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Documento contenuto nel prodotto UNIEDIL IMPIANTI edizione 2005-1.

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Impianti di riscaldamento centralizzati


NORMA Ripartizione delle spese di riscaldamento UNI 10200
ITALIANA

MARZO 2005

Centralized heating systems


Heating costs sharing

La norma fornisce i principi e le indicazioni per la ripartizione delle


spese in funzione dei consumi di calore di ogni utenza negli
impianti di riscaldamento e produzione di acqua centralizzati.

TESTO ITALIANO

La presente norma è la revisione della UNI 10200:1993.

ICS 17.200.10; 91.140.10

UNI © UNI
Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
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20133 Milano, Italia www.uni.com

UNI 10200:2005 Pagina I


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PREMESSA
Rispetto all’edizione precedente, sono state apportate modifiche ai
seguenti punti: 2, 6.1.1.2, 7.3, 8.3, appendice A. Le appendici B, C e
D sono diventate normative e sono state modificate nei contenuti.
La presente norma è stata elaborata sotto la competenza dell’ente
federato all’UNI
CTI - Comitato Termotecnico Italiano

La Commissione Centrale Tecnica dell’UNI ha dato la sua approva-


zione il 25 novembre 2004.

La presente norma è stata ratificata dal Presidente dell’UNI, con de-


libera dell’8 febbraio 2005.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terrà in considerazione per l’eventuale revisione della norma stessa.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o
di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso
dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI corrispondenti alle
norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

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INDICE

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1

3 TERMINI, DEFINIZIONI, GRANDEZZE, SIMBOLI E UNITÀ DI MISURA 1


prospetto 1 Grandezze e relativi simboli e unità di misura .................................................................................... 2

4 CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI 2


4.1 Impianti muniti di dispositivi di contabilizzazione del calore .............................................. 2
4.2 Impianti privi di apparecchiature di contabilizzazione del calore .................................... 3

5 COMPOSIZIONE DELLA SPESA PER IL RISCALDAMENTO 3


5.1 Generalità...................................................................................................................................................... 3
5.2 Componente energetica ........................................................................................................................ 3
5.3 Componente gestionale ........................................................................................................................ 3

6 DETERMINAZIONE DEL COSTO DI PRODUZIONE DEL CALORE 3


6.1 Produzione del calore utile con generatore di calore ............................................................ 3
6.2 Calore utile da reti di teleriscaldamento ....................................................................................... 4

7 CRITERI DI RIPARTIZIONE 4
7.1 Quota di spesa per consumo ............................................................................................................. 4
7.2 Quota di spesa per potenza termica impegnata ...................................................................... 4
7.3 Impianti muniti di dispositivi di contabilizzazione..................................................................... 4
7.4 Impianti privi di dispositivi di contabilizzazione ......................................................................... 5

8 COMPUTO DELLA SPESA 5


8.1 Quota singola di spesa per consumo ............................................................................................ 5
8.2 Spesa totale per consumi SC............................................................................................................. 5
8.3 Spesa complessiva totale per potenza impegnata, SP ....................................................... 5
8.4 Quota di spesa individuale per potenza impegnata, sp i ..................................................... 5
8.5 Spesa totale di utenza t i....................................................................................................................... 6

9 CASI ANOMALI E MISURE INATTENDIBILI 6

10 MANOMISSIONI 6

11 MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI CONTABILIZZAZIONE 6

12 INFORMAZIONI AGLI UTENTI 6

APPENDICE A DETERMINAZIONE DELLA POTENZA TERMICA DELL'IMPIANTO DI


(normativa) UTILIZZAZIONE AI FINI DELLA RIPARTIZIONE DELLE SPESE DI
RISCALDAMENTO 7
prospetto A.1 Valori di C per diversi corpi scaldanti ................................................................................................... 8
prospetto A.2 Emissione delle tubazioni .......................................................................................................................... 9

APPENDICE B DETERMINAZIONE DEI CONSUMI PER IL RISCALDAMENTO DI ACQUA


(normativa) PER UTILIZZI IGIENICO-SANITARI E RELATIVI COSTI 10

APPENDICE C NOTE PER LA CORRETTA APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI


(normativa) RIPARTIZIONE 11
C.1 Principio di ripartizione ........................................................................................................................ 11
C.2 Conseguenze ........................................................................................................................................... 11
figura C.1 Schema di bilancio energetico .............................................................................................................. 12

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APPENDICE D NOTE RELATIVE AD ALCUNE APPARECCHIATURE ESISTENTI 14


(normativa)
D.1 Contatore di calore conforme alla UNI EN 1434-6 .............................................................. 14
D.2 Contatore di calore indiretto (o ripartitore di calore) conforme alla UNI EN 834........ 14

