

Fig. 9.10a
Fig. 9.11a
Questo sistema impone un carico fittizio sull’evaporato-
re, provocando l’apertura della valvola di espansione ter- Si realizza, in pratica, come nel caso precedente. Sul
mostatica, per effetto dell’aumento del surriscaldamento diagramma pressione entalpia in Fig. 9.11b, il processo
che si produce all’uscita dell’evaporatore stesso. Viene è rappresentato dal tratto NO.
così assicurata la corretta velocità del gas entro l’evapo-
ratore e il ritorno dell’olio al compressore.
Con riferimento sempre al circuito in Fig. 9.10a, quando
la pressione di aspirazione scende al valore di taratura, la
valvola A inizia ad aprire producendo il by-pass del gas
caldo. Con il risalire della pressione di aspirazione al limi-
te superiore del valore di taratura, la valvola chiude.
PRESSIONE

Sul diagramma pressione-entalpia (Fig. 9.10b) il proces- A' N D


so è rappresentato dal tratto NO. Si rileva l’innalzamento
che si produce nella pressione di evaporazione
O

B C'

ENTALPIA
PRESSIONE

A' N D Fig. 9.11b

By-pass del gas freddo per mantenere costante


O Z
la pressione di aspirazione
B C' Rappresenta una variante dei sistemi precedenti e prevede
l’adduzione di limitati quantitativi di gas freddo (dal ricevito-
re) all’uscita dell’evaporatore. Vedi Fig. 12.
A causa della ridotta pressione, il liquido evapora istanta-
ENTALPIA neamente e riporta la pressione di aspirazione al valore
corretto. La sua realizzazione è analoga nel principio a
Fig. 9.10b quella descritta per i casi precedenti.

10
IL CICLO FRIGORIFERO

A
B
RICEVITORE
RICEVITORE
A

Fig. 9.12 Fig. 9.13

Esso può coesistere con i sistemi precedenti. Tutti i sistemi scende al di sotto del valore di taratura della valvola A,
di by-pass per il controllo della pressione di aspirazione questa inizia a chiudere producendo un graduale allaga-
non costituiscono dei reali metodi di regolazione della mento dei tubi del condensatore. Al tempo stesso si pro-
capacità frigorifera, bensì un mezzo per mantenere a un duce la riduzione della pressione nel ricevitore, a un valore
valore costante la pressione di aspirazione. Devono di inferiore a quello di taratura della valvola B sul by-pass.
norma venire impiegati in unione a sistemi di controllo sulle Pertanto, il gas caldo del compressore accede direttamen-
centrali di trattamento d’aria. Inoltre può essere richiesto te entro il ricevitore, ristabilendone la pressione.
l’impiego di sistemi di controllo della pressione di conden- Quando, per effetto dell’allagamento del condensatore, la
sazione, data la minor portata di gas circolata. In generale, pressione, al suo interno, si ristabilisce, la valvola A apre e
l’applicazione di questi sistemi può essere consigliabile la B chiude, ristabilendo le condizioni iniziali di svolgimento
sulle macchine monocompressore. Non lo è sulle unità del ciclo.
con compressori multipli.
Il consumo energetico è piuttosto elevato dovendo mante- Compressori multipli in parallelo su un medesi-
nere in moto il compressore in modo continuo. mo circuito frigorifero
È questa una soluzione oggi ampiamente applicata che
By-pass del gas caldo per il controllo della pres- presenta una serie di vantaggi. Nello schema in Fig. 9.14 è
sione di condensazione riportato un tipico circuito frigorifero nel quale sono inseriti
Nelle macchine con condensatori raffreddati ad aria, il due compressori in parallelo. Essi hanno in comune il con-
ridursi della temperatura esterna comporta una diminuzio- densatore e l’evaporatore tra i quali mantengono la circola-
ne intollerabile della pressione di condensazione. Infatti, se zione del fluido frigorigeno. Se i compressori sono di ugual
tale pressione scende al di sotto di un valore minimo, non grandezza ciascuno mantiene in circolazione la metà della
è assicurato il necessario flusso di frigorigeno all’evapora- portata di frigorigeno. Quando la domanda di potenzialità
tore e si produce quindi una riduzione di potenzialità. Negli si riduce del 50%, uno dei due compressori viene arrestato
impianti di tipo “split system”, con linee molto lunghe, esi- e, per conseguenza, si dimezza la portata di frigorigeno in
ste il rischio di cambiamento di stato, del frigorigeno, con circolo.
formazione di gas per effetto della caduta di pressione. Questa portata dimezzata di frigorigeno continua, tuttavia,
Per prevenire tali anomalie, si effettua un parziale allaga- ad usufruire dell’intera superficie di scambio termico del
mento della batteria del condensatore riducendone la condensatore ed evaporatore.
superficie effettiva di scambio termico, in modo da mante- In pratica è come se per fornire la potenzialità richiesta le
nere la pressione di condensazione al valore previsto. A superfici degli scambiatori di calore fossero aumentate del
questo scopo si applica una forma di by-pass del gas 200%, rispetto ai valori di progetto.
caldo, come indicato in Fig. 9.13. Tale situazione è molto positiva, infatti, come si è visto nella
Sull’uscita del condensatore è posta una valvola limitatrice precedente equazione (2), un aumento delle superfici di
(A) tarata per mantenere la pressione di condensazione ad scambio termico produce una diminuzione della differenza
un certo valore. di temperatura tra i fluidi.
Tra la mandata del compressore e l’ingresso del ricevitore In pratica, a parità di altre condizioni si produce una ridu-
è effettuato il by-pass con interposta una valvola di non zione della temperatura di condensazione di 3-5 °C e un
ritorno (B). Quando la pressione entro il condensatore aumento della temperatura di evaporazione di 1,5-3 °C. Il

