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CORSO LINGUA

ITALIANA A – BASE
MODULO 1
DOCENTE – IONELA CHIRU
NIVELUL A1

• A1 - Nivelul Introductiv (Breakthrough)


• Cuvinte cheie: întrebări simple, mediul înconjurător apropiat și familiar.
• Achiziția nivelului A1: Studentul poate înțelege și utiliza expresii familiare și cotidiene,
precum și enunțuri simple care vizează satisfacerea nevoilor concrete. Poate să se
prezinte sau să prezinte pe cineva și să pună unei persoane întrebări care o privesc
(locuința, relații, ce îi aparține ...). Poate să răspundă aceluiași tip de întrebări. Poate
comunica simplu dacă interlocutorul vorbește lent și distinct și se arată cooperant).
NIVELUL A2

• A2 - Nivelul de baza (Waystage)


• Cuvinte cheie: descrieri, conversații simple.
• Achiziția nivelului A2: Studentul poate înțelege fraze izolate și expresii frecvent folosite în
relația cu domeniile imediate de prioritate (informații personale sau familiale,
cumpărături, mediul înconjurător apropiat, muncă). El poate comunica în situații simple și
obișnuite, care nu cer decât un schimb de informații, simplu și direct, pe subiecte familiare
și obișnuite. Poate descrie cu mijloace simple familia sa, mediul său înconjurător și evoca
subiecte familiare și obișnuite sau care corespund nevoilor imediate. Candidatul poate să
redacteze o scrisoare personală foarte simplă.
LIVELLO A1

• Riesce a comprendere e utilizzare espressioni familiari di uso quotidiano e formule molto


comuni per soddisfare bisogni di tipo concreto. Sa presentare se stesso/a e altri ed è in
grado di porre domande su dati personali e rispondere a domande analoghe (il luogo
dove abita, le persone che conosce, le cose che possiede). È in grado di interagire in
modo semplice purché l’interlocutore parli lentamente e chiaramente e sia disposto a
collaborare.
LIVELLO A2

• Riesce a comprendere frasi isolate ed espressioni di uso frequente relative ad ambiti di


immediata rilevanza (ad es. informazioni di base sulla persona e sulla famiglia, acquisti,
geografia locale, lavoro). Riesce a comunicare in attività semplici e di routine che
richiedono solo uno scambio di informazioni semplice e diretto su argomenti familiari e
abituali. Riesce a descrivere in termini semplici aspetti del proprio vissuto e del proprio
ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati.
E’sempre sorda: 1) ad inizio di parola, se segue vocale: SA,
SE, SI, SO, SU (ad es. seta); 2) quando è lunga, cioè 'doppia'
(ad es. cassa); 3) quando è seguita da una consonante sorda
(P, T, C, Q, F )(ad es. scuola, casco), 4) all’interno di una parla
quando è preceduta da una consonante (ad es. falso, penso);
5) in posizione finale (ad es. autobus).

Invece si ha sempre una sonora (vedi la pronuncia romena


della consonante zeta) quando la “s” si trova fra due vocali.
(ad es. casa, rosa, ecc.) e per assimilazione, quando la s è
seguita da una consonante sonora (B, D, G, L, M, N, V) (ad es.
sbatto, smetto, sdentato, esborso, giurisdizione ecc.)
La “z” è sorda (vedi la pronuncia romena della
consonante ƫ ): 1) davanti ai gruppi vocalici “ia”, “ie”, “io”.
Esempi: spaziale, Graziella. 2) dopo la consonante L.
Esempi: balzare, calzare. 3) nelle parole che terminano in
–anza, -enza, - ezza, - izia, -ozza, -ozzo,-ziare, -zione.
Esempi: pigrizia, gozzo, lenza, cozza, viziare

La “z” si pronuncia sonora (non esiste in romeno). 1)


quando la parola è scritta con una sola “z” (zeta non
doppia) e si trova fra due vocali; Esempi: ozono, azoto,
azalea. 2) nei suffissi –izzare, -izzatore,- izzazione;
Esempi: civilizzare, nazionalizzazione. 3) nelle parole di
origine straniera come bazar o zoom… 4) all’inizio di
parola. Esempi: zingaro, zucchero.
Ci sono però molte eccezioni: zio, zia, zie, zappa (sorde)
ha suono gutturale dinanzi alle vocali A, O, U
Esempio: SCATOLA, SCOPERTO, SCUSARE
e palatale dinanzi alle vocali I, E ( ŞI- ŞE)
Esempio: SCENA, PISCINA, ASCENSORE
(In italiano non abbiamo mai il suono disgiunto di SC
davanti ad I oppure E) (PIŞINA=
PISCINA)
Quando invece si vuole conservare il suono gutturale
anche dinanzi ad E,I si pone nel mezzo un'h:
Esempio: SCHEDA, SCHIENA
Per ottenere un suono palatale anche davanti ad A,O,U,
si inserisce una I :
Esempio: LASCIARE, FASCIO, PASCIUTO
ha sempre un suono unico palatale: ad esempio,
vergogna, guadagno, vignetta, bagnino, regno, pegno,
ognuno.

(Ha eccezionalmente due suoni, cioè si pronuncia


staccando le due lettere g, n che lo compongono, nei
nomi di origine straniera, come wagneriano da Wagner.)
Esiste poi una consonante speciale che, anche se non
può mai raddoppiare, anche se non ha una pronuncia
tutta sua, è molto utile:
ACCA
1) Abbiamo visto poco fa come serve dopo la C e la G per
modificarne la pronuncia
2) Aiuta a distinguere il verbo avere in alcuni casi delle
parole uguali nella pronuncia ma diverse nel senso e nel
significato:
ho (verbo) – o (congiunzione);
hai (verbo) – ai (preposizione articolata);
ha (verbo) – a (preposizione semplice);
hanno (verbo) – anno (sostantivo);
Numeralul ordinal = Il numerale ordinale

Numeralul ordinal in limba italiana ca si in romana exprima ordinea prin


numarare a obiectelor sau actiunilor intr-o insiruire.
1- primo (primul)
2-secondo (al doilea)
3-terzo (al treilea)
4-quarto (al patrulea)
5-quinto (al cincilea)
6- sesto (al saselea)
7-settimo (al saptelea)
8- ottavo
9-nono
10-decimo
11-undicesimo
12-dodicesimo
13-tredicesimo
14- quattordicesimo
15-quindicesimo
16- sedicesimo
17- diciassettesimo
18- diciaottesimo
19-diciannovesimo
20-ventesimo
30-trentesimo
40- quarentesimo
60-sessantesimo
50- cinquentesimo
70- settantesimo
80-ottantesimo
90-novantesimo
100-centesimo
1000- millesimo
100000-centomilesimo
1000000- milionesimo
I Verbi Ausiliari Essere e Avere

Essere Avere

io sono io ho
tu sei tu hai
lui /lei /Lei è lui /lei /Lei ha
noi siamo noi abbiamo
voi siete voi avete
loro /Loro sono loro /Loro hanno