BIBLIOGRAFIA 16

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1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma fornisce i principi e le indicazioni per la ripartizione delle spese in
funzione dei consumi di calore di ogni utenza, al fine di incentivare la razionalizzazione
dei consumi e la riduzione degli sprechi, salvaguardando comunque la qualità della vita.
La presente norma si applica agli impianti di riscaldamento e produzione di acqua
centralizzati, per la ripartizione delle spese di ogni utenza.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in
altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e
sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o
revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente
norma come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l'ultima edizione
della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).
UNI 10347 Riscaldamento e raffrescamento degli edifici - Energia termica
scambiata tra una tubazione e l'ambiente circostante - Metodo di
calcolo
UNI 10348 Riscaldamento degli edifici - Rendimento dei sistemi di
riscaldamento - Metodo di calcolo
UNI EN 442-2 Radiatori e convettori - Parte 2: Metodi di prova e valutazione
UNI EN 832 Prestazione termica degli edifici - Calcolo del fabbisogno di
energia per il riscaldamento - Edifici residenziali
UNI EN 834 Ripartitori dei costi di riscaldamento per la determinazione del
consumo dei radiatori - Apparecchiature ad alimentazione
elettrica
UNI EN 1434-6 Contatori di calore - Parte 6: Installazione, messa in servizio,
controllo e manutenzione

3 TERMINI, DEFINIZIONI, GRANDEZZE, SIMBOLI E UNITÀ DI MISURA


Ai fini della presente norma si applicano i termini e le definizioni seguenti.

3.1 apparecchiature di misura della quantità di calore: Apparecchiature che consentono il


rilevamento diretto delle grandezze utilizzabili nei calcoli di ripartizione.

3.2 apparecchiature di ripartizione: Apparecchiature che consentono il rilevamento indiretto


delle grandezze utilizzabili nei calcoli di ripartizione.

3.3 calore utile: Calore disponibile all'uscita della caldaia o in prossimità dello scambiatore o
comunque nel punto di misura centralizzato.

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prospetto 1 Grandezze e relativi simboli e unità di misura

Grandezza Simbolo Unità di misura


Spesa per l'acquisto del combustibile o del calore A Euro
Spesa per l'energia elettrica consumata per il funzionamento del bruciatore, delle pompe, dell'eventuale B Euro
preriscaldamento del combustibile e di altri servizi di centrale
Componente energetica della spesa di riscaldamento E Euro
Spesa per la conduzione e manutenzione ordinaria M Euro
Spesa per la gestione del servizio di contabilizzazione del calore e di ripartizione della spesa di riscaldamento C Euro
Spesa di ammortamento relativa al periodo considerato (ove prevista) R Euro
Componente gestionale della spesa di riscaldamento G Euro
Spesa totale di riscaldamento T Euro
Costo unitario del calore utile disponibile all'uscita della caldaia o in prossimità dello scambiatore o comunque nel U Euro/MJ
punto di misura centralizzato
Costo unitario dell'energia termica fornita, riferito alla tariffa con formula monomia e binomia UB Euro/MJ
Quantità di combustibile consumato in un determinato periodo di tempo al quale è riferito il calcolo Gc kg o m2
Potere calorifico inferiore del combustibile Pc MJ/kg o MJ/m3
Quantità di energia elettrica consumata in un determinato periodo di tempo a cui è riferito il calcolo Ge MJ
Quantità di calore utile prodotta o acquistata in un determinato periodo di tempo a cui è riferito il calcolo Q MJ
Rendimento medio stagionale in un determinato periodo di tempo a cui è riferito il calcolo (i valori convenzionali ηs %
tabulati sono riferiti all'intera stagione)
Quota di spesa addebitabile ad ogni utente per il consumo individuale per il riscaldamento degli ambienti e per il sc i Euro
riscaldamento dell'acqua calda
Quantità di calore acquistata Q' MJ
Costo unitario ridotto del calore utile U' Euro/MJ
Percentuale minima di spesa fissa (deliberata dall'assemblea di condominio) P %
Energia complessivamente consumata dall'utente per il riscaldamento degli ambienti e dell'acqua calda (espressa CO i MJ
in unità di ripartizione del consumo UR)
Spesa complessiva per consumi di riscaldamento degli ambienti e dell'acqua calda SC Euro
Spesa complessiva per potenza impegnata SP Euro
Spesa individuale per potenza impegnata sp i Euro
Frazione millesimale di potenza installata QM i %
Spesa totale di utenza ti Euro

4 CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI


Ai fini della presente norma gli impianti di riscaldamento possono essere classificati come
di seguito indicato.