11
CAPITOLO 9

con maggiore frequenza negli impianti di climatizzazione.


Essa offre sostanziali risparmi di energia, rispetto ad altre
CONDENSATORE soluzioni, e trova oggi ampio consenso.

Anomalie nel funzionamento


del ciclo frigorifero
Si è considerato finora un funzionamento del circuito frigo-
COMPRESSORI rifero privo di anomalie. nella realtà spesso intervengono
una serie di cause che, in misura maggiore o minore, ne
alterano o modificano lo svolgimento. Senza affrontare gli
aspetti di natura meccanica od elettrica delle anomalie
EVAPORATORE possibili, si intende solo dimostrare la loro influenza sullo
svolgimento del ciclo.
Vengono esaminati di seguito:
Fig. 9.14 1. effetti dovuti a insufficiente carica di frigorigeno;
2. effetti dovuti ad aria nel circuito;
risultato è un maggior effetto utile del ciclo, con E.E.R. più 3. effetti dovuti a pressione di condensazione eccessiva;
elevato. Infatti ogni °C di riduzione della temperatura di 4. effetti dovuti a perdite di carico eccessive nella linea di
condensazione produce un aumento della capacità del aspirazione.
sistema intorno al 2% e, ogni °C di aumento della tem-
peratura di evaporazione produce un aumento di capacità Effetti dovuti a insufficiente carica di frigorigeno
del 5%; entrambi a parità di potenza assorbita. In queste condizioni il frigorigeno nel compensatore non
Sul diagramma pressione-entalpia in Fig. 9.15 sono ripor- riesce a passare completamente allo stato liquido, prima di
tati i due cicli di funzionamento. accedere nella valvola di regolazione. Si riduce perciò l’ef-
Il ciclo all’esterno è per entrambi i compressori in funzione, fetto frigorifero netto ottenibile, come può vedersi sul dia-
quelli all’interno per il funzionamento di uno solo di essi. gramma pressione-entalpia in Fig. 9.16.
Si rileva come migliori l’effetto frigorifero (per il diminuire del
volume specifico del gas aspirato) e diminuisca l’equivalen-
te termico del lavoro di compressione. Aumenta perciò
l’effetto utile, o E.E.R. del ciclo.
La soluzione con due o più compressori in parallelo, su un
medesimo circuito, offre un comportamento particolarmente
favorevole ai carichi termici parziali che, com’è noto si presenta
PRESSIONE

A' E D

B F C'

∆H
PRESSIONE

AP cond
A' D
M P ENTALPIA

N EF = Espansione anticipata per effetto d'aria dentro il circuito


O ∆H = Perdita d'effetto frigorifero utile
B C'
AP evap
Fig. 9.16

Inoltre, poiché del vapore riesce a passare attraverso la val-


ENTALPIA vola, questa perde, in certa misura, la capacità di controllo.
Il quantitativo di refrigerante che deve passare attraverso
A'BC'D = Ciclo frigorifero con entrambi i compressori funzionanti
in parallelo un orifizio è molto inferiore se all’ingresso si trova allo stato
MNOP = Ciclo frigorifero con un solo compressore in funzione. gassoso anzichè liquido.
Si usufruisce di una riduzione della pressione Avviene di conseguenza che la quantità di frigorigeno nel-
di condensazione e di un aumento della pressione
di evaporazione.
l’evaporatore possa risultare insufficiente, determinando
una riduzione eccessiva della pressione di evaporazione.
Infine, il passaggio di vapore ad alta velocità attraverso la
Fig. 9.15 valvola provoca un’usura accelerata della stessa.

