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Il matematico impertinente

di Piergiorgio Odifreddi
professore ordinario di logica matematica all’Università di Torino
e visiting professor alla Cornell University di Ithaca (New York)

Aurea soliditas
Viaggio nel mondo della proporzionalità aurea, dai Pitagorici ai giorni nostri

I
n una delle sue Odi, la decima del secondo libro, Orazio Il secondo modo è la soluzione originale del problema, pubbli-
propone come ideale di vita l’aurea mediocritas. L’espres- cata dopo tre anni sulla rivista da Jan Van de Craats. Questa volta
sione non va tradotta come «aurea mediocrità», ma come si considerano due triangoli opposti, aventi uno lati a e b, e l’altro
«proporzionalità aurea», ed è stata introdotta in Occidente lati a + b e a, e si nota che sono simili. Infatti una coppia di ango-
dai Pitagorici. In Oriente, invece, la cosiddetta «regola au- li è opposta al vertice in comune. E le altre due coppie sono uguali
rea» appartiene alla tradizione sia buddhista sia confuciana. Men- per la Proposizione iii.21 di Euclide, secondo cui angoli alla circon-
tre nell’etica la proporzione aurea si riduce a un vago «giusto mez- ferenza che insistono su uno stesso arco sono uguali. La propor-
zo», in matematica si manifesta in modo più preciso e meno banale. zionalità aurea fra a e b deriva allora dalla proporzionalità dei lati
I Pitagorici la definirono come la divisio- dei due triangoli simili.
ne di una grandezza in due parti a e b, tali Benché pubblicata da Coxeter, la nuo-
che il rapporto fra l’intera grandezza a + b va costruzione della proporzione au-
e la sua parte aurea a è uguale al rapporto rea era stata trovata da George Odom,
fra la parte aurea a e la parte rimanente b. a un artista che negli anni sessanta ave-
In formule, (a + b)/a = a/b. O, equivalente- va raggiunto un certo successo costruen-
mente, (a + b) × b = a × a. b a b do macchine luminose a fibre ottiche. Do-
L’esempio più significativo scoperto dai po essere caduto in depressione, dai primi
Pitagorici fu il rapporto fra la diagonale e anni ottanta Odom vive internato nel
il lato del pentagono regolare. E poiché la a manicomio di Poughkeepsie, nello Sta-
proporzione aurea interviene nella strut- to di New York, e i suoi soli contatti con
tura del pentagono regolare, per costrui- il mondo esterno li ha avuti scrivendo a
re quest’ultimo bisogna saper costruire la Coxeter e a un frate francescano.
prima. La cosa non è difficile, ma non è Oltre che nel triangolo equilatero,
neppure banale, e le Proposizioni ii.11 e Odom ha trovato occorrenze della pro-
vi.30 degli Elementi di Euclide mostrano porzione aurea in due solidi regolari in-
come farlo in due maniere complementa- scritti in una sfera. Nel tetraedro, nel seg-
ri: dividendo un segmento dato in propor- mento che passa per i punti medi di due
zione aurea, ed estendendo un segmento lati adiacenti e interseca la sfera. E nel
dato in proporzione aurea. cubo, nel segmento che passa per i pun-
Sorprendentemente, i Greci mancaro- ti medi di due facce adiacenti e interse-
no però la più semplice costruzione della ca la sfera (figura in basso). E il risulta-
proporzione aurea. Quella cioè pubblica- to sul triangolo equilatero inscritto in un
ta nel 1983 sull’«American Mathematical cerchio non è altro che un modo diverso
Monthly» da Donald Coxeter in un dia- di guardare a quello sul tetraedro inscritto
gramma con un’unica parola di commen- in una sfera, tagliando quest’ultimo con
to: Behold!, «Voilà!». Il diagramma mo- un piano passante per una faccia.
strava un triangolo equilatero inscritto in In questo modo scopriamo che la pro-
un cerchio, e una parallela alla base pas- porzione aurea compare in tutti i soli-
sante per i punti medi degli altri due lati: di regolari. Ovviamente nel dodecaedro,
la parte a dentro il triangolo è in propor- a causa delle sue facce pentagonali. E
zione aurea con la parte b fuori di esso, nell’icosaedro, per dualità, perché i pun-
ma dentro il cerchio (figura in alto). ti medi delle facce di un dodecaedro non
Per convincersene, ci sono almeno due modi diversi. Il primo sono altro che i vertici di un icosaedro. Ma anche, più sorpren-
fa appello alla Proposizione iii.35 di Euclide, il cosiddetto teorema dentemente, nel tetraedro e nel cubo, per i risultati ottenuti da
delle due corde: se due corde di un cerchio si intersecano, il pro- Odom. E nell’ottaedro, per dualità, perché i punti medi delle fac-
dotto delle loro parti è costante. Nel caso in questione, le due cor- ce di un cubo non sono altro che i vertici di un ottaedro. Il che ci
de sono un lato del triangolo equilatero, diviso in due parti ugua- fornisce una nuova conferma del fatto che i cinque solidi platonici
li di lunghezza a, e la corda parallela alla base, divisa in due parti costitui­scono un esempio aureo, e tutt’altro che mediocre, di pro-
di lunghezza a + b e b. porzionalità matematica.

20  Le Scienze 526  giugno  2012