4.1 Impianti muniti di dispositivi di contabilizzazione del calore


In questi impianti l'utente determina il consumo di calore mediante azione sugli organi di
regolazione, muniti eventualmente di programmazione.
I dispositivi di contabilizzazione misurano direttamente, o indirettamente tramite
apparecchiature di misura o di ripartizione, le quantità di calore del proprio impianto
prelevate da ogni utenza.
La possibilità di regolare l'erogazione del calore mediante valvole manuali o termostatiche
sui singoli corpi scaldanti è subordinata al tipo di impianto termico e di contabilizzazione.

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4.2 Impianti privi di apparecchiature di contabilizzazione del calore


In questi impianti il calore utile prodotto dal generatore si distribuisce alle singole utenze
in proporzione alla quantità di corpi scaldanti installati in ognuna di esse (potenza termica
installata) e l'utente non ha modo di incidere sulla sua erogazione in maniera
quantificabile.
Infatti per questo tipo di impianto le valvole manuali o termostatiche di cui possono essere
muniti i corpi scaldanti non sono considerati in quanto il loro effetto non è valutabile.

5 COMPOSIZIONE DELLA SPESA PER IL RISCALDAMENTO

5.1 Generalità
La spesa per il riscaldamento è quella occorrente per l'acquisto o la produzione
(componente energetica) e la distribuzione agli utenti (componente gestionale), di calore
utile:
- per il riscaldamento degli ambienti,
- per la produzione di acqua calda.
La spesa totale di riscaldamento è data da:
T=E+G

5.2 Componente energetica


La componente energetica della spesa di riscaldamento è data da:
E=A+B

5.3 Componente gestionale


La componente gestionale della spesa di riscaldamento è data da:
G=M+C+R
Qualora esistano particolari accordi in proposito si potrà considerare anche la spesa di
ammortamento relativa al periodo considerato R.
Sono escluse dal computo le spese straordinarie, quali la sostituzione della caldaia, la
sostituzione dei radiatori, la trasformazione dell'impianto per renderlo conforme alle
norme vigenti, in quanto spese della proprietà.

6 DETERMINAZIONE DEL COSTO DI PRODUZIONE DEL CALORE

6.1 Produzione del calore utile con generatore di calore


Il costo unitario del calore utile disponibile all'uscita della caldaia si determina, per un
determinato periodo, come segue:
E
U = -----------------------------------------------------
G c ⋅ P c ⋅ η s + 0,8 G e
dove:
0,8 è la frazione convenzionale di energia elettrica convertita in calore utile.
Qualora non siano disponibili dati specifici di Pc, relativi al combustibile utilizzato, possono
essere utilizzati i valori seguenti:
Gasolio 42,8 MJ/kg
Olio combustibile 41,4 MJ/kg
Per i gas è necessario richiedere il valore medio del potere calorifico inferiore nelle
condizioni di temperatura e pressione di fornitura all'ente distributore (l'analisi di un
campione non è sufficientemente indicativa in quanto per alcuni gas la composizione può
variare entro limiti molto ampi).

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Per i combustibili solidi si possono assumere i seguenti valori indicativi:


Antracite 31,3 MJ/kg
Coke 28,1 MJ/kg
Legna da ardere 11,9 MJ/kg

6.1.1 Determinazione del rendimento medio stagionale


Il rendimento medio stagionale (con funzionamento al carico reale) dell'impianto di
produzione del calore (per esempio caldaia) nel periodo di calcolo considerato è dato da:
Q
η s = ------------------
Gc ⋅ P c

6.1.1.1 Impianti muniti di misuratore della quantità di calore


La quantità di calore utile Q è determinata tramite letture successive (iniziale e finale del
periodo considerato) del contatore di calore posto all'uscita dell'impianto di produzione del
calore.
La quantità di combustibile Gc è rilevata da un contatore di combustibile nell'alimentazione
dell'impianto o, in mancanza di questo, dai registri contabili relativi agli acquisti di
combustibile, corretta per tenere conto di eventuali giacenze.

6.1.1.2 Impianti privi di misuratore della quantità di calore


Ove non sia disponibile un contatore di calore diretto, il valore di ηs deve essere
determinato in conformità alla UNI 10348.

6.2 Calore utile da reti di teleriscaldamento


Nel caso di fornitura di calore da reti di teleriscaldamento il costo unitario del calore utile
è quello fatturato dall'ente distributore con formula monomia, corretto per tenere conto dei
consumi di energia elettrica. Nel caso di contratto con formula binomia, si assume
convenzionalmente il prezzo unitario del calore utile della formula monomia, corretto per
tenere conto dei consumi di energia elettrica:
UB ⋅ Q ' + B
U = --------------------------------
Q ' + 0,8 ⋅ G e

7 CRITERI DI RIPARTIZIONE
Nota La spesa di riscaldamento attribuibile a ciascuna utenza è composta dalle seguenti quote.

7.1 Quota di spesa per consumo


La quota di spesa per il consumo è costituita dal corrispettivo del calore consumato per il
riscaldamento e la produzione di acqua calda, calcolata come specificato.