12
IL CICLO FRIGORIFERO

Effetti dovuti ad aria nel circuito


L’aria che entra nel sistema tende a portarsi verso il punto
a pressione più elevata, il condensatore. Qui produce un
aumento della pressione totale. In presenza di aria il frigori-
geno condensa comunque alla pressione di progetto ma,
F E
ad essa si somma la pressione dell’aria. Vedi Fig. 9.17.

PRESSIONE
A'
D
∆P

PRESSIONE TOTALE B C' ∆H2


F E
PRESSIONE

A' PRESSIONE FRIGORIGENO


D ∆H1
∆P
ENTALPIA
∆P = Aumento della pressione di condensazione
B C' AH ∆H1 = Riduzione dell'effetto frigorifero netto
∆H2 = Aumento dell'equivalente termico del lavoro di compressione

Fig. 9.18
ENTALPIA
gettazione o a fatti accidentali (deformazione del tubo di
DE = Prolungamento della fase di compressione per vincere
la pressione aggiuntiva dovuta alla aria del circuito aspirazione, intasamento del filtro meccanico sul gas frigo-
AH = Equivalente termico del lavoro di compressione in più dovuto rigeno, ecc.). Esse producono una riduzione della pressio-
all'aria ne di aspirazione. Vedi Fig. 9.19
DP = Differenza di pressione dovuta all'aria
In conseguenza il compressore aspirerà un quantitativo di
frigorigeno, in peso, inferiore a quello di progetto perché
Fig. 9.17 con volume specifico più elevato e, quindi, manterrà in cir-
colo una portata oraria (ponderale) più ridotta.
Pertanto, il compressore è forzato ad esercitare una pressio- La potenzialità frigorifera del sistema verrà quindi a decre-
ne di mandata superiore a quella di progetto, per spingere il scere. (Questo non appare nel diagramma poiché il ciclo è
gas entro il condensatore. Ciò aumenta, ovviamente, il lavoro comunque riferito a un kg di frigorigeno).
di compressione e la richiesta di energia dall’esterno. Aggrava la situazione il fatto che per l’accresciuto volume
Viene ad aumentare altresì la temperatura di fine compres- specifico, il gas, subisce un più spiccato aumento di tem-
sione del gas con i potenziali problemi già accennati. peratura durante la fase di compressione e lascia il com-
pressore a valori che possono risultare pericolosi.
Effetti dovuti a pressione di condensazione Un rischio ulteriore si verifica nei compressori semiermetici
eccessiva
Un aumento della pressione di condensazione può deter-
minarsi per cause svariate. (Nelle macchine ad aria: ostru-
zioni della batteria del condensatore; ricircoli d’aria; pas-
saggio di fumi o scarichi d’aria calda attraverso la batteria;
guasto di ventilatori; aumento eccessivo della temperatura
PRESSIONE

esterna, ecc. Nelle macchine ad acqua: insufficiente porta-


A' D F
ta d’acqua attraverso il condensatore; incrostazioni inter-
ne; funzionamento della torre di raffreddamento in condi-
zioni improprie; ecc. Per entrambi i tipi: errato e insufficien-
C'
te dimensionamento del condensatore).
B
L’aumento della temperatura di condensazione produce
una riduzione dell’effetto frigorifero e un aumento del lavo- E ∆H
∆P
ro di compressione con richiesta maggiore di energia dal-
l’esterno. Vedi Fig. 9.18.
ENTALPIA
Inoltre si ha una crescita della temperatura di fine com-
pressione del gas. L’effetto utile del ciclo diminuisce in ∆P = Riduzione della pressione di sapirazione dovuta alla perdita
modo drastico in queste condizioni. di carico sulla linea
E = Inizio della fase di compressione per effetto della perdita di carico
F = Termine della fase di compressione per effetto della perdita di carico
Effetti dovuti a perdite di carico eccessive nella ∆H = Maggiorazione dell'equivalente termico del lavoro di compressione
linea di aspirazione
Eccessive perdite di carico possono imputarsi a errata pro- Fig. 9.19