7.2 Quota di spesa per potenza termica impegnata


La quota di spesa dovuta per potenza termica impegnata è la quota parte della somma di
tutti gli oneri sostenuti per rendere disponibile il servizio, indipendentemente dai consumi.

7.3 Impianti muniti di dispositivi di contabilizzazione


Negli impianti muniti di contatori indiretti che forniscono solamente numeri di ripartizione
non collegabili ad unità fisiche di consumo, è necessario determinare la spesa SP per
potenza termica impegnata calcolando analiticamente il corrispettivo economico delle
seguenti voci (eventualmente avvalendosi di una diagnosi energetica eseguita in
conformità alle UNI EN 832, UNI 10347 e UNI 10348):
1) spesa per la conduzione e manutenzione ordinaria;
2) spesa per la gestione del servizio di contabilizzazione del calore e di ripartizione
delle spese di riscaldamento;

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3) dispersioni di calore del generatore e della rete di distribuzione presenti anche in


assenza di consumi;
4) eventuale spesa di ammortamento relativa al periodo considerato.
La spesa SC si ottiene sottraendo alla spesa totale T la spesa SP per potenza impegnata
determinata come sopra detto:
SC = T − SP
Anche in questo caso la spesa totale per potenza termica impegnata SP, viene ripartita
sulla base della frazione millesimale di potenza installata (vedere punto 8.4) mentre la
spesa totale di consumo SC viene ripartita sulla base dei numeri di ripartizione dei
contatori indiretti: la grandezza U deriva pertanto dalla relazione:
U = SC / ηi
essendo ηi il numero di unità di ripartizione di ogni contatore indiretto non rappresentato
in unità fisiche.

7.4 Impianti privi di dispositivi di contabilizzazione


Negli impianti privi di apparecchiature per la contabilizzazione del calore consumato da
ogni utente, le due quote, per consumi e per potenza termica impegnata, non sono
distinguibili.
Pertanto l'intera spesa deve essere ripartita solo in base alla potenza termica installata in
ciascuna utenza (che è proporzionale al calore erogato dall'impianto nelle stesse utenze).

8 COMPUTO DELLA SPESA

8.1 Quota singola di spesa per consumo


La spesa addebitabile ad ogni utente per il consumo individuale per il riscaldamento degli
ambienti e per il riscaldamento dell'acqua calda è data da:
sc i = U ⋅ CO i
Per quanto riguarda COi (unità di consumo da addebitare a ciascun utente, vedere
appendice D).

8.2 Spesa totale per consumi SC


La spesa complessiva per consumi di riscaldamento e produzione di acqua calda è
rappresentata dalla sommatoria delle quote individuali sc i.
SC = Σ sc i

8.3 Spesa complessiva totale per potenza impegnata, SP


La spesa totale complessivamente sostenuta dagli utenti per disporre del servizio è:
SP = T − SC

8.4 Quota di spesa individuale per potenza impegnata, sp i


La spesa dovuta da ogni singolo utente per potenza impegnata, ossia per godere della
disponibilità del servizio è:
sp i = SP ⋅ QM i
dove:
QM i è la frazione millesimale di potenza installata (somma della potenza di ogni singolo
corpo scaldante e, ove del caso, delle tubazioni di distribuzione. Vedere appendice A).

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8.5 Spesa totale di utenza t i


La spesa complessivamente dovuta da ogni utente per consumi ed impegno di potenza è:
t i = sc i + sp i
A scopo di verifica deve risultare:
T=Σti

9 CASI ANOMALI E MISURE INATTENDIBILI


In presenza di consumi ritenuti anomali, l'utente può richiedere a sue spese la verifica
delle apparecchiature. Qualora venisse riscontrato un errore di misura maggiore del 10%,
si procede alla correzione dei dati ed all'eventuale conguaglio della somma
eventualmente già pagata (limitatamente agli ultimi 12 mesi), oltre al rimborso delle spese
di verifica, ed alla riparazione o taratura del misuratore.
Qualora venissero riscontrati malfunzionamenti tali da rendere inattendibili le misure, il
consumo va calcolato sulla base dei dati seguenti:
a) valore medio dei tre anni precedenti, corretto per tenere conto dei gradi giorno del
periodo considerato rispetto alla media dei periodi di riferimento;
b) valore corrispondente alla media dei consumi di volumi equivalenti per posizione
(piano) ed esposizione;
c) valore previsto dal certificato energetico di cui alla legislazione vigente1).

10 MANOMISSIONI
L'utente è responsabile dell'eventuale manomissione delle apparecchiature di
contabilizzazione.
Qualora vengano rilevati tentativi di alterazione della misura e manomissioni delle
apparecchature aventi lo scopo di prelevare calore in modo illecito, tali da rendere
inattendibili le misure, il consumo va calcolato come previsto al punto precedente, fatte
salve ulteriori misure in conformità alla vigente legislazione in merito.

11 MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI CONTABILIZZAZIONE


Il corretto funzionamento dei componenti della contabilizzazione al servizio della singola
unità immobiliare deve essere garantito dal proprietario dell'unità stessa.
I componenti dei sistemi di contabilizzazione destinati alla raccolta dei dati, alla loro
elaborazione, alla loro teletrasmissione a livello di fabbricato o di complesso edilizio
devono essere mantenuti in efficienza a carico di tutti i proprietari.
Per le unità immobiliari a locazione si deve fare riferimento a quanto prescritto nel Codice
Civile e nelle Leggi Nazionali e Regionali in materia di rapporto fra proprietari e locatari.
Ogni intervento di manutenzione, riparazione o sostituzione deve tuttavia essere
effettuato attraverso il responsabile del servizio di contabilizzazione. Qualsiasi tipo di
intervento diretto dell'utente o del proprietario è assimilabile alla manomissione.

12 INFORMAZIONI AGLI UTENTI


Il responsabile del servizio di contabilizzazione deve fornire agli utenti dettagliate
informazioni sul funzionamento dell'impianto di contabilizzazione ed istruzioni per il suo
utilizzo corretto. L'utente deve utilizzare l'impianto in modo conforme alle suddette
istruzioni.

1) Al momento della pubblicazione della presente norma, art. 30 della Legge 10/91.

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APPENDICE A DETERMINAZIONE DELLA POTENZA TERMICA DELL'IMPIANTO DI UTILIZZAZIONE


(normativa) AI FINI DELLA RIPARTIZIONE DELLE SPESE DI RISCALDAMENTO
Questo metodo è applicabile in modo semplice e corretto solo in presenza di corpi
scaldanti a convezione naturale (piastre, radiatori, ecc.).
In presenza di convettori, ventilconvettori, distribuzione di aria calda, pannelli o altri
sistemi, il metodo non è applicabile e la potenza dell'impianto è determinabile con
maggiore difficoltà e minore precisione da tecnici abilitati.
Per questi impianti, devono essere impiegati necessariamente misuratori della quantità di
calore.

A.1 Per gli impianti installati dopo l'entrata in vigore della Legge 373/76 questa potenza,
somma della potenza scambiata dai corpi scaldanti secondo la UNI EN 442-2 in
corrispondenza di un ∆t di 60 °C2) e di quella scambiata dalle tubazioni di adduzione
(vedere punto A.2), è fornita dal progettista e rilevabile dal progetto depositato presso i
competenti uffici comunali.
Per gli impianti installati prima dell'entrata in vigore della Legge 373/76 le quote
millesimali di riscaldamento sono state a volte basate sui volumi riscaldati o su altri
parametri.
È in questo caso necessario, tenuto conto delle possibili variazioni o modifiche apportate
agli impianti, verificare le potenze installate e determinare le relative quote millesimali.
Allo scopo si consiglia di utilizzare il seguente metodo.
La potenza termica di un corpo scaldante assimilabile alla potenza definita nella
UNI EN 442-2 in corrispondenza di un ∆t di 60 °C2), espressa in watt è data da:
Qnv = (314 ⋅ S ) + (C ⋅ V )
dove:
il termine (314 ⋅ S ) rappresenta la componente radiante in cui:
S è la superficie che delimita il corpo scaldante, in m2:
S=2⋅h⋅l+2⋅l⋅p+2⋅p⋅h
in cui:
h è l'altezza totale del corpo scaldante, in metri;
p è la profondità del corpo scaldante, in metri;
l è la lunghezza totale del corpo scaldante, compresi i mozzi ed esclusi eventuali tappi
o raccordi di collegamento alle tubazioni, in metri;
il termine (C ⋅ V ) rappresenta la componente convettiva in cui:
V è il volume del corpo scaldante:
V=h⋅p⋅l
C è un parametro sperimentale, indicato in watt al metro cubo, riportato nel prospetto A.1.

2) La potenza definita nella UNI EN 442-2 in corrispondenza di un ∆t di 60 °C è legata alla potenza nominale, riportata
nella stessa norma, dalla seguente relazione:
Q60 = Qn ⋅ (60/50)1,3

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prospetto A.1 Valori di C per diversi corpi scaldanti

Materiale Tipologia Descrizione C *)


( W/m2)

mozzo 50 mm 18 000

Colonne piccole
Ghisa
sezione <30 × 30 mm

mozzo 50 mm 16 900

Ghisa
Colonne unite da diaframma 16 900
Acciaio

Colonne lisce 20 300

Piastre
Ghisa

Colonne alettate 21 400

Molto alettato 28 100

Alluminio Mediamente alettato 24 800

Poco alettato 21 400

Piastra senza alettatura 20 300

Acciaio Con alettatura posteriore 23 600

Con alettatura fra i ranghi 22 500

*) Per tipi diversi ci si può riferire a quelli più simili, tenendo presente che il valore di C è funzione quasi esclusiva della
forma ed in misura trascurabile del materiale.