13
CAPITOLO 9

(o ermetici): sempre per l’aumento del proprio volume spe- HC = 315 Kj/Kg
cifico il frigorigeno aspirato non risulta più in grado di raf- • C1 t vapore surriscaldato = 4,1 + 8 = 12,1°C
freddare adeguatamente il motore, che può quindi subire HC1 = 322 Kj/Kg
la bruciatura degli avvolgimenti. VC1 = 0,049 m3/Kg

Effetto frigorifero con vapore surriscaldato


Ciclo frigorifero con miscele
non azeotropiche
HC1 - HB = 322 - 144 = 178 Kj/Kg.
La rappresentazione del ciclo frigorifero in un diagramma
pressione-entalpia relativo ad un refrigerante non azeotro-
pico è identica a quella appena vista per un fluido ad un Effetto frigorifero per ogni metro cubo aspirato dal com-
solo componente come l’R22. pressore
Occorre però fare attenzione alla lettura di alcune grandez-
ze per tenere conto del fenomeno “Glide”, caratteristico di
queste miscele: la temperatura durante la fase di evapora- 178
____ Kj Kg Kj
= __ • __ = 3633 __ (R407c)
zione e di condensazione non rimane costante, ma va 0,049 Kg m 3 m3
aumentando durante l’evaporazione e diminuendo durante
la condensazione.
Ipotizzando che il ciclo frigorifero lavori alle stesse pressioni di L’effetto frigorifero per ogni metro cubo aspirato dal com-
evaporazione e di condensazione dell’esempio riportato nelle pressore nell’esempio con R22 era pari a:
pagine precedenti relativo ad R22, pur impiegando R407c:

Pressione di condensazione = 15,3 bar a 169


______ Kj
= 3658 __ (R22)
Pressione di evaporazione = 53 bar a 0,0462 m3

Aiutandoci con il diagramma pressione entalpia dell’R407


e la tabella pressione-temperatura inseriti nel capitolo 8, i Dal confronto tra questi 2 valori teorici con R407c ed R22
punti più significativi del ciclo assumono le seguenti gran- risulta che a parità di pressione di evaporazione e di pres-
dezze: (vedi anche Fig. 9.20) sione di condensazione l’effetto frigorifero per unità di volu-
me aspirato è molto simile tra i due diversi refrigeranti.
Quando però si confronta il ciclo frigorifero reale occorre
Ciclo frigorifero con R 407c considerare anche il diverso comportamento degli scam-
biatori di calore con i due diversi fluidi in considerazione
anche del “Glide” e dell’influenza dei diversi oli utilizzati
(minerale per R22, estere con R407c).
PRESSIONE ASSOLUTA bar

A' A 39,8°C E D
34,5°C
+12,1°C
+4,1°C
C V = 0,049 m3/kg
C'
B' B -2,3°C

HB ENTALPIA Kj/kg HC HC'


144 315 322

Fig. 9.20

•A PCOND = 15,3
t liquido = 34,5°C
• A1 Sottoraffreddamento = 6°C
t liquido sottoraffreddato = 34,5 - 6 = 28,5°C
HA1 = 144 Kj/Kg
• B HB = HA1 = 144 Kj/Kg
• B1 t liquido B1 = -2,3°C
• C t vapore = + 4,1°C

14
IL CICLO FRIGORIFERO

Appendice - definizioni Anche il calore latente di vaporizzazione nel S.I. si misura