A.2 Per valutare l'emissione delle tubazioni di adduzione, assimilabile alla potenza
UNI EN 442-2 in corrispondenza di un ∆t di 60 °C3), è possibile riferirsi ai dati riportati nel
prospetto A.2, validi per le tubazioni leggermente isolate come nella generalità dei casi.

3) La potenza definita nella UNI EN 442-2 in corrispondenza di un ∆t di 60 °C è legata alla potenza nominale, riportata
nella stessa norma, dalla seguente relazione:
Q60 = Qn ⋅ (60/50)1,3

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prospetto A.2 Emissione delle tubazioni

Tubazione Emissione in W/m


10 mm 16
12 mm 20
14 mm 23
16 mm 27
18 mm 29
1/2" 35
3/4" 44
1" 55

Negli impianti tradizionali a distribuzione verticale o in quelli a distribuzione orizzontale,


ma senza intercettazione di zona, va compreso nella potenza anche il tratto di tubazione
di collegamento corpo scaldante-montante.
L'esclusione del corpo scaldante incide infatti anche sullo scambio termico di queste
tubazioni, mentre non incide sullo scambio termico delle tubazioni di distribuzione e
pertanto la dispersione della colonna montante o delle distribuzioni orizzontali comuni a
più utenze non vengono conteggiate: le relative dispersioni sono parte quindi della spesa
comune.
Se la tubazione è sotto traccia (percorso non determinabile) può essere utilizzato un
valore di lunghezza convenzionale di 3 m, comprendente la tubazione di andata e quella
di ritorno.
Negli impianti a distribuzione orizzontale con intercettazione di zona, la potenza
dell'impianto è invece comprensiva anche di quella delle tubazioni a valle degli organi di
intercettazione di zona.

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APPENDICE B DETERMINAZIONE DEI CONSUMI PER IL RISCALDAMENTO DI ACQUA PER


(normativa) UTILIZZI IGIENICO-SANITARI E RELATIVI COSTI
Il comma 7 dell'art. 5 del DPR 412/93 prescrive che gli impianti di produzione e
distribuzione dell'acqua calda sanitaria devono essere progettati e condotti in modo che la
temperatura dell'aria, misurata nel punto di immissione nella rete di distribuzione, non
superi i 48 °C, con tolleranza di +5 °C.
Nel caso in cui la contabilizzazione dell'acqua calda sia effettuata con i contatori
volumetrici, il consumo per il riscaldamento dell'acqua per utilizzi igienico-sanitari erogata
dal bollitore a 50 °C può essere stabilito convenzionalmente, come media annuale in:
150 MJ per m3 di acqua, per impianti installati prima dell'entrata in vigore della legge
373/76 senza tubazione di ricircolo;
280 MJ per m3 di acqua, per impianti installati prima dell'entrata in vigore della legge
373/76 con tubazione di ricircolo;
140 MJ per m3 di acqua, per impianti installati dopo l'entrata in vigore della legge
373/76 senza tubazione di ricircolo;
210 MJ per m3 di acqua, per impianti installati dopo l'entrata in vigore della legge
373/76 con tubazione di ricircolo.
Ove sul circuito di produzione individuale di acqua calda sia installato il contatore di
calore, questo fornisce direttamente il consumo individuale in unità energetiche.
L'energia viene normalmente misurata in megajoule.
Nel caso di apparecchi che forniscano la misurazione dell'energia con altre unità di misura
(kcal, Mcal, kJ, kWh, MWh) conviene convertire queste in megajoule.
Si ha in tal modo la possibilità di confrontare agevolmente quantità e costi.
Per trasformare le kcal in MJ moltiplicare per 0,004 187;
Per trasformare le Mcal in MJ moltiplicare per 4,187;
Per trasformare i kJ in MJ moltiplicare per 0,001;
Per trasformare i MWh in MJ moltiplicare per 3 600;
Per trasformare i kWh in MJ moltiplicare per 3,6.
Per gli impianti con produzione centralizzata di acqua calda, installati prima dell'entrata in
vigore della legge 373/76, o comunque sprovvisti di contatori divisionali, il consumo può
essere determinato convenzionalmente sulla base dei seguenti dati.
Fabbisogno convenzionale di energia: 3 000 MJ annui per persona, considerando una
persona ogni 25 m2 di superficie di alloggio (muri compresi).
Rendimenti indicativi, modificabili sulla base di una valutazione o di un calcolo con
riferimento alla situazione oggettiva.