in Joule/kg.
Pressioni
La pressione viene definita come una forza per unità di Entalpia
superficie ed è espressa nel sistema tecnico in chilogram- Costituisce la quantità di calore contenuta in 1 kg di una
mi per centimetro quadrato (kg/cm2). data sostanza ad una data temperatura. L’entalpia aumen-
Pressione è la forza esercitata da un liquido sulle pareti del ta con l’aumentare della temperatura e diminuisce con il
recipiente che lo contiene (ad esempio). pressione è pure la diminuire di questa.
forza esercitata da un gas sulle pareti di un cilindro. Ad esempio, per l’R22 l’entalpia del liquido a 0 °C e di 100
Pressione è anche la forza esercitata dagli strati d’aria sopra kcal/kg, mentre quella del vapore a +40 °C è di 152,12
di noi sulle superfici che ci circondano: essa è detta pressio- kcal/kg.
ne atmosferica e, al livello del mare vale 1,033 kg/cm2. Nel S.I. l’entalpia si misura in Joule/kg.
La pressione ha un’importanza fondamentale nello svolgi-
mento dei cicli frigoriferi. Il comportamento dei fluidi impie- Volume specifico
gati nella refrigerazione viene profondamente influenzato Il volume specifico di una sostanza costituisce il volume
dalla pressione e dalla temperatura. La pressione viene occupato da 1 kg della stessa, a definite condizioni di tem-
misurata mediante il manometro: le sue indicazioni corri- peratura e pressione. Ad es., il volume specifico dell’R22
spondono ai valori effettivi al di sopra della pressione allo stato di vapore, a 0 °C, è di 0,0471 m3/kg; mentre a -
atmosferica (che è posta uguale a zero). Vengono pertanto 18 °C è di 0,0864 m3/kg.
detti Bar relativi i valori di pressione indicati dal manome-
tro. Vengono invece detti Bar assoluti i valori di pressione Temperatura di saturazione
relativi sommati alla pressione atmosferica. Le condizioni di temperatura e pressione alle quali posso-
Pertanto i valori Bar assoluti corrispondono a: valori Bar no esistere simultaneamente liquido e vapore sono dette di
relativi più un bar. Nel sistema tecnico è comune l’impiego saturazione. Un liquido, o vapore, saturo si trova al punto
del mm o m di colonna d’acqua (m C.A.). di ebollizione. La temperatura di saturazione aumenta con
l’aumentare della pressione e diminuisce con il diminuire di
Calore specifico questa.
Il calore specifico di una sostanza rappresenta la quantità
di calore necessaria per elevare di 1 °C la temperatura di 1 Vapore surriscaldato
kg della sostanza medesima. Il calore specifico dell’acqua Dopo la trasformazione di un liquido in vapore ogni ulterio-
è di 1 kcal/kg. Invece, per sostanze diverse questo valore re somministrazione di calore produce solo un aumento di
cambia anche notevolmente. Ad es. per l’alluminio il calore temperatura fin tanto che rimane costante la pressione alla
specifico è di 0,21 kcal/kg, mentre per l’alcool è di 0,60 quale il vapore è sottoposto. L’aumento di temperatura
kcal/kg. Nel S.I. il calore specifico si misura in Joule/kg. che si produce corrisponde a calore sensibile.
Il termine di vapore surriscaldato sta ad indicare un gas la
Calore latente di fusione cui temperatura è superiore al proprio punto di ebollizione
Il calore latente di fusione di una sostanza rappresenta il o saturazione.
quantitativo di calore necessario per provocare il passag-
gio dallo stato solido allo stato liquido di 1 kg della sostan- Liquido sottoraffreddato
za medesima, a temperatura costante. Nel caso del ghiac- Si definisce liquido sottoraffreddato ogni liquido che si trovi
cio d’acqua, ad es., il calore latente di fusione è di 80 a temperatura inferiore a quella di saturazione corrispon-
kcal/kg. Durante la fusione si ritiene che la temperatura dente alla medesima pressione a cui è sottoposto.
rimanga a 0 °C e la pressione sia quella atmosferica. Nel Nel caso dell’acqua, ad es., a pressione atmosferica, la
S.I. il calore latente di fusione si misura in Joule/kg. temperatura di saturazione (o ebollizione) è di 100 °C. Alla
stessa pressione, per ogni valore di temperatura inferiore a
Calore latente di vaporizzazione 100 °C, l’acqua potrebbe essere detta “sottoraffreddata”.
Il calore latente di vaporizzazione di una sostanza rappre-
senta il quantitativo di calore da fornire per provocare il
passaggio di 1 kg, di una data sostanza, dallo stato liquido
allo stato di vapore.
Una sostanza passa dallo stato liquido a quello di vapore
assorbendo calore. nella refrigerazione questo calore viene
fornito dal fluido da raffreddare (acqua o aria o soluzioni
incongelabili).
Il fenomeno del cambiamento di stato rappresenta la chia-
ve di volta dei sistemi di refrigerazione meccanica. Ad es.,
il calore latente di vaporizzazione dell’R22 è di 53,47
kcal/kg e, dell’R12 è di 38,96 kcal/kg (misurati nel sistema
tecnico).

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