Rendimento di regolazione (valore indicativo) 0,95

rendimento di distribuzione (valori indicativi):

- impianti installati prima dell'entrata in vigore della legge 373/76 senza tubazione di ricircolo 0,88
- impianti installati prima dell'entrata in vigore della legge 373/76 con tubazione di ricircolo 0,73
- impianti installati dopo l'entrata in vigore della legge 373/76 senza tubazione di ricircolo 0,92
- impianti installati dopo l'entrata in vigore della legge 373/76 con tubazione di ricircolo 0,85

Nel caso in cui l'acqua calda sanitaria sia prodotta mediante un generatore di calore
diverso da quello del riscaldamento, il prezzo U dell'energia relativa all'acqua calda
sanitaria va calcolato tenendo conto del proprio rendimento medio stagionale di
produzione e va applicato al fabbisogno convenzionale, tenuto conto del rendimento di
regolazione e distribuzione. In mancanza di un contatore di calore diretto su questo
circuito, il valore di hs deve essere determinato in conformità con la UNI 10348.

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APPENDICE C NOTE PER LA CORRETTA APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI RIPARTIZIONE


(normativa)

C.1 Principio di ripartizione


Il principio di ripartizione contenuto nella presente norma si fonda sulla valutazione della
quantità di calore CO i consumato da ogni utenza (da utilizzare come unità di ripartizione
UR ) e sulla valutazione del prezzo unitario U di queste unità di ripartizione.
Va tuttavia chiarito che le quantità di calore CO i di cui sopra, anche se espresse per
comodità in MJ per meglio inquadrare l'ordine di grandezza, devono essere intese e sono
utilizzabili solo come unità di ripartizione ai sensi della norma (il simbolo UR si riferisce a
questa particolarità).
Quanto sopra ha lo scopo di garantire un'equa ripartizione della spesa per consumi anche
nei casi in cui questi risultino molto differenziati, come avviene, in particolare, nelle case
ad abitazione non continuativa.

C.2 Conseguenze
La norma prevede che la spesa complessiva per impegno di potenza SP sia determinata
per differenza fra la spesa totale di riscaldamento T e la spesa attribuita ai consumi SC
(vedere punto 8.3).
La spesa per impegno di potenza SP comprende alcune componenti certe e definite
quali:
- tutta la componente gestionale G ;
- una parte della componente energetica E, corrispondente al corrispettivo del calore
disperso Ed dalla rete di distribuzione, dal punto di produzione al punto di
derivazione delle singole utenze.
Altre componenti meno definite, ma sempre presenti ne influenzano la determinazione.
Esse sono:
a) corrispettivo dell'errore di misura del rendimento medio stagionale ηs, ove questo sia
misurato (vedere punto 6.1.1),
oppure:
corrispettivo della differenza fra rendimento medio stagionale reale e rendimento
medio stagionale convenzionale ηs.
Questa differenza dipende generalmente dalla qualità della manutenzione, rispetto
ad un normale grado di manutenzione ipotizzato;
b) corrispettivo dell'errore di valutazione della quantità di energia consumata ΣCO i.
Questa differenza dipende dalla qualità, precisione e grado di manutenzione delle
apparecchiature di contabilizzazione utilizzate.
Altre componenti che in taluni casi possono influenzare la spesa SP, sono:
- corrispettivo di eventuali perdite di acqua calda da tubazioni non in vista (interrate),
correnti entro intercapedini o vespai, ecc.;
- corrispettivo di eventuali perdite di combustibile (dal serbatoio o dalla rete di
alimentazione del bruciatore nel caso di combustibili liquidi o dalla rete a valle del
contatore nel caso di combustibile gassoso);
- corrispettivo degli errori di misura del combustibile o del calore acquistato.
Risulta pertanto consigliabile che il bilancio economico sia supportato da un corretto
bilancio energetico, come schematizzato nella figura C.1.

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figura C.1 Schema di bilancio energetico


Legenda
C1, C2 ……Cn Apparecchiature individuali di contabilizzazione
E1, E2 …… En Consumi individuali
Ct Contatore di calore di centrale
Cc Contatore del combustibile

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La quantità di calore utile Q è data da:


Q = (Gc ⋅ Pc ⋅ η + 0,8 Ge) = ΣCO i + Ed oppure Q = Q ' + 0,8 Ge
per cui:
ΣCO = (Gc ⋅ Pc ⋅ η + 0,8 ⋅ Ge) − Ed oppure (Q ' + 0,8 Ge) − Ed
dove:
Q ' è l'energia utile acquistata in megajoule;
Ed è l'energia dispersa dalle tubazioni di distribuzione in megajoule.
Nel caso in cui il bilancio energetico non risulti convincente è necessario determinarne le
ragioni ed effettuare le dovute correzioni o individuare e riparare eventuali perdite.
Il bilancio energetico è tanto più credibile ed in grado di fornire utili elementi gestionali,
quanto più e meglio l'impianto è strumentato.
Si raccomandano in particolare:
- contatori divisionali di qualità garantita;
- contatore del calore utile prodotto, correttamente installato, con verifica dell'incertezza
di misura secondo l'appendice B;
- contatore del combustibile bruciato;
- contatore dell'acqua immessa nell'impianto di riscaldamento.
È anche opportuna la valutazione, da parte di un tecnico del settore, del calore Ed
disperso dalla rete di distribuzione, tenendo conto della temperatura media effettiva nel
periodo considerato.
L'art. 30 della legge 10/91 prescrive la certificazione energetica degli edifici, i cui dati
vengono utilizzati in sede di applicazione della presente norma.

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APPENDICE D NOTE RELATIVE AD ALCUNE APPARECCHIATURE ESISTENTI


(normativa)
Per una corretta ripartizione dei consumi conforme alla presente norma è preferibile che
le indicazioni delle apparecchiature siano riconducibili ad una quantità di energia, da
utilizzare come unità di ripartizione.
Si trascrivono alcune note per la corretta interpretazione delle indicazioni di alcune
apparecchiature in commercio.

D.1 Contatore di calore conforme alla UNI EN 1434-6


Il contatore di calore esegue il bilancio termico sul fluido termovettore e fornisce
direttamente il consumo in unità energetiche UR.
Se un unico contatore misura i consumi individuali per riscaldamento e acqua calda
l'energia CO, consumata complessivamente dall'utente per riscaldamento e acqua calda
da utilizzare come unità di ripartizione è:
CO = L2 − L1
dove:
L1 e L2 sono due letture successive, ad inizio e termine periodo, del contatore di calore.
Se il contatore di calore misura solo i consumi per riscaldamento tale energia è data da:
CO = (L2 − L1) + Eai
dove:
Eai è il consumo di energia per i consumi di acqua calda (vedere appendice B).
L'energia viene normalmente misurata in megajoule.
Nel caso di apparecchi che forniscono la misura dell'energia con altre unità di misura
(kcal, Mcal, kJ, kWh, MWh) conviene convertire queste in megajoule.
Si ottiene in tal modo la possibilità di confrontare agevolmente quantità e costi.

D.2 Contatore di calore indiretto (o ripartitore di calore) conforme alla UNI EN 834
L'energia erogata da ogni singolo corpo scaldante è:
co = k ⋅ (L1 − L2)
dove:
k è una costante che rappresenta il coefficiente di proporzionalità fra l'energia
erogata dal singolo corpo scaldante in un determinato periodo di tempo e la
differenza fra due letture effettuare prima e dopo tale periodo;
L1 e L2 sono due letture, ad inizio ed al termine del periodo, sull'indicatore dello
strumento preventivamente valorizzato con la memorizzazione della potenza del
corpo scaldante. L'energia consumata dal singolo utente i, attraverso i suoi n
corpi scaldanti è:
CO i = Σco
Il valore di k viene determinato tramite misurazioni in camera di prova eseguite secondo
la UNI EN 442-2 su contatori indiretti valorizzati con l'emissione termica definita nella
UNI EN 442-2 del corpo scaldante in corrispondenza di un ∆t di 60 °C.

D.2.1 Condizioni di prova per la determinazione del coefficiente k


Si applica il contatore sul corpo scaldante nella posizione e con le modalità previste dal
costruttore, previa memorizzazione delle costanti previste al punto 4.18 della
UNI EN 834. Raggiunte le condizioni di regime previste dalla UNI EN 442-2 ha inizio la
prova, che consiste nella misurazione del calore erogato dal corpo scaldante. La prova ha
la durata necessaria ad ottenere almeno cento scatti aggiuntivi del numeratore.

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Questa prova viene ripetuta alle tre temperature previste dalla UNI EN 442-2.
Per ognuna delle tre prove, si determina il valore di k i = E/n
dove:
E è l'energia erogata dal corpo scaldante nel periodo di prova;
n è la differenza fra le letture L1 e L2 corrispondenti all'inizio ed alla fine della prova.
Il valore di k da assumere è il valore medio dei tre valori di k i ottenuti, che non devono
differire fra di loro di oltre il 10%.
Il corpo scaldante deve essere conforme, per potenza e numero di elementi, alla
UNI EN 442-2.

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BIBLIOGRAFIA
UNI EN 835 Ripartitori dei costi di riscaldamento per la determinazione del
consumo dei radiatori - Apparecchiature basate sul principio di
evaporazione, senza l'ausilio di energia elettrica

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